Mese: Luglio 2024

Prezzi dell’energia in calo per le PMI

Secondo l’ultima rilevazione di Unioncamere e la Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) e REF Ricerche, nel secondo trimestre del 2024 si sono registrate riduzioni nei prezzi variabili dei contratti a 12 mesi dell’energia elettrica per le PMI. Al contrario, i prezzi del gas naturale hanno visto un lieve aumento. I contratti a prezzo fisso e a 24 mesi continuano a essere assenti a causa delle incertezze riguardanti i possibili andamenti futuri del mercato.

Diminuiscono i costi dei contratti multiorari

L’analisi mostra una riduzione dei prezzi della materia prima energia nei contratti a prezzo variabile, mentre non sono disponibili contratti a prezzo fisso e a 24 mesi. Questo riflette le forti incertezze che caratterizzano le previsioni sui mercati elettrici e del gas. In dettaglio, i contratti multiorari, che prevedono prezzi differenti a seconda delle tre fasce orarie, per imprese con consumi fino a 50 MWh/anno e durata annuale a prezzo variabile con avvio ad aprile 2024, presentano i seguenti livelli dei corrispettivi: Fascia oraria diurna (F1): 115,11 euro/MWh, con una variazione del -18% rispetto al trimestre precedente; Fascia serale (F2): 130,83 euro/MWh, con una variazione del -3%; Fascia oraria notturna (F3): 108,41 euro/MWh.

Lieve aumento dei prezzi del gas naturale

Per il gas naturale, nel secondo trimestre del 2024, il prezzo dei contratti annuali a corrispettivo variabile è aumentato del 4,5% rispetto al trimestre precedente, arrivando a 49,25 eurocent/smc per un profilo di consumo fino a 50.000 mc all’anno. Questo indica una lieve ripresa dei prezzi dopo un periodo di forte oscillazione.

Rientro dei prezzi dell’energia

I prezzi dell’energia e del gas stanno vivendo una fase di rientro dopo le importanti oscillazioni al rialzo del 2022, causate dalle tensioni sui mercati all’ingrosso seguite al crollo della domanda durante il periodo pandemico. La riduzione delle tensioni nelle catene di fornitura ha contribuito a questo rientro, nonostante l’aumento del costo del lavoro abbia influenzato i prezzi dei servizi.

Soft landing del 2024

Il primo semestre del 2024 ha visto un rallentamento economico globale, ma con alcuni sviluppi positivi. In particolare, l’inflazione è rientrata grazie alla riduzione delle tensioni nelle catene di fornitura. In Italia, il 2024 segna il primo anno di crescita dei salari reali dopo tre anni di contrazione, e l’occupazione si è mantenuta resiliente. Questo ha sostenuto i redditi familiari, creando le condizioni per una ripresa graduale dei consumi, prevista per la seconda metà dell’anno e il 2025.

Perchè i giovani si fidano del Servizio Sanitario Nazionale?

Un recente sondaggio ha rivelato che il 41% dei giovani italiani tra i 18 e i 30 anni confida nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per ricevere le cure migliori e le innovazioni scientifiche più avanzate. Questo dato emerge dalla ricerca ‘Giovani e sanità: il futuro che vogliamo’, promossa da Novartis, che ha raccolto le opinioni dei giovani sul futuro della sanità. La maggior parte di loro evidenzia l’importanza di superare le differenze socioeconomiche come principale causa di disuguaglianze nell’accesso alla sanità, menzionata dal 69,6% degli intervistati.

Inoltre, il 45,9% sottolinea le disparità geografiche nella qualità dei servizi sanitari, mentre il 30,4% ritiene rilevanti anche le differenze etniche, seguite dalle differenze intergenerazionali (25,3%) e di genere (24,2%).

Come è percepita la disuguaglianza sanitaria

La ricerca di Novartis, presentata durante un incontro a porte chiuse con esperti del settore, ha messo in luce come i giovani vedano le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. Attraverso sei tavoli di lavoro e un Board di ascolto con vari interlocutori sanitari, l’indagine ha cercato di delineare la visione dei giovani sulla sanità del futuro.

Secondo Valentino Confalone, Country President di Novartis Italia, l’innovazione deve essere sostenuta da un impegno collettivo per garantire un accesso equo alle cure. Confalone ha sottolineato l’importanza del dialogo con le nuove generazioni per affrontare le sfide sanitarie future.

