Perché è importante che l’aria compressa sia oil-free?

Chi adopera quotidianamente un compressore industriale conosce bene l’esigenza di poter lavorare con uno strumento che garantisca aria pura e libera da residui di olio, per salvaguardare sia i macchinari utilizzati per la produzione che il prodotto finale stesso.

L’aria compressa deve necessariamente essere oil-free al 100% soprattutto quando si tratta della produzione di articoli definiti “sensibili” come ad esempio gli apparecchi elettronici, i farmaci e anche gli alimenti.

È importantissimo che la qualità della lavorazione, e di conseguenza quella dell’aria, siano massime. A questo proposito i compressori rotativi Atlas Copco vengono considerati tra i migliori in quanto sono in grado di annullare qualsiasi rischio di contaminazione di olio nell’aria compressa ed evitare qualsiasi tipo di danno al macchinario o al prodotto stesso, i quali sono certamente causa di ulteriori esborsi economici per l’azienda produttrice.

Le specifiche necessità di chi adopera l’aria compressa

In dettaglio, per quel che riguarda l’industria farmaceutica, è molto importante garantire la totale assenza di olio nell’aria compressa per far si che processi come il rivestimento di farmaci, il loro imballaggio o imbottigliamento non venga nessun modo contaminato. Per quel che riguarda gli alimenti, è facile intuire perché sia di fondamentale importanza che l’aria compressa non abbia nemmeno il minimo residuo d’olio, e questo vale sia per la fase di fermentazione o areazione che per le successive fasi di imballaggio e riempimento. Quanto all’elettronica invece, avere dell’aria secca e pulita è molto importante per qualsiasi tipo di componente, il quale potrebbe anche eventualmente essere costoso da sostituire.

Vi sono anche altri professionisti che possono avere bisogno di utilizzare aria compressa con delle esigenze particolari e che certamente non necessitano di residui d’olio al suo interno. Parliamo ad esempio di studi dentistici, veterinari o direttamente gli ospedali i quali hanno la necessità di adoperare aria compressa per curare i propri pazienti. Per attività cliniche di questo tipo è chiaramente importante che l’aria compressa adoperata non sia contaminata dall’olio ed evitare altresì che questo possa andare a rovinare, o causare  un malfunzionamento, degli strumenti adoperati per il lavoro.

Oil-free: uno standard per il settore

L’assenza di olio all’interno dell’aria compressa è uno standard che è irrinunciabile per tutti quei processi produttivi all’interno dei quali la qualità dell’aria è fondamentale, sia per il processo produttivo stesso che per la qualità del prodotto finale.

È facile comprendere ciò se si analizzano i precedenti esempi relativi al settore alimentare, farmaceutico ma anche tutto quel che può riguardare la produzione di prodotti e materiali cosiddetti “sensibili”.

Da questo punto di vista Atlas Copco può essere considerata come un pioniere in questo settore, dunque tra le primissime realtà che hanno deciso di sviluppare una tecnologia che fosse completamente oil-free, con tutti i vantaggi che seguono per le aziende. Anche per questo motivo oggi sono tanti a preferire direttamente i ricambi Atlas Copco, per mantenere sempre alta la qualità.

I compressori industriali moderni hanno inoltre il grande vantaggio di poter essere semplicemente installati a terra, il che è una grande comodità considerando anche il minimo ingombro che apportano ai locali. Inoltre anche la ventola è poco rumorosa e questo, unito alla silenziosità del motore, è molto importante perché consente ai dipendenti di poter lavorare senza fastidiosi rumori di sottofondo e dunque lasciandoli liberi di potersi dedicare interamente e concentrare a fondo nel proprio lavoro.

Il risparmio energetico

Non bisogna sottovalutare infine la possibilità di risparmiare energia grazie alla tecnologia di azionamento del compressore a velocità variabile: è possibile infatti ottenere un concreto risparmio in termini di energia e di conseguenza anche una migliore salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di soluzioni che rendono molto più facile il lavoro di tutti i giorni, che consentono di migliorare la velocità e la qualità della produzione, così da raggiungere una migliore competitività sul mercato.

L’importanza dei controlli periodici per la prevenzione delle malattie

Fare periodicamente i controlli medici di routine è molto importante poiché, oltre a controllare il proprio stato di salute, è possibile anche andare a rilevare malattie che possono non presentare sintomi e non sono facili da percepire.

La tua età, la tua storia familiare e il tuo stile di vita influenzano la frequenza con cui devi sottoporti ad un controllo con il tuo medico di base o specialista: non aspettare di avere sintomi, è importante abituarsi a prendersi cura di se stessi andando a fare dei controlli regolari.

In particolare, le visite mediche e gli esami di screening sono necessarie per i seguenti motivi:

  • I problemi di salute possono essere individuati in anticipo prima che si trasformino in qualcosa di più serio.
  • Evitare che determinati problemi di salute diventino cronici.
  • Aumentare le possibilità di successo di trattamento e cura.

L’importanza della prevenzione

Conoscere lo stato di salute del tuo corpo attraverso una diagnosi professionale non solo ti aiuterà ad essere cauta o a controllare le malattie, ma ti darà anche maggiore tranquillità. Avrai infatti la serenità del sapere che al momento va tutto bene o, in presenza di eventuali patologie, in caso contrario avrai scoperto con grande anticipo di avere bisogno di determinate cure.

Proprio l’anticipo con la quale avrai scoperto di avere un problema di salute ti consente di avere probabilità di cure e di successo decisamente più alte rispetto il momento in cui la malattia continua a progredire e si manifesta in altra maniera.

Se hai una storia familiare di una determinata malattia o altri fattori di rischio, i controlli sanitari regolari per te sono ancora più importanti.

I controlli di routine per le donne

Se sei una donna, non trascurare la visita senologica e quella ginecologica, il cui scopo principale è la prevenzione e la diagnosi precoce delle alterazioni legate agli organi femminili, incluse le malattie sessualmente trasmissibili e i tumori ginecologici e della mammella.

