L’importanza dei controlli periodici per la prevenzione delle malattie

Fare periodicamente i controlli medici di routine è molto importante poiché, oltre a controllare il proprio stato di salute, è possibile anche andare a rilevare malattie che possono non presentare sintomi e non sono facili da percepire.

La tua età, la tua storia familiare e il tuo stile di vita influenzano la frequenza con cui devi sottoporti ad un controllo con il tuo medico di base o specialista: non aspettare di avere sintomi, è importante abituarsi a prendersi cura di se stessi andando a fare dei controlli regolari.

In particolare, le visite mediche e gli esami di screening sono necessarie per i seguenti motivi:

  • I problemi di salute possono essere individuati in anticipo prima che si trasformino in qualcosa di più serio.
  • Evitare che determinati problemi di salute diventino cronici.
  • Aumentare le possibilità di successo di trattamento e cura.

L’importanza della prevenzione

Conoscere lo stato di salute del tuo corpo attraverso una diagnosi professionale non solo ti aiuterà ad essere cauta o a controllare le malattie, ma ti darà anche maggiore tranquillità. Avrai infatti la serenità del sapere che al momento va tutto bene o, in presenza di eventuali patologie, in caso contrario avrai scoperto con grande anticipo di avere bisogno di determinate cure.

Proprio l’anticipo con la quale avrai scoperto di avere un problema di salute ti consente di avere probabilità di cure e di successo decisamente più alte rispetto il momento in cui la malattia continua a progredire e si manifesta in altra maniera.

Se hai una storia familiare di una determinata malattia o altri fattori di rischio, i controlli sanitari regolari per te sono ancora più importanti.

I controlli di routine per le donne

Se sei una donna, non trascurare la visita senologica e quella ginecologica, il cui scopo principale è la prevenzione e la diagnosi precoce delle alterazioni legate agli organi femminili, incluse le malattie sessualmente trasmissibili e i tumori ginecologici e della mammella.

Alcuni dei test che vengono utilizzati per valutare la tua salute e che dovrebbero essere eseguiti periodicamente sono:

Mammografia : questa è una radiografia del seno per rilevare lo sviluppo del cancro al seno.

Citologia : è un test in cui il ginecologo rimuove le cellule dalla cervice per rilevare lesioni precursori del cancro cervicale e persino infezioni vaginali

Esame pelvico: è una visita in cui vengono palpati gli organi femminili per verificare se le dimensioni e la forma sono normali.

A seconda della tua età e della tua storia, il tuo ginecologo ti consiglierà una colonscopia.

I controlli di routine per gli uomini

Se sei un uomo , ti consigliamo invece i seguenti controlli:

Esame della prostata: serve per rilevare precocemente il cancro alla prostata. L’urologo valuterà le condizioni della tua prostata attraverso un esame rettale e potrebbe anche prescrivere un esame del sangue per l’antigene prostatico specifico (PSA).

Esame testicolare: permette di rilevare cambiamenti nel colore e nella dimensione dei testicoli.

Colonscopia: è un esame medico consigliato per tutte quelle persone dai 50 anni in su (o dai 40 anni se hanno una storia familiare rilevante). Consiste nell’esplorazione dell’interno del colon e del retto per rilevare eventuali anomalie.

L’obiettivo di questi controlli medici è rilevare tutti quei fattori di rischio che consentono di diagnosticare, identificare e prevenire qualsiasi alterazione della salute. Ricorda che l’anticipo con la quale un eventuale problema di salute viene diagnosticato è fondamentale nel garantire maggiori probabilità di successo delle cure.

Per queste ragioni fai bene a contattare il tuo medico di fiducia o specialista e fare delle semplici visite periodiche di controllo ogni anno per avere la certezza che tutto sia a posto.

La scelta delle migliori lampade artistiche per arredare una casa

La scelta di lampade artistiche per casa deve tener conto di colori, di stili e di materiali che sono tutti in grado di fare la differenza. Come è noto, il mercato offre numerose alternative e quindi fare la scelta giusta talvolta può risultare complicato.

Al di là dei gusti personali, bisogna fare particolare attenzione a come è arredato lo spazio circostante e poi a quali sono gli aspetti che si vogliono mettere in risalto. Bisogna valutare tutti i punti strategici, gli arredi preesistenti ed anche le dimensioni della stanza. Ecco alcune idee per la scelta delle lampade di design!

Come scegliere una lampada artistica

Per scegliere una lampada artistica, innanzitutto bisogna capire bene qual è il posto in cui si vogliono posizionare i punti luci e la tipologia preferita. Volete scegliere un punto luce, un lampadario o una lampada? Ebbene, ogni soluzione di arredo può essere giusta oppure no a seconda dell’ambiente circostante.

Ad esempio, se volete posizionare una lampada di design all’interno della cucina, allora bisogna trovare una soluzione che sia poco ingombrante perché si tratta di un ambiente che già di per sé è ricco di arredi ed oggetti di vario genere.

Magari, è consigliabile optare per una soluzione che possa occupare poco spazio oppure che scenda dal soffitto. L’effetto sarà di certo spettacolare, soprattutto se si opta per una soluzione in grado di dare leggerezza e volume allo stesso tempo.

Altre idee di lampade artistiche in casa

Tra le altre idee per arredare con lampade artistiche, ve ne sono alcune preziose. Potete scegliere ad esempio, quelle da mettere in soggiorno che magari possono avere un volume più ampio. Inoltre, potrebbe essere anche interessante sceglierle con delle insenature in vetro, oppure, optare per delle lampade di design dai colori più disparati.

Anche i metalli, rappresentano una svolta in tal senso. Si può anche decidere di donare ai propri ambienti un tocco vintage che renderà l’arredo del vostro soggiorno ancora più particolare!

