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Osservatorio Consulenti Lavoro, siamo tornati ai livelli pre crisi? Si, però…

Ogni tanto c’è anche qualche buona notizia per l’economia italiana, per fortuna. A portare una ventata di ottimismo ci ha pensato l’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, che ha indicato dati positivi in merito all’occupazione. I dati del rapporto indicano che, a 10 anni dalla crisi economica e finanziaria che ha colpito il nostro Paese, il numero degli occupati è tornato ai livelli pre-crisi: circa 23 milioni di unità nel 2017 così come nel 2008.

La crisi ha colpito soprattutto i giovani

L’Osservatorio evidenzia però come la crisi abbia colpito soprattutto le giovani generazioni di lavoratori: i lavoratori under 45 sono diminuiti di 2,9 milioni a fronte di un aumento degli occupati con più di 44 anni di 2,8 milioni. La diminuzione più consistente interessa i lavoratori tra i 25 e i 34 anni (-1,4 milioni), mentre crescono di oltre 1,8 milioni gli occupati over 54.

I dati dell’indagine

L’indagine, intitolata ‘I 23 milioni di occupati prima e dopo la crisi, le modifiche della struttura occupazionale in Italia’ è stata presentata dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro in occasione del Festival del Lavoro 2018. E, in riferimento all’età degli occupati, spiega che l’aumento degli occupati adulti è dovuto principalmente dal blocco del turn-over nella pubblica amministrazione e dal graduale e continuo aumento dell’età pensionabile dovuto alle ultime riforme sulla previdenza.

Le trasformazioni del mondo del lavoro

L’Osservatorio, sottolinea un approfondimento di AdnKronos, afferma che “il mondo del lavoro nel periodo 2008-2017 ha subìto profonde trasformazioni, che hanno interessato il contratto e l’orario di lavoro e generato una perdita di circa 67 mila posizioni lavorative. Sebbene i lavoratori a tempo indeterminato siano rimasti stabili (+0,2%), sono i lavoratori a tempo determinato a far registrare un aumento di 438mila unità (+19,2%), passando dai 2,2 del 2008 ai 2,7 milioni del 2017; mentre i lavoratori automi perdono circa 535 mila unità (-9,1%)”.

La crescita del part-time

L’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro fa poi un focus sull’aumento dei contratti di lavoro part-time. I dipendenti con orario ridotto sono, infatti, passati dai 2,5 milioni del 2008 ai 3,5 milioni del 2017, con un incremento dell’81% tra quelli con età compresa tra i 45 e i 64 anni. A incidere su questo incremento gli interventi legislativi degli ultimi anni, che hanno incentivato il ricorso al contratto a tempo parziale e alle forme di lavoro flessibili sia per favorire una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del lavoratore sia per accrescere la produttività e ridurre i costi delle aziende in crisi. L’incremento del part-time involontario è ancora maggiore: dal 41% del 2008 al 63% del 2017. I cosiddetti ‘sottoccupati involontari’ sono l’effetto dei cambiamenti degli ultimi anni: ovvero ci sono persone che non vorrebbero lavorare part-time ma, pur di avere un’occupazione, devono accettare anche questa formula.

Arrivano i virus-bancomat che svuotano il conto in banca

Sono arrivati i “virus-bancomat”: la nuova minaccia si chiama BackSwap, una nuova famiglia di trojan che utilizza tecniche innovative per aggirare le protezioni dei browser, e prelevare soldi dai conti correnti. Rilevato dai ricercatori di Eset Antivirus, il primo esemplare di questo malware, riferisce il sito del Cert Italia (Computer Emergency Response Team), è il cosiddetto Win32/BackSwap.A, ed è stato individuato lo scorso 13 marzo, quando è stato diffuso attraverso una serie di campagne di e-mail fraudolente ai danni di utenti polacchi.

In pratica, i messaggi di spam utilizzati in queste campagne “includono un allegato malevolo contenente codice JavaScript altamente offuscato – spiegano gli esperti – identificato come una variante del trojan downloader Nemucod”.

La minaccia arriva via email e dirotta le transazioni

Dopo avere ricevuto la email, il downloader scarica sul PC della vittima una versione modificata di un’applicazione apparentemente legittima, contenente il payload del malware, e progettata in modo da confondere la vittima e rendere più difficile l’individuazione del codice malevolo, riporta Adnkronos.

“Allo scopo di intercettare le comunicazioni del browser della vittima e dirottare le transazioni bancarie – aggiungono gli esperti – la maggior parte dei trojan bancari attivi in-the-wild, come Dridex, Ursnif, Zbot, TrickBot, Qbot e molti altri, inietta il proprio codice nello spazio di indirizzamento del browser e aggancia le funzioni specifiche che gli consentono di intercettare il traffico HTTP in chiaro”. Ma BackSwap agisce in maniera diversa.

“Il malware simula tutti gli eventi di tastiera”

Invece di utilizzare la console dello sviluppatore per caricare ed eseguire il codice malevolo, come fanno molti altri malware di questo tipo, “BackSwap fa in modo che il codice venga eseguito direttamente dalla barra degli indirizzi del browser, mediante il protocollo standard javascript:” Insomma, il malware simula tutti gli eventi di tastiera necessari a scrivere il codice direttamente nella barra degli indirizzi e a mandarlo in esecuzione. “BackSwap è in grado di applicare questa tecnica in Google Chrome, in Mozilla Firefox e, in versioni più recenti del malware, anche in Internet Explorer, aggirando con successo le funzioni di protezione di questi browser”.

Attenzione ai bonifici

Gli script malevoli vengono iniettati da BackSwap in pagine specifiche dei siti bancari, da cui l’utente può effettuare trasferimenti di denaro, ad esempio con un’operazione di bonifico verso un altro conto corrente. Quando viene avviata la transazione, il codice malevolo sostituisce di nascosto il codice del conto di destinazione con quello dell’attaccante, che riceverà quindi il denaro al posto del corretto beneficiario.

Questa tecnica non può essere contrastata dalle misure di sicurezza delle applicazioni di home banking, in quanto l’utente risulta già autenticato e l’operazione già autorizzata .

Al momento però, si legge sul sito del Cert, “BackSwap colpisce unicamente un numero limitato di banche polacche”, ma non si può escludere che possa ampliare il suo raggio di verso istituti bancari di altri Paesi europei.