Alcuni dei test che vengono utilizzati per valutare la tua salute e che dovrebbero essere eseguiti periodicamente sono:

Mammografia : questa è una radiografia del seno per rilevare lo sviluppo del cancro al seno.

Citologia : è un test in cui il ginecologo rimuove le cellule dalla cervice per rilevare lesioni precursori del cancro cervicale e persino infezioni vaginali

Esame pelvico: è una visita in cui vengono palpati gli organi femminili per verificare se le dimensioni e la forma sono normali.

A seconda della tua età e della tua storia, il tuo ginecologo ti consiglierà una colonscopia.

I controlli di routine per gli uomini

Se sei un uomo , ti consigliamo invece i seguenti controlli:

Esame della prostata: serve per rilevare precocemente il cancro alla prostata. L’urologo valuterà le condizioni della tua prostata attraverso un esame rettale e potrebbe anche prescrivere un esame del sangue per l’antigene prostatico specifico (PSA).

Esame testicolare: permette di rilevare cambiamenti nel colore e nella dimensione dei testicoli.

Colonscopia: è un esame medico consigliato per tutte quelle persone dai 50 anni in su (o dai 40 anni se hanno una storia familiare rilevante). Consiste nell’esplorazione dell’interno del colon e del retto per rilevare eventuali anomalie.

L’obiettivo di questi controlli medici è rilevare tutti quei fattori di rischio che consentono di diagnosticare, identificare e prevenire qualsiasi alterazione della salute. Ricorda che l’anticipo con la quale un eventuale problema di salute viene diagnosticato è fondamentale nel garantire maggiori probabilità di successo delle cure.

Per queste ragioni fai bene a contattare il tuo medico di fiducia o specialista e fare delle semplici visite periodiche di controllo ogni anno per avere la certezza che tutto sia a posto.

La scelta delle migliori lampade artistiche per arredare una casa

La scelta di lampade artistiche per casa deve tener conto di colori, di stili e di materiali che sono tutti in grado di fare la differenza. Come è noto, il mercato offre numerose alternative e quindi fare la scelta giusta talvolta può risultare complicato.

Al di là dei gusti personali, bisogna fare particolare attenzione a come è arredato lo spazio circostante e poi a quali sono gli aspetti che si vogliono mettere in risalto. Bisogna valutare tutti i punti strategici, gli arredi preesistenti ed anche le dimensioni della stanza. Ecco alcune idee per la scelta delle lampade di design!

Come scegliere una lampada artistica

Per scegliere una lampada artistica, innanzitutto bisogna capire bene qual è il posto in cui si vogliono posizionare i punti luci e la tipologia preferita. Volete scegliere un punto luce, un lampadario o una lampada? Ebbene, ogni soluzione di arredo può essere giusta oppure no a seconda dell’ambiente circostante.

Ad esempio, se volete posizionare una lampada di design all’interno della cucina, allora bisogna trovare una soluzione che sia poco ingombrante perché si tratta di un ambiente che già di per sé è ricco di arredi ed oggetti di vario genere.

Magari, è consigliabile optare per una soluzione che possa occupare poco spazio oppure che scenda dal soffitto. L’effetto sarà di certo spettacolare, soprattutto se si opta per una soluzione in grado di dare leggerezza e volume allo stesso tempo.

Altre idee di lampade artistiche in casa

Tra le altre idee per arredare con lampade artistiche, ve ne sono alcune preziose. Potete scegliere ad esempio, quelle da mettere in soggiorno che magari possono avere un volume più ampio. Inoltre, potrebbe essere anche interessante sceglierle con delle insenature in vetro, oppure, optare per delle lampade di design dai colori più disparati.

Anche i metalli, rappresentano una svolta in tal senso. Si può anche decidere di donare ai propri ambienti un tocco vintage che renderà l’arredo del vostro soggiorno ancora più particolare!

Perché usare il codice sconto per lo shopping online

Il Codice Sconto è conosciuto anche con il nome di codice promozionale, coupon o voucher ed è un buono alfanumerico che da qualche anno è entrato a far parte della quotidianità degli utenti Internet complice la diffusione degli ecommerce. A differenza dei buoni cartacei, i codici sconto sono numeri e lettere da inserire nel carrello dei principali marketplace italiani ed internazionali per vedersi riconosciuta una riduzione dell’importo da pagare.

Le origini del codice sconto

La pratica del codice sconto ha origine nei primi anni del 2000 in concomitanza con la nascita del commercio elettronico. Successivamente i codici sconto sono stati portati al successo da portali come Groupon, che nel periodo 2008-2010 era uno dei principali operatori internazionali. Dopo una fase iniziale, anche gli e-commerce internazionali hanno iniziato ad emettere codici sconto per gli acquisti e questa pratica si è diffusa rapidamente anche in Italia.

Il codice sconto tipico è formato da una combinazione alfanumerica che l’utente applica nel carrello della spesa, inserendola in un apposito box quando fa acquisti sul negozio online preferito. Il codice viene immediatamente riconosciuto e applicato dal portale, assicurando così il risparmio desiderato.

Dove si trovano i codici sconto

Chi è alla ricerca di un codice sconto ha vari modi a disposizione per ottenere codici promozionali tramite Internet. Vediamo quali sono i due maggiormente utilizzati dai risparmiatori.

  1. Codici sconto sul sito del negozio online

Il primo modo per ottenere il codice sconto è trovarlo direttamente sullo shop online con cui si vuole effettuare l’acquisto. La maggior parte degli ecommerce inviano abitualmente codici promozionali agli utenti che si sono registrati o iscritti alla newsletter o si possono trovare tali coupon direttamente sul sito web dell’ecommerce.

