La scelta delle migliori lampade artistiche per arredare una casa

La scelta di lampade artistiche per casa deve tener conto di colori, di stili e di materiali che sono tutti in grado di fare la differenza. Come è noto, il mercato offre numerose alternative e quindi fare la scelta giusta talvolta può risultare complicato.

Al di là dei gusti personali, bisogna fare particolare attenzione a come è arredato lo spazio circostante e poi a quali sono gli aspetti che si vogliono mettere in risalto. Bisogna valutare tutti i punti strategici, gli arredi preesistenti ed anche le dimensioni della stanza. Ecco alcune idee per la scelta delle lampade di design!

Come scegliere una lampada artistica

Per scegliere una lampada artistica, innanzitutto bisogna capire bene qual è il posto in cui si vogliono posizionare i punti luci e la tipologia preferita. Volete scegliere un punto luce, un lampadario o una lampada? Ebbene, ogni soluzione di arredo può essere giusta oppure no a seconda dell’ambiente circostante.

Ad esempio, se volete posizionare una lampada di design all’interno della cucina, allora bisogna trovare una soluzione che sia poco ingombrante perché si tratta di un ambiente che già di per sé è ricco di arredi ed oggetti di vario genere.

Magari, è consigliabile optare per una soluzione che possa occupare poco spazio oppure che scenda dal soffitto. L’effetto sarà di certo spettacolare, soprattutto se si opta per una soluzione in grado di dare leggerezza e volume allo stesso tempo.

Altre idee di lampade artistiche in casa

Tra le altre idee per arredare con lampade artistiche, ve ne sono alcune preziose. Potete scegliere ad esempio, quelle da mettere in soggiorno che magari possono avere un volume più ampio. Inoltre, potrebbe essere anche interessante sceglierle con delle insenature in vetro, oppure, optare per delle lampade di design dai colori più disparati.

Anche i metalli, rappresentano una svolta in tal senso. Si può anche decidere di donare ai propri ambienti un tocco vintage che renderà l’arredo del vostro soggiorno ancora più particolare!

Perché usare il codice sconto per lo shopping online

Il Codice Sconto è conosciuto anche con il nome di codice promozionale, coupon o voucher ed è un buono alfanumerico che da qualche anno è entrato a far parte della quotidianità degli utenti Internet complice la diffusione degli ecommerce. A differenza dei buoni cartacei, i codici sconto sono numeri e lettere da inserire nel carrello dei principali marketplace italiani ed internazionali per vedersi riconosciuta una riduzione dell’importo da pagare.

Le origini del codice sconto

La pratica del codice sconto ha origine nei primi anni del 2000 in concomitanza con la nascita del commercio elettronico. Successivamente i codici sconto sono stati portati al successo da portali come Groupon, che nel periodo 2008-2010 era uno dei principali operatori internazionali. Dopo una fase iniziale, anche gli e-commerce internazionali hanno iniziato ad emettere codici sconto per gli acquisti e questa pratica si è diffusa rapidamente anche in Italia.

Il codice sconto tipico è formato da una combinazione alfanumerica che l’utente applica nel carrello della spesa, inserendola in un apposito box quando fa acquisti sul negozio online preferito. Il codice viene immediatamente riconosciuto e applicato dal portale, assicurando così il risparmio desiderato.

Dove si trovano i codici sconto

Chi è alla ricerca di un codice sconto ha vari modi a disposizione per ottenere codici promozionali tramite Internet. Vediamo quali sono i due maggiormente utilizzati dai risparmiatori.

  1. Codici sconto sul sito del negozio online

Il primo modo per ottenere il codice sconto è trovarlo direttamente sullo shop online con cui si vuole effettuare l’acquisto. La maggior parte degli ecommerce inviano abitualmente codici promozionali agli utenti che si sono registrati o iscritti alla newsletter o si possono trovare tali coupon direttamente sul sito web dell’ecommerce.

  1. Codice sconto sui portali specializzati di coupon

Grazie al successo dei codici sconto sono nati anche in Italia portali specializzati nell’offerta di codici promozionali, come nel caso di Sconti e Buoni. Questi siti raccolgono, elencano e aggiornano in continuazione i coupon sconto di centinaia di negozi italiani. Non mancano i casi di voucher esclusivi offerti direttamente dal negozio online per i clienti di un determinato sito Internet.

Come vedi anche in Italia si è affermato il sistema del codice sconto ed oggi i clienti dei negozi e gli appassionati di shopping online non devono più aspettare festività e Black Friday per fare acquisti risparmiando. Scopri i migliori codici sconto su ScontieBuoni.it e acquista anche tu online al miglior prezzo!

Ampliare lo spazio percepito grazie agli specchi

Decorare con gli specchi gli ambienti domestici è oggi la chiave per regalare al tuo appartamento un tocco unico ed elegante. La parete ed il modo in cui lo specchio viene posizionato, ma soprattutto la tipologia di specchio, è fondamentale per ottenere l’effetto desiderato.

