Ampliare lo spazio percepito grazie agli specchi

Decorare con gli specchi gli ambienti domestici è oggi la chiave per regalare al tuo appartamento un tocco unico ed elegante. La parete ed il modo in cui lo specchio viene posizionato, ma soprattutto la tipologia di specchio, è fondamentale per ottenere l’effetto desiderato.

Sicuramente, gli spazi piccoli sono quelli che necessitano maggiormente della presenza di uno specchio, in quanto questo tende a migliorare l’illuminazione e la percezione dello spazio donando maggiore sensazione di ampiezza.

I vantaggi di decorare casa con gli specchi

Gli effetti ottici che è possibile ottenere grazie degli specchi non sono raggiungibili con altri tipi di elementi. Per questo motivo gli specchi devono essere installati nei punti giusti e possibilmente con una cornice che sia a tono con lo stile dell’ambiente stesso. Uno specchio è dunque una soluzione in grado di apportare maggiore luminosità, moltiplicando la luce che entra dalla finestra e diffondendola nell’intera stanza. È possibile anche posizionare gli specchi su entrambi i lati della finestra in maniera tale da far ulteriormente diffondere la luce all’interno anche laddove quella naturale non arriva.

Gli specchi di design inoltre possono far sembrare più grandi anche gli spazi più piccoli. Grazie alle loro caratteristiche uniche ed eleganza che li contraddistingue, questi elementi sono in grado di rendere più profondo ogni ambiente grazie anche alla possibilità di installarli con l’inclinazione da noi preferita.

Grande possibilità di scelta

Oggi sul mercato esistono veramente diversi tipi di specchi di ogni forma e dimensione, per cui non sarà difficile trovare quello che maggiormente si adatta sia alle tue necessità di spazio che allo stile dei mobili esistenti all’interno dell’ambiente in cui intendi collocarlo. In alternativa è possibile posizionare i tuoi specchi anche all’interno di ambienti quali scale, bagni e cucina, usufruendo al tempo stesso della loro grande versatilità è utilità.

Funzionamento e impiego degli spettrometri

Uno spettrometro è uno strumento indispensabile per l’analisi di materiali e metalli. Grazie a questo importante strumento è possibile combinare accuratezza ed efficienza con tempistiche di lavorazione davvero veloci.

I campi di applicazione di uno spettrometro

Uno spettrometro offre una vasta possibilità di campi di applicazione: esso può essere adoperato per misurazioni all’interno dell’area in cui avviene la produzione, direttamente in un cantiere o in qualsiasi altro luogo. Il passaggio da un luogo all’altro e l’eventuale cambio di temperatura non sono un problema per questo tipo di strumento, grazie alla termocamera stabilizzata di cui sono dotati, ed inoltre è necessaria una sola persona per il trasporto ed il funzionamento dell’intera attrezzatura.

Grazie ai moderni spettrometri commercializzati da Optoprim è possibile ottenere analisi di alta precisione ed un controllo rapido delle sostanze che compongono un determinato materiale. Ogni spettrometro è progettato per un particolare tipo di utilizzo, e per ogni attività di analisi c’è a disposizione l’attrezzatura più adeguata per ottenere l’analisi desiderata in breve tempo.

Uno strumento in grado di migliorare la qualità del lavoro

Parliamo di un prodotto che consente dunque di migliorare notevolmente la qualità del prodotto finito, grazie alle tecniche di misura e analisi che consentono di riuscire facilmente a identificare e classificare composti in materiali di ogni tipo, siano essi organici o meno.

Sul sito di Optoprim puoi visionare diversi modelli di spettrometri, camere iperspettrali e sorgenti di luce in base a quelle che sono le tue necessità. L’azienda, operativa dal 1994, offre supporto ai propri clienti e aiuta ad individuare quella che è l’attrezzatura tecnologica più opportuna in base alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare.

Tra i prodotti di questa nicchia, sul sito ufficiale Optoprim è possibile visionare spettrometri AOTF per analisi di processo, camere spettrali, sorgenti di luce, spettrometri palmari per illuminotecnica e diverse altre tipologie di spettrometri ottici, tra i quali certamente non sarà difficile individuare quello maggiormente in grado di soddisfare le proprie necessità.

La Wellness Suite dell’ Over Motel

La camera Wellness Suite dell’ Over Motel è la soluzione perfetta per chi ha voglia di rilassarsi e di usufruire dei servizi di una SPA senza dover condividere con altre persone questo momento così intimo, se non con il proprio partner. Questa magnifica stanza infatti, dispone di un hammam privato che è il modo perfetto per trovare il giusto benessere e farsi coccolare dal calore del vapore acqueo e dal benessere che questo ambiente è in grado di regalare. La camera dispone inoltre di una bellissima piscina idromassaggio a 4 posti ed un solarium.

