Author: Fabrizio Gambetta

Sostenibilità ambientale: quali sono le abitudini green degli italiani?

La sostenibilità ambientale è un tema sempre più prioritario per gli italiani, ed è in crescita di anno in anno: quasi due terzi degli italiani oggi infatti sono più attenti rispetto a 2-3 anni fa.  Ma quali sono le abitudini sostenibili degli italiani? Soprattutto gli sprechi (95%) e la raccolta differenziata (94%), oppure riutilizzano tutto ciò che può avere una ‘seconda vita’, favorendo così l’economia circolare. Sono alcuni dei risultati emersi dall’Osservatorio Green condotto da Compass, secondo cui la sostenibilità ambientale influenza sempre più anche le abitudini di acquisto. “Comprare prodotti ecosostenibili, come una nuova vettura ibrida, o effettuare interventi di ristrutturazione per rendere un’abitazione più efficiente a livello energetico, consente di avere un ritorno in termini di risparmio e di ridurre l’impatto sull’ambiente”, commenta Luigi Pace, direttore centrale Marketing Innovation di Compass.

Acquistare prodotti sostenibili a costo di spendere di più

Per quasi la metà degli intervistati la sostenibilità ambientale è un tema fondamentale, tanto che a evolversi sono anche le abitudini di acquisto degli italiani, e per i prodotti ecosostenibili oltre l’80% dichiara di essere disposto a spendere di più. Ma al primo posto (92%) tra le abitudini green c’è l’attenzione alla classe energetica degli elettrodomestici, ma sono tanti anche quelli che si orientano sui cibi a km0 (69%), evitano di comprare prodotti in confezioni di plastica/monouso (68%), verificano se i vestiti, i cosmetici e gli accessori sono ecosostenibili (55%) o acquistano cibo biologico (55%).

Una casa senza sprechi

L’attenzione agli sprechi passa attraverso le mura domestiche e il 62% degli italiani ha progetti importanti per la casa in tema di sostenibilità. Nelle abitazioni si iniziano ad adottare soluzioni più ecosostenibili, e sei intervistati su dieci hanno cambiato le lampadine con i Led a basso consumo, il 54% ha sostituito un vecchio elettrodomestico con uno nuovo di classe energetica superiore, il 24% ha dichiarato di avere effettuato interventi di efficientamento agli impianti di riscaldamento o trattamento aria, e il 17% ha sostituito gli infissi. Più basse le percentuali di chi ha recentemente effettuato un intervento di ristrutturazione della casa per migliorare l’efficientamento energetico, ma nei prossimi mesi il 36% pensa di usare il Superbonus, il 33% il Bonus Ristrutturazioni, e il 29% l’Ecobonus.

Inizia a cambiare il modello di mobilità

In tema di mobilità per i propri spostamenti gli italiani continuano a utilizzare l’auto (72%), anche se quasi la metà (49%) preferisce muoversi a piedi, ma aresce l’uso della bicicletta o delle e-bike private (19%). Per quanto riguarda le auto, il 66% in caso di acquisto sceglierebbe un modello ibrido, mentre il 47% si orienterebbe su un’auto completamente elettrica. E i dati dei primi quattro mesi dell’anno iniziano a confermare questo trend, con le auto ibride ed elettriche che raggiungono il 34,1% delle immatricolazioni totali. E il car sharing? Nelle città in cui è attivo, è usato dal 16% dei cittadini, con punte del 31% tra gli under 25.

Cambiano le regole nel mondo della ricerca di lavoro e del personale

Le regole cambiano anche per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Se fino a qualche anno fa il curriculum vitae era di fatto l’unico strumento in mano ai selezionatori per poter ottenere una descrizione preliminare delle competenze di un candidato, oggi social network come LinkedIn offrono un’interessante, e alternativa, fonte di informazioni. E ancora, se i colloqui da remoto tra candidato e selezionatore erano una rarità oggi, e soprattutto dallo scoppio della pandemia in poi, sono diventati la prassi. Ma non sono solo questi i cambiamenti avvenuti nel mondo della ricerca di lavoro o di personale. A mutare è anche il modo con cui i selezionatori analizzano i curricula.

