Cosa fare quando si verifica una perdita d’acqua in casa

Una delle cose più spiacevoli che possa capitare in casa è quella di constatare un allagamento in cucina.

Il verificarsi di una perdita d’acqua infatti è certamente fastidioso e necessità di grande impegno da parte nostra per sistemare nuovamente tutto, considerando che anche mobili ed eventuali tappeti potrebbero essersi bagnati.

Ma il problema più grande non è questo, ma quello relativo ad eventuali danni che possiamo involontariamente andare ad arrecare ai piani inferiori.

Dunque quando si verifica una perdita d’acqua in casa, ci sono delle cose da fare immediatamente per cercare di risolvere il problema.

Chiudere l’erogazione dell’acqua

La prima cosa da fare non è quella di individuare la perdita, ma al contrario è quella di andare a chiudere l’acqua così da porre fine alla perdita. In questa maniera avremmo infatti risolto il primo problema, cioè quello di evitare di peggiorare ulteriormente le cose.

Mettendo fine al flusso dell’acqua, potremmo da subito dedicarci alle fasi di rimozione dell’acqua stessa, così da preservare gli arredi ed i suppellettili.

Terminata questa procedura, possiamo concentrarci su quello che è l’aspetto cruciale, ovvero identificare la perdita.

Identificare la perdita

Questa fase non è semplice e soprattutto è delicata, e dunque individuare con esattezza l’eventuale provenienza di una perdita può richiedere un occhio piuttosto allenato.

A perdere potrebbero semplicemente essere delle tubature a vista come quelle che si trovano sotto i rubinetti, ma l’acqua potrebbe arrivare anche dall’appartamento dei vicini o ad esempio da un tetto.

Dedica a questa fase tutto il tempo necessario e, se ritieni di non avere esperienza a sufficienza per poter intervenire in maniera risolutoria, fai bene a rivolgerti ad un servizio di pronto intervento 24 che possa mettere a tua disposizione un bravo idraulico rapidamente.

Elimina L’acqua stagnante

Se invece sei riuscito ad individuare in maniera inequivocabile l’origine della perdita d’acqua, fai bene ad eliminare quella stagnante. Questa infatti, con il trascorrere del tempo è in grado di infiltrarsi fino a raggiungere gli appartamenti sottostanti.

Fai bene allora rimuovere tutta l’acqua utilizzando ad esempio degli stracci o eventualmente un piccolo aspiratore d’acqua nel caso in cui la quantità sia più di quel che pensavi.

Elimina muffa e umidità

Dopo aver rimosso tutta l’acqua che si era accumulata nei pressi della perdita, fai bene anche a concentrarti su quelle eventuali macchie di umidità o muffa che inevitabilmente si saranno già formate.

Per far ciò, cerca di far circolare liberamente l’aria all’interno della zona interessata dalla perdita, così che possa esserci un adeguato ricambio e l’umidità possa uscire.

Nel caso in cui l’umidità presente sul posto sia eccessiva e la normale circolazione dell’aria non sia ritenuta sufficiente a risolvere il problema, è possibile utilizzare un apposito deumidificatore il cui compito è quello di andare ad estrarre tutta l’umidità presente nell’ambiente.

Ripristina la situazione originale

Quando avrai rimosso tutta l’acqua, inclusa quella stagnante, identificata la perdita ed eliminato il problema, nonché eliminate eventuali tracce di muffa e umidità, sarà il momento di ripristinare la situazione originale andando ad effettuare eventuali piccole opere murarie per chiudere nuovamente eventuali spiragli che eri stato costretto ad aprire per arrivare fino ai tubi.

In breve

In questa maniera potrai ritenerti soddisfatto perché sarai riuscito ad individuare la perdita, eliminare il problema e ripristinare la normale situazione.

Come vedi, anche se non hai grande dimestichezza con questo tipo di pratiche, puoi ugualmente tentare di effettuare una riparazione autonoma.

Come accennato, nel caso in cui questa operazione dovesse essere troppo complicata per quelle che sono le tue conoscenze, fai bene ad affidarti ad un professionista.

Perché è importante che l’aria compressa sia oil-free?

Chi adopera quotidianamente un compressore industriale conosce bene l’esigenza di poter lavorare con uno strumento che garantisca aria pura e libera da residui di olio, per salvaguardare sia i macchinari utilizzati per la produzione che il prodotto finale stesso.

L’aria compressa deve necessariamente essere oil-free al 100% soprattutto quando si tratta della produzione di articoli definiti “sensibili” come ad esempio gli apparecchi elettronici, i farmaci e anche gli alimenti.

È importantissimo che la qualità della lavorazione, e di conseguenza quella dell’aria, siano massime. A questo proposito i compressori rotativi Atlas Copco vengono considerati tra i migliori in quanto sono in grado di annullare qualsiasi rischio di contaminazione di olio nell’aria compressa ed evitare qualsiasi tipo di danno al macchinario o al prodotto stesso, i quali sono certamente causa di ulteriori esborsi economici per l’azienda produttrice.

Le specifiche necessità di chi adopera l’aria compressa

In dettaglio, per quel che riguarda l’industria farmaceutica, è molto importante garantire la totale assenza di olio nell’aria compressa per far si che processi come il rivestimento di farmaci, il loro imballaggio o imbottigliamento non venga nessun modo contaminato. Per quel che riguarda gli alimenti, è facile intuire perché sia di fondamentale importanza che l’aria compressa non abbia nemmeno il minimo residuo d’olio, e questo vale sia per la fase di fermentazione o areazione che per le successive fasi di imballaggio e riempimento. Quanto all’elettronica invece, avere dell’aria secca e pulita è molto importante per qualsiasi tipo di componente, il quale potrebbe anche eventualmente essere costoso da sostituire.

Vi sono anche altri professionisti che possono avere bisogno di utilizzare aria compressa con delle esigenze particolari e che certamente non necessitano di residui d’olio al suo interno. Parliamo ad esempio di studi dentistici, veterinari o direttamente gli ospedali i quali hanno la necessità di adoperare aria compressa per curare i propri pazienti. Per attività cliniche di questo tipo è chiaramente importante che l’aria compressa adoperata non sia contaminata dall’olio ed evitare altresì che questo possa andare a rovinare, o causare  un malfunzionamento, degli strumenti adoperati per il lavoro.

Oil-free: uno standard per il settore

L’assenza di olio all’interno dell’aria compressa è uno standard che è irrinunciabile per tutti quei processi produttivi all’interno dei quali la qualità dell’aria è fondamentale, sia per il processo produttivo stesso che per la qualità del prodotto finale.