Si tratta di servizi che sono interni alla camera e per questo da non condividere con gli altri ospiti dell’hotel. Parliamo dunque della camera perfetta per concedersi quella parentesi di benessere e relax che si desidera da tanto tempo, all’interno di un ambiente assolutamente moderno, elegante e nel quale la privacy dei clienti viene sempre rispettata, in ogni momento, perché ciò che è importante per i clienti lo è ancora di più per la direzione di questo importante motel Monza.

I clienti hanno a disposizione anche un ampio parcheggio con box privato con accesso adiacente alla propria camera. In questa maniera dunque, i signori clienti potranno accedere alla propria camera parcheggiando la propria automobile proprio nei pressi dell’ingresso della stessa e utilizzare l’apposita tenda motorizzata per chiudere alla vista e dunque ottenere una privacy assoluta. La camera dispone inoltre di connessione WiFi gratuita, ambiente insonorizzato, domotica, minibar gratuito, cassaforte, TV digitale e aria condizionata. C’è davvero tutto dunque per trascorrere una parentesi di piacevole benessere usufruendo di una struttura moderna in grado di offrire servizi d’alto profilo. Per prenotare una camera o per richiedere informazioni direttamente al personale dell’ Over Motel è possibile contattare il recapito telefonico 0395973862.

Idee per illuminare il corridoio con le strisce led

Gli italiani sembrano aver scoperto il piacere di una illuminazione ben distribuita ed omogenea all’interno di tutti gli ambienti di casa, ed il che lo si denota dal grande interesse che gira attorno alle strisce led. Grazie a questa ottima soluzione, è certamente possibile ottenere una luce più intensa e soddisfacente rispetto quella offerta dalle vecchie lampade ad incandescenza, ma soprattutto più economica ed in grado di rispettare l’ambiente. In particolar modo, uno degli ambienti di casa tipicamente trascurato dal punto di vista dell’illuminazione è il corridoio: questa zona che collega le differenti aree di un appartamento è bene sia sufficientemente illuminata per consentire sempre di potersi muovere in sicurezza, e che possa in qualche modo “guidare” il visitatore rendendo più piacevole la propria permanenza o passaggio.  Le soluzioni a disposizione degli utenti sono davvero tante e ne approfittiamo per ricordare le due più adottate e certamente in grado di offrire risultati concreti.

La prima soluzione per illuminare il corridoio con le strisce led è quella di applicare delle strisce led rivolte verso il soffitto, magari da abbinare ad un portalampade adatto. La luce riflessa sul tetto si distribuirà in maniera uniforme e gradevole all’interno di tutto il corridoio, illuminandolo in maniera ottimale e conferendogli uno stile particolarmente moderno. In alternativa è possibile montare delle strisce led direttamente sul soffitto, come a creare un’unica striscia luminosa, o affiancare una seconda striscia nel caso in cui il corridoio sia particolarmente lungo e spazioso. Per migliorare l’impatto estetico, è possibile installare due ulteriori strisce led all’altezza dello zoccoletto, il che permette di conferire maggiore eleganza a tutto l’ambiente. Su lucefaidate.it trovi le strisce led che fanno al caso tuo, con tutta la possibilità di scelta per quel che riguarda intensità e colore della luce, nonché lunghezza della striscia che potrai tagliare a piacimento.

Lo spogliatoio della palestra, da servizio a business

 

Mai pensare che lo spogliatoio della palestra sia solo un luogo di passaggio o di servizio, uno spazio dove le persone si cambiano e basta. Nel corso del tempo, gli imprenditori più smart del settore del fitness hanno capito benissimo che lo spogliatoio è uno dei locali ai quali i clienti sono più attenti. Addirittura, spesso i frequentatori di palestre trascorrono più tempo tra queste mura che tra macchine, pesi, attrezzi o corsi. Un ambiente che dovrebbe essere, alla fine delle sedute di fitness, il luogo eletto per il comfort e le chiacchiere tra clienti. Che sicuramente commentano qui pregi e difetti della palestra stessa.

Spogliatoio, mai più senza…

Diversi sono gli aspetti che dovrebbero contraddistinguere uno spogliatoio di qualità, capace di comunicare al cliente piacevolezza e benessere. I principali elementi sono: pulizia, ambiente, comodità e funzionalità. Vediamo queste voci una per una.

