Mese: Novembre 2025

Black Friday 2025: un’ottima annata sia per i canali digitali sia per i negozi fisici 

Quest’anno il Black Friday è da record. Le stime di Confcommercio parlano di circa 5 miliardi di euro di acquisti, un incremento vicino al 20% rispetto al 2024 e più che raddoppiato rispetto al lontano 2018.

Un dato che racconta più di una fotografia dei consumi: descrive un momento in cui gli italiani, nonostante incertezze e cautela, hanno scelto di concedersi qualche spesa in più, magari approfittando del periodo giusto.

Il consumatore si muove in libertà tra web e punto vendita

Il web continua a essere la corsia preferenziale, inutile girarci attorno. È lì che molti trovano le offerte più aggressive e la comodità di comprare senza fare file. Ma non è una fuga dai negozi: anzi, la tendenza a combinare lo shopping online con quello in presenza sembra rafforzarsi. Alla fine, per molti, resta il piacere di toccare con mano, chiedere un consiglio, confrontare davvero. Sta nascendo un modo di acquistare misto, più fluido, in cui ognuno si muove come gli è più comodo.

In questo clima, il Black Friday è diventato una sorta di “preludio di Natale”. Oltre due terzi degli intervistati (66,7%) approfitta delle offerte per iniziare a mettere via i regali, una quota che cresce leggermente rispetto al 2024. E, secondo l’Ufficio Studi Confcommercio, una parte di questi acquisti – fra il 10 e il 15% – non sostituisce quelli di dicembre, ma si aggiunge. Un segnale positivo per il commercio, anche se novembre ormai sottrae un po’ di peso allo storico “mese dei regali”.

Occhio alle truffe

Il rovescio della medaglia è la sicurezza. Con così tante transazioni, non sorprende che aumentino anche i tentativi di frode. La società Qonto segnala che l’Europa riceve il 44% degli attacchi globali legati al Black Friday, con tentativi di truffa cinque volte più frequenti rispetto al resto dell’anno.

Un motivo in più per muoversi con prudenza: controllare le piattaforme, diffidare dei prezzi “troppo belli” e tenere gli occhi aperti.

Cosa comprano gli italiani

Secondo Format-Confcommercio, tra il 52% e il 70,2% degli italiani tra i 18 e i 70 anni pensa di fare almeno un acquisto in questo periodo. E i desideri sono quelli di sempre: elettronica, abbigliamento, giocattoli, prodotti per la cura personale. Cose utili, cose che servono, ma anche piccoli piaceri.

Il Black Friday, insomma, non è più una corsa allo sconto. È un momento che i consumatori preparano con anticipo, confrontando prezzi e caratteristiche, aiutati da strumenti digitali che rendono tutto più semplice. Un appuntamento che, anno dopo anno, sta cambiando il modo di fare shopping e che ormai segna l’inizio non ufficiale della stagione delle feste.

Relazioni e prossemica nella realtà virtuale: cosa cambia rispetto al mondo reale? 

Negli ultimi anni abbiamo iniziato a convivere con un’idea molto semplice ma rivoluzionaria: il digitale non è più soltanto un aiuto in più, ma un vero spazio di vita. Un luogo in cui ci muoviamo, ci confrontiamo, costruiamo relazioni che, per intensità ed emozioni, non hanno nulla da invidiare a quelle del mondo fisico.

È dentro questo cambiamento che arriva una nuova ricerca firmata da EY Italia insieme all’Istituto Italiano di Tecnologia e all’Università La Sapienza. Un lavoro che prova a capire come cambiano le nostre distanze di “comfort” quando l’incontro avviene in un ambiente immersivo, anziché faccia a faccia.

Dal Padiglione Italia Virtuale una nuova lente sulle relazioni

Tutto nasce dall’esperienza del Padiglione Italia Virtuale dell’Expo 2025 Osaka, una ricostruzione digitale in 3D che ha accolto oltre sette milioni di visitatori. Un numero impressionante, che racconta quanto ormai siamo pronti a esplorare mondi paralleli, dove la fisicità lascia spazio alla curiosità.

Proprio lì, in quello spazio sospeso tra innovazione e curiosità, i ricercatori hanno coinvolto circa duecento persone – metà italiane e metà giapponesi – chiedendo loro di interagire con avatar di gruppi culturali diversi. L’obiettivo era osservare come ognuno modulasse la distanza interpersonale e quanto a influenzarla fossero fattori come fiducia, attrattività e appartenenza culturale.

