Mese: Ottobre 2025

Giovani e impresa: così sta cambiando il volto dell’Italia

Il mondo dell’imprenditoria italiana sta vivendo una nuova stagione. A guidarla sono i giovani, che con idee fresche e un approccio diverso stanno ridisegnando il modo di fare impresa.
Gli under 36 alla guida di piccole e medie aziende puntano su tecnologia, apertura ai mercati esteri e un rapporto più diretto e pragmatico con le banche.

È quanto emerge dal Next Gen SMB Italy Report, una ricerca di Visa presentata al Salone dei Pagamenti, che fotografa abitudini e priorità della nuova generazione di imprenditori italiani.

Meno legati alle banche tradizionali, più fiducia nel digitale

I giovani imprenditori non si sentono più vincolati alle banche tradizionali. La maggior parte continua ad avere almeno un conto in una banca classica, ma pochi la considerano la loro “banca principale”.

Cresce invece l’interesse per il mondo FinTech, con soluzioni digitali più flessibili e personalizzate. E la fiducia nei canali online è in aumento: oggi molti li considerano affidabili quanto le banche di sempre.

La tecnologia al centro dell’impresa

Per chi ha meno di 36 anni, la tecnologia è ormai parte integrante della gestione aziendale. I giovani imprenditori usano app, software e piattaforme digitali per ogni aspetto aziendale: contabilità, pagamenti, controllo delle spese, analisi dei dati.

Un simile approccio consente decisioni più rapide e precise, con una visione chiara e in tempo reale dell’andamento dell’attività.
Non è solo questione di strumenti: è una mentalità più dinamica, aperta al cambiamento e orientata ai risultati.

Giovani PMI, il mercato è il mondo 

Le imprese guidate da giovani non si accontentano del mercato interno. Sempre più spesso guardano all’estero per crescere: una parte significativa del loro fatturato arriva da vendite oltre confine, e una quota importante del budget marketing è dedicata proprio alla promozione internazionale.
È un segnale chiaro di una generazione che non teme di misurarsi con la concorrenza globale.

Social network e nuovi pagamenti: l’impresa si fa anche online

I social non sono più solo vetrine: sono strumenti di lavoro.
Quasi tutti i giovani imprenditori li usano per farsi conoscere, dialogare con i clienti e restare aggiornati su novità e tendenze del mercato.

Anche il modo di pagare sta cambiando: accanto ai bonifici tradizionali, crescono i pagamenti via smartphone, le carte virtuali e i sistemi peer-to-peer.
Eppure, nonostante la spinta digitale, molti continuano a fare un salto in filiale: il contatto umano conta ancora.

Cosa chiedono i giovani alle banche

Per i nuovi imprenditori, la banca ideale è semplice, digitale e trasparente.
Contano la qualità dei servizi online, la possibilità di integrare strumenti gestionali, ma anche costi chiari e la presenza di una filiale fisica a cui rivolgersi quando serve.

Come sottolinea Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia: “I giovani imprenditori sono il motore di un cambiamento che unisce innovazione e crescita. Capire le loro esigenze è essenziale per costruire servizi bancari davvero in sintonia con il loro modo di fare impresa”.

Innovazione e futuro: l’Italia dell’AI diventa “grande”

Un’Italia che punta decisa sull’innovazione digitale: questo il messaggio chiave di Gabriele Ferrieri, presidente dell’ANGI, l’Associazione Nazionale Giovani Innovatori, durante il suo intervento ad “Agorà”, il programma di Rai Tre. 

L’occasione è stata l’eco del successo della quarta edizione dell’AI & VR Festival – Multiverse World, svoltasi recentemente a Torino, evento ormai cruciale per esperti di intelligenza artificiale, realtà virtuale e nuove tecnologie.

“Un’edizione top”: l’innovazione al servizio di tutti

Durante l’intervista, Ferrieri ha voluto sottolineare l’importanza del percorso intrapreso negli ultimi anni dall’ANGI. “Un’edizione davvero notevole, con una grande partecipazione”, ha affermato. “Il nostro obiettivo era dimostrare come innovazione e digitale possano concretamente servire la comunità, il benessere dei cittadini, delle aziende e dei territori”. 

Un approccio, quello dell’associazione, che pone sempre l’uomo al centro della tecnologia: non solo progresso tecnico, ma anche progresso sociale e inclusione.