Pulizia

Chi mai vorrebbe trovarsi svestito in un ambiente che comunica scarsa igiene? Nessuno, ovviamente. Ecco perché è importante che lo spogliatoio sia sempre ben areato e privo di cattivi odori, oltre che immacolato e ordinato. Anche se semplice, il locale dove ci sia cambia dovrebbe avere piani di appoggio, come delle panche facili da pulire, e armadietti perfettamente funzionanti e puliti. A maggior ragione la regola vale nei bagni e nelle docce: è fondamentale che l’igiene sia la priorità di ogni gestore.

Ambiente

Inutile investire in attrezzi e macchine nuove se gli spogliatoi cadono a pezzi. E’ questo il primo biglietto da visita per il cliente e l’ultimo ricordo prima di andare a casa. Meglio rinunciare a un set di pesi scintillante a favore di una sistemata del locale dove gli utenti si cambiano e si lavano.

Comodità

A seconda delle dimensioni della palestra e del numero di clienti vanno ben considerate anche le dimensioni dello spogliatoio e dei relativi bagni. Non dovrebbe, se possibile, formarsi la coda alle docce e agli asciugacapelli. Proprio per questo, conviene scegliere dei phon ultraveloci, che richiedono la metà del tempo rispetto a quelli standard. Eccellenza del settore sono gli asciugacapelli da parete Machflow, di produzione esclusiva Mediclinics. Si tratta di un apparecchio dalla linea ergonomica e di dimensioni contenute, però dotato di tubo estensibile fino a 2 metri, altissima potenza (velocità dell’aria fino a 200 km/h) e possibilità di regolazione automatica di della potenza del flusso d’aria. A tutto questo si aggiunge la resistenza attivabile con un interruttore on/off, un consumo di soli max 1000 W, certificati di sicurezza internazionali e il funzionamento automatico. Senza trascurare il design, perché in uno spogliatoio anche gli accessori devono essere non solo pratici (e anti atti vandalici) ma anche belli a lungo nel tempo. Già, perché gli asciugacapelli Machflow sono in vero acciaio inox, anche nella versione bianca, e quindi non temono ossidazione e ruggine.

Funzionalità

Il tempo è denaro, anche per chi frequenta una palestra. Via libera quindi a tutto quello che può far risparmiare minuti preziosi ai clienti e magari anche parte del budget al gestore. Si quindi ad asciugamani elettrici, che non richiedono ricambi e forniture continue come invece quelli di carta, e sì a dispenser per sapone e shampoo, così da non ritrovarsi bottigliette vuote o saponette abbandonate. In questo modo la funzionalità diventa non solo una scelta estetica, ma anche una strada verso la sostenibilità.

La pandemia rallenta il mercato delle acque minerali

Il settore italiano delle acque minerali è una delle eccellenze del food & beverage italiano. Lo dimostrano i tassi di crescita delle vendite all’estero: secondo l’Osservatorio Nomisma delle acque minerali e termali, il Mineral Water Monitor, tra il 2010 e il 2019 l’export di acque minerali italiane è raddoppiato a valore: +101%. Dopo quasi dieci anni di crescita ininterrotta l’export però ha subito una battuta d’arresto, registrando una contrazione pari all’11%. A rallentare però è anche il mercato interno: la pandemia da Covid-19 ha infatti mutato il modello di consumo degli italiani, portando al crollo delle vendite nel canale Horeca, la stazionarietà delle vendite nella Gdo, e al contempo, al raddoppio del giro d’affari dell’e-commerce.

Francia, Fiji e Georgia i competitor, Usa e Francia i principali importatori

Se l’Italia si posiziona al secondo posto tra i Paesi esportatori, con 539 milioni di euro di export nel 2020, tra i top exporter mondiali ci sono anche la Francia, al primo posto (651 milioni), le Fiji (121 milioni nel 2019), e la Georgia (101 milioni). Quanto all’export, negli ultimi anni l’Italia ha accresciuto la propria quota di mercato, confermando la leadership soprattutto negli Stati Uniti, dove detiene un market share del 41%, grazie soprattutto all’export di acqua minerale frizzante. Gli altri principali importatori delle acque del Bel Paese sono la Francia, dove detiene una quota di mercato dell’84%, la Germania, la Svizzera e il Regno Unito.