È facile comprendere ciò se si analizzano i precedenti esempi relativi al settore alimentare, farmaceutico ma anche tutto quel che può riguardare la produzione di prodotti e materiali cosiddetti “sensibili”.

Da questo punto di vista Atlas Copco può essere considerata come un pioniere in questo settore, dunque tra le primissime realtà che hanno deciso di sviluppare una tecnologia che fosse completamente oil-free, con tutti i vantaggi che seguono per le aziende. Anche per questo motivo oggi sono tanti a preferire direttamente i ricambi Atlas Copco, per mantenere sempre alta la qualità.

I compressori industriali moderni hanno inoltre il grande vantaggio di poter essere semplicemente installati a terra, il che è una grande comodità considerando anche il minimo ingombro che apportano ai locali. Inoltre anche la ventola è poco rumorosa e questo, unito alla silenziosità del motore, è molto importante perché consente ai dipendenti di poter lavorare senza fastidiosi rumori di sottofondo e dunque lasciandoli liberi di potersi dedicare interamente e concentrare a fondo nel proprio lavoro.

Il risparmio energetico

Non bisogna sottovalutare infine la possibilità di risparmiare energia grazie alla tecnologia di azionamento del compressore a velocità variabile: è possibile infatti ottenere un concreto risparmio in termini di energia e di conseguenza anche una migliore salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di soluzioni che rendono molto più facile il lavoro di tutti i giorni, che consentono di migliorare la velocità e la qualità della produzione, così da raggiungere una migliore competitività sul mercato.

L’importanza dei controlli periodici per la prevenzione delle malattie

Fare periodicamente i controlli medici di routine è molto importante poiché, oltre a controllare il proprio stato di salute, è possibile anche andare a rilevare malattie che possono non presentare sintomi e non sono facili da percepire.

La tua età, la tua storia familiare e il tuo stile di vita influenzano la frequenza con cui devi sottoporti ad un controllo con il tuo medico di base o specialista: non aspettare di avere sintomi, è importante abituarsi a prendersi cura di se stessi andando a fare dei controlli regolari.

In particolare, le visite mediche e gli esami di screening sono necessarie per i seguenti motivi:

  • I problemi di salute possono essere individuati in anticipo prima che si trasformino in qualcosa di più serio.
  • Evitare che determinati problemi di salute diventino cronici.
  • Aumentare le possibilità di successo di trattamento e cura.

L’importanza della prevenzione

Conoscere lo stato di salute del tuo corpo attraverso una diagnosi professionale non solo ti aiuterà ad essere cauta o a controllare le malattie, ma ti darà anche maggiore tranquillità. Avrai infatti la serenità del sapere che al momento va tutto bene o, in presenza di eventuali patologie, in caso contrario avrai scoperto con grande anticipo di avere bisogno di determinate cure.

Proprio l’anticipo con la quale avrai scoperto di avere un problema di salute ti consente di avere probabilità di cure e di successo decisamente più alte rispetto il momento in cui la malattia continua a progredire e si manifesta in altra maniera.

Se hai una storia familiare di una determinata malattia o altri fattori di rischio, i controlli sanitari regolari per te sono ancora più importanti.

I controlli di routine per le donne

Se sei una donna, non trascurare la visita senologica e quella ginecologica, il cui scopo principale è la prevenzione e la diagnosi precoce delle alterazioni legate agli organi femminili, incluse le malattie sessualmente trasmissibili e i tumori ginecologici e della mammella.

Alcuni dei test che vengono utilizzati per valutare la tua salute e che dovrebbero essere eseguiti periodicamente sono:

Mammografia : questa è una radiografia del seno per rilevare lo sviluppo del cancro al seno.

Citologia : è un test in cui il ginecologo rimuove le cellule dalla cervice per rilevare lesioni precursori del cancro cervicale e persino infezioni vaginali

Esame pelvico: è una visita in cui vengono palpati gli organi femminili per verificare se le dimensioni e la forma sono normali.

A seconda della tua età e della tua storia, il tuo ginecologo ti consiglierà una colonscopia.

I controlli di routine per gli uomini

Se sei un uomo , ti consigliamo invece i seguenti controlli:

Esame della prostata: serve per rilevare precocemente il cancro alla prostata. L’urologo valuterà le condizioni della tua prostata attraverso un esame rettale e potrebbe anche prescrivere un esame del sangue per l’antigene prostatico specifico (PSA).

Esame testicolare: permette di rilevare cambiamenti nel colore e nella dimensione dei testicoli.

Colonscopia: è un esame medico consigliato per tutte quelle persone dai 50 anni in su (o dai 40 anni se hanno una storia familiare rilevante). Consiste nell’esplorazione dell’interno del colon e del retto per rilevare eventuali anomalie.

L’obiettivo di questi controlli medici è rilevare tutti quei fattori di rischio che consentono di diagnosticare, identificare e prevenire qualsiasi alterazione della salute. Ricorda che l’anticipo con la quale un eventuale problema di salute viene diagnosticato è fondamentale nel garantire maggiori probabilità di successo delle cure.

Per queste ragioni fai bene a contattare il tuo medico di fiducia o specialista e fare delle semplici visite periodiche di controllo ogni anno per avere la certezza che tutto sia a posto.

Perché usare il codice sconto per lo shopping online

Il Codice Sconto è conosciuto anche con il nome di codice promozionale, coupon o voucher ed è un buono alfanumerico che da qualche anno è entrato a far parte della quotidianità degli utenti Internet complice la diffusione degli ecommerce. A differenza dei buoni cartacei, i codici sconto sono numeri e lettere da inserire nel carrello dei principali marketplace italiani ed internazionali per vedersi riconosciuta una riduzione dell’importo da pagare.

Le origini del codice sconto

La pratica del codice sconto ha origine nei primi anni del 2000 in concomitanza con la nascita del commercio elettronico. Successivamente i codici sconto sono stati portati al successo da portali come Groupon, che nel periodo 2008-2010 era uno dei principali operatori internazionali. Dopo una fase iniziale, anche gli e-commerce internazionali hanno iniziato ad emettere codici sconto per gli acquisti e questa pratica si è diffusa rapidamente anche in Italia.

Il codice sconto tipico è formato da una combinazione alfanumerica che l’utente applica nel carrello della spesa, inserendola in un apposito box quando fa acquisti sul negozio online preferito. Il codice viene immediatamente riconosciuto e applicato dal portale, assicurando così il risparmio desiderato.

Dove si trovano i codici sconto

Chi è alla ricerca di un codice sconto ha vari modi a disposizione per ottenere codici promozionali tramite Internet. Vediamo quali sono i due maggiormente utilizzati dai risparmiatori.

