Month: agosto 2019

La Wellness Suite dell’ Over Motel

La camera Wellness Suite dell’ Over Motel è la soluzione perfetta per chi ha voglia di rilassarsi e di usufruire dei servizi di una SPA senza dover condividere con altre persone questo momento così intimo, se non con il proprio partner. Questa magnifica stanza infatti, dispone di un hammam privato che è il modo perfetto per trovare il giusto benessere e farsi coccolare dal calore del vapore acqueo e dal benessere che questo ambiente è in grado di regalare. La camera dispone inoltre di una bellissima piscina idromassaggio a 4 posti ed un solarium.

Si tratta di servizi che sono interni alla camera e per questo da non condividere con gli altri ospiti dell’hotel. Parliamo dunque della camera perfetta per concedersi quella parentesi di benessere e relax che si desidera da tanto tempo, all’interno di un ambiente assolutamente moderno, elegante e nel quale la privacy dei clienti viene sempre rispettata, in ogni momento, perché ciò che è importante per i clienti lo è ancora di più per la direzione di questo importante motel Monza.

I clienti hanno a disposizione anche un ampio parcheggio con box privato con accesso adiacente alla propria camera. In questa maniera dunque, i signori clienti potranno accedere alla propria camera parcheggiando la propria automobile proprio nei pressi dell’ingresso della stessa e utilizzare l’apposita tenda motorizzata per chiudere alla vista e dunque ottenere una privacy assoluta. La camera dispone inoltre di connessione WiFi gratuita, ambiente insonorizzato, domotica, minibar gratuito, cassaforte, TV digitale e aria condizionata. C’è davvero tutto dunque per trascorrere una parentesi di piacevole benessere usufruendo di una struttura moderna in grado di offrire servizi d’alto profilo. Per prenotare una camera o per richiedere informazioni direttamente al personale dell’ Over Motel è possibile contattare il recapito telefonico 0395973862.

Tutti pazzi per FaceApp, ma la privacy è in pericolo

FaceApp, l’app che invecchia i nostri selfie in realtà è un incubo per la privacy. Lanciata già due anni fa, nel 2017, FaceApp ha raggiunto la ribalta nel mese di luglio, sfondando gli 80 milioni di download. Migliaia di foto di persone modificate in modo da far sembrare il soggetto più anziano o più giovane: il servizio fornisce infatti la possibilità di applicare filtri estremamente credibili ai selfie caricati grazie a potenti algoritmi. Il problema è che a differenza di molti software con scopi analoghi FaceApp lavora l’immagine sul server dell’azienda sviluppatrice, originaria di San Pietroburgo. E come molti hanno osservato l’app costituisce anche un problema per la privacy, dal momento che le condizioni d’utilizzo sono vaghe, e non conformi al Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

L’accusa è partita da Twitter

La denuncia più severa è partita da Twitter, dove un analista informatico ha ipotizzato che l’applicazione caricasse sui propri server tutte le fotografie contenute nel rullino. Successivamente smentita da un altro esperto informatico, questa accusa ha contribuito ad accendere il dibattito, imponendo a tutti gli utenti una riflessione più approfondita sui dati che condividiamo, riferisce Agi.

Prime a schierarsi sono state però le organizzazioni di categoria, come Privacy International, che ha pubblicato sul proprio sito un’analisi della licenza d’uso di FaceApp  evidenziando che l’utente garantirebbe “una licenza perpetua, irrevocabile, non esclusiva, royalty-free, globale, interamente pagata, trasferibile e sub-licenziabile” delle immagini caricate sull’app.

Diritti illimitati sulle informazioni caricate dagli utenti

In parole povere, la Wireless Lab OOO, che sviluppa il sistema, avrebbe diritti pressoché illimitati sulle informazioni caricate dagli utenti. Tuttavia, alle polemiche ha risposto lo stesso AD dell’azienda, Yaroslav Goncharov, dichiarando al Washington Post che l’unico materiale raccolto da FaceApp è quello che l’utente sceglie di caricare, e che gran parte delle immagini vengono cancellate dal server entro 48 ore. Non è chiaro comunque cosa si intenda per “gran parte”, né in base a quale meccanismo alcune dovrebbero rimanere nei sistemi di Wireless Lab OOO. Un’altra polemica riguarda il luogo fisico in cui risiedono le macchine che fanno funzionare FaceApp. Wireless Lab OOO infatti è stata fondata a San Pietroburgo, ma risulta registrata nel Delaware. E i server utilizzati in realtà sarebbero quelli di Amazon, situati tra il Canada e gli USA.

I timori dei candidati democratici statunitensi

Dopo che i responsabili per la sicurezza hanno invitato i futuri candidati alle presidenziali del 2020 a non utilizzare il servizio sulla vicenda FaceApp si sono espressi anche alcuni esponenti del Partito Democratico americano. Il senatore dem Chuck Schumer ha annunciato su Twitter di aver fatto formale richiesta all’Fbi e alla Federal Trade Commission, l’ente governativo per la tutela dei consumatori, di compiere un’approfondita indagine sul funzionamento dell’app.

Nel frattempo, il consiglio che danno tutti è sempre lo stesso: se ancora non si ha utilizzato l’app che invecchia il volt meglio mostrare un po’ di saggezza ed evitare di fornire dati al primo servizio che diventa virale.