Mese: Febbraio 2025

Disuguaglianze di genere: in Italia sono ancora una realtà 

Le donne in Italia continuano a essere svantaggiate in diversi ambiti della società, in particolare nel mondo del lavoro, nella sfera familiare e nella partecipazione sociale. Questo è quanto emerge dal Rendiconto di Genere, presentato oggi a Roma dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, che fotografa la situazione femminile attraverso i dati relativi all’occupazione, ai salari, alle pensioni, alla conciliazione tra vita privata e professionale e alla violenza di genere. In estrema sintesi, il report ancora forti disparità.

Lavoro e retribuzione

Nel 2023, il tasso di occupazione femminile è stato del 52,5%, inferiore al 70,4% degli uomini. Solo il 42,3% delle nuove assunzioni ha riguardato donne, con un accesso limitato ai contratti stabili. Il lavoro part-time coinvolge il 64,4% delle lavoratrici, spesso in modo involontario.

Le donne guadagnano in media il 20% in meno degli uomini e solo il 21,1% dei dirigenti è di sesso femminile.

Istruzione e carriera

Pur essendo più istruite (59,9% delle lauree è conseguito da donne), le opportunità di carriera restano limitate. Le posizioni di vertice sono ancora appannaggio maschile.

Lavoro di cura e pensioni

Le donne sostengono la maggior parte del carico familiare: nel 2023 hanno usufruito di 14,4 milioni di giornate di congedo parentale, contro 2,1 milioni degli uomini. La carenza di servizi per l’infanzia aggrava ulteriormente questo carico.

Inoltre, le pensioni delle donne sono mediamente più basse del 25,5% rispetto agli uomini, con un divario che tocca il 44,1% per le pensioni di vecchiaia.

Violenza di genere

Le denunce per violenza sulle donne sono in aumento. Il Reddito di Libertà, pensato per le vittime di violenza domestica, è stato erogato solo in alcune regioni per carenza di fondi.

Verso l’uguaglianza

Secondo Roberto Ghiselli, Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, servono interventi sistemici nel lavoro, nei servizi e nella cultura per garantire una vera parità di genere.

Seconda casa: per italiani ed europei è un desiderio concreto

Lo evidenzia il RE/MAX European Housing Trend Report 2024: in Italia e in Europa, pur nell’evoluzione del mercato immobiliare, la seconda casa resta un elemento chiave per chi cerca un equilibrio tra investimento, benessere e pianificazione a lungo termine. E nonostante le sfide economiche e le nuove tendenze abitative, l’Italia è tra i Paesi europei con il più alto tasso di proprietà di seconde case, a conferma del forte legame degli italiani con il mattone.

Il legame degli italiani con la casa rimane infatti saldo, non solo con la prima abitazione. Possedere una seconda casa, per molti, è un obiettivo concreto.

In Italia il 72% possiede l’abitazione in cui vive


L’Italia si classifica tra i Paesi con il più alto tasso di proprietà immobiliare in Europa, con il 72% degli italiani già proprietario della casa in cui vive. Di questi, il 26% possiede anche una seconda abitazione.
Si tratta di percentuali superiori alle medie europee, che si attestano rispettivamente al 69% per la prima casa e al 25% per la seconda.

Inoltre, se in Italia la seconda casa è percepita principalmente come un investimento nel benessere e nella famiglia, in altri Paesi europei l’acquisto di un immobile secondario è spesso legato alla possibilità di ottenere una fonte di reddito. Ne è un esempio emblematico la Grecia, dove il 21% dei proprietari affitta la propria seconda abitazione, sfruttandola per generare entrate.
 
Investimento, vacanze, pensione o eredità per i figli

Tra le principali ragioni che spingono gli italiani a investire in una seconda casa, il tempo libero è al primo posto. Il 44% di chi ne possiede una la utilizza come casa vacanze, privilegiando località balneari, montane o rurali.

Un altro aspetto rilevante riguarda la pianificazione della pensione, con il 23% dei proprietari che vede nella seconda abitazione una scelta strategica per il futuro oppure un luogo dove trascorrere gli anni a venire con maggiore tranquillità. 
Inoltre, per molte famiglie italiane, la seconda casa rappresenta un’eredità per i figli, un bene da trasmettere alle nuove generazioni per garantire loro stabilità e sicurezza economica.

Bulgaria in testa per proprietari di seconde case


In generale, la seconda casa rimane un desiderio concreto anche per molti europei. In media, un proprietario su quattro possiede già una seconda abitazione, con percentuali che cambiano da Paese a Paese.
Nella classifica del RE/MAX European Housing Trend Report 2024, la Bulgaria è al primo posto per proprietari in possesso di una seconda casa (46%), seguita dalla Croazia (37%).

Al contrario, in nazioni come Regno Unito e Francia il numero di seconde case è nettamente inferiore. Nel primo caso, solo il 15% dei proprietari possiede una seconda abitazione, mentre in Francia la percentuale scende all’11%. In Germania, dove l’affitto è una formula abitativa più diffusa rispetto all’acquisto, il tasso di proprietà di seconde case si ferma al 14%.