Mese: Luglio 2023

Pmi europee: i pagamenti online aumentano del 40% 

Nel primo trimestre 2023 i pagamenti online delle aziende hanno mostrato una crescita su base annua del 40% rispetto al +5% dei pagamenti offline. Ma da parte delle Pmi europee aumenta anche l’utilizzo delle carte virtuali. Secondo il report di Qonto sulle abitudini di spesa di 350.000 Pmi e liberi professionisti in Germania, Spagna, Francia e Italia, dal 2022 il numero medio di pagamenti per azienda è notevolmente aumentato, sia per gli acquisti offline sia online. 
Sono le Pmi francesi a mostrare il più forte aumento nell’adozione dei pagamenti online in Europa, con il 41% della crescita su base annua, seguite a breve distanza dalle Pmi italiane e tedesche (34%).
In Francia i volumi dei pagamenti online stanno crescendo 8 volte più velocemente rispetto a quelli offline, mentre in Spagna rimangono stabili. Di contro, Pmi e liberi professionisti spagnoli sono quelli con il più alto livello di transazioni online.

In Italia le carte virtuali superano quelle fisiche

Nel primo trimestre 2023 il numero medio di utilizzo di carte virtuali per azienda è cresciuto tre volte più velocemente su base annua rispetto alle carte fisiche. A questo si somma un aumento del 50% nel corso del 2022. Le carte fisiche rimangono però l’opzione di pagamento preferita per le Pmi europee e i liberi professionisti, con il 60% di utilizzo. In Italia, le carte virtuali hanno superato quelle fisiche dall’estate del 2022 e hanno rappresentato oltre il 60% di tutte le transazioni con carta nel quarto trimestre 2022 e nel primo trimestre 2023.

Voci di spesa: cibo, carburante, trasporti e servizi online

La maggior parte della spesa aziendale viene destinata a beni e bisogni primari come cibo, carburante e costi di trasporto, che nel primo trimestre 2023 rappresentano il 35% di tutte le transazioni effettuate dalle aziende. Tuttavia, tra il 2022 e il 2023, si registra un aumento del 18% su base annua del numero medio di transazioni effettuate per i servizi online, come abbonamenti online, soluzioni cloud, strumenti per la gestione delle password online, software di editing, piattaforme pubblicitarie online, come Adobe, Amazon Web Service o annunci Facebook. L’aumento più elevato delle transazioni per servizi online è stato registrato dalle Pmi e dai liberi professionisti italiani (+22%). Complessivamente, i beni primari e i servizi online costituiscono il 44% dei pagamenti realizzati in Italia.

Social media marketing: più transazioni su TikTok

Le Pmi e i liberi professionisti europei si affidano sempre più ai social media e alle piattaforme digitali per le loro strategie di comunicazione e marketing. Se la maggior parte delle aziende utilizza Google, Meta e Twitter, a partire dal 2022 il numero medio di transazioni per organizzazione mostra un aumento significativo dell’utilizzo di TikTok da parte di Pmi e liberi professionisti, che spendono più frequentemente su TikTok che sugli altri canali.
In Francia e in Italia, le transazioni su TikTok rappresentano rispettivamente il 70% di tutte le transazioni effettuate su tali canali digitali. Gli importi medi spesi, tuttavia, non superano quelli dedicati agli altri canali.

Quali sono gli accessori di sicurezza in una piscina?

La sicurezza in piscina è una questione importante che non può essere in alcun modo posticipata, dunque un qualcosa di cui occuparci sin dal momento in cui decidiamo di far realizzare una piscina in giardino.

Infatti, gli incidenti in piscina possono purtroppo accadere in un attimo, e alcuni di questi possono avere conseguenze anche serie.

Per tale motivo, gli accessori per la sicurezza sono irrinunciabili per prevenire incidenti e garantire l’incolumità dei suoi fruitori, in particolare dei bambini.

Sicuramente ci sono alcuni dispositivi di sicurezza che meritano di essere presi in considerazione prima degli altri, e li abbiamo di seguito elencati evidenziandone l’utilità.

Coperture di sicurezza per piscine

Le coperture sono uno dei principali accessori di sicurezza per le piscine in acciaio o muratura. Le coperture di sicurezza sono progettate per prevenire incidenti, impedendo di entrare in acqua quando la vasca non viene utilizzata.