  1. Codice sconto sui portali specializzati di coupon

Grazie al successo dei codici sconto sono nati anche in Italia portali specializzati nell’offerta di codici promozionali, come nel caso di Sconti e Buoni. Questi siti raccolgono, elencano e aggiornano in continuazione i coupon sconto di centinaia di negozi italiani. Non mancano i casi di voucher esclusivi offerti direttamente dal negozio online per i clienti di un determinato sito Internet.

Come vedi anche in Italia si è affermato il sistema del codice sconto ed oggi i clienti dei negozi e gli appassionati di shopping online non devono più aspettare festività e Black Friday per fare acquisti risparmiando. Scopri i migliori codici sconto su ScontieBuoni.it e acquista anche tu online al miglior prezzo!

Funzionamento e impiego degli spettrometri

Uno spettrometro è uno strumento indispensabile per l’analisi di materiali e metalli. Grazie a questo importante strumento è possibile combinare accuratezza ed efficienza con tempistiche di lavorazione davvero veloci.

I campi di applicazione di uno spettrometro

Uno spettrometro offre una vasta possibilità di campi di applicazione: esso può essere adoperato per misurazioni all’interno dell’area in cui avviene la produzione, direttamente in un cantiere o in qualsiasi altro luogo. Il passaggio da un luogo all’altro e l’eventuale cambio di temperatura non sono un problema per questo tipo di strumento, grazie alla termocamera stabilizzata di cui sono dotati, ed inoltre è necessaria una sola persona per il trasporto ed il funzionamento dell’intera attrezzatura.

Grazie ai moderni spettrometri commercializzati da Optoprim è possibile ottenere analisi di alta precisione ed un controllo rapido delle sostanze che compongono un determinato materiale. Ogni spettrometro è progettato per un particolare tipo di utilizzo, e per ogni attività di analisi c’è a disposizione l’attrezzatura più adeguata per ottenere l’analisi desiderata in breve tempo.

Uno strumento in grado di migliorare la qualità del lavoro

Parliamo di un prodotto che consente dunque di migliorare notevolmente la qualità del prodotto finito, grazie alle tecniche di misura e analisi che consentono di riuscire facilmente a identificare e classificare composti in materiali di ogni tipo, siano essi organici o meno.

Sul sito di Optoprim puoi visionare diversi modelli di spettrometri, camere iperspettrali e sorgenti di luce in base a quelle che sono le tue necessità. L’azienda, operativa dal 1994, offre supporto ai propri clienti e aiuta ad individuare quella che è l’attrezzatura tecnologica più opportuna in base alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare.

Tra i prodotti di questa nicchia, sul sito ufficiale Optoprim è possibile visionare spettrometri AOTF per analisi di processo, camere spettrali, sorgenti di luce, spettrometri palmari per illuminotecnica e diverse altre tipologie di spettrometri ottici, tra i quali certamente non sarà difficile individuare quello maggiormente in grado di soddisfare le proprie necessità.

La Wellness Suite dell’ Over Motel

La camera Wellness Suite dell’ Over Motel è la soluzione perfetta per chi ha voglia di rilassarsi e di usufruire dei servizi di una SPA senza dover condividere con altre persone questo momento così intimo, se non con il proprio partner. Questa magnifica stanza infatti, dispone di un hammam privato che è il modo perfetto per trovare il giusto benessere e farsi coccolare dal calore del vapore acqueo e dal benessere che questo ambiente è in grado di regalare. La camera dispone inoltre di una bellissima piscina idromassaggio a 4 posti ed un solarium.

Si tratta di servizi che sono interni alla camera e per questo da non condividere con gli altri ospiti dell’hotel. Parliamo dunque della camera perfetta per concedersi quella parentesi di benessere e relax che si desidera da tanto tempo, all’interno di un ambiente assolutamente moderno, elegante e nel quale la privacy dei clienti viene sempre rispettata, in ogni momento, perché ciò che è importante per i clienti lo è ancora di più per la direzione di questo importante motel Monza.

I clienti hanno a disposizione anche un ampio parcheggio con box privato con accesso adiacente alla propria camera. In questa maniera dunque, i signori clienti potranno accedere alla propria camera parcheggiando la propria automobile proprio nei pressi dell’ingresso della stessa e utilizzare l’apposita tenda motorizzata per chiudere alla vista e dunque ottenere una privacy assoluta. La camera dispone inoltre di connessione WiFi gratuita, ambiente insonorizzato, domotica, minibar gratuito, cassaforte, TV digitale e aria condizionata. C’è davvero tutto dunque per trascorrere una parentesi di piacevole benessere usufruendo di una struttura moderna in grado di offrire servizi d’alto profilo. Per prenotare una camera o per richiedere informazioni direttamente al personale dell’ Over Motel è possibile contattare il recapito telefonico 0395973862.

Lo spogliatoio della palestra, da servizio a business

 

Mai pensare che lo spogliatoio della palestra sia solo un luogo di passaggio o di servizio, uno spazio dove le persone si cambiano e basta. Nel corso del tempo, gli imprenditori più smart del settore del fitness hanno capito benissimo che lo spogliatoio è uno dei locali ai quali i clienti sono più attenti. Addirittura, spesso i frequentatori di palestre trascorrono più tempo tra queste mura che tra macchine, pesi, attrezzi o corsi. Un ambiente che dovrebbe essere, alla fine delle sedute di fitness, il luogo eletto per il comfort e le chiacchiere tra clienti. Che sicuramente commentano qui pregi e difetti della palestra stessa.

Spogliatoio, mai più senza…

Diversi sono gli aspetti che dovrebbero contraddistinguere uno spogliatoio di qualità, capace di comunicare al cliente piacevolezza e benessere. I principali elementi sono: pulizia, ambiente, comodità e funzionalità. Vediamo queste voci una per una.