Perché usare il codice sconto per lo shopping online

Il Codice Sconto è conosciuto anche con il nome di codice promozionale, coupon o voucher ed è un buono alfanumerico che da qualche anno è entrato a far parte della quotidianità degli utenti Internet complice la diffusione degli ecommerce. A differenza dei buoni cartacei, i codici sconto sono numeri e lettere da inserire nel carrello dei principali marketplace italiani ed internazionali per vedersi riconosciuta una riduzione dell’importo da pagare.

Le origini del codice sconto

La pratica del codice sconto ha origine nei primi anni del 2000 in concomitanza con la nascita del commercio elettronico. Successivamente i codici sconto sono stati portati al successo da portali come Groupon, che nel periodo 2008-2010 era uno dei principali operatori internazionali. Dopo una fase iniziale, anche gli e-commerce internazionali hanno iniziato ad emettere codici sconto per gli acquisti e questa pratica si è diffusa rapidamente anche in Italia.

Il codice sconto tipico è formato da una combinazione alfanumerica che l’utente applica nel carrello della spesa, inserendola in un apposito box quando fa acquisti sul negozio online preferito. Il codice viene immediatamente riconosciuto e applicato dal portale, assicurando così il risparmio desiderato.

Dove si trovano i codici sconto

Chi è alla ricerca di un codice sconto ha vari modi a disposizione per ottenere codici promozionali tramite Internet. Vediamo quali sono i due maggiormente utilizzati dai risparmiatori.

  1. Codici sconto sul sito del negozio online

Il primo modo per ottenere il codice sconto è trovarlo direttamente sullo shop online con cui si vuole effettuare l’acquisto. La maggior parte degli ecommerce inviano abitualmente codici promozionali agli utenti che si sono registrati o iscritti alla newsletter o si possono trovare tali coupon direttamente sul sito web dell’ecommerce.

  1. Codice sconto sui portali specializzati di coupon

Grazie al successo dei codici sconto sono nati anche in Italia portali specializzati nell’offerta di codici promozionali, come nel caso di Sconti e Buoni. Questi siti raccolgono, elencano e aggiornano in continuazione i coupon sconto di centinaia di negozi italiani. Non mancano i casi di voucher esclusivi offerti direttamente dal negozio online per i clienti di un determinato sito Internet.

Come vedi anche in Italia si è affermato il sistema del codice sconto ed oggi i clienti dei negozi e gli appassionati di shopping online non devono più aspettare festività e Black Friday per fare acquisti risparmiando. Scopri i migliori codici sconto su ScontieBuoni.it e acquista anche tu online al miglior prezzo!

Ampliare lo spazio percepito grazie agli specchi

Decorare con gli specchi gli ambienti domestici è oggi la chiave per regalare al tuo appartamento un tocco unico ed elegante. La parete ed il modo in cui lo specchio viene posizionato, ma soprattutto la tipologia di specchio, è fondamentale per ottenere l’effetto desiderato.

Sicuramente, gli spazi piccoli sono quelli che necessitano maggiormente della presenza di uno specchio, in quanto questo tende a migliorare l’illuminazione e la percezione dello spazio donando maggiore sensazione di ampiezza.

I vantaggi di decorare casa con gli specchi

Gli effetti ottici che è possibile ottenere grazie degli specchi non sono raggiungibili con altri tipi di elementi. Per questo motivo gli specchi devono essere installati nei punti giusti e possibilmente con una cornice che sia a tono con lo stile dell’ambiente stesso. Uno specchio è dunque una soluzione in grado di apportare maggiore luminosità, moltiplicando la luce che entra dalla finestra e diffondendola nell’intera stanza. È possibile anche posizionare gli specchi su entrambi i lati della finestra in maniera tale da far ulteriormente diffondere la luce all’interno anche laddove quella naturale non arriva.

Gli specchi di design inoltre possono far sembrare più grandi anche gli spazi più piccoli. Grazie alle loro caratteristiche uniche ed eleganza che li contraddistingue, questi elementi sono in grado di rendere più profondo ogni ambiente grazie anche alla possibilità di installarli con l’inclinazione da noi preferita.

Grande possibilità di scelta

Oggi sul mercato esistono veramente diversi tipi di specchi di ogni forma e dimensione, per cui non sarà difficile trovare quello che maggiormente si adatta sia alle tue necessità di spazio che allo stile dei mobili esistenti all’interno dell’ambiente in cui intendi collocarlo. In alternativa è possibile posizionare i tuoi specchi anche all’interno di ambienti quali scale, bagni e cucina, usufruendo al tempo stesso della loro grande versatilità è utilità.

Funzionamento e impiego degli spettrometri

Uno spettrometro è uno strumento indispensabile per l’analisi di materiali e metalli. Grazie a questo importante strumento è possibile combinare accuratezza ed efficienza con tempistiche di lavorazione davvero veloci.

I campi di applicazione di uno spettrometro

Uno spettrometro offre una vasta possibilità di campi di applicazione: esso può essere adoperato per misurazioni all’interno dell’area in cui avviene la produzione, direttamente in un cantiere o in qualsiasi altro luogo. Il passaggio da un luogo all’altro e l’eventuale cambio di temperatura non sono un problema per questo tipo di strumento, grazie alla termocamera stabilizzata di cui sono dotati, ed inoltre è necessaria una sola persona per il trasporto ed il funzionamento dell’intera attrezzatura.

Grazie ai moderni spettrometri commercializzati da Optoprim è possibile ottenere analisi di alta precisione ed un controllo rapido delle sostanze che compongono un determinato materiale. Ogni spettrometro è progettato per un particolare tipo di utilizzo, e per ogni attività di analisi c’è a disposizione l’attrezzatura più adeguata per ottenere l’analisi desiderata in breve tempo.