Meno attenzione all’esperienza più alle skills

L’attenzione dei selezionatori ora è inferiore agli anni di esperienza del candidato, a fronte di un’attenzione superiore dedicata alle capacità e alle skills. Questo, spiega Carola Adami, co-fondatrice della società italiana di head hunting Adami & Associati, è una delle conseguenze dell’allungarsi delle carriere professionali nelle nuove generazioni.
“Chi è entrato nel mondo del lavoro in questi anni ha davanti a sé un lunghissimo periodo di lavoro, decisamente più ampio ed esteso rispetto a quello che hanno conosciuto i rispettivi genitori e nonni – spiega l’head hunter -. Il fatto di posticipare sempre più in avanti l’età pensionabile ha anche altri effetti importanti sui meccanismi di selezione”.

I “buchi” di carriera non devono più essere nascosti nei cv

Si pensi ad esempio ai buchi di carriera. “Un career coach, fino a qualche tempo fa, avrebbe consigliato a qualsiasi professionista di ridurre al minimo le pause di carriera, ovvero i mesi ‘vuoti’ tra un’occupazione e l’altra – sottolinea Adami -; ogni buco nel curriculum vitae poteva infatti essere visto come una mancanza da parte del candidato alla ricerca di un nuovo lavoro”.
Ma oggi le cose iniziano a essere differenti. “Di fronte a una carriera lavorativa della durata di 40 o 50 anni è più che normale, se non perfino talvolta consigliabile, ritagliarsi pause di qualche settimana, o anche di alcuni mesi – continua Adami -. E queste pause non devono più essere nascoste nei curriculum vitae: l’importante è piuttosto essere in grado di spiegare al selezionatore cosa è stato fatto durante quel periodo tra un lavoro e l’altro”.

Ritagliarsi alcune pause lavorative può essere premiante

Con la situazione lavorativa odierna si potrebbero guadagnare punti sugli altri candidati proprio a causa di una o più pause di carriera particolarmente significative.
“In un mondo professionale in cui è normale lavorare a lungo e cambiare un numero importante di aziende nel corso della carriera può essere premiante ritagliarsi alcune pause per dedicarsi alle proprie passioni, ripensare i propri obiettivi – precisa Adami -. Il nostro consiglio non è quello di nascondere queste pause, ma anzi di metterle in evidenza, spiegando come questi ‘buchi’ hanno permesso di accrescere le proprie competenze”.

Come saranno le vacanze degli italiani nell’estate 2021?

Se il 67% degli italiani nei prossimi mesi andrà in vacanza l’85% rimarrà in Italia, e una quota importante prenoterà all’ultimo momento, poco prima di partire (43%). Rimane comunque un 23% che probabilmente quest’anno non andrà in vacanza. Tra le motivazioni, soprattutto la paura per il rischio di contagio (43%), ma tra le ragioni indirettamente collegate alla pandemia, emerge la motivazione economica: il 32% non andrà in vacanza per non doverne affrontare i costi, soprattutto nella fascia d’età 50-64 anni, dove chi è frenato dai motivi economici sale al 43%. Si tratta di alcune evidenze emerse dalla ricerca condotta da BVA Doxa sulla propensione a viaggiare nel 2021.

Bisogno di vacanza, soprattutto al mare

Il 47% degli italiani dichiara di avere bisogno di una vacanza ancora più che in passato, soprattutto a causa delle conseguenze, fisiche e psicologiche, della pandemia. Ad ammetterlo sono soprattutto le donne (50%) e i giovani tra i 25 e i 44 anni (54%). Ma nel pianificare le proprie vacanze, il 29% cercherà di prendere in considerazione mete e periodi meno frequentati, il 21% prediligerà le mete più vicine a casa, e il 20% terrà conto della minore disponibilità economica.

Alcune preferenze però rimangono stabili. Decisamente chiara è la preferenza per le località di mare (74%), anche se il 15% sceglierà una vacanza itinerante, il 13% visiterà una città d’arte e il 10% si recherà in piccoli borghi.