  1. Codici sconto sul sito del negozio online

Il primo modo per ottenere il codice sconto è trovarlo direttamente sullo shop online con cui si vuole effettuare l’acquisto. La maggior parte degli ecommerce inviano abitualmente codici promozionali agli utenti che si sono registrati o iscritti alla newsletter o si possono trovare tali coupon direttamente sul sito web dell’ecommerce.

  1. Codice sconto sui portali specializzati di coupon

Grazie al successo dei codici sconto sono nati anche in Italia portali specializzati nell’offerta di codici promozionali, come nel caso di Sconti e Buoni. Questi siti raccolgono, elencano e aggiornano in continuazione i coupon sconto di centinaia di negozi italiani. Non mancano i casi di voucher esclusivi offerti direttamente dal negozio online per i clienti di un determinato sito Internet.

Come vedi anche in Italia si è affermato il sistema del codice sconto ed oggi i clienti dei negozi e gli appassionati di shopping online non devono più aspettare festività e Black Friday per fare acquisti risparmiando. Scopri i migliori codici sconto su ScontieBuoni.it e acquista anche tu online al miglior prezzo!

Funzionamento e impiego degli spettrometri

Uno spettrometro è uno strumento indispensabile per l’analisi di materiali e metalli. Grazie a questo importante strumento è possibile combinare accuratezza ed efficienza con tempistiche di lavorazione davvero veloci.

I campi di applicazione di uno spettrometro

Uno spettrometro offre una vasta possibilità di campi di applicazione: esso può essere adoperato per misurazioni all’interno dell’area in cui avviene la produzione, direttamente in un cantiere o in qualsiasi altro luogo. Il passaggio da un luogo all’altro e l’eventuale cambio di temperatura non sono un problema per questo tipo di strumento, grazie alla termocamera stabilizzata di cui sono dotati, ed inoltre è necessaria una sola persona per il trasporto ed il funzionamento dell’intera attrezzatura.

Grazie ai moderni spettrometri commercializzati da Optoprim è possibile ottenere analisi di alta precisione ed un controllo rapido delle sostanze che compongono un determinato materiale. Ogni spettrometro è progettato per un particolare tipo di utilizzo, e per ogni attività di analisi c’è a disposizione l’attrezzatura più adeguata per ottenere l’analisi desiderata in breve tempo.

Uno strumento in grado di migliorare la qualità del lavoro

Parliamo di un prodotto che consente dunque di migliorare notevolmente la qualità del prodotto finito, grazie alle tecniche di misura e analisi che consentono di riuscire facilmente a identificare e classificare composti in materiali di ogni tipo, siano essi organici o meno.

Sul sito di Optoprim puoi visionare diversi modelli di spettrometri, camere iperspettrali e sorgenti di luce in base a quelle che sono le tue necessità. L’azienda, operativa dal 1994, offre supporto ai propri clienti e aiuta ad individuare quella che è l’attrezzatura tecnologica più opportuna in base alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare.

Tra i prodotti di questa nicchia, sul sito ufficiale Optoprim è possibile visionare spettrometri AOTF per analisi di processo, camere spettrali, sorgenti di luce, spettrometri palmari per illuminotecnica e diverse altre tipologie di spettrometri ottici, tra i quali certamente non sarà difficile individuare quello maggiormente in grado di soddisfare le proprie necessità.

La Wellness Suite dell’ Over Motel

La camera Wellness Suite dell’ Over Motel è la soluzione perfetta per chi ha voglia di rilassarsi e di usufruire dei servizi di una SPA senza dover condividere con altre persone questo momento così intimo, se non con il proprio partner. Questa magnifica stanza infatti, dispone di un hammam privato che è il modo perfetto per trovare il giusto benessere e farsi coccolare dal calore del vapore acqueo e dal benessere che questo ambiente è in grado di regalare. La camera dispone inoltre di una bellissima piscina idromassaggio a 4 posti ed un solarium.

Si tratta di servizi che sono interni alla camera e per questo da non condividere con gli altri ospiti dell’hotel. Parliamo dunque della camera perfetta per concedersi quella parentesi di benessere e relax che si desidera da tanto tempo, all’interno di un ambiente assolutamente moderno, elegante e nel quale la privacy dei clienti viene sempre rispettata, in ogni momento, perché ciò che è importante per i clienti lo è ancora di più per la direzione di questo importante motel Monza.

I clienti hanno a disposizione anche un ampio parcheggio con box privato con accesso adiacente alla propria camera. In questa maniera dunque, i signori clienti potranno accedere alla propria camera parcheggiando la propria automobile proprio nei pressi dell’ingresso della stessa e utilizzare l’apposita tenda motorizzata per chiudere alla vista e dunque ottenere una privacy assoluta. La camera dispone inoltre di connessione WiFi gratuita, ambiente insonorizzato, domotica, minibar gratuito, cassaforte, TV digitale e aria condizionata. C’è davvero tutto dunque per trascorrere una parentesi di piacevole benessere usufruendo di una struttura moderna in grado di offrire servizi d’alto profilo. Per prenotare una camera o per richiedere informazioni direttamente al personale dell’ Over Motel è possibile contattare il recapito telefonico 0395973862.

Lo spogliatoio della palestra, da servizio a business

 

Mai pensare che lo spogliatoio della palestra sia solo un luogo di passaggio o di servizio, uno spazio dove le persone si cambiano e basta. Nel corso del tempo, gli imprenditori più smart del settore del fitness hanno capito benissimo che lo spogliatoio è uno dei locali ai quali i clienti sono più attenti. Addirittura, spesso i frequentatori di palestre trascorrono più tempo tra queste mura che tra macchine, pesi, attrezzi o corsi. Un ambiente che dovrebbe essere, alla fine delle sedute di fitness, il luogo eletto per il comfort e le chiacchiere tra clienti. Che sicuramente commentano qui pregi e difetti della palestra stessa.

Spogliatoio, mai più senza…

Diversi sono gli aspetti che dovrebbero contraddistinguere uno spogliatoio di qualità, capace di comunicare al cliente piacevolezza e benessere. I principali elementi sono: pulizia, ambiente, comodità e funzionalità. Vediamo queste voci una per una.

Pulizia

Chi mai vorrebbe trovarsi svestito in un ambiente che comunica scarsa igiene? Nessuno, ovviamente. Ecco perché è importante che lo spogliatoio sia sempre ben areato e privo di cattivi odori, oltre che immacolato e ordinato. Anche se semplice, il locale dove ci sia cambia dovrebbe avere piani di appoggio, come delle panche facili da pulire, e armadietti perfettamente funzionanti e puliti. A maggior ragione la regola vale nei bagni e nelle docce: è fondamentale che l’igiene sia la priorità di ogni gestore.