Uno strumento in grado di migliorare la qualità del lavoro

Parliamo di un prodotto che consente dunque di migliorare notevolmente la qualità del prodotto finito, grazie alle tecniche di misura e analisi che consentono di riuscire facilmente a identificare e classificare composti in materiali di ogni tipo, siano essi organici o meno.

Sul sito di Optoprim puoi visionare diversi modelli di spettrometri, camere iperspettrali e sorgenti di luce in base a quelle che sono le tue necessità. L’azienda, operativa dal 1994, offre supporto ai propri clienti e aiuta ad individuare quella che è l’attrezzatura tecnologica più opportuna in base alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare.

Tra i prodotti di questa nicchia, sul sito ufficiale Optoprim è possibile visionare spettrometri AOTF per analisi di processo, camere spettrali, sorgenti di luce, spettrometri palmari per illuminotecnica e diverse altre tipologie di spettrometri ottici, tra i quali certamente non sarà difficile individuare quello maggiormente in grado di soddisfare le proprie necessità.

La Wellness Suite dell’ Over Motel

La camera Wellness Suite dell’ Over Motel è la soluzione perfetta per chi ha voglia di rilassarsi e di usufruire dei servizi di una SPA senza dover condividere con altre persone questo momento così intimo, se non con il proprio partner. Questa magnifica stanza infatti, dispone di un hammam privato che è il modo perfetto per trovare il giusto benessere e farsi coccolare dal calore del vapore acqueo e dal benessere che questo ambiente è in grado di regalare. La camera dispone inoltre di una bellissima piscina idromassaggio a 4 posti ed un solarium.

Si tratta di servizi che sono interni alla camera e per questo da non condividere con gli altri ospiti dell’hotel. Parliamo dunque della camera perfetta per concedersi quella parentesi di benessere e relax che si desidera da tanto tempo, all’interno di un ambiente assolutamente moderno, elegante e nel quale la privacy dei clienti viene sempre rispettata, in ogni momento, perché ciò che è importante per i clienti lo è ancora di più per la direzione di questo importante motel Monza.

I clienti hanno a disposizione anche un ampio parcheggio con box privato con accesso adiacente alla propria camera. In questa maniera dunque, i signori clienti potranno accedere alla propria camera parcheggiando la propria automobile proprio nei pressi dell’ingresso della stessa e utilizzare l’apposita tenda motorizzata per chiudere alla vista e dunque ottenere una privacy assoluta. La camera dispone inoltre di connessione WiFi gratuita, ambiente insonorizzato, domotica, minibar gratuito, cassaforte, TV digitale e aria condizionata. C’è davvero tutto dunque per trascorrere una parentesi di piacevole benessere usufruendo di una struttura moderna in grado di offrire servizi d’alto profilo. Per prenotare una camera o per richiedere informazioni direttamente al personale dell’ Over Motel è possibile contattare il recapito telefonico 0395973862.

Lo spogliatoio della palestra, da servizio a business

 

Mai pensare che lo spogliatoio della palestra sia solo un luogo di passaggio o di servizio, uno spazio dove le persone si cambiano e basta. Nel corso del tempo, gli imprenditori più smart del settore del fitness hanno capito benissimo che lo spogliatoio è uno dei locali ai quali i clienti sono più attenti. Addirittura, spesso i frequentatori di palestre trascorrono più tempo tra queste mura che tra macchine, pesi, attrezzi o corsi. Un ambiente che dovrebbe essere, alla fine delle sedute di fitness, il luogo eletto per il comfort e le chiacchiere tra clienti. Che sicuramente commentano qui pregi e difetti della palestra stessa.

Spogliatoio, mai più senza…

Diversi sono gli aspetti che dovrebbero contraddistinguere uno spogliatoio di qualità, capace di comunicare al cliente piacevolezza e benessere. I principali elementi sono: pulizia, ambiente, comodità e funzionalità. Vediamo queste voci una per una.

Pulizia

Chi mai vorrebbe trovarsi svestito in un ambiente che comunica scarsa igiene? Nessuno, ovviamente. Ecco perché è importante che lo spogliatoio sia sempre ben areato e privo di cattivi odori, oltre che immacolato e ordinato. Anche se semplice, il locale dove ci sia cambia dovrebbe avere piani di appoggio, come delle panche facili da pulire, e armadietti perfettamente funzionanti e puliti. A maggior ragione la regola vale nei bagni e nelle docce: è fondamentale che l’igiene sia la priorità di ogni gestore.

Ambiente

Inutile investire in attrezzi e macchine nuove se gli spogliatoi cadono a pezzi. E’ questo il primo biglietto da visita per il cliente e l’ultimo ricordo prima di andare a casa. Meglio rinunciare a un set di pesi scintillante a favore di una sistemata del locale dove gli utenti si cambiano e si lavano.

Comodità

A seconda delle dimensioni della palestra e del numero di clienti vanno ben considerate anche le dimensioni dello spogliatoio e dei relativi bagni. Non dovrebbe, se possibile, formarsi la coda alle docce e agli asciugacapelli. Proprio per questo, conviene scegliere dei phon ultraveloci, che richiedono la metà del tempo rispetto a quelli standard. Eccellenza del settore sono gli asciugacapelli da parete Machflow, di produzione esclusiva Mediclinics. Si tratta di un apparecchio dalla linea ergonomica e di dimensioni contenute, però dotato di tubo estensibile fino a 2 metri, altissima potenza (velocità dell’aria fino a 200 km/h) e possibilità di regolazione automatica di della potenza del flusso d’aria. A tutto questo si aggiunge la resistenza attivabile con un interruttore on/off, un consumo di soli max 1000 W, certificati di sicurezza internazionali e il funzionamento automatico. Senza trascurare il design, perché in uno spogliatoio anche gli accessori devono essere non solo pratici (e anti atti vandalici) ma anche belli a lungo nel tempo. Già, perché gli asciugacapelli Machflow sono in vero acciaio inox, anche nella versione bianca, e quindi non temono ossidazione e ruggine.