Italiani e giapponesi: due stili diversissimi

I risultati sono una fotografia curiosa e prevedibile allo stesso tempo. I partecipanti giapponesi tendono a mantenere in media 161 centimetri di distanza dagli avatar, mentre gli italiani si fermano a 129.
Non è un dettaglio: quei 32 centimetri di differenza ricordano che ognuno di noi arriva nel digitale con il proprio bagaglio culturale, e che certe abitudini resistono anche quando la realtà diventa virtuale.

Gli ambienti immersivi facilitano il dialogo

C’è però un dato che fa riflettere. Più un avatar appare affidabile o piacevole, più le persone tendono ad avvicinarsi. Ogni punto in più di “gradimento” riduce leggermente la distanza, un po’ come se il mondo virtuale ci concedesse la libertà di sperimentare nuove forme di apertura verso l’altro.

Come ha spiegato Giuseppe Perrone di EY Italia, questi micro-cambiamenti dimostrano che gli ambienti immersivi possono favorire inclusione e dialogo, molto più di quanto immaginiamo.

La tecnologia come punto d’incontro

In fondo, è questo il cuore della ricerca: il digitale può diventare un ponte. Un laboratorio dove le barriere culturali si affievoliscono e dove si possono costruire nuovi modi di convivere.
Un’occasione preziosa, soprattutto in vista di grandi appuntamenti globali come Expo 2030 Riad, in cui tecnologia e incontri tra culture potranno andare davvero a braccetto.

Lo shopping di Natale? Lo si fa con l’aiuto dell’IA

Le feste sono ormai vicinissime e, ovviamente, è già partita la corsa ai regali di Natale. Però questo’anno, per una serie di motivi, gli italiani sembrano essere non solo più prudenti, ma anche più confusi del solito.

Lo rivela la 19ª edizione dell’Annual Holiday Shopping Survey di Accenture, che fotografa un’Italia che ha voglia di fare acquisti, ma allo stesso tempo è stufa di rincorrere offerte, notifiche e promozioni provenienti da ogni parte.

Spese sotto controllo, ma non si rinuncia ai regali

Tutto sommato, il quadro generale è positivo:l’85 per cento degli italiani prevede di spendere quanto o più del Natale scorso. Per molti, però, l’aumento del budget è figlio dell’inflazione, come ammette un terzo degli intervistati. La maggioranza rimarrà sotto i 460 euro, mentre solo il 23 per cento supererà questa soglia, ma senza andare oltre i 1150 euro.

Ma quali regali si sceglieranno? Si punta su abbigliamento, elettronica e qualche classico intramontabile come prodotti beauty, food e giocattoli. E se un tempo si aspettavano le ultime settimane di dicembre, ora il calendario si è spostato più indietro: quasi otto italiani su dieci faranno acquisti entro novembre, sfruttando Black Friday, sconti anticipati e strategie di risparmio ben studiate.

Un eccesso di scelta genera stress

Quello che un tempo era un momento piacevole oggi, per molti, somiglia a una maratona. Tra pubblicità insistenti, migliaia di opzioni e anche un po’ la paura di sbagliare, gli italiani si sentono frastornati: il 46 per cento vive un vero bombordamento informativo, il 39 per cento si perde nel confronto ossessivo tra alternative, e oltre l’80 per cento confessa di aver abbandonato almeno una volta un carrello pieno per pura frustrazione.

Non stupisce allora la riscoperta del negozio fisico, vissuto come un rifugio più semplice e concreto. Quasi metà degli italiani tornerà in boutique e centri commerciali per toccare con mano i prodotti, respirare l’atmosfera natalizia e lasciarsi ispirare senza l’ansia dei banner che inseguono il cliente.

L’intelligenza artificiale può essere un calmante digitale

In questo labirinto di offerte, entra in scena un alleato inaspettato: l’intelligenza artificiale generativa. Non più tema astratto da addetti ai lavori, ma un vero assistente personale per semplificare scelte e confronti. Nel 2024 l’ha già usata il 51 per cento degli italiani; nel 2025 la percentuale salirà al 64 per cento.

Chi la utilizza chiede aiuto per monitorare i prezzi, filtrare recensioni, confrontare prodotti in modo rapido e persino farsi suggerire idee regalo quando l’ispirazione scarseggia.
Come osserva Andrea Ruzzi di Accenture Italia, l’AI sta trasformando la stagione degli acquisti: meno corse impulsive, più decisioni ragionate, un filo di serenità in più. Forse, finalmente, si torna a scegliere con la testa e non solo con il timer degli sconti.