Le ferie si organizzano online

Emerge il digital come strumento a cui affidarsi per la ricerca di informazioni e per l’organizzazione della vacanza: a oggi, il 40% degli italiani cerca località o informazioni su siti o blog di organizzazioni o strutture, soprattutto i più giovani. Quasi a pari merito la quota di chi legge recensioni online di altri turisti (39%) o che si affidano ai consigli di parenti o amici (35%). Una quota minore, ma comunque significativa, si affida invece ad articoli o riviste a tema viaggio e vacanze che capita di leggere (19%), soprattutto i Boomers.

Scegliere l’Italia per sostenere la ripresa

Tra gli italiani che quest’estate si sposteranno per andare in vacanza l’85% dichiara che resterà in Italia, a supporto del fatto che il contesto pandemico è un forte driver d’influenza nella scelta della tipologia di vacanza. Se infatti per il 26% viaggiare in Italia è una consuetudine consolidata già prima della pandemia, il 53% lo fa per sostenere l’economia italiana, o perché crede che sia un’opportunità per conoscere il nostro Paese. E ancora, il 36% ammette che rimanere in Italia è un modo per fare una vacanza più semplice e rilassante rispetto ad andare all’estero, tanto che il 33% si sente più sicuro a rimanere entro i nostri confini a causa della situazione instabile. Solo il 9% vive il fatto di rimanere in Italia come “una costrizione”, una quota che però sale tra i giovanissimi (19%), evidentemente più spinti dalla voglia di recarsi all’estero.

 

La scelta delle migliori lampade artistiche per arredare una casa

La scelta di lampade artistiche per casa deve tener conto di colori, di stili e di materiali che sono tutti in grado di fare la differenza. Come è noto, il mercato offre numerose alternative e quindi fare la scelta giusta talvolta può risultare complicato.

Al di là dei gusti personali, bisogna fare particolare attenzione a come è arredato lo spazio circostante e poi a quali sono gli aspetti che si vogliono mettere in risalto. Bisogna valutare tutti i punti strategici, gli arredi preesistenti ed anche le dimensioni della stanza. Ecco alcune idee per la scelta delle lampade di design!

Come scegliere una lampada artistica

Per scegliere una lampada artistica, innanzitutto bisogna capire bene qual è il posto in cui si vogliono posizionare i punti luci e la tipologia preferita. Volete scegliere un punto luce, un lampadario o una lampada? Ebbene, ogni soluzione di arredo può essere giusta oppure no a seconda dell’ambiente circostante.

Ad esempio, se volete posizionare una lampada di design all’interno della cucina, allora bisogna trovare una soluzione che sia poco ingombrante perché si tratta di un ambiente che già di per sé è ricco di arredi ed oggetti di vario genere.

Magari, è consigliabile optare per una soluzione che possa occupare poco spazio oppure che scenda dal soffitto. L’effetto sarà di certo spettacolare, soprattutto se si opta per una soluzione in grado di dare leggerezza e volume allo stesso tempo.

Altre idee di lampade artistiche in casa

Tra le altre idee per arredare con lampade artistiche, ve ne sono alcune preziose. Potete scegliere ad esempio, quelle da mettere in soggiorno che magari possono avere un volume più ampio. Inoltre, potrebbe essere anche interessante sceglierle con delle insenature in vetro, oppure, optare per delle lampade di design dai colori più disparati.

Anche i metalli, rappresentano una svolta in tal senso. Si può anche decidere di donare ai propri ambienti un tocco vintage che renderà l’arredo del vostro soggiorno ancora più particolare!

Perché usare il codice sconto per lo shopping online

Il Codice Sconto è conosciuto anche con il nome di codice promozionale, coupon o voucher ed è un buono alfanumerico che da qualche anno è entrato a far parte della quotidianità degli utenti Internet complice la diffusione degli ecommerce. A differenza dei buoni cartacei, i codici sconto sono numeri e lettere da inserire nel carrello dei principali marketplace italiani ed internazionali per vedersi riconosciuta una riduzione dell’importo da pagare.

Le origini del codice sconto

La pratica del codice sconto ha origine nei primi anni del 2000 in concomitanza con la nascita del commercio elettronico. Successivamente i codici sconto sono stati portati al successo da portali come Groupon, che nel periodo 2008-2010 era uno dei principali operatori internazionali. Dopo una fase iniziale, anche gli e-commerce internazionali hanno iniziato ad emettere codici sconto per gli acquisti e questa pratica si è diffusa rapidamente anche in Italia.