Funzionalità

Il tempo è denaro, anche per chi frequenta una palestra. Via libera quindi a tutto quello che può far risparmiare minuti preziosi ai clienti e magari anche parte del budget al gestore. Si quindi ad asciugamani elettrici, che non richiedono ricambi e forniture continue come invece quelli di carta, e sì a dispenser per sapone e shampoo, così da non ritrovarsi bottigliette vuote o saponette abbandonate. In questo modo la funzionalità diventa non solo una scelta estetica, ma anche una strada verso la sostenibilità.

Prenotazioni online degli stabilimenti balneari, +200%

Il 2021 è l’anno d’oro per la prenotazione online della spiaggia. Stando ai dati diffusi da Spiagge.it, il portale dedicato ai gestori e agli utenti degli stabilimenti balneari, per evitare di non trovare posto in spiaggia, quest’estate i bagnanti hanno scelto di prenotare sdraio e ombrellone online. Tanto che rispetto allo scorso anno l’incremento delle prenotazioni tramite app degli stabilimenti balneari è cresciuto del 200%, con un anticipo medio pari a 2,8 giorni. La giornata delle vacanze estive che ha fatto registrare un record è stata venerdì 13 agosto, con oltre 8.000 prenotazioni, e sold out per il 70% delle località balneari nel weekend di Ferragosto. Soprattutto per il litorale romagnolo e per la Calabria, che segna un +350% di prenotazioni.

Tra il 10 e il 17 agosto le transazioni sono raddoppiate rispetto al 2020

Se è costante la durata media del soggiorno presso lo stesso stabilimento, pari a 1,5 giorni, risulta in aumento il numero di utenti che nello stesso momento hanno prenotato più di uno stabilimento in giornate diverse (+20% circa). Un dato che fa emergere il trend di organizzare le giornate in spiaggia con più attenzione, e secondo le logiche utilizzate dal booking dei pernottamenti. Non sorprende che le prenotazioni online siano esplose nel periodo più caldo della stagione estiva. Tra il 10 e il 17 agosto le prenotazioni sul portale di Spiagge.it sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2020, passando a quota 50.000 transazioni online.

Le spiagge più apprezzate? Quelle del litorale romagnolo e della Calabria

Tra le spiagge più apprezzate spiccano quelle del litorale romagnolo, che ha registrato sold out, con numeri che non si vedevano da almeno 5 anni, quasi raddoppiando le prenotazioni. In particolare, un famoso stabilimento di Rimini ha raggiunto il numero record di prenotazioni da app di 150 ombrelloni nel solo weekend di Ferragosto. Exploit della Calabria, poi, con +350% in termini di prenotazioni online rispetto allo stesso periodo del 2020, e del litorale Veneto (+180%).

Incremento medio del 25% in termini di occupazione dei posti

Per consentire ai bagnanti di godersi il mare senza preoccupazioni o file alle casse dello stabilimento, nell’estate 2021 è quadruplicato il numero di stabilimenti che si sono serviti dello strumento Spiaggia e ristorante, messo a disposizione attraverso il gestionale di Spiagge.it. Questo, evidenziano i founder del portale, ha permesso a sempre più clienti di ordinare, pagare direttamente online e ricevere cibo e bevande direttamente sotto l’ombrellone, in tutta sicurezza, riporta Adnkronos.
“Gli stabilimenti che hanno scelto di digitalizzarsi utilizzando Spiagge.it hanno effettivamente ricevuto un incremento di prenotazioni sia infrasettimanali che nel week end – spiegano i fondatori di Spiagge.it – e registrato un incremento medio del 25% rispetto allo scorso anno in termini di occupazione dei posti”.

L’Europass non sempre è il curriculum ideale per trovare lavoro

Quando si decide di creare un nuovo curriculum la prima decisione è quella relativa all’organizzazione dei contenuti. È possibile creare un nuovo cv a partire da zero, oppure affidarsi a modelli standard o predefiniti. Il più diffuso è senza dubbio il cosiddetto formato europeo, anche detto Europass. Se il cv è lo strumento più importante per chi cerca un nuovo lavoro, è necessario pianificarlo nel dettaglio, correggerlo con estrema attenzione, e aggiornarlo regolarmente. Una soluzione è data appunto dall’Europass, lo standard per la redazione dei cv proposto da circa 20 anni dalla Commissione Europea, allo scopo di creare una struttura condivisa per i curricula circolanti nell’Unione. Ma non sempre rappresenta la soluzione ideale.

Garantire una presentazione strutturata e intuitiva delle informazioni del candidato

Insomma, l’Europass è davvero efficace? Non è forse meglio creare il proprio cv a partire da un formato più originale?
A queste domande risponde Carola Adami, co-fondatrice della società di selezione del personale Adami & Associati.
“Il cv in formato europeo presenta indubbiamente dei vantaggi: è stato creato appositamente per garantire una presentazione strutturata e intuitiva delle informazioni del candidato a livello internazionale – spiega Adami -. La peculiarità di questo formato è di presentare un layout preimpostato a colonne, con i nomi delle diverse sezioni che occupano circa 1/3 della pagina nella colonna sinistra, per lasciare quindi alle informazioni sul candidato i restanti 2/3 della pagina”.

Vantaggi e svantaggi del cv in formato europeo

“I vantaggi dell’Europass sono chiari: questo formato facilita la compilazione al candidato, ed è immediatamente intuitivo per il selezionatore – aggiunge l’head hunter -. Va peraltro detto che al giorno d’oggi il formato europeo presenta tre impaginazioni possibili”.
Questo formato presenta però anche alcuni svantaggi. Se “lo scopo del candidato deve essere quello di spiccare sopra agli altri, di distinguersi – commenta Adami – in che modo un formato standard, volto a uniformare i vari profili, può aiutare?”
Di fatto, secondo Adami, “l’impaginazione dell’Europass, per quanto presente attualmente in tre versioni differenti, risulta piuttosto noiosa e superata dal punto di vista della grafica”.

