Mese: Gennaio 2025

Il mercato dei viaggi in Italia: direzione innovazione 

Il settore turistico italiano sta vivendo un’importante trasformazione, guidata dall’innovazione digitale e da nuovi modelli di consumo. Lo svela la ricerca dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano.

Mentre l’ospitalità cresce del 5% e i trasporti registrano un incremento del 10%, l’intelligenza artificiale, l’eCommerce e la flessibilità nei pagamenti stanno ridefinendo le esperienze di viaggio.

Ospitalità e turismo digitale

Nel 2024, il mercato dell’ospitalità ha raggiunto i 37,8 miliardi di euro, trainato principalmente dai turisti internazionali. L’inflazione ha ridotto i flussi interni, ma l’interesse per il turismo esperienziale e per le prenotazioni online ha compensato questo calo.

Per la prima volta, l’eCommerce turistico cresce al ritmo del mercato generale (+5%), segnando una stabilizzazione dopo anni di espansione a doppia cifra. Le prenotazioni dirette online stanno diventando sempre più dominanti, con un aumento del 15% rispetto al 2019.

Il futuro del trasporto

I trasporti hanno raggiunto i 26,3 miliardi di euro, con un incremento del 10%, sostenuto in gran parte dal settore aereo (+11%). Il digitale è il vero protagonista: il 12% della crescita del settore è dovuto all’aumento delle vendite online, con l’85% delle prenotazioni effettuate direttamente sulle piattaforme delle compagnie.

Il mercato sta rispondendo alla domanda con soluzioni sempre più personalizzate, come la possibilità di modificare le prenotazioni in tempo reale e l’uso dell’AI per suggerire le migliori tariffe.

Il ritorno dei viaggi organizzati e il cambiamento nel business travel

Dopo anni di difficoltà, tour operator e agenzie di viaggio hanno superato i livelli pre-pandemia, con una crescita del 9%. Anche il business travel sta trovando un nuovo assetto: le aziende italiane hanno speso 22 miliardi di euro per le trasferte, mentre il costo medio per viaggio è finalmente in calo.

Le trasferte di lavoro stanno cambiando forma: cresce l’uso del treno, si diffondono eventi aziendali collettivi e si adottano strumenti digitali per ottimizzare costi e organizzazione.

Tecnologia, intelligenza artificiale e nuove abitudini di pagamento

L’intelligenza artificiale sta modificando il modo in cui le persone pianificano i loro viaggi: il 15% dei turisti italiani utilizza strumenti AI per scegliere itinerari e destinazioni. Le agenzie di viaggio sono tra i primi a integrare queste tecnologie, con il 29% che ha avviato progetti di sperimentazione.

Anche le modalità di pagamento stanno cambiando: il 51% dei viaggiatori italiani preferisce soluzioni flessibili per le prenotazioni, mentre il 18% sceglie fornitori che offrono pagamenti rateali. Il modello “buy now, pay later” sta guadagnando terreno, con le agenzie di viaggio in prima linea nell’adozione di questa formula.
L’industria turistica italiana sta evolvendo verso un modello sempre più digitale e personalizzato, rispondendo alle nuove esigenze di un mercato in continua trasformazione.

Cybercrime: kit di malware e GenAI per attacchi tecnologicamente avanzati

Strumenti che riducono il tempo e le competenze necessarie per creare componenti d’attacco, e permettono agli aggressori di concentrarsi su tecniche per eludere i sistemi di rilevamento e ingannare le vittime.
Si tratta dell’uso di kit di malware e Intelligenza artificiale generativa (GenAI) per potenziare l’efficienza degli attacchi informatici. Un trend preoccupante rilevato dall’ultimo Threat Insights Report di HP, che evidenzia diverse campagne di diffusione malware.

In queste campagne, i codici dannosi vengono occultati all’interno di immagini sui siti di file hosting eludendo i sistemi di sicurezza basati sulla reputazione dei siti web
In particolare, campagne come VIP Keylogger e 0bj3ctivityStealer utilizzano tecniche e loader comuni indicando l’uso di kit di malware per distribuire diversi payload.

Non aprire gli allegati, non cliccare sui link, non downloadare da browser

“I criminali informatici stanno intensificando gli attacchi con una velocità e una varietà sempre maggiori – dichiara Ian Pratt, Global Head of Security Personal Systems di HP -. Se un documento Excel malevolo viene bloccato, il prossimo attacco potrebbe arrivare sotto forma di un file di archivio, aggirando le difese. Invece di inseguire costantemente nuovi metodi di infezione, le organizzazioni dovrebbero concentrarsi sulla riduzione della propria vulnerabilità. Ciò significa limitare le attività rischiose, come l’apertura di allegati e-mail, i clic sui link e il download da browser, per ridurre drasticamente le possibilità di un attacco”. 

