Mese: Luglio 2025

Bambini influencer a casa propria? Sono i piccoli a orientare gli acquisti della famiglia 

E’ abbastanza evidente, anche a un occhio non esperto, che i brand sempre più spesso si rivolgono al target delle famiglie e dei bambini in particolare. Il perchè è presto spiegato: i più piccoli hanno un peso importantissimo nelle decisioni di acquisto familiari, in Italia e oltre confine.

Oggi i bambini non si limitano a desiderare un nuovo giocattolo. Sempre più spesso partecipano, con un ruolo tutt’altro che marginale, alle scelte di consumo delle famiglie. È quanto emerge da un’indagine condotta da Eumetra su 1.843 nuclei familiari italiani, affiancata da un confronto con dati di Germania e Regno Unito. La ricerca si concentra su famiglie con figli fino agli 11 anni e mette al centro il fenomeno del cosiddetto pester power – l’influenza esercitata dai figli sulle decisioni dei genitori.

La famiglia italiana è più “orizzontale e condivisa”

In Italia, il coinvolgimento dei bambini è ampio e ben radicato. Non si tratta solo di scegliere un videogioco o decidere un’attività del weekend: i più piccoli incidono anche su scelte che riguardano la spesa alimentare, i dispositivi tecnologici, l’arredamento e persino i viaggi. Secondo Matteo Lucchi, amministratore delegato di Eumetra, questo è il segno di una famiglia “più orizzontale e condivisa”, dove i figli partecipano attivamente, anche quando si tratta di decisioni che una volta erano esclusiva degli adulti.

Germania e Regno Unito: altri modelli educativi

Nel panorama europeo, l’Italia si distingue per una componente affettiva molto forte nel rapporto genitori-figli. In Germania, invece, i bambini partecipano in modo più pragmatico. Qui la loro opinione conta soprattutto su spese funzionali: alimentazione, tecnologia e vacanze. Il coinvolgimento avviene in un’ottica educativa che punta a responsabilizzare i più giovani fin da subito.

Diversa la situazione nel Regno Unito, dove il peso dei bambini è più legato al tempo libero: giochi, attività ricreative e momenti speciali. L’influenza è quindi meno diffusa, ma molto forte in contesti specifici.

Brand che parlano alle famiglie: gli aspetti da considerare 

Per le aziende che si rivolgono al target famiglia, i dati offrono una serie di spunti interessanti. I bambini oggi sono consumatori attivi e consapevoli, capaci di orientare le scelte dei genitori. Soprattutto in Italia, una strategia efficace si compone di contenuti visivi, influencer adatti alla loro fascia d’età, storie familiari e linguaggi emozionali.

Con l’arrivo del periodo “back to school”, il peso decisionale dei figli torna sotto i riflettori. Comprendere come si muove questa dinamica può rappresentare un vantaggio competitivo per chi sa parlare davvero alle nuove famiglie.

Parchi divertimento: politiche di pricing più inclusive spingono la crescita

Nel 2024 il settore dei parchi divertimento ha segnato una crescita significativa in termini di offerta e di visitatori.
Sul lato offerta, rispetto al 2023, l’incremento dei giorni di apertura è stato del 4,9%. Complice l’estensione della stagionalità, i parchi a tema hanno saputo creare nuovi concept per valorizzare diversi periodi dell’anno, come Carnevale, Halloween e Natale.

Quanto ai visitatori, con 21.104.651 ingressi, in crescita di circa il 7,4%, il fatturato della biglietteria sfonda la barriera dei 300 milioni, attestandosi a 306.640.128 euro (+1% sul 2023).
Proprio il differenziale di incremento tra visitatori e fatturato, accompagnato da un calo del 6% del valore medio unitario per visitatore, indica come le politiche di pricing più inclusive adottate negli ultimi anni hanno favorito l’ampliamento del bacino di utenza. Lo confermano i dati ufficiali presentati dal Rapporto Annuale SIAE.

Un’esperienza sempre più coinvolgente

A trainare l’andamento sono gli investimenti in nuove attrazioni, aree tematiche, tecnologie immersive e soluzioni green, che hanno reso l’esperienza sempre più coinvolgente. Solo per la stagione estiva 2025 sono già stati stanziati 220 milioni di euro, con una previsione di 500 milioni nel triennio 25/27.
Il trimestre estivo si conferma centrale: nel 2024 il 64% dei visitatori si è concentrato nei mesi di giugno, luglio e agosto, periodo che ha generato anche il 66% della spesa totale.