Sconsigliato per chi vuole farsi notare e mettere in luce la propria creatività

“Senza di dubbio è sempre bene avere a portata di mano una versione del proprio curriculum in formato europeo, per il semplice fatto che molti annunci continuano ancora oggi a chiedere in modo specifico questa impaginazione. Detto questo – sottolinea ancora Adami – può essere un buon modello per chi ha poche informazioni da inserire: i giovani con una o due esperienze professionali possono infatti trarre vantaggio dallo spazio ‘occupato’ dalla colonna di sinistra per presentare un cv leggermente più lungo. Viceversa, chi ha tante informazioni da riportare rischia di presentare un documento troppo lungo”.
L’Europass è inoltre sconsigliato per chi vuole farsi notare e mettere in luce la propria creatività. Inoltre, rappresenta una scelta poco saggia per chi vuole mettere in evidenza le proprie competenze, relegate nella parte bassa della struttura.

eCommerce manager, le caratteristiche di una nuova figura professionale (e richiestissima)

Lo abbiamo riscontrato tutti per esperienze diretta: negli ultimi mesi, a partire dalle limitazioni imposte dalla pandemia, abbiamo iniziato a utilizzare molto di più i canali eCommerce per i nostri acquisti. E il trend, che riguarda tutte le fasce della popolazione, non mostra segni di rallentamento, anzi: stando alle stime di Idealo in Italia, solo nei primi sei mesi del 2021, 5 italiani su 6 concludono in media almeno un acquisto online una volta al mese. Un dato dell’eCommerce B2C in crescita del 5% rispetto a quello registrato nel 2020, che già aveva visto un balzo in avanti del 3,4% per un valore complessivo di 32,4 miliardi di euro. Ovviamente pmi, aziende e brand, anche quelli più piccoli, non sono state a guardare e hanno avviato processi di digitalizzazione sempre più rapidi per stare dietro alle nuove esigenze dei consumatori. Con una simile, forte tendenza in atto, non sorprende che sia iniziata la “caccia” all’esperto dei sistemi di vendita digitali. Questo trend, che non sembra arrestarsi, si sta traducendo in una domanda sempre maggiore da parte del mercato del lavoro della figura dell’eCommerce Manager, oggi tra le più richieste. Su Linkedin ad esempio solo a luglio 2021 si sono registrate oltre 1.000 offerte di lavoro in Italia per eCommerce Manager.

Un ruolo multisfaccettato

“Si tratta di un marketer” dice Marco D’Oria, direttore dell’Accademia del Marketing Digitale Cama ha da poco attivato un percorso formativo proprio su questo ruolo- caratterizzato da una formazione a T, verticale su un settore, ma anche con una visione a 360 gradi su più aree d’azione interne di un’azienda. È una figura nuovissima, figlia di questo processo di digitalizzazione in atto sempre più rapido, molto richiesta quanto ancora difficile da trovare data l’assenza di corsi universitari strutturati appositamente. Aspetto che del resto riguarda moltissime delle figure digital, oggi sempre più ricercate dalle aziende, e per le quali non sempre esiste un percorso universitario ad hoc capace di preparare al meglio i futuri professionisti alle sfide del mercato”. Secondo Marco D’Oria, è un ruolo che deve necessariamente saper coniugare i rudimenti del marketing con una determinata attitudine al project management e al coordinamento dei diversi team. L’eCommerce Manager infatti supervisiona non solo il corretto funzionamento della piattaforma e-commerce ma anche di tutti gli aspetti corollari ad esso: dalla strategia di comunicazione a quella legata alla vendita, dalla logistica e gestione delle spedizioni e lo stoccaggio della merce fino al customer service e quindi tutto il processo di comunicazione con il cliente sia prima che dopo la vendita. “L’eCommerce Manager è un ruolo complesso e sfaccettato, non si tratta infatti di una figura addetta all’analisi e al monitoraggio dei dati, quanto di un vero project manager che si trova spesso a coordinare anche team differenti”.

Grandi possibilità di carriera

“L’eCommerce è ormai letteralmente esploso” ha spiegato ancora D’Oria “e con esso stanno cambiando le strategie e le priorità delle aziende, la richiesta di figure digital sempre più specializzate in questo settore non può quindi che aumentare nei mesi a venire. Si tratta di un ambito in cui giovani professionisti, se ben preparati e formati, possono sicuramente ambire a costruirsi una carriera rapida e solida, esplorando al contempo le infinite opportunità presenti all’interno del mondo digital”.

Nel 2020 il Retail non food perde il 3% a livello europeo

Anche agli occhi di chi non è un esperto del settore la situazione è davanti agli occhi: l’emergenza Covid-19 ha portato con sé anche grandi sfide e grandi cambiamenti a livello della vendita dei beni di grandi consumo. Da un lato le restrizioni alla mobilità hanno incentivato lo sviluppo dell’online, dall’altro forse i consumatori sono diventati più attenti ai propri acquisti. Resta il fatto che nel corso del 2020 i Europa sono avvenute grandi trasformazioni: in particolare, nel comparto Retail, i beni alimentari hanno registrato un boom del +5,5% all’interno dei 27 Paesi dell’Ue, mentre i beni non alimentari hanno subito una contrazione delle vendite pari al -3%. A tracciare questo andamento è un nuovo studio GfK dedicato all’andamento del settore Retail in Europa. Tra gli aspetti più interessanti dell’analisi, c’è la fotografia dei trend all’interno dei singoli Paesi. Ad esempio, si scopre che il calo maggiore nelle vendite di prodotti Non Food è stato registrato in Italia (-11,6%), Spagna (-11,0%) e Cipro (-10,8%). In particolare, le vendite abbigliamento e calzature sono scese in molti Paesi, con trend negativi anche superiori al -20%. Non mancano le eccezioni: nei Paesi Bassi il settore del commercio al dettaglio non alimentare nel suo complesso è cresciuto in maniera significativa (+6,2%). A differenza di altri paesi, infatti, qui i negozi sono rimasti sempre aperti durante la prima fase della pandemia e il commercio online ha visto una crescita significativa. Anche in Lituania (+7,7%) e Danimarca (+6,2%), le vendite di prodotti Non Food sono state decisamente più alte nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Italia, Spagna e Cipro hanno sofferto di più