Sicuramente, gli spazi piccoli sono quelli che necessitano maggiormente della presenza di uno specchio, in quanto questo tende a migliorare l’illuminazione e la percezione dello spazio donando maggiore sensazione di ampiezza.

I vantaggi di decorare casa con gli specchi

Gli effetti ottici che è possibile ottenere grazie degli specchi non sono raggiungibili con altri tipi di elementi. Per questo motivo gli specchi devono essere installati nei punti giusti e possibilmente con una cornice che sia a tono con lo stile dell’ambiente stesso. Uno specchio è dunque una soluzione in grado di apportare maggiore luminosità, moltiplicando la luce che entra dalla finestra e diffondendola nell’intera stanza. È possibile anche posizionare gli specchi su entrambi i lati della finestra in maniera tale da far ulteriormente diffondere la luce all’interno anche laddove quella naturale non arriva.

Gli specchi di design inoltre possono far sembrare più grandi anche gli spazi più piccoli. Grazie alle loro caratteristiche uniche ed eleganza che li contraddistingue, questi elementi sono in grado di rendere più profondo ogni ambiente grazie anche alla possibilità di installarli con l’inclinazione da noi preferita.

Grande possibilità di scelta

Oggi sul mercato esistono veramente diversi tipi di specchi di ogni forma e dimensione, per cui non sarà difficile trovare quello che maggiormente si adatta sia alle tue necessità di spazio che allo stile dei mobili esistenti all’interno dell’ambiente in cui intendi collocarlo. In alternativa è possibile posizionare i tuoi specchi anche all’interno di ambienti quali scale, bagni e cucina, usufruendo al tempo stesso della loro grande versatilità è utilità.

Funzionamento e impiego degli spettrometri

Uno spettrometro è uno strumento indispensabile per l’analisi di materiali e metalli. Grazie a questo importante strumento è possibile combinare accuratezza ed efficienza con tempistiche di lavorazione davvero veloci.

I campi di applicazione di uno spettrometro

Uno spettrometro offre una vasta possibilità di campi di applicazione: esso può essere adoperato per misurazioni all’interno dell’area in cui avviene la produzione, direttamente in un cantiere o in qualsiasi altro luogo. Il passaggio da un luogo all’altro e l’eventuale cambio di temperatura non sono un problema per questo tipo di strumento, grazie alla termocamera stabilizzata di cui sono dotati, ed inoltre è necessaria una sola persona per il trasporto ed il funzionamento dell’intera attrezzatura.

Grazie ai moderni spettrometri commercializzati da Optoprim è possibile ottenere analisi di alta precisione ed un controllo rapido delle sostanze che compongono un determinato materiale. Ogni spettrometro è progettato per un particolare tipo di utilizzo, e per ogni attività di analisi c’è a disposizione l’attrezzatura più adeguata per ottenere l’analisi desiderata in breve tempo.

Uno strumento in grado di migliorare la qualità del lavoro

Parliamo di un prodotto che consente dunque di migliorare notevolmente la qualità del prodotto finito, grazie alle tecniche di misura e analisi che consentono di riuscire facilmente a identificare e classificare composti in materiali di ogni tipo, siano essi organici o meno.

Sul sito di Optoprim puoi visionare diversi modelli di spettrometri, camere iperspettrali e sorgenti di luce in base a quelle che sono le tue necessità. L’azienda, operativa dal 1994, offre supporto ai propri clienti e aiuta ad individuare quella che è l’attrezzatura tecnologica più opportuna in base alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare.

Tra i prodotti di questa nicchia, sul sito ufficiale Optoprim è possibile visionare spettrometri AOTF per analisi di processo, camere spettrali, sorgenti di luce, spettrometri palmari per illuminotecnica e diverse altre tipologie di spettrometri ottici, tra i quali certamente non sarà difficile individuare quello maggiormente in grado di soddisfare le proprie necessità.

La Wellness Suite dell’ Over Motel

La camera Wellness Suite dell’ Over Motel è la soluzione perfetta per chi ha voglia di rilassarsi e di usufruire dei servizi di una SPA senza dover condividere con altre persone questo momento così intimo, se non con il proprio partner. Questa magnifica stanza infatti, dispone di un hammam privato che è il modo perfetto per trovare il giusto benessere e farsi coccolare dal calore del vapore acqueo e dal benessere che questo ambiente è in grado di regalare. La camera dispone inoltre di una bellissima piscina idromassaggio a 4 posti ed un solarium.

Si tratta di servizi che sono interni alla camera e per questo da non condividere con gli altri ospiti dell’hotel. Parliamo dunque della camera perfetta per concedersi quella parentesi di benessere e relax che si desidera da tanto tempo, all’interno di un ambiente assolutamente moderno, elegante e nel quale la privacy dei clienti viene sempre rispettata, in ogni momento, perché ciò che è importante per i clienti lo è ancora di più per la direzione di questo importante motel Monza.