Pulizia

Chi mai vorrebbe trovarsi svestito in un ambiente che comunica scarsa igiene? Nessuno, ovviamente. Ecco perché è importante che lo spogliatoio sia sempre ben areato e privo di cattivi odori, oltre che immacolato e ordinato. Anche se semplice, il locale dove ci sia cambia dovrebbe avere piani di appoggio, come delle panche facili da pulire, e armadietti perfettamente funzionanti e puliti. A maggior ragione la regola vale nei bagni e nelle docce: è fondamentale che l’igiene sia la priorità di ogni gestore.

Ambiente

Inutile investire in attrezzi e macchine nuove se gli spogliatoi cadono a pezzi. E’ questo il primo biglietto da visita per il cliente e l’ultimo ricordo prima di andare a casa. Meglio rinunciare a un set di pesi scintillante a favore di una sistemata del locale dove gli utenti si cambiano e si lavano.

Comodità

A seconda delle dimensioni della palestra e del numero di clienti vanno ben considerate anche le dimensioni dello spogliatoio e dei relativi bagni. Non dovrebbe, se possibile, formarsi la coda alle docce e agli asciugacapelli. Proprio per questo, conviene scegliere dei phon ultraveloci, che richiedono la metà del tempo rispetto a quelli standard. Eccellenza del settore sono gli asciugacapelli da parete Machflow, di produzione esclusiva Mediclinics. Si tratta di un apparecchio dalla linea ergonomica e di dimensioni contenute, però dotato di tubo estensibile fino a 2 metri, altissima potenza (velocità dell’aria fino a 200 km/h) e possibilità di regolazione automatica di della potenza del flusso d’aria. A tutto questo si aggiunge la resistenza attivabile con un interruttore on/off, un consumo di soli max 1000 W, certificati di sicurezza internazionali e il funzionamento automatico. Senza trascurare il design, perché in uno spogliatoio anche gli accessori devono essere non solo pratici (e anti atti vandalici) ma anche belli a lungo nel tempo. Già, perché gli asciugacapelli Machflow sono in vero acciaio inox, anche nella versione bianca, e quindi non temono ossidazione e ruggine.

Funzionalità

Il tempo è denaro, anche per chi frequenta una palestra. Via libera quindi a tutto quello che può far risparmiare minuti preziosi ai clienti e magari anche parte del budget al gestore. Si quindi ad asciugamani elettrici, che non richiedono ricambi e forniture continue come invece quelli di carta, e sì a dispenser per sapone e shampoo, così da non ritrovarsi bottigliette vuote o saponette abbandonate. In questo modo la funzionalità diventa non solo una scelta estetica, ma anche una strada verso la sostenibilità.

Lavoro autonomo, difficile la ripresa post Covid

E’ il lavoro autonomo la tipologia di impiego che fa più fatica a riprendere terreno dopo i mesi duri della pandemia. A dirlo è un’analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che ha condotto un’elaborazione su dati Istat relativi al terzo trimestre del 2021. Dal report si evince che a farmi le spese sono stati soprattutto le donne e i giovani, mentre la categoria più colpita è quella del commercio. Resta il fatto che, nonostante un lieve incremento dell’1,3% tra novembre e ottobre 2021, il lavoro autonomo fatica a riprendere le posizioni pre Covid.

Recupera l’occupazione dipendente, non quella autonoma

Il dossier mette in evidenza come, a fronte di un sostanziale recupero dell’occupazione di tipo dipendente, tornata ai livelli del 2019, il lavoro autonomo non riesca a invertire la tendenza. Negli ultimi tre mesi del 2021 si è registrato un calo di 350 mila occupati rispetto allo stesso periodo del 2019, scendendo a quota 4 milioni e 940 mila. La perdita maggiore tra le donne: -131 mila occupate, ma anche tra gli uomini i valori registrati sono elevati, considerato un decremento complessivo di 219 mila indipendenti. La pandemia ha senza dubbio accentuato le criticità di un modello di lavoro, quello autonomo, che ha perso appeal tra i lavoratori, soprattutto i più giovani. A pagarne le spese sono soprattutto gli autonomi nella fascia di età 40-49 anni, che hanno visto un calo di 223 mila unità. Più contenuto il calo nella fascia di età 50-59 anni con 60 mila lavoratori in meno.

I settori più colpiti e quelli più in salute

Per quanto riguarda i vari settori, riferisce Askanews, quello in cui si sono fatte sentire le maggiori difficoltà è quello del commercio: rispetto al 2019, infatti, si sono persi più di 190 mila autonomi; a seguire l’industria (43 mila unità in meno) e l’area dei servizi tecnici e professionali (34 mila autonomi in meno). Il settore dell’edilizia, invece, registra un buono stato di salute, con un incremento del lavoro autonomo negli ultimi due anni del 2,8%. Anche sotto il profilo professionale si registrano tendenze diverse. Le professioni tecniche sono quelle più impoverite con quasi 100 mila occupati in meno nell’ultimo biennio. I dati non sono più confortanti per le professioni intellettuali e ad elevata specializzazione: rispetto al 2019, infatti, si sono persi 73 mila lavoratori. A penalizzare ancor di più questo mondo è la diversità di tutela rispetto al lavoro a tempo indeterminato. Secondo l’indagine condotta ad aprile 2021 da Fondazione Studi e SWG, due autonomi su tre hanno dichiarato che la pandemia ha avuto un impatto negativo (51,8%) o molto negativo (14,9%) sul loro lavoro e il 53,5% ha affermato di aver registrato una riduzione del reddito.

Nel 2021 le auto elettriche raggiungono il 9,35% del mercato totale

Nel corso dell’anno le auto elettriche raggiungono una penetrazione del 9,35% sul mercato automobilistico totale, contro il 4,33% dell’anno precedente. In particolare, nel 2021 le auto Pev, ovvero le Plug-in Electric Vehicle, somma di Bev (elettriche a batteria) e Phev, hanno registrato una crescita del 128,34%, con 136.754 mezzi immatricolati. Di fatto, sono state immatricolate 67.255 auto Bev, cresciute del +107% rispetto al 2020, e 69.499 Phev (+153,75%).Sono alcuni dati rilasciati da Motus-E, l’associazione che raggruppa tutti gli stakeholders della mobilità elettrica, che fa il punto sulle immatricolazioni delle auto elettriche in Italia nel 2021.