La situazione sul mercato interno

Secondo i dati NielsenIQ, partner Nomisma nell’Osservatorio, il 2020 si è chiuso con una stazionarietà nel settore della Gdo, che sul fronte dei valori registra un calo delle vendite pari a -0,2%, mentre su quello dei volumi registra un leggero incremento (+1,6%). Si riducono le vendite delle acque gassate (-1,3%) e lievemente gassate (-1,5%), mentre aumenta l’acquisto delle acque lisce (+1,8%), e delle effervescenti naturali (+5,0%), l’unica categoria che mostra un incremento delle vendite anche in valore (+5,6%). Quanto al canale Horeca, canale di riferimento soprattutto per le acque di fascia medio-alta e confezionate in vetro, le vendite stanno soffrendo particolarmente a causa delle chiusure (o dei limiti di orari) di bar e ristoranti, della riduzione dei flussi turistici e dell’incremento dello smart working, che porta le persone a ridurre le pause pranzo fuori dall’ufficio.

L’e-commerce raddoppia il giro di affari

Se la Gdo risulta stazionaria, non si può dire lo stesso del canale e-commerce, che in seguito al Covid, ha raddoppiato il giro di affari. Le restrizioni agli spostamenti durante il lockdown e la possibilità di ricevere la spesa direttamente a casa hanno fortemente incentivato le vendite online, tra il che tra il 2019 e il 2020 sono raddoppiate, sia in termini di quantità (+94,5%) sia in termini di volume (+92,5%). Tuttavia, il peso dell’e-commerce sull’off-trade (Gdo e retail) risulta ancora marginale, e rappresenta appena il 2% del totale.

La vacanza in villa di pregio piace soprattutto ai lombardi

Il comparto delle vacanze di lusso nel 2020 ha reagito meglio alle difficoltà del mercato rispetto alla totalità del settore turistico, con un del -25% rispetto al generale -68,6%. Nell’anno della pandemia a optare maggiormente per questa soluzione sono stati i lombardi. Circa il 45% di coloro che hanno scelto l’affitto breve di una villa o di un casale di pregio per le vacanze proviene infatti dalla Lombardia, per un totale di 510 prenotazioni. A scattare la fotografia di questo trend è Emma Villas, società attiva nel settore del vacation rental, che ha fornito i dati del proprio osservatorio attraverso un campione rappresentativo di 30.000 ospiti all’anno e 430 immobili gestiti in esclusiva.

Le destinazioni più gettonate? Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna

“Se nel 2019 gli italiani a scegliere questo tipo di vacanze rappresentavano solo poco più del 13% del totale, nel 2020 circa il 54% delle prenotazioni sono state confermate da italiani – spiega Giammarco Bisogno, presidente e ceo di Emma Villas -. A fare da traino nella passata stagione sono state la Toscana, in cui nel campione osservato sono state 1.600 le settimane prenotate, l’Umbria, con oltre 500 settimane, le Marche e l’Emilia Romagna con circa 200 settimane”.

L’Osservatorio di Emma Villas evidenzia anche come i lombardi che hanno deciso di affidare la propria villa per l’affitto breve sono circa il 5% del totale, con più del 76% che risiede a Milano.

Nel 2020 oltre 2.200 prenotazioni per oltre 3.200 settimane prenotate

Tra i lombardi che concedono in affitto i loro immobili circa il 43% ha un immobile in Toscana, il 19% in Lombardia, il 14% in Liguria, il 10% in Sardegna e il resto nelle Marche, in Umbria e in Piemonte. Nel 2020, nonostante la crisi, Emma Villas ha registrato oltre 2.200 prenotazioni in ville, appartamenti di pregio e casali con piscina privata, per un totale di oltre 3.200 settimane prenotate in 14 regioni italiane. La formula prevede una gestione in esclusiva delle ville di pregio, riporta Askanews. garantendo un reddito annuo ai proprietari e sollevandoli dall’onere della gestione operativa dell’immobile.

Un modello vincente anche in un anno di crisi

“Questo modello ci ha permesso di incrementare le acquisizioni di proprietà del 10% circa anche in un anno di crisi come il 2020, e siamo fiduciosi che anche nel 2021 manterremo un trend di crescita delle acquisizioni – prosegue Bisogno -. Oggi i dati ci dicono che più della metà degli italiani sta già pianificando una vacanza nel corso dell’anno e che un cliente italiano su due, tra quelli che abbiamo ospitato nel 2020, ha già chiesto informazioni sulle nostre proprietà almeno per una settimana di soggiorno anche per il 2021. Siamo convinti che quando la campagna vaccinale avrà dato i risultati auspicati e anche i nostri clienti stranieri torneranno a viaggiare con totale serenità, il giro d’affari tornerà quello precedente alla pandemia se non superiore”.