Il codice sconto tipico è formato da una combinazione alfanumerica che l’utente applica nel carrello della spesa, inserendola in un apposito box quando fa acquisti sul negozio online preferito. Il codice viene immediatamente riconosciuto e applicato dal portale, assicurando così il risparmio desiderato.

Dove si trovano i codici sconto

Chi è alla ricerca di un codice sconto ha vari modi a disposizione per ottenere codici promozionali tramite Internet. Vediamo quali sono i due maggiormente utilizzati dai risparmiatori.

  1. Codici sconto sul sito del negozio online

Il primo modo per ottenere il codice sconto è trovarlo direttamente sullo shop online con cui si vuole effettuare l’acquisto. La maggior parte degli ecommerce inviano abitualmente codici promozionali agli utenti che si sono registrati o iscritti alla newsletter o si possono trovare tali coupon direttamente sul sito web dell’ecommerce.

  1. Codice sconto sui portali specializzati di coupon

Grazie al successo dei codici sconto sono nati anche in Italia portali specializzati nell’offerta di codici promozionali, come nel caso di Sconti e Buoni. Questi siti raccolgono, elencano e aggiornano in continuazione i coupon sconto di centinaia di negozi italiani. Non mancano i casi di voucher esclusivi offerti direttamente dal negozio online per i clienti di un determinato sito Internet.

Come vedi anche in Italia si è affermato il sistema del codice sconto ed oggi i clienti dei negozi e gli appassionati di shopping online non devono più aspettare festività e Black Friday per fare acquisti risparmiando. Scopri i migliori codici sconto su ScontieBuoni.it e acquista anche tu online al miglior prezzo!

La pandemia rallenta il mercato delle acque minerali

Il settore italiano delle acque minerali è una delle eccellenze del food & beverage italiano. Lo dimostrano i tassi di crescita delle vendite all’estero: secondo l’Osservatorio Nomisma delle acque minerali e termali, il Mineral Water Monitor, tra il 2010 e il 2019 l’export di acque minerali italiane è raddoppiato a valore: +101%. Dopo quasi dieci anni di crescita ininterrotta l’export però ha subito una battuta d’arresto, registrando una contrazione pari all’11%. A rallentare però è anche il mercato interno: la pandemia da Covid-19 ha infatti mutato il modello di consumo degli italiani, portando al crollo delle vendite nel canale Horeca, la stazionarietà delle vendite nella Gdo, e al contempo, al raddoppio del giro d’affari dell’e-commerce.

Francia, Fiji e Georgia i competitor, Usa e Francia i principali importatori

Se l’Italia si posiziona al secondo posto tra i Paesi esportatori, con 539 milioni di euro di export nel 2020, tra i top exporter mondiali ci sono anche la Francia, al primo posto (651 milioni), le Fiji (121 milioni nel 2019), e la Georgia (101 milioni). Quanto all’export, negli ultimi anni l’Italia ha accresciuto la propria quota di mercato, confermando la leadership soprattutto negli Stati Uniti, dove detiene un market share del 41%, grazie soprattutto all’export di acqua minerale frizzante. Gli altri principali importatori delle acque del Bel Paese sono la Francia, dove detiene una quota di mercato dell’84%, la Germania, la Svizzera e il Regno Unito.

La situazione sul mercato interno

Secondo i dati NielsenIQ, partner Nomisma nell’Osservatorio, il 2020 si è chiuso con una stazionarietà nel settore della Gdo, che sul fronte dei valori registra un calo delle vendite pari a -0,2%, mentre su quello dei volumi registra un leggero incremento (+1,6%). Si riducono le vendite delle acque gassate (-1,3%) e lievemente gassate (-1,5%), mentre aumenta l’acquisto delle acque lisce (+1,8%), e delle effervescenti naturali (+5,0%), l’unica categoria che mostra un incremento delle vendite anche in valore (+5,6%). Quanto al canale Horeca, canale di riferimento soprattutto per le acque di fascia medio-alta e confezionate in vetro, le vendite stanno soffrendo particolarmente a causa delle chiusure (o dei limiti di orari) di bar e ristoranti, della riduzione dei flussi turistici e dell’incremento dello smart working, che porta le persone a ridurre le pause pranzo fuori dall’ufficio.