Nonostante il calo di dicembre raggiunta la quota record del 13,55%

Nel solo mese di dicembre, invece, le auto Pev immatricolate “registrano un calo del 13,21% rispetto a dicembre 2020, con 11.833 unità vendute – spiega Motus-E -. Le auto Bev calano invece del 15,24%, a 6.158 unità immatricolate, mentre le Phev diminuiscono del 10,90%, con 5.675 unità immatricolate.
Nonostante questi cali, “complice un total market che a dicembre fa registrare minimi storici con solo 87.338 auto vendute, le auto elettriche raggiungono una quota record di mercato del 13,55%”, sottolinea Motus-E.

Le preoccupazioni del mercato

Sono diversi i fattori che hanno contribuito al calo delle immatricolazioni nel mese di dicembre, “dai ritardi di consegna dovuti alla crisi delle materie prime, dei semiconduttori e dei microchip, alla possibilità di immatricolare entro giugno 2022 le auto acquistate tramite prenotazione dell’Ecobonus e all’effetto, visibile, della fine degli incentivi per auto elettriche, avvenuta nel mese di ottobre 2021- continua l’associazione -. Proprio la fine degli incentivi e una mancata programmazione degli stessi per il triennio a venire preoccupano il mercato e l’intera filiera”.

Ipotesi al ribasso per le Bev nel 2022

“In assenza di ulteriori supporti, è plausibile ipotizzare che i valori delle Bev immatricolate nei primi mesi del 2022 saranno inferiori a quelli dei primi mesi del 2021 – sostiene Motus-E, come scrive Adnkronos -. La mancanza di bonus all’acquisto farà dirottare i pochi mezzi elettrici prodotti in Italia verso mercati più appetibili. È davvero incomprensibile che il governo abbia deciso di ignorare completamente il settore, in un rimbalzo di responsabilità tra governo e Parlamento che sfiora il grottesco, e che vedrà riflettersi nella drammatica riduzione di immatricolazioni di vetture elettriche e ibride plug-in nel 2022”, afferma ancora l’associazione di settore. Augurandosi “un intervento di Mise e Mef all’inizio di quest’anno”.

Industria, a ottobre 2021 fatturato stimato +16,9

Secondo le stime dell’Istat per il mese di ottobre del 2021 il fatturato totale del macrosettore cresce in termini tendenziali del 16,9%. Precisamente, +19,4% sul mercato interno e +12,1% su quello estero. Stime positive, quindi, corrette per gli effetti di calendario: i giorni lavorativi di ottobre 2021 sono stati 21 contro i 22 di ottobre 2020.  A livello congiunturale, la stima di crescita dell’Istat al netto dei fattori stagionali è invece del 2,8%. Un balzo risultante da una crescita su entrambi i mercati, +3,4% quello interno e +1,4% quello estero.

Aumento per tutti i settori: energia, beni strumentali, intermedi e di consumo 

Nella media del trimestre agosto-ottobre l’indice complessivo evidenzia un incremento del 2,8% rispetto ai tre mesi precedenti. In particolare, +4,0% sul mercato interno e +0,7% su quello estero. Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a ottobre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale per tutti i principali settori, dall’energia (+5,4%) ai beni strumentali (+3,9%), dai beni intermedi (+2,3%) ai beni di consumo (+1,8%).

Trend positivo per il quinto mese consecutivo

Per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie, l’Istat registra incrementi tendenziali molto marcati per l’energia (+49,0%) e i beni intermedi (+28,0%), più contenuti invece per i beni di consumo (+10,9%) e i beni strumentali (+4,2%). Con riferimento al comparto manufatturiero, gli aumenti tendenziali riguardano tutti i settori di attività economica, a eccezione del comparto dei mezzi di trasporto, riporta Askanews.
“Prosegue a ottobre, per il quinto mese consecutivo, la crescita congiunturale del fatturato dell’industria – commenta l’Istituto per gli studi statistici -. Anche nella media degli ultimi tre mesi la dinamica congiunturale segna un risultato positivo. Nel confronto tendenziale su dati corretti per i giorni lavorativi, l’incremento è diffuso a tutti i principali raggruppamenti di industrie, con aumenti più marcati per l’energia e i beni strumentali”.

Terzo trimestre: Pil +6,2%

Gli indicatori positivi del fatturato industriale, inoltre, trainano numerosi altri settori, che spingono verso l’alto il prodotto interno lordo nella sua totalità.
Nella media del trimestre agosto-ottobre l’indice complessivo del Pil ha infatti evidenziato un incremento del 6,2%, superando di 2 punti percentuali le stime degli economisti e del Governo. Numeri positivi supportati anche dagli studi di Bankitalia, secondo i quali lo scenario macroeconomico prefigurerebbe, oltre all’aumento del Pil nel terzo trimestre 2021, aumenti del 4,0% nel 2022, del 2,5% nel 2023, e dell’1,7% nel 2024, si legge su affaritecnici.it.

Il 2021 in Italia “cercato” su Google: Green Pass e la Carrà sul podio

Cosa hanno cercato su Google gli italiani nel 2021, un anno segnato ancora dalla pandemia, ma anche dai tanti successi sportivi? Il motore di ricerca pubblica come di consueto il report Un Anno di Ricerche 2021, che allarga lo sguardo su personaggi, domande, argomenti più in risalto rispetto allo scorso anno, offrendo così un punto di vista sui tempi in cui viviamo. Nella lista delle parole più digitate dagli italiani negli ultimi 12 mesi nelle prime posizioni spiccano il Green Pass e Raffaella Carrà, la cui scomparsa il 5 luglio scorso ha commosso tutta l’Italia. In un anno così importante per lo sport italiano, tra le parole top non mancano però gli Europei e Christian Eriksen, il calciatore danese che ha avuto un arresto cardiaco in campo, oltre a Champions League e Serie A. E tra gli eventi più cercati dell’anno, non manca il tennis, con Roland Garros, Wimbledon e Matteo Berrettini.