Tra i 27 paesi europei analizzati, Spagna, Italia e Cipro sono quelli che hanno registrato la maggiore contrazione del reddito medio, da una parte a causa dei lunghi periodi di lockdown legati alla pandemia, dall’altra per la crisi dell’economia dal turismo, particolarmente importante in questi Paesi. Anche l’Ungheria, che negli scorsi anni aveva registrato incrementi significativi del reddito medio, ha visto una brusca frenata nel 2020, anche a causa della debolezza del fiorino ungherese.

Aumenti di vendite retail al top in Germania, Irlanda, Austria

Andamento del settore Retail: Le vendite al dettaglio di beni di Largo Consumo in Europa sono cresciute del +5,5% nel corso del 2020. Questo incremento è dovuto al maggiore consumo di cibo e bevande in casa, a causa delle chiusure di ristoranti, mense e a fenomeni come il coprifuoco, che hanno ridotto la mobilità dei cittadini. Gli aumenti più forti sono stati registrati in Germania (+12,4%), Irlanda (+10,3%), Austria (+8,4%) e Lussemburgo (+8,0%). Al contrario, le vendite al dettaglio di beni Non Food sono scese del -3% a livello europeo.

Italiani, sempre più attenti alla sostenibilità

Gli italiani sono sempre più sensibili a tutte le tematiche legate all’ambiente, e anche i comportamenti dei nostri connazionali stanno cambiando in una direzione sempre più green. A dirlo è una recente ricerca condotta da Scenari, che ha esplorato quali sono le abitudini sostenibili adottate dagli italiani con maggiore frequenza. In generale, ed è un’ottima notizia, si evince una crescente sensibilità e una grande attenzione da parte dei cittadini verso scelte che possono garantire uno sviluppo sostenibile. Abitudini che hanno un influsso positivo sull’ambiente e sulla vita delle persone.

Primo comandamento, riciclare

Quali sono le mosse degli italiani per prendersi cura del Pianeta? In prima battuta, l’azione più diffusa sembra essere quella di “Riciclare il più possibile”: lo fa infatti il 69,2% degli italiani, con un aumento del 3% rispetto all’analoga rilevazione del 2020. Poi, “Fare la raccolta differenziata dei rifiuti”, una scelta compiuta dal 67,4% delle persone, che tuttavia non aumentano rispetto all’anno passato. Al terzo posto della classifica dei comportamenti green si piazza “Evitare di sprecare il cibo”, un comportamento seguito dal 64,3% della popolazione e soprattutto in forte aumento (+5%) sull’analisi dell’anno scorso. A seguire, troviamo Spegnere le luci quando non servono, Ridurre l’uso della plastica, Evitare sprechi alimentari, Ridurre il consumo di acqua, Usare riscaldamento e condizionatori solo quando necessario, Usare lampadine a risparmio energetico e Consumare prodotti di stagione. Ci sono anche altri comportamenti, fuori dalla top ten, che indicano però la crescente attenzione dei nostri connazionali verso tutto ciò che è sostenibile: ad esempio, sono aumentati moltissimo gli italiani che scelgono di bere l’acqua del rubinetto (+8%) o che privilegiano l’acquisto di prodotti Made in italy (+9%).

Piccoli gesti, grandi cambiamenti

Per gli italiani queste azioni, possono sembrare “elementari” eppure nel loro piccolo contribuiscono in qualche modo a salvaguardare l’ambiente. Un recente report, a cura della Bocconi di Milano, afferma che la “mentalità della sostenibilità” è oggi un modo di pensare e di essere che deriva da una più ampia comprensione delle dinamiche ambientali e dalla conseguente scelta che scaturisce in ognuno di noi, ma soprattutto nelle azioni che si compiono per il proprio bene e quello degli altri.
Queste azioni influenzano positivamente gli italiani, tanto è vero che dal 2020 a oggi diventa sempre più rilevante compiere azioni sostenibili. L’aumento di circa il 10% delle sane abitudini giornaliere ci mostrano uno scenario nel quale gli italiani sono sempre più inclini al cambiamento e alla cura della Terra.

L’Italia ha il suo primo Dottorato nazionale in AI

Arriva il primo Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale. Gli Obiettivi? Promuovere l’alta formazione sull’AI, costruire una comunità di giovani ricercatori e creare una vera e propria rete italiana di centri di ricerca su un tema così strategico per il futuro.
Il progetto, promosso dal MUR e coordinato dal CNR e dall’Università di Pisa, si basa su una rete formata da 5 atenei capofila che coinvolge 61 università e centri di ricerca italiani. Sono 177 le borse di studio messe a disposizione per il primo ciclo di questa importante operazione formativa: una vasta rete di futuri ricercatori, innovatori e professionisti, che al termine dei tre anni di percorso saranno specializzati nelle tematiche di punta della ricerca sull’AI e nei settori applicativi.

Una visione integrata e articolata dell’ecosistema delle tecnologie

I futuri giovani ricercatori saranno quindi allenati ad avere una visione integrata e articolata dell’ecosistema delle tecnologie e delle soluzioni AI, e in grado di affrontare i problemi con un approccio sistemico e multi-disciplinare, sia nel mondo della ricerca sia in quello dell’impresa. Il modello organizzativo sfrutta una struttura coordinata orizzontale/verticale: tutti i dottorandi parteciperanno a esperienze e attività formative multidisciplinari comuni, per poi concentrarsi sull’area di specializzazione scelta.