Il dato è influenzato dall’apertura dei parchi acquatici, la cui attività è fortemente stagionale.
Ma è da segnalare la performance di dicembre: a fronte di un’offerta più contenuta ha registrato il tasso medio di affluenza giornaliera più alta dell’anno. Con 1.514 visitatori al giorno supera perfino agosto (1.164).

Il Veneto si conferma la locomotiva del settore

Il Piemonte, ricco di parchi faunistici come Zoom Torino e di parchi avventura, è la regione a maggiore concentrazione di strutture censite e con più giorni di apertura.
La locomotiva del settore si conferma tuttavia ancora una volta il Veneto, che raccoglie il 34% della spesa complessiva italiana per parchi e attrazioni e il 23% degli ingressi totali nazionali (4,8 milioni di visitatori).

Sul fronte ingressi seguono Lombardia (19%), Emilia-Romagna (19%) e Lazio (15%).
Migliorano in generale le performance di Centro e Sud Italia, mentre nel Nord-Ovest si osserva una crescita del numero di visitatori nonostante una riduzione delle giornate di apertura.

“Una strategia coordinata di sviluppo e investimento”

“I dati SIAE 2024 rafforzano la centralità dell’industria dei parchi divertimento nel panorama turistico nazionale – commenta Luciano Pareschi, presidente AssoParchi –. La crescita non è un dato estemporaneo, ma dipende da una strategia coordinata di sviluppo e investimento che punta su innovazione, destagionalizzazione e qualità dell’esperienza. Abbiamo creduto e continuiamo a credere nel valore culturale, sociale ed economico dei parchi come luoghi capaci di generare indotto, occupazione e attrattività internazionale”.

Le città italiane diventano più green, ma la qualità dell’aria non migliora

Gli sforzi per rendere le città più sostenibili e green si vedono tutti, ma forse non è ancora abbastanza per un reale cambio di passo. Aumentano gli spazi verdi, si estendono le piste ciclabili, cresce il numero di stazioni per la ricarica elettrica.

Però, nonostante questi segnali positivi, la qualità dell’aria continua a preoccupare. Lo confermano i più recenti dati Istat, riferiti al 2023, che analizzano l’impatto ambientale nei 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana.

Ozono e polveri sottili ancora sopra i limiti

Nonostante una generale tendenza al miglioramento, i livelli di inquinamento atmosferico restano critici. In particolare, le concentrazioni di ozono e polveri sottili superano spesso le soglie considerate sicure per la salute pubblica. Questo accade proprio nei centri urbani, dove si concentrano popolazione, traffico e attività economiche.

Aumentano le piste ciclabili, ma diminuiscono i servizi di  mobilità condivisa 

Sul fronte della mobilità sostenibile, l’Istat registra un’espansione significativa delle piste ciclabili: +27,4% negli ultimi cinque anni. Anche il car sharing mostra segnali di ripresa. Tuttavia, l’offerta complessiva dei servizi di mobilità condivisa (come scooter e bici elettriche) è in lieve calo.

Positiva invece la ripresa dell’uso del trasporto pubblico, tornato ai livelli pre-Covid, anche se oltre il 40% degli autobus in circolazione ha più di dieci anni.

Passi aventi nel verde urbano e forestazione

Le aree verdi accessibili nei centri urbani sono aumentate lentamente ma costantemente (+0,4% annuo dal 2011).

Più significativo l’ampliamento delle zone dedicate alla forestazione urbana, cresciute del 6,7% in un solo anno, con l’obiettivo di ridurre l’effetto isola di calore e migliorare la vivibilità.

Cresce il ricorso a energie rinnovabili ed elettrico

Tra gli elementi più dinamici, spiccano le energie rinnovabili. La potenza installata da impianti fotovoltaici è aumentata del 17,5% rispetto all’anno precedente.

A questo si affianca un forte incremento delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: +34,5% in un anno.

Le città come laboratori di sostenibilità

Circa un terzo degli italiani vive nei capoluoghi, dove l’impatto ambientale è massimo. Le amministrazioni comunali, dunque, si trovano in prima linea nel progettare soluzioni innovative per conciliare qualità della vita, tutela ambientale e sviluppo urbano.

Secondo l’Istat, le città sono oggi veri e propri laboratori di sostenibilità, chiamati ad accelerare la transizione ecologica con azioni concrete e misurabili.