Da Donnarumma ai Maneskin a Mario Draghi

Tra i personaggi del 2021 che hanno segnato il picco di traffico sul motore di ricerca ci sono ancora tanti sportivi, come Donnarumma, Janik Sinner, Federica Pellegrini, Marcell Jacobs, mentre nello spettacolo i Maneskin e Orietta Berti. E nella politica Mario Draghi e Giuseppe Conte, attuale ed ex primo ministro, riporta Ansa. Googlare è ormai una parola inserita nel vocabolario Treccani, e se tra i clic più di moda in cima alla classifica Google Trend spiccano “come fare il Green Pass” e Raffaella Carrà, tra gli addii più popolari, un po’ a sorpresa, al secondo posto c’è Michele Merlo, seguito da Franco Battiato e Gino Strada. Insomma, tra i Google Trend 2021 non c’è solo la pandemia nelle ricerche online italiane.

Da ‘Classroom’ a ‘Come fare la pizza’ in casa a ‘resilienza’

Segno dei tempi, nella lista di Google c’è anche Classroom, il programma per la didattica a distanza, incubo di milioni di famiglie durante questa pandemia, e quindi cliccatissimo. E la cucina, scrive Leggo, un tema che dal lockdown del 2020 in poi ha conquistato gli italiani? ‘Come fare la pizza in casa’ batte ‘come fare il pesto’ e ‘come fare la besciamella’, evidentemente sempre amata dagli italiani. Tra i ‘perché’ vince invece ‘Conte si dimette’, seguito da ‘non funziona WhatsApp’, e tra il ‘cosa significa’ svetta il Ddl Zan. Ma sul podio anche ‘zona rossa rafforzata’ e ‘resilienza’. Insomma, una fotografia dell’Italia 2.0 mai così veritiera.

Boom delle vacanze vicino a casa

Le restrizioni agli spostamenti hanno rilanciato il turismo di prossimità, e l’Italia grazie al suo patrimonio artistico e naturale, che non finisce mai di stupire, rappresenta la meta ideale. Insomma, il ritorno al turismo di prossimità è un trend in crescita, ed è una risorsa preziosa per tutti gli operatori che negli ultimi due anni hanno subito gravi danni economici. Ma quali sono le mete preferite dagli italiani per i viaggi vicino a casa? Innanzitutto, i borghi storici, paesini rimasti sospesi nel tempo che hanno mantenuto e valorizzato la loro bellezza originale, spesso impreziosita da antichi palazzi e castelli.

Dai borghi alle città d‘arte ai laghi
Dai borghi medievali alle città del Rinascimento, ogni regione italiana offre diverse opportunità per gite e weekend all’insegna della tranquillità e della scoperta della gastronomia locale. Magari noleggiando le biciclette per scoprire il territorio circostante. Il periodo invernale poi è propizio anche per visitare le città d’arte, approfittando del numero esiguo di turisti stranieri. Quindi, Roma, Firenze e Venezia, ma anche Torino, Trento, soprattutto nel periodo dei mercatini di Natale, o Perugia, Genova, Verona, e Ferrara. Anche i laghi, soprattutto nel nord Italia, sono da sempre un must per passare qualche giorno di vacanza in tranquillità. La parte del leone la fanno il Lago Maggiore, il Lago di Como e il Lago di Garda, mete del turismo mondiale. Ma in forte crescita è il Lago d’Iseo, grazie alle attrazioni del territorio, dalla riserva della biosfera Unesco della Val Camonica alle colline della Franciacorta. Un discorso a parte lo meritano i laghetti di montagna, mete imperdibili per rilassanti e salutari passeggiate. Tra i più spettacolari, il lago di Braies e il lago di Tovel, incastonato nel Parco Naturale dell’Adamello Brenta.

Montagna, parchi e riserve naturali
Non c’è niente di meglio di una gita in montagna per ricaricarsi all’aria aperta. L’incremento delle piste ciclabili permette di visitare il territorio in tranquillità, scoprendo antichi borghi arroccati e paesaggi mozzafiato. Il distanziamento sociale ha dato impulso però anche alle visite a parchi e riserve naturali, aree protette e presidi di tutela delle biodiversità. Un’occasione imperdibile per indimenticabili passeggiate immersi nella natura incontaminata magari avvistando gli animali in libertà. Tra le mete più suggestive e gettonate, il Parco Nazionale del Gran Paradiso, in Valle d’Aosta, il Parco Nazionale delle Dolomiti, in Veneto, e il Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria.

Tutti alle terme
Una vacanza di benessere e relax alle terme è un’ottima soluzione per approfittare del bonus inserito nel decreto del Ministro dello sviluppo economico. L’Italia può contare su una vasta scelta di parchi termali presenti su tutto il territorio. Tra i più attrezzati? Le terme di Ischia, Sirmione, Saturnia e Abano. Ma che si scelga di vistare un antico borgo o passare un fine settimana nell’acqua termale l’ecosostenibilità è una caratteristica importante del turismo di prossimità. La sfida dei tour operator è quindi valorizzare questo tipo di turismo, magari abbinando il soggiorno a un mezzo di trasporto green, come il treno o il pullman.

TikTok contro le sfide estreme

Uno dei pericoli in cui incorrono i più giovani è finire in pericolose challenge lanciate e virilizzate dai social network. Per capirne di più, e soprattutto per arginare il fenomeno, TikTok – il social preferito dagli adolescenti – ha commissionato un’indagine globale che ha coinvolto 10mila persone in tutto il mondo, Italia compresa, fra ragazzi, genitori ed educatori. Lo scopo? Comprendere come i ragazzi si pongono nei confronti delle sfide. Ebbene, i risultati dell’indagine sono sorprendenti.