Salute, Agricoltura, Sicurezza e Industria 4.0

Le cinque aree sono state individuate nei settori strategici di sviluppo e applicazione dell’AI. Innanzitutto, Salute e scienze della vita, con capofila l’Università Campus Bio-Medico di Roma: intelligenza artificiale, IoT e biorobotics per promuovere la medicina di precisione, una medicina sempre più predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa. Poi Agricoltura (agrifood) e ambiente, con capofila l’Università degli Studi di Napoli Federico II: l’intelligenza artificiale per fronteggiare le incertezze legate al cambiamento climatico e la variabilità dei fattori che determinano la produzione primaria. La terza è Sicurezza e cybersecurity, con capofila la Sapienza Università di Roma: applicazione delle tecniche di Intelligenza artificiale per la sicurezza dei sistemi informatici e la sicurezza delle infrastrutture, la cyber intelligence, e la protezione della privacy. La quarta, Industria 4.0, con capofila il Politecnico di Torino, si occuperà di robotica, manutenzione preventiva, automatizzazione dei processi, analisi dei dati per migliorare la produzione e aumentare la competitività.

Lo sviluppo di un’AI sostenibile

L’ultima area è Società, con capofila l’Università di Pisa: l’intelligenza artificiale e la data science per lo studio della società e della complessità dei fenomeni sociali ed economici, quali ad esempio, mobilità umana e dinamica delle città, migrazioni e determinanti economici, formazione e dinamica delle opinioni e delle conversazioni online, e impatto sociale dei sistemi AI.
Uno dei temi trasversali più importanti per l’intero dottorato, riporta Ansa,  è quello della Trustworthy AI, l’Intelligenza artificiale “degna di fiducia”, l’elemento che caratterizza la strategia dell’Unione Europea per l’AI. I dottorandi seguiranno quindi corsi dedicati a etica, equità, correttezza, sicurezza, giustizia, accettazione sociale dell’AI, oltre a concentrarsi sullo sviluppo di un’AI sostenibile e che possa aiutare a raggiungere i Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU.

No al posto fisso: la “Yolo eonomy” piace ai giovani

Resa popolare al rapper canadese Drake, la Yolo economy (‘You-only-live-once economy’) sta conquistando i giovani italiani. In una ricerca, infatti, la codin factory aulab ha rilevato che il nuovo stile di vita sta coinvolgendo anche nel nostro Paese i Millennials (26-41 anni) e la generazione Z (under 25), spostando la bussola dalla ricerca del posto fisso al lavoro agile, al mondo del digitale e dell’Ict.

Soprattutto diplomati e laureati

In base ai dati della ricerca, che è stata effettuata su un campione di studenti che nel 2020 hanno partecipato al corso hackademy per diventare programmatori, la nuova tendenza è seguita soprattutto dai ragazzi che hanno in media 29 anni. Di questi, il 64% nella fascia 24-36 anni, e il 72% con una licenza superiore, presenti al 25% quelli con una laurea triennale o magistrale. Ma, soprattutto, moltissimi di loro non hanno competenze pregresse in ambito informatico, come sottolineano gli analisti di aulab, attiva dal 2014 nell’ambito della formazione e dello sviluppo software. Si tratta in alcuni casi di giovani disposti anche a lasciare “un lavoro sicuro”, nonostante il difficile periodo attuale, “per inseguire i propri sogni e trasformare la passione per l’informatica e la tecnologia in una nuova carriera”, come si legge nella ricerca.

I sogni sono un rischio “calcolato”: il 95% trova un lavoro

Non rinunciare ai propri sogni è meno rischioso di quanto sembri. Come sottolineano gli analisti di aulab, infatti, il tasso di collocamento per questi studenti è del 95%, di cui il 75% entro 60 giorni dalla conclusione del corso. Il percorso intrapreso permette non solo di inserirsi in un settore, come quello Ict, dove c’è forte richiesta di risorse – solo per l’Italia si parla di 100.000 figure in ambito tech – ma anche di sviluppare, soprattutto in un contesto di incertezza come quello attuale, il mindset agile, insomma una nuova ‘mentalità’.

La soddisfazione del cliente al centro del lavoro agile

“Il lavoro agile – fa notare Giancarlo Valente, Cto di aulab – non è sinonimo di lavoro da remoto: è piuttosto un metodo nato nel mondo dell’informatica e basato su collaborazione, focus sugli obiettivi, soddisfazione del cliente e continua sperimentazione”. E, inutile dire, tutti questi “valori” sono fondamentali per lavorare oggi, e per continuare a farlo. “Nei nostri corsi – dice ancora Valente – abbiamo come obiettivo di veicolare il mindset agile e i suoi strumenti: in questo modo gli studenti acquisiscono competenze utili per sviluppare progetti software, indipendentemente dal framework e dal linguaggio utilizzato, ma più in generale per lavorare più efficacemente in qualunque situazione, anche da remoto”.

Sostenibilità ambientale: quali sono le abitudini green degli italiani?

La sostenibilità ambientale è un tema sempre più prioritario per gli italiani, ed è in crescita di anno in anno: quasi due terzi degli italiani oggi infatti sono più attenti rispetto a 2-3 anni fa.  Ma quali sono le abitudini sostenibili degli italiani? Soprattutto gli sprechi (95%) e la raccolta differenziata (94%), oppure riutilizzano tutto ciò che può avere una ‘seconda vita’, favorendo così l’economia circolare. Sono alcuni dei risultati emersi dall’Osservatorio Green condotto da Compass, secondo cui la sostenibilità ambientale influenza sempre più anche le abitudini di acquisto. “Comprare prodotti ecosostenibili, come una nuova vettura ibrida, o effettuare interventi di ristrutturazione per rendere un’abitazione più efficiente a livello energetico, consente di avere un ritorno in termini di risparmio e di ridurre l’impatto sull’ambiente”, commenta Luigi Pace, direttore centrale Marketing Innovation di Compass.