I clienti hanno a disposizione anche un ampio parcheggio con box privato con accesso adiacente alla propria camera. In questa maniera dunque, i signori clienti potranno accedere alla propria camera parcheggiando la propria automobile proprio nei pressi dell’ingresso della stessa e utilizzare l’apposita tenda motorizzata per chiudere alla vista e dunque ottenere una privacy assoluta. La camera dispone inoltre di connessione WiFi gratuita, ambiente insonorizzato, domotica, minibar gratuito, cassaforte, TV digitale e aria condizionata. C’è davvero tutto dunque per trascorrere una parentesi di piacevole benessere usufruendo di una struttura moderna in grado di offrire servizi d’alto profilo. Per prenotare una camera o per richiedere informazioni direttamente al personale dell’ Over Motel è possibile contattare il recapito telefonico 0395973862.

Lo spogliatoio della palestra, da servizio a business

 

Mai pensare che lo spogliatoio della palestra sia solo un luogo di passaggio o di servizio, uno spazio dove le persone si cambiano e basta. Nel corso del tempo, gli imprenditori più smart del settore del fitness hanno capito benissimo che lo spogliatoio è uno dei locali ai quali i clienti sono più attenti. Addirittura, spesso i frequentatori di palestre trascorrono più tempo tra queste mura che tra macchine, pesi, attrezzi o corsi. Un ambiente che dovrebbe essere, alla fine delle sedute di fitness, il luogo eletto per il comfort e le chiacchiere tra clienti. Che sicuramente commentano qui pregi e difetti della palestra stessa.

Spogliatoio, mai più senza…

Diversi sono gli aspetti che dovrebbero contraddistinguere uno spogliatoio di qualità, capace di comunicare al cliente piacevolezza e benessere. I principali elementi sono: pulizia, ambiente, comodità e funzionalità. Vediamo queste voci una per una.

Pulizia

Chi mai vorrebbe trovarsi svestito in un ambiente che comunica scarsa igiene? Nessuno, ovviamente. Ecco perché è importante che lo spogliatoio sia sempre ben areato e privo di cattivi odori, oltre che immacolato e ordinato. Anche se semplice, il locale dove ci sia cambia dovrebbe avere piani di appoggio, come delle panche facili da pulire, e armadietti perfettamente funzionanti e puliti. A maggior ragione la regola vale nei bagni e nelle docce: è fondamentale che l’igiene sia la priorità di ogni gestore.

Ambiente

Inutile investire in attrezzi e macchine nuove se gli spogliatoi cadono a pezzi. E’ questo il primo biglietto da visita per il cliente e l’ultimo ricordo prima di andare a casa. Meglio rinunciare a un set di pesi scintillante a favore di una sistemata del locale dove gli utenti si cambiano e si lavano.

Comodità

A seconda delle dimensioni della palestra e del numero di clienti vanno ben considerate anche le dimensioni dello spogliatoio e dei relativi bagni. Non dovrebbe, se possibile, formarsi la coda alle docce e agli asciugacapelli. Proprio per questo, conviene scegliere dei phon ultraveloci, che richiedono la metà del tempo rispetto a quelli standard. Eccellenza del settore sono gli asciugacapelli da parete Machflow, di produzione esclusiva Mediclinics. Si tratta di un apparecchio dalla linea ergonomica e di dimensioni contenute, però dotato di tubo estensibile fino a 2 metri, altissima potenza (velocità dell’aria fino a 200 km/h) e possibilità di regolazione automatica di della potenza del flusso d’aria. A tutto questo si aggiunge la resistenza attivabile con un interruttore on/off, un consumo di soli max 1000 W, certificati di sicurezza internazionali e il funzionamento automatico. Senza trascurare il design, perché in uno spogliatoio anche gli accessori devono essere non solo pratici (e anti atti vandalici) ma anche belli a lungo nel tempo. Già, perché gli asciugacapelli Machflow sono in vero acciaio inox, anche nella versione bianca, e quindi non temono ossidazione e ruggine.

Funzionalità

Il tempo è denaro, anche per chi frequenta una palestra. Via libera quindi a tutto quello che può far risparmiare minuti preziosi ai clienti e magari anche parte del budget al gestore. Si quindi ad asciugamani elettrici, che non richiedono ricambi e forniture continue come invece quelli di carta, e sì a dispenser per sapone e shampoo, così da non ritrovarsi bottigliette vuote o saponette abbandonate. In questo modo la funzionalità diventa non solo una scelta estetica, ma anche una strada verso la sostenibilità.

