Mese: Marzo 2025

Imprese italiane, come e quanto cresce la Digital Attitude?  

Le aziende italiane stanno accelerando il loro percorso di digitalizzazione, investendo in infrastrutture tecnologiche e strategie innovative per migliorare la propria presenza online. Secondo l’ultimo Osservatorio Siti E-commerce Italiani, condotto da Netcomm in collaborazione con Cribis, il 67,2% delle imprese ha raggiunto un alto livello di Digital Attitude, segnando un notevole incremento rispetto al 49,2% del 2024. Questo indicatore misura la propensione delle aziende a investire in trasformazione digitale, marketing online e ottimizzazione delle piattaforme web.

Un elemento chiave della crescita è l’adozione di siti internet sempre più performanti e aggiornati, fondamentali per lo sviluppo del commercio elettronico. La diffusione della banda larga e l’uso strategico del canale digitale per le vendite hanno contribuito a rendere le imprese italiane più competitive nel mercato online.

Innovazione e capacità di adattamento

Oltre alla digitalizzazione, le aziende stanno dimostrando una netta propensione all’innovazione. L’analisi di Netcomm e Cribis rivela che il 30,1% delle imprese presenta un livello elevato di innovazione, mentre il 54,7% rientra nella fascia medio-alta. Questo parametro tiene conto di diversi fattori, tra cui l’adozione di tecnologie avanzate, la produttività aziendale, la capacità di sviluppare brevetti e un approccio manageriale orientato alla ricerca e sviluppo.

L’innovazione si riflette anche nella crescente attenzione all’integrazione tra i canali di vendita online e offline, con modelli di business sempre più flessibili e personalizzati. Tuttavia, per molte imprese, la sfida principale rimane quella di rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

La sfida dell’internazionalizzazione

Nonostante i progressi nella digitalizzazione e nell’innovazione, il livello di internazionalizzazione delle aziende italiane rimane relativamente basso. Secondo il report, oltre il 54% delle imprese e-commerce ha ancora una presenza limitata sui mercati esteri. Solo il 16,8% delle società di capitale registra un elevato grado di internazionalizzazione, evidenziando la necessità di strategie più efficaci per promuovere il Made in Italy a livello globale.

Per affrontare questa sfida, le imprese italiane dovranno investire ulteriormente in strumenti digitali avanzati, collaborazioni internazionali e strategie di marketing mirate. La capacità di espandersi oltre i confini nazionali rappresenterà un fattore determinante per la competitività e la crescita del settore e-commerce nei prossimi anni.

Multe stradali: nel 2024 i cittadini italiani hanno pagato oltre 1,7 miliardi di euro

Nel 2024, le città italiane hanno registrato entrate record dalle multe stradali. Secondo un’analisi di Facile.it basata sui dati Siope, Milano, Roma, Firenze e Torino sono i comuni con i maggiori introiti derivanti da sanzioni per violazioni del Codice della Strada.

Complessivamente, i comuni italiani hanno incassato oltre 1,7 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto al 2023.

Le città con più incassi 

Milano guida la classifica con 204 milioni di euro di entrate, seguita da Roma con 145,8 milioni. Firenze si colloca al terzo posto con 61,6 milioni di euro, mentre Torino segue a breve distanza con 61,2 milioni.

Napoli si posiziona quinta con 42,9 milioni di euro, davanti a Genova (36,7 milioni di euro) e Bologna (27,7 milioni di euro). Completano la top 10 Verona, Padova e Palermo. Complessivamente, i primi dieci comuni italiani per incassi da multe hanno raccolto quasi 650 milioni di euro, rappresentando più di un terzo del totale nazionale.

Siena è la città con l’importo più alto pro capite 

Oltre al valore assoluto delle multe, è interessante valutare l’importo pro capite. Siena si colloca in testa con una media di 171,5 euro per abitante, superando Firenze (170 euro), che perde la leadership rispetto al 2023.

Milano si attesta al terzo posto con 149,10 euro pro capite, segnando un forte incremento rispetto ai 107 euro dell’anno precedente. Padova e Verona seguono rispettivamente con 111,30 euro e 92,40 euro per abitante.