 

Aziende farmaceutiche, gli italiani le promuovono

Le aziende farmaceutiche sono viste bene o male dai cittadini italiani? Tutto sommato, nella percezione dell’opinione pubblica se la cavano con un’ampia sufficienza, tanto che 7 nostri connazionali su 10 le promuovono. Per esplorare più nel dettaglio il rapporto fra italiani e aziende farmaceutiche, Alnylam Pharmaceuticals ha realizzato con la collaborazione di Quorum/YouTrend l’indagine ‘L’industria farmaceutica. Conoscenze, percezioni dopo un anno di pandemia’. Il voto? Un bel 7, con un’opinione complessivamente positiva da parte degli utenti.

Bene comune o profitto?

Ecco qualche percentuale interessante emersa dalla ricerca, condotta attraverso oltre 1.500 interviste per esplorare il sentiment generale sulle imprese del farmaco. Emerge che il 71,8% ha un’opinione positiva delle aziende farmaceutiche soprattutto perché consapevoli degli investimenti in ricerca e sviluppo (35,2%) e perché convinti che le industrie producano farmaci affidabili e sicuri (32,1%). La percezione di chi ha espresso un’opinione negativa (21,6%), invece, è legata al pensiero che le aziende farmaceutiche guardino prima di tutto al profitto (81,3%) e che manchino di responsabilità sociale (44,7%).

Gli italiani non sanno proprio tutto

La nota che accompagna l’indagine esplora anche il rapporto fra spesa sanitaria nazionale e spesa farmaceutica, evidenziando però che solo poco più della metà degli intervistati (50,7%) è a conoscenza che il prezzo dei farmaci in Italia è stabilito da una negoziazione tra le aziende farmaceutiche e Agenzia italiana del farmaco (Aifa), una percentuale leggermente maggiore (+6,6%) rispetto a quanto emerso nel 2019. In particolare, gli italiani continuano a sovrastimare in larga maggioranza (54,6%) l’incidenza del costo dei farmaci sulle spese del Servizio sanitario nazionale, ritenendola ben superiore al reale 20% circa del Fondo sanitario nazionale (+4,3% rispetto al 2019). “Una percezione generica di spesa fuori controllo, che permane a fronte di un’insufficiente conoscenza del contesto, oltre che di preconcetti sedimentati”, è l’analisi dei promotori dell’indagine. Ancora – rilevano – in Italia non è ancora così diffusa la consapevolezza dell’esistenza di diverse tipologie di farmaci che, proprio perché differenti e frutto di investimenti specifici in Ricerca e Sviluppo, hanno un valore e un costo diverso per cittadini e Ssn. Meno del 30% del campione, per esempio, sa cos’è un farmaco orfano e appena poco più del 50% comprende cosa significa farmaco innovativo.

I preconcetti, anche sui vaccini

“Oggi si parla moltissimo di vaccini a mRna, anticorpi monoclonali e più in generale di terapie innovative – ha dichiarato ad Adnlkronos Massimo Bertelli, GM Alnylam Italia – soprattutto a fronte di un nuovo e più ampio concetto di autodeterminazione della cura. Altrettanto chiaramente emerge però come l’interesse verso questi argomenti sia minato da preconcetti, ovvero come ancora manchi una reale volontà di comprendere appieno le dinamiche del mondo farmaceutico e più in generale del mondo salute. E’ tuttavia confortante sottolineare che lo stesso campione oggetto della ricerca, messo a conoscenza dei meccanismi in essere di controllo della spesa sanitaria e negoziazione del prezzo dei farmaci, cambia atteggiamento verso il settore”.

Il decision tree e le scelte dei consumatori al momento dell’acquisto

Quali sono gli elementi considerati dai consumatori quando devono acquistare un prodotto? Soprattutto convenienza e qualità, che si contendono i primi due posti nella classifica delle considerazioni da parte dei consumatori. È quanto emerge dal focus sullo shopper decision tree dell’ultimo European Opinion Tracker, condotto da BVA Doxa su un campione rappresentativo della popolazione italiana, francese e inglese. Secondo il focus emergono alcune differenze nel confronto con Francia e Regno Unito. Se, ad esempio, per l’acquisto di prodotti alimentari gli italiani pongono molta attenzione alla qualità del prodotto (54%) e alla sua origine (35%), in Francia si pone meno attenzione alla qualità del prodotto (-9% rispetto all’Italia), e in UK alla sua origine (-14%). Quello che però viene più considerato in UK rispetto all’Italia è il packaging della confezione, considerato dal 14% degli inglesi, ma dal 9% degli italiani.