Nel 2020 il Retail non food perde il 3% a livello europeo

Anche agli occhi di chi non è un esperto del settore la situazione è davanti agli occhi: l’emergenza Covid-19 ha portato con sé anche grandi sfide e grandi cambiamenti a livello della vendita dei beni di grandi consumo. Da un lato le restrizioni alla mobilità hanno incentivato lo sviluppo dell’online, dall’altro forse i consumatori sono diventati più attenti ai propri acquisti. Resta il fatto che nel corso del 2020 i Europa sono avvenute grandi trasformazioni: in particolare, nel comparto Retail, i beni alimentari hanno registrato un boom del +5,5% all’interno dei 27 Paesi dell’Ue, mentre i beni non alimentari hanno subito una contrazione delle vendite pari al -3%. A tracciare questo andamento è un nuovo studio GfK dedicato all’andamento del settore Retail in Europa. Tra gli aspetti più interessanti dell’analisi, c’è la fotografia dei trend all’interno dei singoli Paesi. Ad esempio, si scopre che il calo maggiore nelle vendite di prodotti Non Food è stato registrato in Italia (-11,6%), Spagna (-11,0%) e Cipro (-10,8%). In particolare, le vendite abbigliamento e calzature sono scese in molti Paesi, con trend negativi anche superiori al -20%. Non mancano le eccezioni: nei Paesi Bassi il settore del commercio al dettaglio non alimentare nel suo complesso è cresciuto in maniera significativa (+6,2%). A differenza di altri paesi, infatti, qui i negozi sono rimasti sempre aperti durante la prima fase della pandemia e il commercio online ha visto una crescita significativa. Anche in Lituania (+7,7%) e Danimarca (+6,2%), le vendite di prodotti Non Food sono state decisamente più alte nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Italia, Spagna e Cipro hanno sofferto di più

Tra i 27 paesi europei analizzati, Spagna, Italia e Cipro sono quelli che hanno registrato la maggiore contrazione del reddito medio, da una parte a causa dei lunghi periodi di lockdown legati alla pandemia, dall’altra per la crisi dell’economia dal turismo, particolarmente importante in questi Paesi. Anche l’Ungheria, che negli scorsi anni aveva registrato incrementi significativi del reddito medio, ha visto una brusca frenata nel 2020, anche a causa della debolezza del fiorino ungherese.

Aumenti di vendite retail al top in Germania, Irlanda, Austria

Andamento del settore Retail: Le vendite al dettaglio di beni di Largo Consumo in Europa sono cresciute del +5,5% nel corso del 2020. Questo incremento è dovuto al maggiore consumo di cibo e bevande in casa, a causa delle chiusure di ristoranti, mense e a fenomeni come il coprifuoco, che hanno ridotto la mobilità dei cittadini. Gli aumenti più forti sono stati registrati in Germania (+12,4%), Irlanda (+10,3%), Austria (+8,4%) e Lussemburgo (+8,0%). Al contrario, le vendite al dettaglio di beni Non Food sono scese del -3% a livello europeo.

Italiani, sempre più attenti alla sostenibilità

Gli italiani sono sempre più sensibili a tutte le tematiche legate all’ambiente, e anche i comportamenti dei nostri connazionali stanno cambiando in una direzione sempre più green. A dirlo è una recente ricerca condotta da Scenari, che ha esplorato quali sono le abitudini sostenibili adottate dagli italiani con maggiore frequenza. In generale, ed è un’ottima notizia, si evince una crescente sensibilità e una grande attenzione da parte dei cittadini verso scelte che possono garantire uno sviluppo sostenibile. Abitudini che hanno un influsso positivo sull’ambiente e sulla vita delle persone.

Primo comandamento, riciclare

Quali sono le mosse degli italiani per prendersi cura del Pianeta? In prima battuta, l’azione più diffusa sembra essere quella di “Riciclare il più possibile”: lo fa infatti il 69,2% degli italiani, con un aumento del 3% rispetto all’analoga rilevazione del 2020. Poi, “Fare la raccolta differenziata dei rifiuti”, una scelta compiuta dal 67,4% delle persone, che tuttavia non aumentano rispetto all’anno passato. Al terzo posto della classifica dei comportamenti green si piazza “Evitare di sprecare il cibo”, un comportamento seguito dal 64,3% della popolazione e soprattutto in forte aumento (+5%) sull’analisi dell’anno scorso. A seguire, troviamo Spegnere le luci quando non servono, Ridurre l’uso della plastica, Evitare sprechi alimentari, Ridurre il consumo di acqua, Usare riscaldamento e condizionatori solo quando necessario, Usare lampadine a risparmio energetico e Consumare prodotti di stagione. Ci sono anche altri comportamenti, fuori dalla top ten, che indicano però la crescente attenzione dei nostri connazionali verso tutto ciò che è sostenibile: ad esempio, sono aumentati moltissimo gli italiani che scelgono di bere l’acqua del rubinetto (+8%) o che privilegiano l’acquisto di prodotti Made in italy (+9%).