L’e-commerce raddoppia il giro di affari

Se la Gdo risulta stazionaria, non si può dire lo stesso del canale e-commerce, che in seguito al Covid, ha raddoppiato il giro di affari. Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la possibilità di ricevere la spesa direttamente a casa hanno fortemente incentivato le vendite online, tra il che tra il 2019 e il 2020 sono raddoppiate, sia in termini di quantità (+94,5%) sia in termini di volume (+92,5%). Tuttavia, il peso dell’e-commerce sull’off-trade (Gdo e retail) risulta ancora marginale, e rappresenta appena il 2% del totale.

La vacanza in villa di pregio piace soprattutto ai lombardi

Il comparto delle vacanze di lusso nel 2020 ha reagito meglio alle difficoltà del mercato rispetto alla totalità del settore turistico, con un del -25% rispetto al generale -68,6%. Nell’anno della pandemia a optare maggiormente per questa soluzione sono stati i lombardi. Circa il 45% di coloro che hanno scelto l’affitto breve di una villa o di un casale di pregio per le vacanze proviene infatti dalla Lombardia, per un totale di 510 prenotazioni. A scattare la fotografia di questo trend è Emma Villas, società attiva nel settore del vacation rental, che ha fornito i dati del proprio osservatorio attraverso un campione rappresentativo di 30.000 ospiti all’anno e 430 immobili gestiti in esclusiva.

Le destinazioni più gettonate? Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna

“Se nel 2019 gli italiani a scegliere questo tipo di vacanze rappresentavano solo poco più del 13% del totale, nel 2020 circa il 54% delle prenotazioni sono state confermate da italiani – spiega Giammarco Bisogno, presidente e ceo di Emma Villas -. A fare da traino nella passata stagione sono state la Toscana, in cui nel campione osservato sono state 1.600 le settimane prenotate, l’Umbria, con oltre 500 settimane, le Marche e l’Emilia Romagna con circa 200 settimane”.

L’Osservatorio di Emma Villas evidenzia anche come i lombardi che hanno deciso di affidare la propria villa per l’affitto breve sono circa il 5% del totale, con più del 76% che risiede a Milano.

Nel 2020 oltre 2.200 prenotazioni per oltre 3.200 settimane prenotate

Tra i lombardi che concedono in affitto i loro immobili circa il 43% ha un immobile in Toscana, il 19% in Lombardia, il 14% in Liguria, il 10% in Sardegna e il resto nelle Marche, in Umbria e in Piemonte. Nel 2020, nonostante la crisi, Emma Villas ha registrato oltre 2.200 prenotazioni in ville, appartamenti di pregio e casali con piscina privata, per un totale di oltre 3.200 settimane prenotate in 14 regioni italiane. La formula prevede una gestione in esclusiva delle ville di pregio, riporta Askanews. garantendo un reddito annuo ai proprietari e sollevandoli dall’onere della gestione operativa dell’immobile.

Un modello vincente anche in un anno di crisi

“Questo modello ci ha permesso di incrementare le acquisizioni di proprietà del 10% circa anche in un anno di crisi come il 2020, e siamo fiduciosi che anche nel 2021 manterremo un trend di crescita delle acquisizioni – prosegue Bisogno -. Oggi i dati ci dicono che più della metà degli italiani sta già pianificando una vacanza nel corso dell’anno e che un cliente italiano su due, tra quelli che abbiamo ospitato nel 2020, ha già chiesto informazioni sulle nostre proprietà almeno per una settimana di soggiorno anche per il 2021. Siamo convinti che quando la campagna vaccinale avrà dato i risultati auspicati e anche i nostri clienti stranieri torneranno a viaggiare con totale serenità, il giro d’affari tornerà quello precedente alla pandemia se non superiore”.

 

Aziende farmaceutiche, gli italiani le promuovono

Le aziende farmaceutiche sono viste bene o male dai cittadini italiani? Tutto sommato, nella percezione dell’opinione pubblica se la cavano con un’ampia sufficienza, tanto che 7 nostri connazionali su 10 le promuovono. Per esplorare più nel dettaglio il rapporto fra italiani e aziende farmaceutiche, Alnylam Pharmaceuticals ha realizzato con la collaborazione di Quorum/YouTrend l’indagine ‘L’industria farmaceutica. Conoscenze, percezioni dopo un anno di pandemia’. Il voto? Un bel 7, con un’opinione complessivamente positiva da parte degli utenti.