Convenienza vs qualità e social responsibility

Le piattaforme di intrattenimento come Netflix, Amazon Prime, Sky, Disney+ hanno conosciuto un aumento degli abbonati e della frequenza di utilizzo. Ma a quali elementi dare importanza quando si tratta di scegliere il servizio a cui abbonarsi? In questo caso le offerte convenienti sono importanti per il 39% degli italiani, ma solo per il 26% degli inglesi. I consumatori italiani, però, danno grande importanza anche alla qualità del servizio (35%). Emerge poi un dato nuovo rispetto ad altre categorie di prodotto: il 10% è attento alla social responsibility, ovvero l’attenzione dell’azienda alle tematiche importanti per la società.

Sconti e promozioni, ma anche brand e origine del prodotto

La qualità del prodotto viene presa in considerazione dagli italiani anche quando si tratta di acquistare abbigliamento o accessori: il 44%, infatti, lo considera un criterio importante, contro il 32% dei francesi, che risultano più interessati a sconti o promozioni (40%), e ancor meno degli inglesi (23%). Il brand è invece considerato importante senza distinzioni significative tra i tre Paesi. La qualità del prodotto viene di nuovo menzionata anche nel caso di acquisto di prodotti per la cosmesi e la cura della persona (45%), ma qui il brand acquista una maggiore importanza, salendo al 30%. Il motivo potrebbe essere legato a un altro criterio che emerge per questa categoria, l’origine del prodotto, che viene considerato dal 24% degli italiani (+10% rispetto agli inglesi).

Design e qualità del servizio

Quanto all’acquisto di mobili e accessori per gli ambienti domestici, la qualità del prodotto viene presa in considerazione dal 36% degli italiani (27% francesi), le offerte convenienti dal 31% (21% inglesi), ed emerge anche l’aspetto del prodotto, il design, considerato più che in altre categorie, dal 21% degli italiani. Sempre nell’ambito domestico, interessanti sono i criteri menzionati per l’acquisto di elettrodomestici, dove le offerte convenienti risultano importanti per il 33% degli italiani e il 37% dei francesi. La novità rispetto alle altre categorie è l’importanza data alla qualità del servizio di assistenza, che per il 19% degli italiani fa la differenza.

Nel 2020 la domanda di lavoro è in calo del -30%

Circa 1,4 milioni di contratti di lavoro in meno, inclusi quelli stagionali e di collaborazione. Nel 2020 la crisi da Covid-19 ha frenato i programmi di assunzione delle imprese, generando un calo del 30% rispetto al 2019. La flessione dei piani di assunzione ha toccato un po’ tutti i settori industriali, ma è stata più marcata nella filiera dell’accoglienza e della ristorazione, con un -40,7% per gli ingressi previsti, e in alcuni comparti di punta del Made in Italy, come la moda (-37,9%). Lo evidenzia il Bollettino 2020 del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, che ha eseguito il monitoraggio annuale dei flussi di entrata nelle imprese e delle competenze richieste dal mercato del lavoro.

Le imprese rispondono introducendo cambiamenti difficilmente reversibili

Secondo i dati Unioncamere flessioni più contenute si registrano nel settore delle costruzioni (-15,9%), nella sanità e nei servizi sociali privati (-17,1%), e nella filiera agro-alimentare (-19,7%). Nonostante la contrazione dell’occupazione, sale però al 30% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati (contro il 26% del 2019) a causa della mancanza di candidati o della preparazione inadeguata degli stessi.

“La domanda di lavoro pianificata nel 2020 dalle imprese con dipendenti, pari a 3,2 milioni di unità, riflette dunque gli effetti della grave crisi pandemica, a cui le imprese hanno risposto introducendo cambiamenti difficilmente reversibili e innescando un’accelerazione anche in diversi aspetti della trasformazione digitale”, spiega Unioncamere.

Investire sulla trasformazione digitale

A quanto risulta dal report di Unioncamere, poi, oltre 4 imprese su 10 che hanno investito in trasformazione digitale hanno puntato sulle modifiche dei modelli di business, con l’adozione di strumenti di digital marketing nel 16% dei casi in più rispetto al periodo pre-Covid. Aumentano poi le aziende che hanno puntato sulle innovazioni organizzative, con l’ampia diffusione nell’utilizzo dello smart working (+17%), o sotto l’aspetto prettamente tecnologico, con l’acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics (+10%).