La minaccia si annida anche nei videogiochi

L’uso della GenAI per creare documenti HTML malevoli è stato identificato in una campagna di diffusione del trojan di accesso remoto XWorm. Questa tecnologia aiuta a redigere i codici che poi verranno utilizzati per scaricare e avviare il malware.

La minaccia si annida anche nei Tools per videogiochi, proprio a causa della enorme diffusione di alcuni titoli. Gli hacker compromettono gli strumenti di cheat e i repository di modifica dei videogiochi ospitati su GitHub, aggiungendo file eseguibili che contengono malware Lumma Stealer, capace di rubare password, informazioni dei portafogli cripto e dati di navigazione.
Gli utenti spesso disattivano gli strumenti di sicurezza per scaricare e utilizzare questi cheat, aumentando il rischio di infezioni.

“Serve un cambio di approccio nella cybersecurity”

“Il panorama delle minacce informatiche continua a evolversi rapidamente, con tecniche sempre più sofisticate che mettono a rischio la sicurezza di aziende e utenti – commenta Giampiero Savorelli, AD HP Italy -. L’uso di kit malware e GenAI rende gli attacchi più efficaci e difficili da individuare, richiedendo un cambio di approccio nella cybersecurity. In questo contesto, normative come NIS2 e DORA impongono standard di sicurezza e resilienza più stringenti, spingendo le aziende a rafforzare la protezione dei propri sistemi e dati. Perciò è fondamentale adottare soluzioni avanzate che vadano oltre il semplice rilevamento, capaci di prevenire e isolare le minacce in tempo reale”.

Micro-aggressioni: un fenomeno subìto dal 62% degli italiani, anche al lavoro

Apparentemente innocue, ma nella realtà gravi e insidiose. Le micro-aggressioni sono comportamenti, espressioni verbali o atteggiamenti che trasmettono messaggi ostili o discriminatori. Sebbene spesso si presentino in maniera sottile, possono avere un impatto profondo su chi le subisce e su chi ne è testimone.

La loro natura ambigua le rende difficili da identificare, e non di rado vengono minimizzate con frasi del tipo: “Stavo solo scherzando!”. Tuttavia, queste azioni causano disagio e frustrazione, contribuendo a creare un clima negativo.

I dati emersi da una recente indagine

Un’indagine condotta da Nespresso, con il coinvolgimento della community di LinkedIn esterna all’azienda, ha rilevato che il 62% dei partecipanti ha subito micro-aggressioni, mentre il 70% ha assistito ad almeno un episodio. Questi comportamenti si concentrano principalmente sul genere (41%), ma anche sull’età (18%) e sull’aspetto fisico (15%).

Sebbene queste abbiano un impatto negativo, nell’80% dei casi le micro-aggressioni non vengono riconosciute come discriminazioni, a causa della mancanza di consapevolezza sul fenomeno. Più di una persona su quattro ha ammesso di provare disagio o rabbia di fronte a queste situazioni.

Obiettivo inclusione

“Affrontare le discriminazioni è da sempre una priorità per Nespresso. Ci impegniamo a promuovere una cultura basata sul rispetto e sull’inclusione,” ha dichiarato Simona Liguoro, Direttrice HR di Nespresso Italiana. Secondo Liguoro, le micro-aggressioni verbali rappresentano un fenomeno spesso trascurato, ma che necessita di maggiore attenzione per definire confini chiari e strumenti di prevenzione.

L’indagine è stata sviluppata con il supporto di Chiara Bisconti, consulente di risorse umane ed esperta in diversità, equità e inclusione (DEI), e Valentina Dolciotti, formatrice e fondatrice di DiverCity Magazine. L’obiettivo è quello di fornire alle aziende una comprensione più approfondita del problema, delineando percorsi formativi e strumenti pratici, come un glossario, per identificare e contrastare le micro-aggressioni.

La necessità di sensibilizzare e formare

Chiara Bisconti sottolinea l’importanza della formazione e del dialogo all’interno delle organizzazioni: “Per affrontare efficacemente il problema, è fondamentale creare ambienti in cui le persone si ascoltino e si supportino reciprocamente. Le aziende possono diventare comunità collaborative e rispettose, dove tutti si sentono accolti e valorizzati.”

Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile prevenire le micro-aggressioni e promuovere una cultura aziendale inclusiva e rispettosa.