Piccoli gesti, grandi cambiamenti

Per gli italiani queste azioni, possono sembrare “elementari” eppure nel loro piccolo contribuiscono in qualche modo a salvaguardare l’ambiente. Un recente report, a cura della Bocconi di Milano, afferma che la “mentalità della sostenibilità” è oggi un modo di pensare e di essere che deriva da una più ampia comprensione delle dinamiche ambientali e dalla conseguente scelta che scaturisce in ognuno di noi, ma soprattutto nelle azioni che si compiono per il proprio bene e quello degli altri.
Queste azioni influenzano positivamente gli italiani, tanto è vero che dal 2020 a oggi diventa sempre più rilevante compiere azioni sostenibili. L’aumento di circa il 10% delle sane abitudini giornaliere ci mostrano uno scenario nel quale gli italiani sono sempre più inclini al cambiamento e alla cura della Terra.

L’Italia ha il suo primo Dottorato nazionale in AI

Arriva il primo Dottorato nazionale in Intelligenza artificiale. Gli Obiettivi? Promuovere l’alta formazione sull’AI, costruire una comunità di giovani ricercatori e creare una vera e propria rete italiana di centri di ricerca su un tema così strategico per il futuro.
Il progetto, promosso dal MUR e coordinato dal CNR e dall’Università di Pisa, si basa su una rete formata da 5 atenei capofila che coinvolge 61 università e centri di ricerca italiani. Sono 177 le borse di studio messe a disposizione per il primo ciclo di questa importante operazione formativa: una vasta rete di futuri ricercatori, innovatori e professionisti, che al termine dei tre anni di percorso saranno specializzati nelle tematiche di punta della ricerca sull’AI e nei settori applicativi.

Una visione integrata e articolata dell’ecosistema delle tecnologie

I futuri giovani ricercatori saranno quindi allenati ad avere una visione integrata e articolata dell’ecosistema delle tecnologie e delle soluzioni AI, e in grado di affrontare i problemi con un approccio sistemico e multi-disciplinare, sia nel mondo della ricerca sia in quello dell’impresa. Il modello organizzativo sfrutta una struttura coordinata orizzontale/verticale: tutti i dottorandi parteciperanno a esperienze e attività formative multidisciplinari comuni, per poi concentrarsi sull’area di specializzazione scelta.

Salute, Agricoltura, Sicurezza e Industria 4.0

Le cinque aree sono state individuate nei settori strategici di sviluppo e applicazione dell’AI. Innanzitutto, Salute e scienze della vita, con capofila l’Università Campus Bio-Medico di Roma: intelligenza artificiale, IoT e biorobotics per promuovere la medicina di precisione, una medicina sempre più predittiva, preventiva, personalizzata e partecipativa. Poi Agricoltura (agrifood) e ambiente, con capofila l’Università degli Studi di Napoli Federico II: l’intelligenza artificiale per fronteggiare le incertezze legate al cambiamento climatico e la variabilità dei fattori che determinano la produzione primaria. La terza è Sicurezza e cybersecurity, con capofila la Sapienza Università di Roma: applicazione delle tecniche di Intelligenza artificiale per la sicurezza dei sistemi informatici e la sicurezza delle infrastrutture, la cyber intelligence, e la protezione della privacy. La quarta, Industria 4.0, con capofila il Politecnico di Torino, si occuperà di robotica, manutenzione preventiva, automatizzazione dei processi, analisi dei dati per migliorare la produzione e aumentare la competitività.

Lo sviluppo di un’AI sostenibile

L’ultima area è Società, con capofila l’Università di Pisa: l’intelligenza artificiale e la data science per lo studio della società e della complessità dei fenomeni sociali ed economici, quali ad esempio, mobilità umana e dinamica delle città, migrazioni e determinanti economici, formazione e dinamica delle opinioni e delle conversazioni online, e impatto sociale dei sistemi AI.
Uno dei temi trasversali più importanti per l’intero dottorato, riporta Ansa,  è quello della Trustworthy AI, l’Intelligenza artificiale “degna di fiducia”, l’elemento che caratterizza la strategia dell’Unione Europea per l’AI. I dottorandi seguiranno quindi corsi dedicati a etica, equità, correttezza, sicurezza, giustizia, accettazione sociale dell’AI, oltre a concentrarsi sullo sviluppo di un’AI sostenibile e che possa aiutare a raggiungere i Sustainable Development Goals dell’Agenda 2030 dell’ONU.

No al posto fisso: la “Yolo eonomy” piace ai giovani

Resa popolare al rapper canadese Drake, la Yolo economy (‘You-only-live-once economy’) sta conquistando i giovani italiani. In una ricerca, infatti, la codin factory aulab ha rilevato che il nuovo stile di vita sta coinvolgendo anche nel nostro Paese i Millennials (26-41 anni) e la generazione Z (under 25), spostando la bussola dalla ricerca del posto fisso al lavoro agile, al mondo del digitale e dell’Ict.