Soli il 3% delle challenge è definito “pericoloso”

Come testimonia l’agenzia indipendente Praesidio Safeguarding,che ha materialmente condotto la ricerca, lo 0,3% degli utenti intervistati, tra i 13 e i 19 anni, ha dichiarato di aver preso parte ad una sfida che considerava pericolosa. Per quasi la metà (48%), le sfide individuate sull’app sono state percepite come sicure e divertenti; al 32% è stato associato un certo rischio, ma ancora basso; il 14% è stato descritto come rischioso e pericoloso. Solo il 3% è stato definito molto pericoloso, riporta Ansa, con lo 0,3% che ha preso effettivamente parte alle prove, da postare in diretta. Dalla ricerca è inoltre emerso che, prima di parteciparvi, gli adolescenti utilizzano una serie di metodi per comprendere i rischi delle challenge online: guardare video di altri partecipanti, leggere i commenti e parlarne con gli amici. Circa la metà (46%) ha dichiarato di volere “maggiore disponibilità di informazioni valide sui rischi” e “sulle attività estreme”.

Meglio saperne di più

In particolare per quanto riguarda una maggiore consapevolezza e informazione da parte degli utenti, è interessante notare che sui social esistono anche le cosiddette sfide bufala. Come segnala la ricerca, si tratta di challenge che “propagano un’informazione falsa, cioè che esista un soggetto malintenzionato che spinge gli utenti (di solito giovanissimi) a svolgere una serie di attività dannose che si intensificano, terminando con atti di autolesionismo o suicidio. Queste sono spesso espresse sotto forma di ‘sfida’. In realtà queste ‘sfide bufala’ sono storie costruite per diffondere e perpetuare la paura e l’ansia senza alcun elemento autentico di partecipazione o di sfida”. Proprio per questo, il social ha messo in campo nuove strumenti per informare e tutelare maggiormente gli utenti. Ad esempio, TikTok ha previsto un nuovo messaggio che incoraggia i giovani a visitare il Centro Sicurezza per saperne di più e a segnalare sfide pericolose.

Il cambiamento climatico modifica il comportamento dei consumatori

In che misura i consumatori hanno modificato i propri comportamenti quotidiani a causa delle preoccupazioni per il clima? E quali sono le azioni individuali più comunemente intraprese per contrastare il cambiamento climatico? A queste domande risponde un sondaggio Ipsos condotto per il World Economic Forum in 29 Paesi del mondo. Nei giorni della 26a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come COP26, Ipsos ha indagato proprio la relazione esistente tra i timori per il cambiamento climatico e i comportamenti adottati dai consumatori.

Oltre la metà degli intervistati ha modificato il proprio comportamento

Di fatto, oltre la metà degli intervistati (56%) afferma di aver modificato il proprio comportamento a causa della preoccupazione per i cambiamenti climatici negli ultimi anni. Meno di una persona su cinque (17%) afferma poi di aver apportato molte modifiche, due su cinque (39%) poche, e tre su dieci (31%) nessuna modifica. Una percentuale in calo rispetto alla media del 69% registrata a gennaio 2020. In Italia, il 58% degli intervistati dichiara di aver modificato il proprio comportamento d’acquisto (e non), ma anche in questo caso, la percentuale è in calo rispetto al 73% registrata a gennaio 2020.

Diminuisce la proporzione fra chi ha adattato il comportamento e chi no

I Paesi in cui è più probabile che i consumatori riferiscano di aver adattato il proprio comportamento per contrastare i cambiamenti climatici rimangono invariati rispetto allo scorso anno. Tuttavia, anche in queste nazioni, la proporzione è diminuita notevolmente India (76%, in calo di 12 punti), Messico (74%, -12 punti), Cile (73%, -13 punti) e Cina (72%, -13 punti). I Paesi in cui è meno probabile che i consumatori affermino di aver modificato il proprio comportamento a causa delle preoccupazioni climatiche includono Giappone (22%, -9 punti), Russia (40%, -12 punti), Stati Uniti (41%, -15 punti) e Paesi Bassi (41%, -16 punti). Inoltre, i Paesi che hanno registrato il calo maggiore dallo scorso anno nella loro quota di consumatori attenti all’ambiente sono Malesia (62%, -23 punti), Spagna (53%, -23 punti), Polonia (49%, -23 punti) e Francia (52%, -21 punti).

Riciclaggio e compostaggio le azioni più diffuse

A livello internazionale, le azioni individuali più comunemente intraprese per contrastare il cambiamento climatico sono il riciclaggio o il compostaggio, citato, in media, dal 46% degli intervistati nei 29 Paesi esaminati, il risparmio energetico in casa (43%), ridurre lo spreco alimentare (41%) e il risparmio di acqua (41%). Gli intervistati italiani menzionano le medesime azioni, ma con un ordine di priorità diverso. Al primo posto si posiziona il riciclaggio o il compostaggio (50%), ridurre lo spreco alimentare (47%), il risparmio di acqua in casa (45%), e il risparmio energetico (38%). A livello internazionale le donne sono generalmente più propense degli uomini ad aver cambiato i propri comportamenti, soprattutto in termini di riduzione dello spreco alimentare (46% vs. 36%), risparmio di acqua (46% vs. 36%), diminuzione di nuovi acquisti (36% vs. 26%) e diminuzione di prodotti con molti imballaggi (33% vs. 25%).

Produzione di energia elettrica: nell’Ue le rinnovabili vincono la sfida green

Le energie rinnovabili battono i combustibili fossili nella generazione dell’energia elettrica bell’Unione europea. È successo per la prima volta nel 2020, come emerge dal “Rapporto sullo stato dell’Unione dell’energia per il 2021”, recentemente pubblicato dalla Commissione europea. Il rapporto fa il punto sui progressi che l’Ue sta compiendo nel realizzare la transizione verso l’energia pulita, quasi due anni dopo il lancio del Green Deal europeo.

