Month: settembre 2020

La nuova normalità è “agile”

Lo smart working è destinato a riscrivere il mondo del lavoro, e quello della vita privata. Questa modalità ha cambiato la destinazione d’uso delle stanze di casa o ha adattato gli ambienti domestici a postazioni di lavoro. Ma come in ogni ambiente professionale, anche nelle nuove case-ufficio nascono abitudini, tradizioni, e tormentoni. InfoJobs, la piattaforma per la ricerca di lavoro online, ha indagato come si svolge la vita degli italiani ai tempi del lavoro agile, con particolare attenzione ai meeting online, che hanno sostituito le riunioni in presenza. E se le call e le videocall sono ormai un’abitudine quotidiana del lavoratore agile la metà degli intervistati (52%) trascorre al telefono meno di un’ora, mentre l’altra metà tra una e tre ore al giorno (34,8%), e il 13,2% quattro ore e più

Gli imprevisti della videocall

I lavoratori riservano grande importanza alla preparazione per affrontare una videocall, riferisce Adnkronos. In casa si cerca un luogo dove l’audio sia perfetto e dove nessuno disturbi (48,5%), ma anche uno sfondo neutro per non far vedere troppo la casa (26,7%). Importante poi avere un aspetto curato (19,4%), ma è meglio essere preparati per l’agenda del giorno (22,4%).

Spesso poi ci si imbatte in piccoli intoppi tecnici o “invasioni domestiche” che creano tormentoni, come “Sei in muto!” (55,4%), “Scusate, il citofono!”, “Chiudo la finestra, oggi i vicini hanno deciso di tenere un concerto/tagliare l’erba/fare i lavori” (30,6%), o “Non si capisce nulla, parliamo uno alla volta!” (29,4%).

Quando la vita vera irrompe nello schermo

InfoJobs ha poi individuato gli imprevisti da videocall che strappano un sorriso ai partecipanti, dai figli che urlano o litigano, giocando o facendo videolezioni (46%) ai famigliari con mise improbabili che irrompono nello schermo (41,1%), fino al gatto che passa davanti al monitor (20,8%). I lavoratori sono consapevoli che accendere la telecamera o attivare l’audio può portare non solo a uno scambio di informazioni di lavoro, ma anche a ripetizioni delle tabelline, un lampadario kitch che verrà per sempre associato al collega, o semplicemente ai rumori della vita vera che deve andare avanti.

Le richieste dei capi trovano sempre il modo di arrivare

In ogni caso, che siano al telefono, via mail o chat le richieste dei capi trovano sempre il modo di arrivare, e in cima alla classifica della domanda più ricorrente i lavoratori sono d’accordo. Il 53,6% dichiara che i superiori chiedono soprattutto di fissare una video-chiamata di aggiornamento periodica del team, magari per monitorare i progressi di un’attività e valutare insieme opportunità e criticità. Anche fra colleghi la richiesta più frequente è un allineamento del team (59,6%), segue il bisogno di supporto (47,5%) o una proposta di divisioni delle attività per rispettare le deadline stabilite, magari dal capo o dai clienti.

E proprio prima di affrontare il capo, secondo il 14,1% fra colleghi è frequente la proposta di un pre-meeting sulla versione da raccontare