Soprattutto diplomati e laureati

In base ai dati della ricerca, che è stata effettuata su un campione di studenti che nel 2020 hanno partecipato al corso hackademy per diventare programmatori, la nuova tendenza è seguita soprattutto dai ragazzi che hanno in media 29 anni. Di questi, il 64% nella fascia 24-36 anni, e il 72% con una licenza superiore, presenti al 25% quelli con una laurea triennale o magistrale. Ma, soprattutto, moltissimi di loro non hanno competenze pregresse in ambito informatico, come sottolineano gli analisti di aulab, attiva dal 2014 nell’ambito della formazione e dello sviluppo software. Si tratta in alcuni casi di giovani disposti anche a lasciare “un lavoro sicuro”, nonostante il difficile periodo attuale, “per inseguire i propri sogni e trasformare la passione per l’informatica e la tecnologia in una nuova carriera”, come si legge nella ricerca.

I sogni sono un rischio “calcolato”: il 95% trova un lavoro

Non rinunciare ai propri sogni è meno rischioso di quanto sembri. Come sottolineano gli analisti di aulab, infatti, il tasso di collocamento per questi studenti è del 95%, di cui il 75% entro 60 giorni dalla conclusione del corso. Il percorso intrapreso permette non solo di inserirsi in un settore, come quello Ict, dove c’è forte richiesta di risorse – solo per l’Italia si parla di 100.000 figure in ambito tech – ma anche di sviluppare, soprattutto in un contesto di incertezza come quello attuale, il mindset agile, insomma una nuova ‘mentalità’.

La soddisfazione del cliente al centro del lavoro agile

“Il lavoro agile – fa notare Giancarlo Valente, Cto di aulab – non è sinonimo di lavoro da remoto: è piuttosto un metodo nato nel mondo dell’informatica e basato su collaborazione, focus sugli obiettivi, soddisfazione del cliente e continua sperimentazione”. E, inutile dire, tutti questi “valori” sono fondamentali per lavorare oggi, e per continuare a farlo. “Nei nostri corsi – dice ancora Valente – abbiamo come obiettivo di veicolare il mindset agile e i suoi strumenti: in questo modo gli studenti acquisiscono competenze utili per sviluppare progetti software, indipendentemente dal framework e dal linguaggio utilizzato, ma più in generale per lavorare più efficacemente in qualunque situazione, anche da remoto”.

Sostenibilità ambientale: quali sono le abitudini green degli italiani?

La sostenibilità ambientale è un tema sempre più prioritario per gli italiani, ed è in crescita di anno in anno: quasi due terzi degli italiani oggi infatti sono più attenti rispetto a 2-3 anni fa.  Ma quali sono le abitudini sostenibili degli italiani? Soprattutto gli sprechi (95%) e la raccolta differenziata (94%), oppure riutilizzano tutto ciò che può avere una ‘seconda vita’, favorendo così l’economia circolare. Sono alcuni dei risultati emersi dall’Osservatorio Green condotto da Compass, secondo cui la sostenibilità ambientale influenza sempre più anche le abitudini di acquisto. “Comprare prodotti ecosostenibili, come una nuova vettura ibrida, o effettuare interventi di ristrutturazione per rendere un’abitazione più efficiente a livello energetico, consente di avere un ritorno in termini di risparmio e di ridurre l’impatto sull’ambiente”, commenta Luigi Pace, direttore centrale Marketing Innovation di Compass.

Acquistare prodotti sostenibili a costo di spendere di più

Per quasi la metà degli intervistati la sostenibilità ambientale è un tema fondamentale, tanto che a evolversi sono anche le abitudini di acquisto degli italiani, e per i prodotti ecosostenibili oltre l’80% dichiara di essere disposto a spendere di più. Ma al primo posto (92%) tra le abitudini green c’è l’attenzione alla classe energetica degli elettrodomestici, ma sono tanti anche quelli che si orientano sui cibi a km0 (69%), evitano di comprare prodotti in confezioni di plastica/monouso (68%), verificano se i vestiti, i cosmetici e gli accessori sono ecosostenibili (55%) o acquistano cibo biologico (55%).

Una casa senza sprechi

L’attenzione agli sprechi passa attraverso le mura domestiche e il 62% degli italiani ha progetti importanti per la casa in tema di sostenibilità. Nelle abitazioni si iniziano ad adottare soluzioni più ecosostenibili, e sei intervistati su dieci hanno cambiato le lampadine con i Led a basso consumo, il 54% ha sostituito un vecchio elettrodomestico con uno nuovo di classe energetica superiore, il 24% ha dichiarato di avere effettuato interventi di efficientamento agli impianti di riscaldamento o trattamento aria, e il 17% ha sostituito gli infissi. Più basse le percentuali di chi ha recentemente effettuato un intervento di ristrutturazione della casa per migliorare l’efficientamento energetico, ma nei prossimi mesi il 36% pensa di usare il Superbonus, il 33% il Bonus Ristrutturazioni, e il 29% l’Ecobonus.