Puntare su figure sempre più specializzate

Saranno quindi proprio le competenze digitali, richieste al 60,4% dei profili ricercati nel 2020, uno dei principali driver su cui faranno leva le imprese per gestire la fase di recupero che si aprirà nei prossimi mesi. Per 8 posizioni di lavoro su 10 sono state poi richieste competenze green, che costituiscono un altro fattore strategico di competitività a livello trasversale. In ogni caso, riporta Adnkronos, per affrontare la complessità delle sfide in atto le imprese puntano su figure più specializzate, per le quali nel 67,7% dei casi viene richiesta esperienza.

Imprese del commercio online, +15,5% in sei mesi

Con l’accelerazione dell’e-commerce sulla spinta dall’emergenza sanitaria, molte imprese del commercio che prima della pandemia non utilizzavano il canale online hanno iniziato a vendere su internet. Tra aprile e ottobre 2020 sono state infatti più di 3.600 le aziende di questo settore ad avere aperto un canale online di vendita. Poter continuare a operare anche in questo momento di difficoltà ha fatto registrare in sette mesi una crescita del +15,5% di aziende presenti sul web: se complessivamente a marzo 2020 erano 23.386 a ottobre sono arrivate a quota 27.007. Si tratta della fotografia scattata da Unioncamere attraverso l’osservatorio dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio, sulla base dei test sulla maturità digitale effettuati dalle imprese italiane e i dati del Registro delle imprese.

Le Pmi dotate di strumenti per l’e-commerce sono aumentate di 4 punti percentuali

Secondo Unioncamere tra maggio e settembre 2020 nel complesso quasi un’impresa italiana su tre si è equipaggiata tecnologicamente per le vendite e i pagamenti sul web. Più in particolare, dopo la prima fase di lockdown le Pmi che si sono dotate di strumenti per l’e-commerce sono aumentate di 4 punti percentuali, arrivando al 27% contro il 23% dello stesso periodo del 2019. Sono invece aumentate di 5 punti percentuali le Pmi che si sono equipaggiate per l’e-payment, passando dal 31% al 36%.

La adozione di tecnologie abilitanti è più rapida in Friuli Venezia Giulia

A livello regionale, la rincorsa verso l’adozione di queste tecnologie abilitanti per la vendita online appare più veloce in Friuli Venezia Giulia (+ 27 punti percentuali), seguita dalla Puglia (+19 punti percentuali) e dalla Basilicata (+ 22 punti percentuali). Ed è ancora il Friuli Venezia Giulia a smarcarsi nettamente rispetto alla media per l’adozione di sistemi di e-payment, registrando nel periodo tra maggio e settembre 2020 una crescita di +30 punti percentuali.

I livelli di digitalizzazione più evoluti li raggiunge il Trentino Alto Adige

Per facilitare il ricorso allo smartworking da marzo ad aprile 2020 anche l’adozione di strumenti di cloud da parte delle imprese ha registrato un boom, salendo di +11 punti percentuali, così come quella di sistemi per la cybersecurity (+ 3 punti percentuali). Questa accelerazione verso l’economia 4.0 si inserisce all’interno di un cammino di crescita intrapreso dalle imprese italiane negli ultimi tre anni. In questo caso, a guidare la classifica nazionale per i livelli di digitalizzazione più evoluti delle Pmi è il Trentino Alto Adige, riporta Italpress.

Come si viaggerà in futuro? I 7 trend per il 2021

Come saranno i viaggi nel 2021? Nonostante il coronavirus, i viaggi in famiglia sono in cima alla lista dei desiderata per gli italiani, così come le vacanze on the road, preferite a quelle tradizionali. Ma il perdurare della pandemia sta rendendo i periodi di vacanza più flessibili, anche grazie a una diversa organizzazione del lavoro, agevolata dallo smartworking. Inoltre, le famiglie prevedono di prendere maggiori precauzioni rispetto al passato, soprattutto facendo più caso alle politiche di cancellazione e rimborso (42%), prestando maggiore attenzione alla pulizia di un alloggio (39%), e prenotando più last minute (28%).  La prima edizione del Travel Trend Report 2021,Vrbo, esperto di case vacanza per famiglie, rivela quali saranno le 7 tendenze di viaggio per il 2021, che in generale sarà all’insegna di una maggiore attenzione alla sicurezza.

Sicurezza e Flexcation

A causa delle tante incertezze causate dalla pandemia le famiglie italiane vogliono avere maggiore controllo su tutti gli aspetti che riguardano il viaggio, dalla pianificazione fino al modo in cui arrivare nella destinazione (trend 1). La pandemia ha però generato nei viaggiatori la cosiddetta Flexcation (trend 2), ovvero, la vacanza unita allo smartworking. Dopo un anno difficile di permanenza forzata in casa e vacanze annullate la voglia di viaggio è più forte che mai. E quando sarà di nuovo possibile viaggiare, le famiglie sono disposte a farlo più frequentemente, e a intraprendere finalmente il viaggio della vita, quello per troppe volte rimandato (trend 3).