Il dialogo tra pubblico e privato come motore di crescita

Ferrieri ha poi ricordato quanto sia cruciale la sinergia tra istituzioni e imprese. “La collaborazione pubblico-privato è stata fondamentale”, ha spiegato, “perché ha favorito un confronto costruttivo tra aziende, enti locali e territori. Torino e la Regione Piemonte, da sempre attente all’innovazione, sono un esempio da seguire”. 

Secondo il presidente ANGI, i giovani talenti italiani rappresentano una risorsa preziosa su cui investire per rendere il Paese protagonista della transizione digitale.

L’intelligenza artificiale nella sanità e nella vita di tutti i giorni

Tra gli argomenti trattati, anche l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla salute. Ferrieri ha spiegato come gli algoritmi possano aiutare a prevedere l’evoluzione delle condizioni di un paziente, migliorare le terapie e prevenire malattie, con vantaggi tangibili anche per lo sport e il benessere. 

Allo stesso tempo, ha invitato a superare le paure verso l’AI, spesso alimentate da visioni negative: “Oggi, a chi ha paura, è fondamentale far comprendere le applicazioni positive dell’intelligenza artificiale: un sentimento di diffidenza è naturale, alimentato anche da rappresentazioni negative come Terminator o I, Robot, ma è importante guardare anche alla visione propositiva, quella che mette al centro l’uomo e il progresso condiviso”.

Franchising: nel futuro il piacere sarà il driver principale degli acquisti

Nell’immediato futuro i consumatori italiani continueranno a essere guidati da un approccio all’acquisto sempre più pragmatico e consapevole, caratterizzato dalla ricerca di risparmio, benessere e sostenibilità.
In uno scenario caratterizzato da molteplici fattori di incertezza, i consumi degli italiani, pur in lieve crescita, restano orientati a un ‘low profile’ e dettati dalle spese obbligate, che assorbono il 51% del totale delle spese delle famiglie.

Al contempo, gli italiani lasceranno spazio anche alla ricerca di gratificazione. Già oggi 25 milioni di italiani fanno acquisti spinti da piacere e gratificazione, mentre 5,2 milioni considerano il piacere come il driver principale dei propri acquisti.
In questo contesto, il franchising si conferma un settore in grado di creare valore e generare occupazione. Emerge dallo studio condotto da Nomisma in occasione del Salone del franchising di Milano.

GDO al primo posto per giro d’affari

Lo studio di Nomisma offre una fotografia aggiornata del settore del franchising nonché una riflessione sui principali trend in atto e sulle opportunità di ulteriore sviluppo.
A oggi, le insegne in franchising operative in Italia sono 931, con 67.275 punti vendita in franchising (+2,2%), che occupano 293.791 addetti nelle reti (+2,1%) e generano un giro d’affari pari a 35,8 miliardi di euro (+5,4%).

Relativamente al giro d’affari, nel 2024 al primo posto si conferma la GDO , con una incidenza del 35% sul totale, seguita dall’abbigliamento, con il 21%, dai servizi (19%) e dalla ristorazione (+12%).
La crescita più consistente è stata registrata dai servizi (+13,5%) che precede il beauty (+11%), e la ristorazione (+10%).

Il phygital ridisegna i punti vendita

Relativamente alle previsioni per il prossimo futuro, l’indagine di Nomisma rileva una generalizzata aspettativa di crescita.
Tra i fattori di sviluppo del settore, la relazione presentata da Nomisma segnala la crescente diffusione dell’esperienza phygital, destinata a ridisegnare il retail e trasformando i punti vendita in touchpoint ibridi come estensioni di un ecosistema.

Del resto, il franchising non è un modello rigido, per cui chi saprà equilibrare standard e personalizzazione, digitale e umano, globale e locale, avrà maggiori e migliori opportunità di crescere.

Il retail come palcoscenico valoriale

Al contempo, il retail sta diventando un palcoscenico valoriale, legato anche alla responsabilità sociale. Il 79% degli italiani considera la sostenibilità del packaging un fattore di spinta all’acquisto e oltre il 50% chiede materiali completamente riciclabili.

Inoltre, più del 20% dei consumatori italiani preferisce prodotti provvisti di green pack, nonostante non siano più economici.
Tra gli altri valori segnalati dal campione di intervistati da Nomisma, i consumatori italiani affermano di essere sempre più attenti a trasparenza, inclusività e tracciabilità.