Bene comune o profitto?

Ecco qualche percentuale interessante emersa dalla ricerca, condotta attraverso oltre 1.500 interviste per esplorare il sentiment generale sulle imprese del farmaco. Emerge che il 71,8% ha un’opinione positiva delle aziende farmaceutiche soprattutto perché consapevoli degli investimenti in ricerca e sviluppo (35,2%) e perché convinti che le industrie producano farmaci affidabili e sicuri (32,1%). La percezione di chi ha espresso un’opinione negativa (21,6%), invece, è legata al pensiero che le aziende farmaceutiche guardino prima di tutto al profitto (81,3%) e che manchino di responsabilità sociale (44,7%).

Gli italiani non sanno proprio tutto

La nota che accompagna l’indagine esplora anche il rapporto fra spesa sanitaria nazionale e spesa farmaceutica, evidenziando però che solo poco più della metà degli intervistati (50,7%) è a conoscenza che il prezzo dei farmaci in Italia è stabilito da una negoziazione tra le aziende farmaceutiche e Agenzia italiana del farmaco (Aifa), una percentuale leggermente maggiore (+6,6%) rispetto a quanto emerso nel 2019. In particolare, gli italiani continuano a sovrastimare in larga maggioranza (54,6%) l’incidenza del costo dei farmaci sulle spese del Servizio sanitario nazionale, ritenendola ben superiore al reale 20% circa del Fondo sanitario nazionale (+4,3% rispetto al 2019). “Una percezione generica di spesa fuori controllo, che permane a fronte di un’insufficiente conoscenza del contesto, oltre che di preconcetti sedimentati”, è l’analisi dei promotori dell’indagine. Ancora – rilevano – in Italia non è ancora così diffusa la consapevolezza dell’esistenza di diverse tipologie di farmaci che, proprio perché differenti e frutto di investimenti specifici in Ricerca e Sviluppo, hanno un valore e un costo diverso per cittadini e Ssn. Meno del 30% del campione, per esempio, sa cos’è un farmaco orfano e appena poco più del 50% comprende cosa significa farmaco innovativo.

I preconcetti, anche sui vaccini

“Oggi si parla moltissimo di vaccini a mRna, anticorpi monoclonali e più in generale di terapie innovative – ha dichiarato ad Adnlkronos Massimo Bertelli, GM Alnylam Italia – soprattutto a fronte di un nuovo e più ampio concetto di autodeterminazione della cura. Altrettanto chiaramente emerge però come l’interesse verso questi argomenti sia minato da preconcetti, ovvero come ancora manchi una reale volontà di comprendere appieno le dinamiche del mondo farmaceutico e più in generale del mondo salute. E’ tuttavia confortante sottolineare che lo stesso campione oggetto della ricerca, messo a conoscenza dei meccanismi in essere di controllo della spesa sanitaria e negoziazione del prezzo dei farmaci, cambia atteggiamento verso il settore”.

Ampliare lo spazio percepito grazie agli specchi

Decorare con gli specchi gli ambienti domestici è oggi la chiave per regalare al tuo appartamento un tocco unico ed elegante. La parete ed il modo in cui lo specchio viene posizionato, ma soprattutto la tipologia di specchio, è fondamentale per ottenere l’effetto desiderato.

Sicuramente, gli spazi piccoli sono quelli che necessitano maggiormente della presenza di uno specchio, in quanto questo tende a migliorare l’illuminazione e la percezione dello spazio donando maggiore sensazione di ampiezza.

I vantaggi di decorare casa con gli specchi

Gli effetti ottici che è possibile ottenere grazie degli specchi non sono raggiungibili con altri tipi di elementi. Per questo motivo gli specchi devono essere installati nei punti giusti e possibilmente con una cornice che sia a tono con lo stile dell’ambiente stesso. Uno specchio è dunque una soluzione in grado di apportare maggiore luminosità, moltiplicando la luce che entra dalla finestra e diffondendola nell’intera stanza. È possibile anche posizionare gli specchi su entrambi i lati della finestra in maniera tale da far ulteriormente diffondere la luce all’interno anche laddove quella naturale non arriva.