Inizia a cambiare il modello di mobilità

In tema di mobilità per i propri spostamenti gli italiani continuano a utilizzare l’auto (72%), anche se quasi la metà (49%) preferisce muoversi a piedi, ma aresce l’uso della bicicletta o delle e-bike private (19%). Per quanto riguarda le auto, il 66% in caso di acquisto sceglierebbe un modello ibrido, mentre il 47% si orienterebbe su un’auto completamente elettrica. E i dati dei primi quattro mesi dell’anno iniziano a confermare questo trend, con le auto ibride ed elettriche che raggiungono il 34,1% delle immatricolazioni totali. E il car sharing? Nelle città in cui è attivo, è usato dal 16% dei cittadini, con punte del 31% tra gli under 25.

Cambiano le regole nel mondo della ricerca di lavoro e del personale

Le regole cambiano anche per chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Se fino a qualche anno fa il curriculum vitae era di fatto l’unico strumento in mano ai selezionatori per poter ottenere una descrizione preliminare delle competenze di un candidato, oggi social network come LinkedIn offrono un’interessante, e alternativa, fonte di informazioni. E ancora, se i colloqui da remoto tra candidato e selezionatore erano una rarità oggi, e soprattutto dallo scoppio della pandemia in poi, sono diventati la prassi. Ma non sono solo questi i cambiamenti avvenuti nel mondo della ricerca di lavoro o di personale. A mutare è anche il modo con cui i selezionatori analizzano i curricula.

Meno attenzione all’esperienza più alle skills

L’attenzione dei selezionatori ora è inferiore agli anni di esperienza del candidato, a fronte di un’attenzione superiore dedicata alle capacità e alle skills. Questo, spiega Carola Adami, co-fondatrice della società italiana di head hunting Adami & Associati, è una delle conseguenze dell’allungarsi delle carriere professionali nelle nuove generazioni.
“Chi è entrato nel mondo del lavoro in questi anni ha davanti a sé un lunghissimo periodo di lavoro, decisamente più ampio ed esteso rispetto a quello che hanno conosciuto i rispettivi genitori e nonni – spiega l’head hunter -. Il fatto di posticipare sempre più in avanti l’età pensionabile ha anche altri effetti importanti sui meccanismi di selezione”.

I “buchi” di carriera non devono più essere nascosti nei cv

Si pensi ad esempio ai buchi di carriera. “Un career coach, fino a qualche tempo fa, avrebbe consigliato a qualsiasi professionista di ridurre al minimo le pause di carriera, ovvero i mesi ‘vuoti’ tra un’occupazione e l’altra – sottolinea Adami -; ogni buco nel curriculum vitae poteva infatti essere visto come una mancanza da parte del candidato alla ricerca di un nuovo lavoro”.
Ma oggi le cose iniziano a essere differenti. “Di fronte a una carriera lavorativa della durata di 40 o 50 anni è più che normale, se non perfino talvolta consigliabile, ritagliarsi pause di qualche settimana, o anche di alcuni mesi – continua Adami -. E queste pause non devono più essere nascoste nei curriculum vitae: l’importante è piuttosto essere in grado di spiegare al selezionatore cosa è stato fatto durante quel periodo tra un lavoro e l’altro”.

Ritagliarsi alcune pause lavorative può essere premiante

Con la situazione lavorativa odierna si potrebbero guadagnare punti sugli altri candidati proprio a causa di una o più pause di carriera particolarmente significative.
“In un mondo professionale in cui è normale lavorare a lungo e cambiare un numero importante di aziende nel corso della carriera può essere premiante ritagliarsi alcune pause per dedicarsi alle proprie passioni, ripensare i propri obiettivi – precisa Adami -. Il nostro consiglio non è quello di nascondere queste pause, ma anzi di metterle in evidenza, spiegando come questi ‘buchi’ hanno permesso di accrescere le proprie competenze”.

Come saranno le vacanze degli italiani nell’estate 2021?

Se il 67% degli italiani nei prossimi mesi andrà in vacanza l’85% rimarrà in Italia, e una quota importante prenoterà all’ultimo momento, poco prima di partire (43%). Rimane comunque un 23% che probabilmente quest’anno non andrà in vacanza. Tra le motivazioni, soprattutto la paura per il rischio di contagio (43%), ma tra le ragioni indirettamente collegate alla pandemia, emerge la motivazione economica: il 32% non andrà in vacanza per non doverne affrontare i costi, soprattutto nella fascia d’età 50-64 anni, dove chi è frenato dai motivi economici sale al 43%. Si tratta di alcune evidenze emerse dalla ricerca condotta da BVA Doxa sulla propensione a viaggiare nel 2021.

Bisogno di vacanza, soprattutto al mare

Il 47% degli italiani dichiara di avere bisogno di una vacanza ancora più che in passato, soprattutto a causa delle conseguenze, fisiche e psicologiche, della pandemia. Ad ammetterlo sono soprattutto le donne (50%) e i giovani tra i 25 e i 44 anni (54%). Ma nel pianificare le proprie vacanze, il 29% cercherà di prendere in considerazione mete e periodi meno frequentati, il 21% prediligerà le mete più vicine a casa, e il 20% terrà conto della minore disponibilità economica.