Ambiente

Inutile investire in attrezzi e macchine nuove se gli spogliatoi cadono a pezzi. E’ questo il primo biglietto da visita per il cliente e l’ultimo ricordo prima di andare a casa. Meglio rinunciare a un set di pesi scintillante a favore di una sistemata del locale dove gli utenti si cambiano e si lavano.

Comodità

A seconda delle dimensioni della palestra e del numero di clienti vanno ben considerate anche le dimensioni dello spogliatoio e dei relativi bagni. Non dovrebbe, se possibile, formarsi la coda alle docce e agli asciugacapelli. Proprio per questo, conviene scegliere dei phon ultraveloci, che richiedono la metà del tempo rispetto a quelli standard. Eccellenza del settore sono gli asciugacapelli da parete Machflow, di produzione esclusiva Mediclinics. Si tratta di un apparecchio dalla linea ergonomica e di dimensioni contenute, però dotato di tubo estensibile fino a 2 metri, altissima potenza (velocità dell’aria fino a 200 km/h) e possibilità di regolazione automatica di della potenza del flusso d’aria. A tutto questo si aggiunge la resistenza attivabile con un interruttore on/off, un consumo di soli max 1000 W, certificati di sicurezza internazionali e il funzionamento automatico. Senza trascurare il design, perché in uno spogliatoio anche gli accessori devono essere non solo pratici (e anti atti vandalici) ma anche belli a lungo nel tempo. Già, perché gli asciugacapelli Machflow sono in vero acciaio inox, anche nella versione bianca, e quindi non temono ossidazione e ruggine.

Funzionalità

Il tempo è denaro, anche per chi frequenta una palestra. Via libera quindi a tutto quello che può far risparmiare minuti preziosi ai clienti e magari anche parte del budget al gestore. Si quindi ad asciugamani elettrici, che non richiedono ricambi e forniture continue come invece quelli di carta, e sì a dispenser per sapone e shampoo, così da non ritrovarsi bottigliette vuote o saponette abbandonate. In questo modo la funzionalità diventa non solo una scelta estetica, ma anche una strada verso la sostenibilità.

The State of Software Development lancia un appello agli sviluppatori italiani

BitBoss, startup innovativa incubata in I3P, l’Incubatore delle imprese innovative del Politecnico di Torino, per il terzo anno consecutivo lancia un appello agli sviluppatori italiani perché prendano parte alla ricerca annuale The State of Software Development in Italy.
“L’obiettivo è quello di scattare una fotografia in costante evoluzione della figura dello sviluppatore – spiega Davide Leoncino, Co-Founder e Head of Marketing BitBoss -. Una professione ormai fondamentale per la vita delle imprese e che tutti gli imprenditori dovrebbero imparare a conoscere e a valorizzare se vogliono competere per attirare i talenti migliori”.

Talenti rari che le imprese fanno sempre più fatica ad attirare

Nel 2020, il 35,5% degli sviluppatori freelance affermava di aver registrato un incremento del lavoro durante il lockdown, mentre solamente il 17,3% dichiarava di aver subito una flessione negativa. Nel 2021, 9 sviluppatori su 10 affermavano di essere occupati e soddisfatti del proprio lavoro e solo il 10% stava cercando attivamente un lavoro. Secondo una ricerca condotta da Indeed, quello dello sviluppatore di software è uno dei lavori più pagati e richiesti in Italia. Eppure è sempre più difficile trovare risorse esperte in questo campo: gli sviluppatori continuano a essere talenti rari che le imprese fanno sempre più fatica ad attirare.

Grandi Dimissioni e aumento estremo della domanda 

Il fenomeno della Great Resignation sta interessando diversi settori, tra cui anche quello dello sviluppo software. Una ricerca della Harvard Business Review ha infatti rivelato che i tassi di dimissioni hanno interessato più che altro i lavoratori impegnati nei campi che avevano registrato un aumento estremo della domanda a causa della pandemia, portando probabilmente a un eccessivo aumento nei carichi di lavoro. Intanto, la domanda di figure tecniche da parte delle aziende cresce, e non solo per poter competere in maniera efficace sui mercati esistenti, ma soprattutto grazie all’emergere di nuove opportunità di business nel digitale. Esempi sono rappresentati dalle nuove tecnologie legate alla blockchain e al web3.

Cosa si può prevedere per il futuro?

Secondo uno studio condotto da Forbes, le startup che operano nel mondo delle criptovalute hanno ottenuto nel complesso 30 miliardi di dollari di investimento in VC nel 2021, 50 dei quali hanno raccolto oltre 100 milioni di dollari. Alla luce di questi dati cosa si può prevedere per il futuro? “Sicuramente chi conosce il mondo della tecnologia da vicino avrà un’opinione in merito e vorremmo capire se gli sviluppatori in Italia percepiscono tutte queste innovazioni come il futuro del web, oppure se associano questi fenomeni a una serie di bolle pronte a scoppiare – commenta Davide Leoncino, Co-Founder e Head of Marketing di BitBoss -. Sicuramente capire qual è l’opinione di chi lavora tutto il giorno nel mondo dell’innovazione dovrebbe influenzare il modo che avranno le aziende di utilizzare queste nuove tecnologie”.

Connettività: il traffico dati su mobile raggiunge i 100 Exabyte

La soglia è stata superata nel secondo trimestre di quest’anno: il traffico dati da mobile ha raggiunto i 100 Exabyte al mese, ovvero, è pari 1000 miliardi di byte. Più in particolare, secondo l’Ericsson Mobility Report, che offre un aggiornamento dal mondo della connettività, il volume di dati è cresciuto del +8% rispetto al trimestre precedente, del +39% in un solo anno ed è addirittura raddoppiato nel giro di due anni e mezzo.
La lievitazione dei dati si spiega con la oramai consueta combinazione tra l’aumento degli abbonamenti a banda larga e una fruizione sempre più focalizzata sui video, che esige infatti un maggiore consumo di dati.

Tra aprile e giugno 2022 abbonamenti mobile broadband a +100 milioni

Oggi l’86% delle Sim in circolazione sono legate a un abbonamento alla banda larga mobile. Permettono, in altre parole, di accedere a Internet e app. Sempre secondo l’Ericsson Mobility Report, tra aprile e giugno di quest’anno il numero di abbonamenti di tipo mobile broadband è aumentato di 100 milioni di unità, arrivando a un totale di circa 7,2 miliardi, con un incremento del +6% anno su anno.