Obiettivo, ridurre le emissioni nette del 55% 

“Sebbene vi siano una serie di tendenze incoraggianti, saranno necessari maggiori sforzi per raggiungere l’obiettivo del 2030 di ridurre le emissioni nette di almeno il 55% e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, e i dati dovranno essere analizzati attentamente il prossimo anno per le tendenze post-Covid di più lungo periodo”, osserva la Commissione in una nota. Come si legge nel rapporto, nel 2020 le energie rinnovabili hanno generato il 38% dell’elettricità dell’Ue rispetto, rispetto al 37% prodotto con l’uso dei combustibili fossili. Ma la strada è appena iniziata. L’obiettivo del 2030, infatti, è quello di arrivare al 65% di elettricità generata dalle rinnovabili. Ad oggi, nove Stati membri hanno già completato l’eliminazione graduale del carbone, mentre 13 si sono impegnati a farlo entro una data determinata e altri quattro stanno valutando possibili scadenze. Nel 2020, rispetto al 2019, le emissioni di gas serra dell’Ue sono diminuite di quasi il 10%, un calo senza precedenti dovuto alla pandemia di Covid-19, che ha portato la riduzione complessiva delle emissioni al 31%, rispetto ai livelli di riferimento del 1990.

Il trend dei consumi

Durante lo scorso anno, il consumo di energia primaria è diminuito dell’1,9% e il consumo di energia finale dello 0,6%. Tuttavia, sottolinea la Commissione, entrambe le cifre sono al di sopra della traiettoria necessaria per raggiungere gli obiettivi dell’Ue per il 2020 e per il 2030, e gli sforzi degli Stati membri devono continuare per migliorare l’efficienza energetica. Quest’ultimo punto, curiosamente, contraddice le conclusioni di un rapporto pubblicato dall’Agenzia europea dell’Ambiente (Aea), secondo cui invece gli obiettivi di efficienza energetica per il 2020 sarebbero stati raggiunti proprio l’anno scorso, grazie ai lockdown sanitari. Tuttavia, anche l’Aea conclude che è necessario accelerare l’aumento dell’efficienza energetica per raggiungere gli obiettivi del 2030. Infine, nel 2020 i sussidi ai combustibili fossili sono leggermente diminuiti, a causa del minor consumo energetico complessivo, mentre sono aumentate le sovvenzioni per le energie rinnovabili e per l’efficienza energetica.

La radiovisione conquista il pubblico, su qualunque schermo

La radiovisione è in sintonia con gli stili di vita degli italiani: più di 4 milioni di italiani seguono ogni giorno la radiovisione dagli schermi televisivi, e nel primo semestre del 2021 sono aumentati del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2019. Gli italiani che guardano anche saltuariamente la radio in tv superano gli 11 milioni. Più di 5 milioni nell’ultimo anno e mezzo hanno infatti scoperto per la prima volta la radiovisione sugli schermi televisivi, e quelli che seguono i programmi radiofonici da device diversi da quelli tradizionali sono complessivamente più di 19 milioni. Sono i principali risultati del 2° Rapporto del Censis La transizione verso la radiovisione.

Superata la prova della infodemia

I programmi radiofonici sono usciti bene dall’infodemia scatenata dall’emergenza sanitaria. Per l’82,6% degli italiani la fiducia nella radio è rimasta invariata nell’ultimo anno, per il 6,1% è aumentata. L’81,4% degli italiani poi è convinto che la radiovisione sia un nuovo media che combina i contenuti di qualità della radio con le infinite possibilità di ascolto e di visione in diretta su una molteplicità di schermi: il televisore, il pc, il tablet e lo smartphone. Inoltre, l’81,7% degli italiani ritiene che il successo dei programmi radiofonici dipenda dalla credibilità e affidabilità dei loro contenuti.

I gusti degli utenti cambiano in base al sesso

Le notizie di politica nazionale sono quelle che interessano di più gli utenti, con il 40,1% di preferenze. Al secondo posto, in forte crescita nell’anno della pandemia, le notizie riguardanti scienza, medicina e tecnologia, che catturano l’attenzione del 34,9%. A questi seguono, stili di vita, viaggi e cucina (28,8%), cronaca nera (27,9%), sport (26,7%), cultura e spettacoli (25,8%). I gusti degli utenti della radio però cambiano in base al sesso. Se gli uomini preferiscono la politica nazionale (il 45,5% contro il 34,4% delle donne), lo sport (45,4% vs 7,2%) e l’economia (23,2% vs 9,9%) le donne sono attratte di più dalle notizie riguardanti stili di vita, viaggi e cucina (40,5% vs 17,5%), cultura e spettacolo (33,8% vs 18,1%), gossip e cronaca rosa (28,8% vs 6,2%).

Lunga vita alla radio, che non teme le piattaforme digitali

Il 63,1% degli italiani è convinto che il futuro dei contenuti audio non saranno le piattaforme online di musica a pagamento, che offrono lo streaming on demand di brani selezionati in base ai gusti personali dell’utente (la pensa così anche il 51,7% dei più giovani).  Per il pubblico due fattori conferiscono un valore aggiunto alla programmazione radiofonica rispetto alle piattaforme digitali: i contenuti realizzati da una redazione di professionisti e la programmazione in diretta. Il 90,1% sottolinea la differenza tra i programmi offerti all’interno di un palinsesto realizzato da redazioni professionali, ricco di musica e di contenuti informativi, e le piattaforme on demand, che offrono esclusivamente musica selezionata in modo personalizzato. L’85,2% sottolinea che la peculiarità della radio è di essere live, e di riuscire così a mantenere un contatto diretto con il proprio pubblico.