Acquistare prodotti sostenibili a costo di spendere di più

Per quasi la metà degli intervistati la sostenibilità ambientale è un tema fondamentale, tanto che a evolversi sono anche le abitudini di acquisto degli italiani, e per i prodotti ecosostenibili oltre l’80% dichiara di essere disposto a spendere di più. Ma al primo posto (92%) tra le abitudini green c’è l’attenzione alla classe energetica degli elettrodomestici, ma sono tanti anche quelli che si orientano sui cibi a km0 (69%), evitano di comprare prodotti in confezioni di plastica/monouso (68%), verificano se i vestiti, i cosmetici e gli accessori sono ecosostenibili (55%) o acquistano cibo biologico (55%).

Una casa senza sprechi

L’attenzione agli sprechi passa attraverso le mura domestiche e il 62% degli italiani ha progetti importanti per la casa in tema di sostenibilità. Nelle abitazioni si iniziano ad adottare soluzioni più ecosostenibili, e sei intervistati su dieci hanno cambiato le lampadine con i Led a basso consumo, il 54% ha sostituito un vecchio elettrodomestico con uno nuovo di classe energetica superiore, il 24% ha dichiarato di avere effettuato interventi di efficientamento agli impianti di riscaldamento o trattamento aria, e il 17% ha sostituito gli infissi. Più basse le percentuali di chi ha recentemente effettuato un intervento di ristrutturazione della casa per migliorare l’efficientamento energetico, ma nei prossimi mesi il 36% pensa di usare il Superbonus, il 33% il Bonus Ristrutturazioni, e il 29% l’Ecobonus.

Inizia a cambiare il modello di mobilità

In tema di mobilità per i propri spostamenti gli italiani continuano a utilizzare l’auto (72%), anche se quasi la metà (49%) preferisce muoversi a piedi, ma aresce l’uso della bicicletta o delle e-bike private (19%). Per quanto riguarda le auto, il 66% in caso di acquisto sceglierebbe un modello ibrido, mentre il 47% si orienterebbe su un’auto completamente elettrica. E i dati dei primi quattro mesi dell’anno iniziano a confermare questo trend, con le auto ibride ed elettriche che raggiungono il 34,1% delle immatricolazioni totali. E il car sharing? Nelle città in cui è attivo, è usato dal 16% dei cittadini, con punte del 31% tra gli under 25.

Cambiano le regole nel mondo della ricerca di lavoro e del personale

Le regole cambiano anche per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Se fino a qualche anno fa il curriculum vitae era di fatto l’unico strumento in mano ai selezionatori per poter ottenere una descrizione preliminare delle competenze di un candidato, oggi social network come LinkedIn offrono un’interessante, e alternativa, fonte di informazioni. E ancora, se i colloqui da remoto tra candidato e selezionatore erano una rarità oggi, e soprattutto dallo scoppio della pandemia in poi, sono diventati la prassi. Ma non sono solo questi i cambiamenti avvenuti nel mondo della ricerca di lavoro o di personale. A mutare è anche il modo con cui i selezionatori analizzano i curricula.

Meno attenzione all’esperienza più alle skills

L’attenzione dei selezionatori ora è inferiore agli anni di esperienza del candidato, a fronte di un’attenzione superiore dedicata alle capacità e alle skills. Questo, spiega Carola Adami, co-fondatrice della società italiana di head hunting Adami & Associati, è una delle conseguenze dell’allungarsi delle carriere professionali nelle nuove generazioni.
“Chi è entrato nel mondo del lavoro in questi anni ha davanti a sé un lunghissimo periodo di lavoro, decisamente più ampio ed esteso rispetto a quello che hanno conosciuto i rispettivi genitori e nonni – spiega l’head hunter -. Il fatto di posticipare sempre più in avanti l’età pensionabile ha anche altri effetti importanti sui meccanismi di selezione”.

I “buchi” di carriera non devono più essere nascosti nei cv

Si pensi ad esempio ai buchi di carriera. “Un career coach, fino a qualche tempo fa, avrebbe consigliato a qualsiasi professionista di ridurre al minimo le pause di carriera, ovvero i mesi ‘vuoti’ tra un’occupazione e l’altra – sottolinea Adami -; ogni buco nel curriculum vitae poteva infatti essere visto come una mancanza da parte del candidato alla ricerca di un nuovo lavoro”.
Ma oggi le cose iniziano a essere differenti. “Di fronte a una carriera lavorativa della durata di 40 o 50 anni è più che normale, se non perfino talvolta consigliabile, ritagliarsi pause di qualche settimana, o anche di alcuni mesi – continua Adami -. E queste pause non devono più essere nascoste nei curriculum vitae: l’importante è piuttosto essere in grado di spiegare al selezionatore cosa è stato fatto durante quel periodo tra un lavoro e l’altro”.

Ritagliarsi alcune pause lavorative può essere premiante

Con la situazione lavorativa odierna si potrebbero guadagnare punti sugli altri candidati proprio a causa di una o più pause di carriera particolarmente significative.
“In un mondo professionale in cui è normale lavorare a lungo e cambiare un numero importante di aziende nel corso della carriera può essere premiante ritagliarsi alcune pause per dedicarsi alle proprie passioni, ripensare i propri obiettivi – precisa Adami -. Il nostro consiglio non è quello di nascondere queste pause, ma anzi di metterle in evidenza, spiegando come questi ‘buchi’ hanno permesso di accrescere le proprie competenze”.