Month: dicembre 2018

Innovazione e tutela degli utenti nell’era dell’AI

Entro il 2025 il mercato globale dei chatbot dovrebbe raggiungere 1,25 miliardi di dollari, per un tasso medio di crescita annua superiore al 37%. Lo studio L’intelligenza delle tutele. I consumatori tra protezione ed empowerment al tempo dell’intelligenza artificiale, condotto dall’Istituto per la Competitività (I-Com), si concentra proprio sui chatbot, i software di intelligenza artificiale in grado di conversare, rispondere a domande e risolvere i problemi degli utenti. In pratica, la forma più avanzata di interazione tra aziende e consumatori.

Uno strumento in fortissima crescita anche nel settore pubblico, per il quale si prevede un aumento del 42% a livello mondiale, e nel settore della vendita al dettaglio. Questo, grazie a piattaforme di e-commerce quali Amazon, Alibaba, Flipkart, Snapdeal e Walmart.

I chatbot sono sempre più utilizzati in ambito finanziario e assicurativo

I chatbot sono sempre più utilizzati in ambito finanziario e assicurativo. E aumentano le aziende che decidono di sviluppare interfacce digitali capaci di assistere gli utenti e in grado di portare valore aggiunto al servizio di customer care. Tuttavia, sono ancora in molti a utilizzare i tradizionali strumenti di comunicazione per entrare in contatto con le imprese.

Su un campione di 1.000 persone solo il 15% utilizza i chatbot, soprattutto per ottenere una risposta veloce in caso di emergenza (37%) o per risolvere un problema (35%). E se il 64% degli intervistati apprezza la disponibilità 24h del servizio chatbot di customer care, permane ancora qualche dubbio: per il 43% degli intervistati, riporta Askanews, sarebbe preferibile avere a che fare con una persona in carne e ossa, e molti temono di commettere errori.

Sfide e opportunità per imprese e consumatori

Per le imprese lo sviluppo e l’adozione di strumenti dotati di AI permettono di o ttenere vantaggi quali, ad esempio, l’ottimizzazione dell’inventario in tempo reale, il miglioramento della logistica e delle consegne, e la profilazione dei clienti. Su oltre 22.000 consumatori di 27 Paesi in tutto il mondo, le prospettive per i dispositivi dotati di AI sono promettenti, ma solo il 10% degli intervistati dichiara di possedere questo genere di dispositivi.

Al primo posto i consumatori asiatici, e tra i primi 10 Paesi, Cina, Vietnam, Indonesia, Stati Uniti, Thailandia, Brasile, Francia, Regno Unito, Polonia e, ultima, l’Italia.

Italia terzultima con il 51% della popolazione stabilmente su Internet

Lo studio contiene inoltre un indice che classifica i Paesi europei in base al grado di digitalizzazione dei consumatori. E se la media europea si attesta al 70%, il nostro Paese si posiziona al terzultimo posto, con solo il 51% della popolazione stabilmente su internet. Peggio fanno solo Bulgaria e Romania. Sul gradino più alto del podio troviamo la Danimarca, con il 100% dei cittadini che utilizzano internet, seguita da Svezia e Paesi Bassi con percentuali rispettivamente del 99% e del 98%.