Investimenti e risorse per il futuro

Per migliorare la sanità, i giovani tra i 18 e i 29 anni considerano prioritari gli investimenti in ricerca scientifica (26,8%) e l’aumento delle risorse economiche (19,1%). In confronto, gli over 30 danno maggiore importanza alle nuove assunzioni di medici e infermieri (25,5% rispetto al 13,9% degli under 30).

Le differenze socioeconomiche sono considerate la priorità principale su cui intervenire per oltre la metà dei giovani (55,7%), con una particolare attenzione alle differenze etniche (13,9% under 30 contro 3,7% over 30).

Sensibilità e prevenzione

I giovani italiani mostrano una maggiore sensibilità rispetto alle generazioni precedenti riguardo alle disuguaglianze sanitarie legate a etnia e genere. Secondo Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche, i giovani sono anche più ottimisti riguardo all’accessibilità dei servizi del SSN, con il 37,6% che ritiene i servizi accessibili, contro il 30,3% degli over 30.
Inoltre, quasi l’80% dei giovani riconosce l’importanza della prevenzione, e il 58,2% si sottopone a visite preventive regolari. La prevenzione oncologica è considerata fondamentale dal 74,7%, mentre la prevenzione della salute mentale e delle malattie infettive è più rilevante per i giovani rispetto alle generazioni precedenti.

e-commerce B2B: in Europa arriverà a 1,67 miliardi nel 2024, +11%

È quanto emerge dal Netcomm Focus B2B Digital Commerce, dal titolo ‘La trasformazione omnicanale delle filiere e delle relazioni tra imprese’: con un ritmo di crescita del +12% all’anno, a oggi l’e-commerce B2B vale 23,4 miliardi di dollari a livello mondiale. E a livello europeo, si stima un valore di circa 1,67 miliardi di dollari entro la fine dell’anno (+11% vs 2023) e oltre 1,8 miliardi entro il 2025.

Il commercio digitale B2B è un canale sempre più determinante per lo sviluppo delle imprese internazionali e italiane. Nel 2024 l’Europa detiene il 6% del valore globale del commercio digitale B2B, di cui il 79% in mano ai paesi APAC.
Ma la digitalizzazione del comparto B2B coinvolge anche il nostro Paese, dove nel 2022 incideva del 21% sul totale del transato B2B 

La sfida per le aziende italiane: incontrare le esigenze di seller e buyer

La trasformazione digitale del commercio B2B risponde alla necessità di soddisfare le esigenze dei buyer di nuova generazione, sempre più interessati alla proposta di progetti tailored, sia in ottica di personalizzazione del processo di acquisto, sia nell’offerta di servizi di pagamento e di customer care orientati al B2B.

La sfida per le aziende italiane del settore consiste oggi nell’incontrare le esigenze di seller e buyer includendo i processi di digitalizzazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie all’interno di un’ampia strategia, con l’obiettivo di integrare i sistemi aziendali già esistenti e di rispondere prontamente alle nuove esigenze del mercato.

Dall’Headless Commerce al Composable Commerce

“La flessibilità garantita dalla digitalizzazione gioca un ruolo determinante per lo sviluppo del settore, consentendo agli attori della filiera di gestire le vendite in modo efficiente e di raccogliere dati e informazioni utili all’analisi operativa e alla pianificazione di future strategie finalizzate alla creazione di relazioni a lungo termine con i clienti”, commenta Roberto Liscia, Presidente Netcomm.

Il settore del B2B in Italia si affaccia oggi all’introduzione e al dominio di tecnologie quali il Machine Learning e l’AI, lo sviluppo di sistemi come l’Headless Commerce, che consiste nella separazione tra front-end e back-end di applicazioni e siti di e-commerce, e il Composable Commerce, un’architettura basata sulla selezione delle migliori soluzioni commerciali per creare una ‘composizione’ di servizi ad hoc.

Ripensare la struttura organizzativa in ottica omnicanale e ibrida

Queste soluzioni consentono di gestire in modo più efficiente e disintermediato i processi di vendita, dove autonomia e agilità si presentano come elementi imprescindibili.
Le aziende del nostro Paese dovranno quindi andare incontro a un ripensamento della struttura organizzativa, sempre più orientata alla costruzione di un e-commerce omnicanale e ibrido.

Anche la figura del venditore subirà una trasformazione. Grazie all’acquisizione di nuove competenze finalizzate alle vendite ibride, il venditore passerà dal ruolo di Order Manager a quello di Brand Ambassador.