La Lte è la generazione dominante

Quanto agli standard di connessione, la rete Lte (Long Term Evolution) è la generazione dominante: gli abbonamenti sono 5 miliardi, ossia il 60% di tutti gli abbonamenti mobili, mentre quelli 5G sono ancora molti meno, 690 milioni in tutto il mondo, ma crescono in modo sostenuto, +70 milioni nel secondo trimestre 2022 contro i 77 milioni della Lte. Non è una novità che il tasso di penetrazione degli abbonamenti mobile superi il 100%: oggi è al 106%. Vuol dire, in sostanza, che sulla Terra ci sono più Sim attive (8,3 miliardi) che esseri umani. Nel secondo trimestre, la spinta è arrivata soprattutto dalla Cina, con 10 milioni di abbonamenti in più, dall’India (+7 milioni) e dall’Indonesia (+4 milioni).

“Il 5G agirà da catalizzatore per l’evoluzione”

“Il 4G è ancora oggi l’unico modo con cui miliardi di persone in tutto il mondo accedono a Internet – ha affermato all’Agi Andrea Missori, amministratore delegato di Ericsson in Italia -. Il 5G agirà da catalizzatore per l’evoluzione. Le nuove reti sono implementate non solo per continuare a supportare la crescente domanda di dati e per abilitare nuovi casi d’uso in ambito industriale e consumer, ma anche per aiutare a ridurre il consumo di energia e contribuire alla transizione ecologica”.

I consumatori italiani sono i più pessimisti in Europa sull’inflazione

Sono i consumatori italiani i più pessimisti nell’area euro sulle attese dell’inflazione. Secondo la mediana calcolata dalla Bce nella nuova indagine sulle aspettative dei consumatori, per i prossimi 12 mesi gli italiani si attendono un livello superiore al 6%. Un valore pari a un intero punto percentuale al di sopra delle aspettative dei consumatori di Belgio, Germania, Spagna e Olanda, che per i 12 mesi prevedono attese medie di inflazione intorno al 5%. All’opposto, le aspettative di inflazione più contenute sono quelle dei consumatori francesi, che secondo l’ultima rilevazione della Bce presentano una media poco sotto il 4%.

Il livello di inflazione percepita riguardo ai 12 mesi passati è pari al 10%

Va rilevato poi che i consumatori italiani sono anche quelli che mostrano il maggior livello sull’inflazione percepita guardando indietro ai 12 mesi passati, con un livello mediano pari al 10%.
Secondo l’indagine della Bce i consumatori di Spagna e Olanda hanno percepito una inflazione poco sotto il 9%, quelli del Belgio all’8%, i consumatori della Germania poco sopra il 7%, e anche in questo caso, il valore più basso si registra tra i consumatori della Francia, con una inflazione mediana percepita attorno al 5%.

A giugno l’inflazione percepita dai consumatori europei è stata del 8,6%

La Bce ha recentemente pubblicato per la prima volta anche i risultati di una nuova indagine proprio sulle aspettative dei consumatori europei, che riguarda diverse voci e di cui l’inflazione è il primo aspetto. A giugno l’inflazione percepita dai consumatori europei sugli ultimi 12 mesi è stata del 8,6%, e in media è del 7,2% a livello mediano. La ‘media’ è il numero che risulta dalla divisione di tutti i dati riportati per il numero di partecipanti a un sondaggio. La ‘mediana’, invece, è il numero che si trova nella posizione centrale quando i dati vengono ordinati in maniera crescente. Per l’insieme dell’area euro la Bce fornisce entrambi, mentre sui singoli Paesi pubblica grafici unicamente con il livello mediano.

Per i prossimi tre anni le attese degli italiani restano le più elevate

Secondo i dati relativi a un sondaggio effettuato a giugno, riporta Askanews, l’aspettativa di inflazione sui prossimi 12 mesi è invece stata del 6,6% in media e del 5% a livello mediano a livello dell’area euro.  Sui prossimi tre anni la media delle attese di inflazione dei consumatori è del 4,6%, mentre la mediana è del 2,8%. Sulle aspettative dei consumatori per i prossimi tre anni le attese degli italiani restano le più elevate, ma con un divario meno marcato: poco sopra il 3% nella Penisola, al 3% in Olanda e Spagna, poco sotto il 3% in Belgio, attorno al 2,5% in Germania e al 2% in Francia.

Alle Pmi i rincari di luce e gas nel 2022 costano quasi 106 miliardi

Una stangata che rischia di provocare una vera debacle al nostro sistema produttivo: sfiora i 106 miliardi di euro il costo aggiuntivo che le Pmi italiane subiranno quest’anno a causa dei rincari di energia elettrica e gas. La stima è stata calcolata dall’Ufficio studi CGIA, giunto a questo risultato ipotizzando, per l’anno in corso, gli stessi consumi registrati nell’anno pre-pandemia, ma applicando per l’intero 2022 le tariffe medie di luce e gas sostenute in questi ultimi sei mesi. I 106 miliardi di extra costo, tuttavia, potrebbero essere addirittura sottostimati. Se dal prossimo autunno la Russia dovesse chiudere ulteriormente le forniture di gas verso l’Europa, è probabile che il prezzo di questa materia prima subirà un’impennata, che spingerà il costo medio dell’ultima parte dell’anno a un livello molto superiore a quello registrato nei primi sei mesi del 2022.

Nei primi sei mesi del 2022 costo medio dell’energia elettrica +378%

In ogni caso, se nel 2019 il costo medio dell’energia elettrica ammontava a 52 euro per MWh, nei primi sei mesi del 2022 si è attestato a 250 euro (+378%). Pertanto, a fronte di un consumo di 217.334 GWh, il costo totale in capo alle imprese nel 2019 ha toccato i 35,9 miliardi di euro, mentre quest’anno la bolletta toccherà 108,5 miliardi di euro (+72,6 miliardi).

Il confronto sul 2019 per il gas

Per il gas, viceversa, se tre anni fa il costo medio era di quasi 16 euro per MWh, nei primi sei mesi del 2022 il prezzo ha sfiorato i 100 euro (+538%). Perciò, a fronte di un consumo medio annuo di 282.814 GWh, nel 2019 le imprese hanno sostenuto un costo medio complessivo pari a 9,5 miliardi di euro, contro i 42,8 miliardi del 2022 (+33,3 miliardi di euro). Sommando quindi i 72,6 miliardi di extra costi per la luce e i 33,3 per il gas otteniamo 105,9 miliardi di costi aggiuntivi che le aziende dovranno farsi carico quest’anno rispetto al 2019.

Le misure di mitigazione

Ancorché insufficienti, riporta Askanews, va comunque segnalato che il Governo ha in parte smorzato l’impennata dei costi energetici. I soldi messi a disposizione per mitigare i rincari nel biennio 2021-22, infatti, ammontano, includendo anche il Decreto Aiuti, a 22,2 miliardi di euro, di cui 16,6 nel 2022. Di questi, 3,2 miliardi hanno ‘ristorato’ le famiglie, 7,5 le imprese e 11,5 sosterranno sia le prime sia le seconde.

