Month: ottobre 2020

Funzionamento e impiego degli spettrometri

Uno spettrometro è uno strumento indispensabile per l’analisi di materiali e metalli. Grazie a questo importante strumento è possibile combinare accuratezza ed efficienza con tempistiche di lavorazione davvero veloci.

I campi di applicazione di uno spettrometro

Uno spettrometro offre una vasta possibilità di campi di applicazione: esso può essere adoperato per misurazioni all’interno dell’area in cui avviene la produzione, direttamente in un cantiere o in qualsiasi altro luogo. Il passaggio da un luogo all’altro e l’eventuale cambio di temperatura non sono un problema per questo tipo di strumento, grazie alla termocamera stabilizzata di cui sono dotati, ed inoltre è necessaria una sola persona per il trasporto ed il funzionamento dell’intera attrezzatura.

Grazie ai moderni spettrometri commercializzati da Optoprim è possibile ottenere analisi di alta precisione ed un controllo rapido delle sostanze che compongono un determinato materiale. Ogni spettrometro è progettato per un particolare tipo di utilizzo, e per ogni attività di analisi c’è a disposizione l’attrezzatura più adeguata per ottenere l’analisi desiderata in breve tempo.

Uno strumento in grado di migliorare la qualità del lavoro

Parliamo di un prodotto che consente dunque di migliorare notevolmente la qualità del prodotto finito, grazie alle tecniche di misura e analisi che consentono di riuscire facilmente a identificare e classificare composti in materiali di ogni tipo, siano essi organici o meno.

Sul sito di Optoprim puoi visionare diversi modelli di spettrometri, camere iperspettrali e sorgenti di luce in base a quelle che sono le tue necessità. L’azienda, operativa dal 1994, offre supporto ai propri clienti e aiuta ad individuare quella che è l’attrezzatura tecnologica più opportuna in base alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare.

Tra i prodotti di questa nicchia, sul sito ufficiale Optoprim è possibile visionare spettrometri AOTF per analisi di processo, camere spettrali, sorgenti di luce, spettrometri palmari per illuminotecnica e diverse altre tipologie di spettrometri ottici, tra i quali certamente non sarà difficile individuare quello maggiormente in grado di soddisfare le proprie necessità.

Smartphone in vacanza: dove e come gli italiani hanno rotto il telefono

Dove hanno rotto lo smartphone gli italiani durante le vacanze estive 2020? Uno studio elaborato dal WeFix Lab in base ai dati delle riparazioni elaborate dal Dipartimento Statistico di iFix-iPhone.com, il booking che seleziona i centri assistenza smartphone, al primo posto tra le regioni in cui si sono rotti più smartphone c’è la Liguria, mentre spiaggia e laghi si riconfermano come i luoghi più pericolosi per i telefonini. La ricerca la dice lunga però anche su quanto la pandemia abbia inciso sulle vacanze degli italiani, e sulla dose di imprudenza utilizzata sull’utilizzo dello smartphone. Soprattutto fra le fasce più giovani.

Forte calo di richiesta di assistenza da parte dei turisti stranieri

La Liguria, al primo posto, quindi, fa un balzo in avanti di 8 posizioni rispetto all’anno precedente, ed è seguita da Sardegna, Calabria e Sicilia. I numeri di richiesta assistenza in queste regioni sono stati elevati, con una leggera frenata da metà agosto a causa dell’espandersi dei contagi da Covid- 19 in alcune località, si legge su ItaliachiamaItalia.it. Un dato interessante è il forte calo di richiesta di assistenza da parte dei turisti stranieri e quello di connazionali rientrati invece da altre Nazioni. Pare infatti che il 50% dei vacanzieri sia rimasto nella propria zona optando perlopiù le zone di mare (70%) e solo il 10% la montagna. I pochi che hanno scelto le mete estere che hanno richiesto assistenza non sono andati troppo lontano, al primo posto infatti troviamo la Svizzera, seguita da Francia, Malta, Grecia, Croazia e Spagna.

Il marketing ingannevole è complice dei “tuffi” del telefonino

La spiaggia e i laghi si riconfermano in testa alla classifica come luoghi più pericolosi per gli smartphone, con il classico “tuffo in acqua”, che sorprendentemente, quest’anno non è stato del tutto accidentale. Molti utenti infatti hanno volontariamente immerso il proprio smartphone in acqua per fare le foto, complice probabilmente il marketing ingannevole che fa apparire i dispositivi impermeabili piuttosto che semplicemente resistenti agli schizzi.

Al secondo posto invece si collocano le discoteche e i locali notturni, presi d’assalto dai più giovani, che in questa estate 2020 si sono rivelati anche i più disattenti, specie nella fascia di età 25-34 anni, con il 32.97% di smartphone danneggiati, e quella dai 18-24, con il 31.06%.

Molti danni causati da frequenti lavaggi con disinfettanti

Non vi sono invece variazioni in classifica per quanto riguarda i danni più frequenti, come la caduta accidentale (44.16%) e l’utilizzo imprudente del dispositivo (19.27%), al secondo posto della classifica. Alcune sorprese riguardano la causa di rottura. Molti dei danni da acqua pervenuti sono stati causati da frequenti lavaggi sotto l’acqua corrente o effettuati con liquidi quali alcol o solventi allo scopo di disinfettare lo smartphone. Alto anche il numero delle cadute accidentali da selfie, dato che gli utenti hanno preferito avventurarsi in autoscatti “estremi” piuttosto che dare a sconosciuti lo smartphone per farsi scattare una foto.