Alcune preferenze però rimangono stabili. Decisamente chiara è la preferenza per le località di mare (74%), anche se il 15% sceglierà una vacanza itinerante, il 13% visiterà una città d’arte e il 10% si recherà in piccoli borghi.

Le ferie si organizzano online

Emerge il digital come strumento a cui affidarsi per la ricerca di informazioni e per l’organizzazione della vacanza: a oggi, il 40% degli italiani cerca località o informazioni su siti o blog di organizzazioni o strutture, soprattutto i più giovani. Quasi a pari merito la quota di chi legge recensioni online di altri turisti (39%) o che si affidano ai consigli di parenti o amici (35%). Una quota minore, ma comunque significativa, si affida invece ad articoli o riviste a tema viaggio e vacanze che capita di leggere (19%), soprattutto i Boomers.

Scegliere l’Italia per sostenere la ripresa

Tra gli italiani che quest’estate si sposteranno per andare in vacanza l’85% dichiara che resterà in Italia, a supporto del fatto che il contesto pandemico è un forte driver d’influenza nella scelta della tipologia di vacanza. Se infatti per il 26% viaggiare in Italia è una consuetudine consolidata già prima della pandemia, il 53% lo fa per sostenere l’economia italiana, o perché crede che sia un’opportunità per conoscere il nostro Paese. E ancora, il 36% ammette che rimanere in Italia è un modo per fare una vacanza più semplice e rilassante rispetto ad andare all’estero, tanto che il 33% si sente più sicuro a rimanere entro i nostri confini a causa della situazione instabile. Solo il 9% vive il fatto di rimanere in Italia come “una costrizione”, una quota che però sale tra i giovanissimi (19%), evidentemente più spinti dalla voglia di recarsi all’estero.

 

La pandemia rallenta il mercato delle acque minerali

Il settore italiano delle acque minerali è una delle eccellenze del food & beverage italiano. Lo dimostrano i tassi di crescita delle vendite all’estero: secondo l’Osservatorio Nomisma delle acque minerali e termali, il Mineral Water Monitor, tra il 2010 e il 2019 l’export di acque minerali italiane è raddoppiato a valore: +101%. Dopo quasi dieci anni di crescita ininterrotta l’export però ha subito una battuta d’arresto, registrando una contrazione pari all’11%. A rallentare però è anche il mercato interno: la pandemia da Covid-19 ha infatti mutato il modello di consumo degli italiani, portando al crollo delle vendite nel canale Horeca, la stazionarietà delle vendite nella Gdo, e al contempo, al raddoppio del giro d’affari dell’e-commerce.

Francia, Fiji e Georgia i competitor, Usa e Francia i principali importatori

Se l’Italia si posiziona al secondo posto tra i Paesi esportatori, con 539 milioni di euro di export nel 2020, tra i top exporter mondiali ci sono anche la Francia, al primo posto (651 milioni), le Fiji (121 milioni nel 2019), e la Georgia (101 milioni). Quanto all’export, negli ultimi anni l’Italia ha accresciuto la propria quota di mercato, confermando la leadership soprattutto negli Stati Uniti, dove detiene un market share del 41%, grazie soprattutto all’export di acqua minerale frizzante. Gli altri principali importatori delle acque del Bel Paese sono la Francia, dove detiene una quota di mercato dell’84%, la Germania, la Svizzera e il Regno Unito.

La situazione sul mercato interno

Secondo i dati NielsenIQ, partner Nomisma nell’Osservatorio, il 2020 si è chiuso con una stazionarietà nel settore della Gdo, che sul fronte dei valori registra un calo delle vendite pari a -0,2%, mentre su quello dei volumi registra un leggero incremento (+1,6%). Si riducono le vendite delle acque gassate (-1,3%) e lievemente gassate (-1,5%), mentre aumenta l’acquisto delle acque lisce (+1,8%), e delle effervescenti naturali (+5,0%), l’unica categoria che mostra un incremento delle vendite anche in valore (+5,6%). Quanto al canale Horeca, canale di riferimento soprattutto per le acque di fascia medio-alta e confezionate in vetro, le vendite stanno soffrendo particolarmente a causa delle chiusure (o dei limiti di orari) di bar e ristoranti, della riduzione dei flussi turistici e dell’incremento dello smart working, che porta le persone a ridurre le pause pranzo fuori dall’ufficio.

L’e-commerce raddoppia il giro di affari

Se la Gdo risulta stazionaria, non si può dire lo stesso del canale e-commerce, che in seguito al Covid, ha raddoppiato il giro di affari. Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la possibilità di ricevere la spesa direttamente a casa hanno fortemente incentivato le vendite online, tra il che tra il 2019 e il 2020 sono raddoppiate, sia in termini di quantità (+94,5%) sia in termini di volume (+92,5%). Tuttavia, il peso dell’e-commerce sull’off-trade (Gdo e retail) risulta ancora marginale, e rappresenta appena il 2% del totale.