Condizionatore, quanto mi costi?

Amico indispensabile delle giornate bollenti di questa estate 2022, il condizionatore è un “mai più senza” per moltissimi italiani. Ma a quale prezzo? Caro, purtroppo. A fronte dell’innegabile beneficio, quest’anno il condizionatore ci costerà per la stagione fino a 216 euro, vale a dire l’81% in più rispetto allo scorso anno. Lo rivela l’analisi l’analisi di Facile.it, anticipata a Sportello Italia di Radio Rai. La “stangata” in bolletta riguarda una vasta platea di nostri connazionali, secondo l’indagine commissionata agli istituti mUp Research e Norstat, ad aprile erano già oltre 29 milioni gli italiani che possedevano un climatizzatore. Platea che potrebbe ulteriormente ampliarsi considerando le temperature raggiunte nelle ultime settimane e la conferma da parte del Governo del Bonus Condizionatore.

Come contenere i costi

Il costo in bolletta di questi apparecchi, però, potrebbe diventare ancora più alto se ai rincari del prezzo dell’energia aggiungiamo un uso scorretto dell’apparecchio. Proprio per questo Facile.it ha realizzato un breve vademecum con 6 consigli pratici per ridurre le spese e risparmiare sul conto finale. La prima regola è occhio all’etichetta.  La scelta della classe energetica del condizionatore è fondamentale per cercare di contenere il più possibile i consumi; chi è alle prese con l’acquisto di questo apparecchio, farebbe bene ad optare per un modello di classe A o superiore. Attenzione però alle etichette energetiche; se è vero che a partire dal 2022 è entrata in vigore la nuova classificazione, è altrettanto vero che sul mercato sono ancora disponibili prodotti con la vecchia classificazione. Per fare una scelta consapevole è bene verificare quale etichettatura riporta il condizionatore che stiamo acquistando. In ogni caso, scegliere un dispositivo a basso consumo consente di ridurre notevolmente la bolletta; ad esempio, guardando alla vecchia etichettatura, passare da un condizionatore di classe B ad uno di classe A++ significa ridurre il costo in bolletta di circa il 30-40% annuo.  La seconda regola è scegliere la tecnologa inverter al posto di quella tradizionale. Questa tipologia di climatizzatore, una volta che ha raggiunto la temperatura impostata, anziché spegnersi, rallenta la velocità del motore e funziona al minimo, evitando il consumo di energia necessario per fermarsi e poi ripartire. Scegliere questo tipo di apparecchio permette un risparmio energetico del 30% rispetto ad un climatizzatore tradizionale.

I trucchi per usarlo bene

Oltre alla scelta iniziale, è importante anche gestire in modo corretto l’impianto di condizionamento. La terza regola è perciò No alle temperature polari: meglio impostare la temperatura a circa 6-8 gradi in meno rispetto all’esterno e, se l’apparecchio ne è dotato, possiamo usare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; questo renderà l’aria più salubre e alleggerirà la bolletta fino al 13%. Quarta regola, attenzione alla pulizia dell’impianto, che se non ben tenuto può arrivare a consumare fino all’8% in più, mentre la quinta regola è usare il buon senso. Significa ad esempio tenere chiuse le finestre quando l’apparecchio è in funzione, così da non disperdere preziosa energia. Infine, l’ultima regola dice di attivare la funzione sleep per la notte: in questo modo la riduzione dei consumi arriva al 10%.

Dai voli agli alberghi tutti i rialzi delle vacanze

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato i dati Istat per stilare quattro classifiche: quella dei servizi che a giugno hanno registrato i maggiori rialzi per le voci legate alle vacanze, quella dei prodotti alimentari, e le classifiche assolute dei rincari mensili e annuali. In testa alla Top Ten delle vacanze, i prezzi dei voli internazionali, che su giugno 2021 decollano del 124,1%, e che hanno anche il primato rispetto a tutte le voci del paniere, collocandosi al 2° posto assoluto degli incrementi mensili (+21,3%). Medaglia d’argento ai voli nazionali, che su base annua volano del +33,3%, e segnano il record degli incrementi mensili (+31,4% su maggio 2022). Al 3° posto il noleggio di mezzi di trasporto e l’affitto di garage e posti auto (+24,3% e +7,4% sul mese precedente), poi alberghi, motel e pensioni (+21,4% e +5,7%), trasporto marittimo (+18,7%), gelati (+13,4%) e pacchetti vacanza internazionali (+6,2%). Ma non ci si salva neanche andando al ristorante (+4,6%) o in un museo (+3,2%).

La Top Ten mensile

Chiudono la Top Ten i servizi ricreativi e sportivi (piscine, palestre, discoteche e stabilimenti balneari), che segnano per ora un più contenuto +2,4% in un anno, ma che in un mese rincarano del 2,8%. Per quanto riguarda gli aumenti mensili, al terzo posto villaggi vacanze e campeggi (+11,3%), al quarto benzina (+9,8% e +25,3% su giugno 2021), seguita dal noleggio di mezzi di trasporto (+7,4%), gasolio per mezzi di trasporto (+6,7% e +32,3%), e-book download (+6,2%), e poi alberghi (+5,7%), pasta sfoglia (+5,1%) e gasolio per riscaldamento (+4,9%). L’energia elettrica è appena fuori dalla Top Ten mensile (+4,6%), ma al 2° posto dei rincari annui, con un +81,4%.

La Top 20 annuale relativa a tutto il paniere

Per la Top 20 annuale relativa a tutto il paniere Istat, vincono i voli internazionali (+124,1% su giugno 2021), al 2° posto l’energia elettrica (+81,4%), e al 3° l’olio diverso da quello di oliva (68,6%).
Poi gas naturale e di città (+67,3%), gasolio per riscaldamento (+52,7%), Gpl e metano (+38,2%), voli nazionali (+33,3%), e gasolio per mezzi di trasporto (+32,3%). Chiude la Top 20 il burro (+27,7%), ma in classifica ci sono anche la benzina (+25,3%), gli alberghi (14° con +21,4%), la farina (+20,5%), la pasta (17° con +18,3%), e ultimo il pollame (+15,1%), la carne più rincarata.

La Top 20 dei prodotti alimentari

Per quanto riguarda la Top 20 dei prodotti alimentari, riferisce Adnkronos, il record dei rincari annui spetta all’olio diverso da quello di oliva (+68,6%), che risente dell’effetto Ucraina e del blocco dell’import dell’olio di girasole. Al secondo posto, il burro (+27,7%), e sul gradino più basso del podio, la farina (+20,5%). Al quarto posto il cibo simbolo dell’Italia, la pasta, che lievita del 18,3%, seguita da margarina (+16,8%), pollame (+15,1%), riso (+13,7%), uova (+13,6%), patatine fritte (13,5%), e gelati (+13,4%). Si segnalano poi latte conservato (+12,1%), vegetali freschi (+11,8%), pane (+11,3%), e frutta fresca (+10,9%).