Piccoli comuni, grandi contravvenzioni  

Anche nei comuni con meno di 1.000 abitanti si registrano entrate di tutto rispetto derivanti dalle multe. Carrodano (La Spezia) è in testa con 807.000 euro di sanzioni a fronte di soli 465 residenti. Al secondo posto troviamo Colle Santa Lucia (Belluno) con 671.000 euro, mentre Poggio San Lorenzo (Rieti) occupa la terza posizione con 397.000 euro.

Rocca Pia (L’Aquila) e Calto (Rovigo) completano la classifica con incassi rispettivamente di 281.000 e 278.000 euro.

Cala il costo dell’assicurazione auto

Sul fronte delle assicurazioni auto, però, arriva qualche buona notizia: secondo l’osservatorio RC Auto di Facile.it, il premio medio a febbraio 2025 è sceso a 633,45 euro, con un calo del 3,09% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Crescono i cyberattacchi Trojan Banker su smartphone: +196% nel 2024

Nel corso dell’ultimo anno, a livello globale Kaspersky ha rilevato più di 33,3 milioni di attacchi agli utenti su smartphone. 
Tali attacchi hanno coinvolto vari tipi di malware e software dannosi. In particolare, i Trojan Banker, che su smartphone sono aumentati del 196% rispetto all’anno precedente.

Questo malware è stato progettato per rubare le credenziali degli utenti per l’online banking, i servizi di pagamento elettronico e i sistemi per le carte di credito. Il numero di attacchi Trojan banker su smartphone Android è passato da 420.000 nel 2023 a 1.242.000 nel 2024.
Secondo il report di Kaspersky ‘The mobile malware threat landscape in 2024’, pubblicato in occasione del Mobile World Congress 2025 di Barcellona, i cybercriminali stanno cambiando strategia, utilizzando la distribuzione di massa dei malware per rubare le credenziali bancarie.

Cambio di strategia: distribuire gli stessi file al maggior numero di vittime

I cybercriminali ingannano le vittime convincendole a scaricare i Trojan banker tramite link inviati via SMS o app di messaggistica, allegati dannosi o indirizzando gli utenti a pagine web pericolose.
Spesso, usano account hackerati per inviare messaggi, aumentando la credibilità della truffa. Inoltre, sfruttano notizie di tendenza e argomenti di attualità per creare un senso di urgenza e abbassare così la guardia delle vittime.

“I cybercriminali hanno iniziato a ridurre i loro sfori per creare pacchetti di malware unici, concentrandosi invece sulla distribuzione degli stessi file al maggior numero possibile di vittime – ha affermato Anton Kivva, Security Expert di Kaspersky -. Oggi più che mai è importante essere informati e sensibilizzare i propri conoscenti, dai bambini agli anziani, perché nessuno è al sicuro da truffe ben ideate e da trucchi psicologici volti a sottrarre le informazioni bancarie”.

Nel 2024 2,8 milioni di attacchi al mese in media

La classifica delle minacce più diffuse comprende malware, adware e software indesiderati
Nel corso del 2024, i cybercriminali hanno realizzato in media 2,8 milioni di attacchi malware, adware e software dannosi su dispositivi mobili ogni mese. 

Sebbene i Trojan banker siano la tipologia di malware che sta crescendo più rapidamente, nella classifica generale si collocano al quarto posto per la quantità di utenti attaccati, con una percentuale del 6%.
La tipologia di malware più diffusa rimane quella degli AdWare, che conta il 57% del totale, seguito dai Trojan generici (25%) e dai RiskTools (12%). 

La minaccia più attiva? Investimenti e pagamenti falsi tramite Fakemoney

Nel 2024, Fakemoney, un gruppo di applicazioni fraudolente progettate con l’obiettivo di ottenere investimenti e pagamenti falsi, è stata la minaccia più attiva. Un altro malware pericoloso è stato il Trojan Triada, diffuso attraverso versioni modificate di WhatsApp, in grado di scaricare ed eseguire moduli aggiuntivi dannosi o adware, per visualizzare, ad esempio, annunci pubblicitari o effettuare altre operazioni dannose.

Le versioni non ufficiali di WhatsApp sono state classificate al terzo posto per attività, subito dopo la categoria di minacce generiche basate sul cloud.