Voglia di evasione, budget più alto, e spazi più ampi

Per molti, quando sarà possibile tornare a viaggiare, il must è chiudere il cerchio e andare finalmente nella stessa destinazione scelta “prima” della pandemia (trend 4). Un po’ tutti però hanno più che mai voglia di evasione, e sognano un’avventura a contatto con la natura (trend 5), a costo di spendere una cifra più elevata per le proprie vacanze. Il budget per il viaggio del futuro stanziato dalle famiglie nel 2021 sarà infatti più alto del solito (trend 6).  Ma anche se le famiglie sono pronte a viaggiare di nuovo sono attente alle misure di distanziamento sociale. Avere a disposizione uno spazio più ampio è quindi un’esigenza per chi viaggia nell’era Covid, anche se con la famiglia ristretta (trend 7).

Le mete più ricercate per l’anno prossimo

Le mete italiane più ricercate dai viaggiatori italiani di Vrbo tra gennaio-agosto 2020 per soggiorni prenotati nel 2021 sono state la provincia di Trento e il Sud Tirolo, la provincia di Sassari e il sud della Sardegna, la provincia di Lecce, la Puglia e la Valle D’Aosta, la provincia di Belluno e il Veneto. Le mete estere più ricercate sono state invece le Isole Baleari, la Spagna, le Isole dell’Egeo Meridionale, la Grecia, le Isole Canarie e la Spagna. Insomma, per chi sogna di viaggiare all’estero il mare resta la meta preferita, mentre per i viaggi in Italia la destinazione più gettonata è la montagna.

 

 

Le Stories debuttano anche su Linkedin

Anche LinkedIn, il social destinato al mondo professionale, si dà alle Storie. Esattamente come Instagram, pure il social “serio” fa debuttare il nuovo format, destinato agli oltre 200 milioni di iscritti nel mondo (di cui 14 in Italia). Disponibile anche in Italia, questa opportunità funziona come per gli altri social media: si possono perciò condividere storie con foto e video della durata massima di 20 secondi, che resteranno visibili per 24 ore sul proprio profilo. L’opzione è disponibile per l’app mobile. Le storie possono essere personalizzate con testo, tag e adesivi a tema, e sarà possibile avviare una conversazione tramite la funzione “Domanda del giorno” (“Question of the Day”).

Obiettivo? Aumentare l’engagement

Ma perché LinkedIn ha ceduto alle Stories? Probabilmente a seguito del lockdown, che ha costretto un po’ tutti a sovrapporre vita personale e professionale, senza nette distinzioni. “Rimanere connessi, a livello personale e professionale, non è mai stato così importante come ora” ha dichiarato all’Agi Michele Pierri, News Editor di LinkedIn Italia, “Durante il lockdown i nostri membri hanno utilizzato LinkedIn per tenersi in contatto con colleghi e altre persone sia per cercare consigli, che per trovare nuove opportunità, o semplicemente per tenersi aggiornati. Vediamo le storie come una naturale continuazione di questa connettività più personale tra colleghi, e abbiamo già visto centinaia di migliaia di nuove conversazioni che si sono innescate tramite le storie”. Inoltre negli ultimi mesi il social professionale ha registrato una crescita del 55% su base annua delle conversazioni tra gli utenti, e un aumento del 60% relativo alla creazione di contenuti sulla piattaforma. Da qui la necessità di attivare le Stories, così da condividere il più possibile contenuti con altri format. Ma forse la piattaforma ha voluto sperimentare le Stories anche per incrementare il tempo medio di permanenza nonché per attirare un target più giovane e già abituato a utilizzare una modalità di comunicazione verticale.

In Italia la funzione è già attiva

La nuova opzione è disponibile dal mese di ottobre anche in Italia, dopo aver debuttato prima in Brasile, Australia, Emirati Arabi, Francia e Paesi Bassi. “Il formato Stories è ottimo per condividere momenti chiave di eventi di lavoro e lo stile narrativo full-screen semplifica la condivisione di consigli e trucchi per lavorare in modo più efficiente…” ha scritto sul blog ufficiale Pete Davis, head of content products di LinkedIn. “Non vedo l’ora di scoprire come le storie renderanno più creativo e autentico il modo in cui gli utenti condividono la loro vita lavorativa, in modo che possano costruire e coltivare le relazioni necessarie in un’ottica di produttività e di successo professionale”.