Stampanti: le inkjet fanno risparmiare 1,3 milioni di tonnellate di CO2

Per un futuro a emissioni zero è necessario che il consumo energetico mondiale associato all’uso dei vari dispositivi diminuisca drasticamente: servirebbe infatti una riduzione media del 25% entro il 2030 e del 40% entro il 2050.
Le stampanti con tecnologia a getto d’inchiostro potrebbero ridurre le emissioni di energia di oltre il 50% rispetto ai livelli attuali, risparmiando 1,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2) all’anno. La tecnologia inkjet può infatti consumare fino al 90% in meno rispetto alle soluzioni laser. In pratica, se tutti passassero alle stampanti inkjet le emissioni di energia diminuirebbero del 52,6% rispetto ai livelli attuali. Un po’ come se sulle nostre strade circolassero 280.000 auto in meno all’anno. È quanto emerge da una ricerca commissionata da Epson e svolta dal professor Tim Forman dell’Università di Cambridge. 

Verso la neutralità climatica

“Questa ricerca dimostra che per la stampa è possibile un futuro net-zero, a condizione che vengano adottate soluzioni più efficienti in termini di consumo energetico, a casa come in ufficio, e che si riducano le emissioni di anidride carbonica associate alla produzione di questi dispositivi – dichiara Tim Forman -. Per evitare che il cambiamento climatico abbia conseguenze sempre più drammatiche, è importante continuare a migliorare l’efficienza energetica delle apparecchiature e ridurre i consumi necessari per la loro produzione. L’analisi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) dimostra che la mancata realizzazione di uno scenario di decarbonizzazione net-zero nel settore degli elettrodomestici potrebbe comportare un aumento del 100% nella frequenza di ondate di calore estremo e un aumento del 40% della siccità”.

Un invito all’azione

Secondo Forman, sono tre i modi per attuare un cambiamento collettivo. Innanzitutto, puntare sull’innovazione tecnologica. Con la crescente diffusione di apparecchiature la riduzione delle emissioni di anidride carbonica dipenderà dal miglioramento degli standard di efficienza e dalla riduzione dell’intensità energetica legata alla produzione.
È inoltre necessaria una maggiore collaborazione a livello internazionale per promuovere l’utilizzo di apparecchiature più efficienti e migliorare il quadro per l’etichettatura dell’efficienza energetica. L’obiettivo è accelerare i tempi di eventuali piani d’azione, e ridurre i costi per i dispositivi più efficienti.

Adottare nuovi comportamenti

Se ognuno di noi farà la propria parte, l’impatto positivo sul pianeta può essere significativo. Scegliendo la tecnologia a freddo, è possibile ridurre consumi energetici ed emissioni di gas serra. “Stiamo senza dubbio affrontando una crisi climatica mondiale e il futuro è nelle nostre mani – commenta Henning Ohlsson, Director of Sustainability di Epson Europe -. Possiamo controllare il modo in cui consumiamo l’energia e rendere il mondo un luogo migliore, dispositivo dopo dispositivo. La tecnologia inkjet è al momento la scelta più eco-sostenibile e anche i cambiamenti più piccoli possono fare una grande differenza nella protezione del permafrost”.

Artigiani superpagati e supercontesi: le imprese non li trovano

La denuncia arriva dall’Unione artigiani: molti artigiani del legno e del mobile e relativi mestieri, nonostante siano superpagati, sono introvabili, e le imprese se li contendono a suon di aumenti di stipendio. Soprattutto i falegnami ebanisti. Si tratta di quelli ‘bravi’, che sanno partire dalle misure, dalla scelta delle tavole di legno per arrivare alla realizzazione del prodotto finito e personalizzato. E che devono sapersi relazionare non solo con i clienti finali, ma anche con architetti e designer, ingegneri, ed esperti di materiali ecosostenibili, prototipazione e domotica, verniciatori e cucitrici, muratori, idraulici, imbianchini ed elettricisti. E poi devono avere competenze di Cad e Cnc.
Ma le imprese non riescono a trovarli.

Tappezzieri e cucitrici hanno già il posto fisso fin da quando si iscrivono al corso

Certo, esistono i corsi, ma ogni impresa forma sul campo queste figure affiancandole ai maestri. Molto spesso sono i familiari dei titolari, inseriti in un percorso di passaggio generazionale che però non sempre riesce. Esistono molte opportunità di lavoro anche per coloro che si mettono in proprio. I tappezzieri e le cucitrici sono, ad esempio, rispettivamente gli esperti degli imbottiti e delle cuciture di divani, cuscini, tende e altro, e hanno già il posto fisso dal momento in cui si iscrivono al corso.
Eppure a oggi, al Cfp Terragni di Meda, cuore del distretto del mobile brianteo, al corso da tappezziere si sono iscritti direttamente dalla terza media solo tre ragazzi.

Il mercato di massa è in gran parte in mano a dopo-lavoristi o pensionati

E in un clima di imprese sempre più green molto gettonati sono anche gli esperti di produzione sostenibile, presenti e molto richiesti dalle grandi imprese del mobile. A loro la responsabilità di scegliere i materiali, innovare i processi produttivi, selezionare e formare gli artigiani conto terzisti con un impatto molto incisivo su tutta la filiera. Ma c’è carenza anche di restauratori di mobili. I tecnici esperti hanno lavori spesso affidati da facoltosi proprietari e committenze pubbliche, ma il mercato di massa è in gran parte in mano a dopo-lavoristi o pensionati.

In pochissimi lavorano ancora manualmente

Un professionista poco noto poi è il carteggiatore, un esperto in grado di rendere la superficie del legno nuda, uniforme, liscia e pronta per trattamenti e rifiniture. In pochissimi lavorano ancora manualmente, solo per pezzi unici ed esclusivi. Mancano poi i montatori. Le imprese artigiane consegnano e montano direttamente i mobili nelle case dei clienti, ma la media-grande distribuzione oggi esternalizza il servizio a costi sicuramente competitivi e condizioni economiche spesso insostenibili per gli operatori, costretti a lavorare di corsa e a cottimo.
“Nel mondo del legno-arredo l’artigianato offre possibilità straordinarie – spiega il segretario generale di Unione Artigiani Marco Accornero -. Dobbiamo ripartire dalle scuole dell’obbligo e lanciare una grande campagna per incentivare i ragazzi a scegliere i mestieri artigiani”.