È possibile scegliere tra differenti tipologie di coperture di sicurezza, sebbene quelle più richieste siano quelle a binario, a pioli e con tapparelle. A prescindere dal tipo di copertura adottata, farne installare una significa già aver aumentato notevolmente il livello di sicurezza.

Recinzioni e barriere

Le recinzioni e le barriere sono un’altra soluzione pratica ed efficace per aumentare il livello di sicurezza in presenza di una piscina.

Queste strutture sono progettate per creare una barriera fisica intorno alla piscina, impedendo così a chiunque di potersi avvicinare al bordo vasca se non autorizzato.

Questo tipo di soluzione è particolarmente importante per la sicurezza dei bambini, dato che impedisce loro di potersi avvicinare alla piscina senza la supervisione di un adulto.

Scalette e corrimano

Le scalette e i corrimano sono degli utili accessori in grado di facilitare l’accesso e l’uscita dalla piscina. Questi elementi vengono installati proprio per fornire un supporto sicuro e stabile per le persone quando entrano o escono dalla vasca, ed il loro ruolo non è secondario in quanto consentono di evitare scivolamenti e cadute.

Sistemi di illuminazione

Anche un buon sistema di illuminazione può essere ritenuto una soluzione adeguata per garantire la sicurezza in piscina. Le luci a led ad esempio, sono in grado di fornire una buona visibilità del fondo della piscina anche di notte, così come delle pareti laterali.

Molto importante inoltre è notare come un’adeguato sistema di illuminazione consenta di ottenere interessanti effetti luminosi utili a rendere l’atmosfera più particolare e accogliente.

Centralina per il dosaggio del PH

La centralina per il dosaggio del PH è probabilmente uno dei sistemi di sicurezza più importanti in una piscina, dato che riguarda in particolar modo la salubrità dell’acqua.

Questo dispositivo serve a monitorare e regolare il valore del pH dell’acqua della piscina. Il valore del pH corretto è essenziale per la sicurezza di chi fa il bagno, dato che un pH sbilanciato può causare irritazioni alla pelle e agli occhi, oltre a rendere l’acqua della piscina meno igienica.

Si tratta chiaramente di un dispositivo che deve essere installato da parte di un tecnico specializzato e che necessita di manutenzione periodica per verificare che funzioni bene e dunque che avvenga sempre il corretto dosaggio del pH dell’acqua della piscina.

Conclusioni

Appare dunque evidente come la sicurezza in piscina sia una questione di estrema importanza per tutti noi, soprattutto in presenza di bambini, ed in tal senso gli accessori di cui abbiamo parlato in questo articolo sono essenziali per prevenire incidenti di ogni tipo.

Chiaramente è importante scegliere accessori di qualità e affidarne l’installazione ad un tecnico competente, per avere la certezza che funzionino bene e siano in grado di offrire la massima sicurezza per tutti.

Costi energia: in Italia prezzi più alti e famiglie in difficoltà

Emerge dal Rapporto annuale 2023 dell’Istat: l’impatto della crescita dei prezzi dei beni energetici è stato relativamente più pesante per le famiglie con più bassi livelli di spesa. L’inflazione misurata dall’indice Ipca relativa ai beni energetici per le famiglie con i livelli di spesa più bassi è stata infatti superiore di oltre 13 punti a quella registrata per le famiglie con i livelli di spesa più alti (rispettivamente, +60,6% e +47,5%). L’Italia è stata uno dei paesi più colpiti dagli aumenti dei prezzi energetici, in particolare per quanto riguarda l’energia elettrica. Il prezzo per uso domestico, che nel secondo semestre 2020 era più basso di quello di Germania e Spagna, ha subito nell’arco di due anni un incremento così ampio (+72,4%) da diventare il più alto tra le maggiori economie europee.

C’è chi non riesce a riscaldare adeguatamente l’abitazione

In Italia, nel 2022, il 17,6% delle famiglie a rischio di povertà dichiara di non essere in grado di riscaldare adeguatamente l’abitazione, mentre il 10,1% dichiara arretrati nel pagamento delle bollette. Tra le maggiori economie europee solo la Germania mostra un’incidenza più bassa per entrambi gli indicatori. Le famiglie che hanno una spesa energetica troppo elevata unite a quelle il cui reddito scende sotto la soglia di povertà, una volta fatto fronte alle spese energetiche, sono l’8,9% delle famiglie residenti in Italia, e il 27,1% di quelle che ricevono in bolletta i bonus sociali.