Gli specchi di design inoltre possono far sembrare più grandi anche gli spazi più piccoli. Grazie alle loro caratteristiche uniche ed eleganza che li contraddistingue, questi elementi sono in grado di rendere più profondo ogni ambiente grazie anche alla possibilità di installarli con l’inclinazione da noi preferita.

Grande possibilità di scelta

Oggi sul mercato esistono veramente diversi tipi di specchi di ogni forma e dimensione, per cui non sarà difficile trovare quello che maggiormente si adatta sia alle tue necessità di spazio che allo stile dei mobili esistenti all’interno dell’ambiente in cui intendi collocarlo. In alternativa è possibile posizionare i tuoi specchi anche all’interno di ambienti quali scale, bagni e cucina, usufruendo al tempo stesso della loro grande versatilità è utilità.

Il decision tree e le scelte dei consumatori al momento dell’acquisto

Quali sono gli elementi considerati dai consumatori quando devono acquistare un prodotto? Soprattutto convenienza e qualità, che si contendono i primi due posti nella classifica delle considerazioni da parte dei consumatori. È quanto emerge dal focus sullo shopper decision tree dell’ultimo European Opinion Tracker, condotto da BVA Doxa su un campione rappresentativo della popolazione italiana, francese e inglese. Secondo il focus emergono alcune differenze nel confronto con Francia e Regno Unito. Se, ad esempio, per l’acquisto di prodotti alimentari gli italiani pongono molta attenzione alla qualità del prodotto (54%) e alla sua origine (35%), in Francia si pone meno attenzione alla qualità del prodotto (-9% rispetto all’Italia), e in UK alla sua origine (-14%). Quello che però viene più considerato in UK rispetto all’Italia è il packaging della confezione, considerato dal 14% degli inglesi, ma dal 9% degli italiani.

Convenienza vs qualità e social responsibility

Le piattaforme di intrattenimento come Netflix, Amazon Prime, Sky, Disney+ hanno conosciuto un aumento degli abbonati e della frequenza di utilizzo. Ma a quali elementi dare importanza quando si tratta di scegliere il servizio a cui abbonarsi? In questo caso le offerte convenienti sono importanti per il 39% degli italiani, ma solo per il 26% degli inglesi. I consumatori italiani, però, danno grande importanza anche alla qualità del servizio (35%). Emerge poi un dato nuovo rispetto ad altre categorie di prodotto: il 10% è attento alla social responsibility, ovvero l’attenzione dell’azienda alle tematiche importanti per la società.

Sconti e promozioni, ma anche brand e origine del prodotto

La qualità del prodotto viene presa in considerazione dagli italiani anche quando si tratta di acquistare abbigliamento o accessori: il 44%, infatti, lo considera un criterio importante, contro il 32% dei francesi, che risultano più interessati a sconti o promozioni (40%), e ancor meno degli inglesi (23%). Il brand è invece considerato importante senza distinzioni significative tra i tre Paesi. La qualità del prodotto viene di nuovo menzionata anche nel caso di acquisto di prodotti per la cosmesi e la cura della persona (45%), ma qui il brand acquista una maggiore importanza, salendo al 30%. Il motivo potrebbe essere legato a un altro criterio che emerge per questa categoria, l’origine del prodotto, che viene considerato dal 24% degli italiani (+10% rispetto agli inglesi).

Design e qualità del servizio

Quanto all’acquisto di mobili e accessori per gli ambienti domestici, la qualità del prodotto viene presa in considerazione dal 36% degli italiani (27% francesi), le offerte convenienti dal 31% (21% inglesi), ed emerge anche l’aspetto del prodotto, il design, considerato più che in altre categorie, dal 21% degli italiani. Sempre nell’ambito domestico, interessanti sono i criteri menzionati per l’acquisto di elettrodomestici, dove le offerte convenienti risultano importanti per il 33% degli italiani e il 37% dei francesi. La novità rispetto alle altre categorie è l’importanza data alla qualità del servizio di assistenza, che per il 19% degli italiani fa la differenza.