Imballaggi in acciaio, dal 2000 recuperate 7,5 milioni di tonnellate

Grazie al riciclo degli imballaggi in acciaio, quali ad esempio barattoli, scatole, scatolette, lattine, fusti, secchielli, bombolette, tappi e chiusure, dal 2000 a oggi in Italia si è risparmiato un quantitativo di acciaio pari al peso di 800 Tour Eiffel, per un valore economico di 1 miliardo di euro di materia recuperata. Un risultato possibile grazie all’impegno di tutta la filiera, a partire dai cittadini: nel 2021 la raccolta pro capite di imballaggi in acciaio è cresciuta ulteriormente, raggiungendo quota 4,4 kg per abitante, con un aumento del +9,7% rispetto all’anno precedente. I dati sono stati presentati a Roma in occasione dell’assemblea annuale di Ricrea, il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Acciaio (parte del Sistema Conai), e sono contenuti nel Green Economy Report ‘Dall’acciaio all’acciaio: il contributo nella lotta al cambiamento climatico’, elaborato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

Un materiale che si ricicla al 100% all’infinito 

“Già nel 2002 abbiamo superato l’obiettivo del 50% dell’immesso al consumo fissato dalla direttiva europea per il 2008, e il tasso di riciclo è cresciuto fino ad attestarsi negli ultimi anni su valori superiori al 70%, l’obiettivo da raggiungere nel 2025 – commenta Domenico Rinaldini, presidente di Ricrea -.  Questi dati dimostrano che il nostro sistema ha reagito bene all’impatto della pandemia, assicurando anche in questi anni difficili il corretto avvio al riciclo degli imballaggi in acciaio provenienti dalla raccolta differenziata e creando valore: l’acciaio infatti è un materiale permanente, che si ricicla al 100% all’infinito”.

Un risparmio di 8 milioni di tonnellate di materiale primario

Nell’ultimo anno è ulteriormente aumentata la quota pro-capite di imballaggi in acciaio raccolti, in media 4,4 Kg (+9,7% rispetto al 2020). Nel 2021 in Italia sono state avviate al riciclo 390.000 tonnellate di imballaggi in acciaio, sufficienti per realizzare circa 3.900 km di binari ferroviari.
I 7,5 milioni di tonnellate di imballaggi in acciaio avviati al riciclo in Italia dal 2000 a oggi hanno consentito di ottenere un risparmio di 8 milioni di tonnellate di materiale primario, generando benefici economici per 1 miliardo di euro di materia recuperata e 386 milioni di euro di CO2 evitata.

Circa 12 milioni di tonnellate di CO2eq in meno nell’atmosfera

L’avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio in acciaio e la rigenerazione di fusti e cisternette a livello nazionale ha consentito, tra il 2000 e il 2021, di evitare l’emissione in atmosfera di circa 12 milioni di tonnellate di CO2eq, pari alle emissioni generate da 7 milioni di autovetture con percorrenza media di 10.000 km. Inoltre, riporta Adnkronos, ha permesso al nostro Paese di evitare il consumo di circa 50mila GWh di energia primaria, pari al consumo medio di energia di circa 13 milioni di famiglie italiane.

Nel 2021 boom di fatturato per partite Iva e aziende

Nel 2021 il fatturato di aziende e partite Iva è cresciuto di 624 miliardi di euro (+25%) rispetto al 2020, con oltre 120 miliardi aggiuntivi ‘incassati’ solo nel mese di dicembre. È quanto emerge dall’analisi del centro studi di Unimpresa, che ha elaborato i dati del dipartimento delle Finanze relativi alla fatturazione elettronica, e che evidenzia il boom delle costruzioni (+37%) e delle attività immobiliari (+18%).
L’aumento però è trainato anche dalla corsa delle attività manifatturiere (+35%).  A livello territoriale, l’analisi di Unimpresa scopre che le variazioni più importanti si sono registrate in Emilia-Romagna, in Friuli-Venezia Giulia e in Sicilia. Nel Lazio, unica regione che non ha raggiunto la crescita in doppia cifra, aziende e partite Iva hanno incassato solo il 9% in più.

Nei dati fiscali di imprese e professionisti la fotografia della ripresa economica

Nei dati fiscali di imprese e professionisti, osserva l’associazione, “’c’è dunque la fotografia esatta della robusta ripresa economica del nostro Paese, cresciuta progressivamente negli scorsi mesi, ma seriamente minacciata, adesso, dal protrarsi della guerra tra Russia e Ucraina”.
Se nei mesi di gennaio e febbraio 2021, quando ancora non era esplosa la pandemia da Covid, l’imponibile risultava ancora in calo, rispettivamente con 16,5 miliardi in meno e 2,6 miliardi in meno rispetto al 2020, nei 10 mesi successivi il segno è stato sempre positivo.

Il risultato migliore è in Emilia-Romagna

A livello territoriale, la regione che evidenzia il risultato migliore è l’Emilia-Romagna, con un incremento del 38,9%, seguita dalla provincia di Trento, con il 33,4%, la Valle d’Aosta (30,6%), il Friuli Venezia Giulia (28,2%), la Sicilia (27,1%), la Liguria (27,9%), e poi, Marche (26,9%), Molise (26,8%), Calabria (25,3%), Veneto (24,5%), Puglia (24,4%), Campania (23,1%), Toscana (23,0%), Lombardia (22,7%), Umbria (22,6%), Basilicata (22,5%), Abruzzo (21,3%), Sardegna (20,5%), Piemonte (19,4%), provincia di Bolzano (18,0%). Fanalino di coda, unica regione che non ha raggiunto la doppia cifra per la crescita, è il Lazio (+9,5%).

Il comparto più vivace è senza dubbio quello del ‘mattone’

Le costruzioni hanno registrato l’incremento di fatturato più importante (+37,5%), riporta Adnkronos, grazie ai diversi bonus per l’edilizia e alle attività immobiliari connesse alle costruzioni, che hanno fatto segnare un +17,9%. È andata bene anche per le attività manifatturiere (+35,7%), e per le imprese che si occupano di estrazione di minerali da cave e miniere (+32,9%). Le attività professionali, scientifiche e tecniche hanno segnato una variazione positiva del 25,9%, e l’istruzione del 10%. Sotto quota 20% si attestano il commercio all’ingrosso e al dettaglio (+15,4%), e la fornitura di acqua e reti fognarie (+16,8%), mentre in zona rossa figurano le attività di famiglie e le convivenze (colf, badanti) con un -50,1%, l’area dell’amministrazione pubblica e della difesa (-16,5%), oltre le attività artistiche e sportive (-3,6%).