Bonus sociali e povertà energetica

I bonus sociali sono stati pensati per mitigare l’impatto sulle famiglie della crescita dei prezzi dei beni energetici.
L’importo medio dei bonus sociali (elettricità e gas insieme) è stimato, nel 2022, a 992 euro per famiglia beneficiaria, e oltre il 90% del valore totale della spesa per i bonus erogati è destinata alle famiglie appartenenti ai primi due quinti di reddito, le più povere. Le famiglie ancora in povertà energetica dopo aver ricevuto il bonus sono il 25,1%. L’effetto del bonus nella riduzione della povertà energetica si attesta, quindi, su 2 punti percentuali.

Transizione ecologica: i costi devono essere distribuiti in modo equo

Nel medio periodo il processo di transizione ecologica è però destinato a modificare radicalmente le fonti e i prezzi dell’energia. Anche in virtù della sperequazione nell’impatto della variazione dei prezzi energetici, “non si può dare per scontato che i costi e i benefici di questo processo siano distribuiti in modo equo tra le diverse fasce di popolazione”, sottolinea l’Istat. E la lotta alla povertà energetica è un aspetto chiave delle recenti strategie di policy della Commissione Europea per favorire una transizione ecologica equa.

Sulle vacanze degli italiani pesano i problemi economici

Dopo il record del 2021, quando il 71% degli italiani era intenzionato a partire per le ferie estive, nel 2022 il dato è sceso al 65% e quest’anno si ferma poco sotto il 62%. In due anni il numero di italiani che andrà in vacanza cala del 10%, e sulla scelta di rinunciare alle ferie estive pesano i problemi economici (16%). Emerge dalla quarta edizione della ricerca sulle vacanze degli italiani condotta da YouTrend per conto di Wonderful Italy, a cui il 69% degli intervistati risponde che sulla scelta di andare in vacanza influisce il rincaro dei prezzi, il 65% indica l’aumento dei tassi di interesse sui mutui e sui prestiti, mentre le preoccupazioni relative al lavoro e ai cambiamenti climatici pesano rispettivamente per il 37% e per il 39%.

Preoccupati per lavoro e inflazione

La fascia di età compresa tra 35-54 anni è più preoccupata per il lavoro rispetto alle fasce under35 e over54, e anche i problemi economici non legati all’inflazione vedono maggiormente coinvolta la fascia anagrafica centrale. Per il 72% delle persone tra 35-54 anni, la situazione finanziaria incide sulla scelta delle vacanze, mentre per gli under 35 il dato si ferma al 65% e per gli over54 al 60%.
Sempre ai vertici delle preferenze, le sistemazioni in albergo e nelle case vacanza, quest’ultime preferite da 1 italiano su 3, al primo posto nella fascia under35, e in forte crescita per gli over54.

Cresce la quota di italiani che sceglie l’estero

Quanto all’estero, nell’estate 2023 continua a crescere la quota di italiani che sceglie l’estero al posto dell’Italia. Nel biennio 2020 e 2021, a causa della crisi pandemica, meno dell’8% degli italiani aveva lasciato i confini nazionali. Nel 2022, la percentuale era salita al 12% e quest’anno segna un ulteriore salto in avanti al 18%. L’estero è in crescita in tutte le fasce di età, ma in particolare nella fascia più senior. Lo scorso anno, solo il 3% degli over55 aveva optato per una vacanza estiva fuori dai confini nazionali, mentre quest’anno la quota è quadruplicata (12%).

Chi resta in Italia torna a preferire le destinazioni più vicine

Come effetto della situazione economica in atto, se nel 2022 il 38% degli intervistati dichiarava di volersi recare in destinazioni a oltre 500 km, quest’anno la quota si ferma al 28%. Crescono molto le destinazioni a media distanza (tra 100 e 250 km) che passano dal 19% al 24%. In termini di destinazione, il mare resta incontrastato al primo posto, ma perde 5 punti rispetto al 2022, passando dal 74% delle preferenze al 69%. A beneficiare di questa contrazione, riferisce Adnkronos, sono tutte le altre tipologie di destinazione. La montagna, che passa dal 13% al 15%, la campagna, dal 2% al 4% e il lago, dall’1% al 3%. Stabili le città d’arte (6%), che hanno conosciuto il massimo della popolarità nel biennio 2020-2021.