Aziende

Dipendenti felici e fedeli? Sì, con training e flessibilità

Il mondo del lavoro cambia continuamente, complici anche le nuove tecnologie, e contestualmente cambiano le aspettative dei lavoratori. Quali sono, quindi, gli assetti strategici per un’azienda al fine di attrarre e mantenere i propri dipendenti? Gli esperti non hanno dubbi: il teorema del dipendente felice è dato dal giusto mix fra work life balance, smart working e formazione. Insomma, un buon equilibrio fra vita privata e lavoro. A fornire tutte questi indicazioni è il Job Confidence Index di PageGroup, società leader mondiale nel recruitment con i brand Page Executive, Michael Page e Page Personnel, che ha evidenziato quali siano le motivazioni che spingono una persona a cambiare ambiente di lavoro. I dati elaborati dalla società, in seguito alla somministrazione di 660 questionari in Italia ai candidati per opportunità professionali, evidenziano infatti che solo il 35% dei lavoratori è soddisfatto del proprio work life balance.

Flessibilità e smart working sempre più desiderati

Quando  l’equilibrio tra vita personale e professionale non c’è, spesso si cerca una nuova occupazione più affine alle proprie esigenze. Il 91% degli intervistati in cerca di lavoro vuole trovare una realtà in cui il work life balance venga rispettato e il 45% vorrebbe usufruire dello smart working. Inoltre, il 90% è alla ricerca di orari flessibili per gestire al meglio le attività extra-lavorative. Se da un lato l’interesse è rivolto all’equilibrio e al benessere sul luogo di lavoro, dall’altro ci si concentra molto sulla formazione. Infatti, dal Confidence Index è emerso l’interesse del 90% degli intervistati nei confronti di training e corsi di aggiornamento erogati dell’azienda, e del 46% verso l’accrescimento delle competenze. E proprio la formazione è uno degli aspetti su cui le aziende dovrebbero concentrarsi di più per tenersi stretti i dipendenti migliori.

Uno scambio reciproco

“È bene sottolineare che i benefici prodotti dal work life balance e dall’aggiornamento costante dei dipendenti rappresentano un do ut des” spiega Pamela Bonavita, Senior Executive Director di PageGroup. “Infatti, un lavoratore sereno e stimolato renderà sempre meglio sul posto di lavoro. Offrire ai lavoratori una maggior flessibilità e un miglior rapporto qualità vita-lavoro è quindi importante per l’azienda che vuole ottenere risultati positivi. Anche la formazione altamente professionalizzante rappresenta un beneficio non solo per i dipendenti ma anche per le aziende stesse. Per questo, tutte le nostre Academy sono tenute da docenti esperti affiancati dai nostri selezionatori, che seguono i tecnici ed i professionisti partecipanti in location selezionate ad hoc in funzione di temi ed argomenti che vengono affrontati”.

Negozio fisico o ecommerce? Un italiano su tre preferisce ancora il punto vendita reale

Anche se gli acquisti effettuati tramite il nostro smartphone e il nostro PC sono all’ordine del giorno per la maggioranza degli italiani, esiste ancora uno “zoccolo duro” che preferisce il negozio reale. E non si tratta di una percentuale così ridotta: circa il 33%, vale a dire che un nostro connazionale su tre continua a prediligere un punto vendita fisica all’e-commerce. Però, anche chi manifesta una forte affezione al negozio desidererebbe dei punti vendita differenti: li vorrebbe infatti ecologici, umani e piacevoli,  con strumenti digitali che permettano di personalizzare i prodotti e aiutino a risparmiare tempo, sfruttando alcuni dei vantaggi del canale online come punti di ritiro e servizi di consegna. L’identikit del negozio auspicato e futuribile è il frutto di uno studio Ipsos commissionato da Axis Communications, azienda specializzata nella videosorveglianza di rete.

Canali complementari, non nemici

Il canale di vendita digitale e quello reale nono sono poi così lontani nel cuore degli italiani. La ricerca mette in luce che per il 57% degli intervistati il negozio fisico e il sito internet sono complementari, mentre il 33% preferisce il negozio fisico e solo un 10% che predilige fare acquisti online. Il negozio fisico viene apprezzato per la possibilità di vedere e provare il prodotto (85%) e per la consulenza fornita dal personale di vendita (79%). Spiega il coesistere di questi due mondi Michela Zarino direttore Ricerca Market Strategy & Understanding di Ipsos: “Nonostante l’e-commerce sia assolutamente in crescita e lo sarà anche negli anni successivi, il punto vendita fisico continua ad avere un ruolo centrale, e gli shopper iniziano a considerare online e offline come complementari, quindi come due alternative che hanno a disposizione a seconda di quelli che sono i loro bisogni e le loro attese”.

Il ruolo della tecnologia e del rapporto umano

Tecnologia ed esperienza “reale” dovranno imparare a convivere in maniera sempre più stretta. Tra i fattori da non sottovalutare c’è lo showrooming, cioè l’allestimento del negozio: per un giovane su tre rappresenta un momento di piacere e divertimento, mentre l’82% degli intervistati ritiene l’atmosfera del punto vendita un elemento importante e in 3 casi su 4 apprezza se durante lo shopping c’è una musica adatta al proprio gusto.

“La tecnologia che nel prossimo futuro avrà più impatto è sicuramente la musica e poter personalizzare le playlist in funzione dell’area vendita in cui mi trovo, compresi i camerini” ha commentato Pietro Tonussi, Business Development Manager di Axis Communications. “Questo porta a una customer experience, a un tempo speso all’interno del negozio migliore e più tempo viene trascorso un negozio più alte sono le probabilità di vendita”. In sintesi, il negozio del futuro dovrà garantire non solo una shopping experience, ma anche e soprattutto  una human experience dove accoglienza e contatto umano giocano un ruolo fondamentale.

Corso unghie a Milano

Sebbene la cura e l’interesse per l’abbellimento delle unghie si sia moltiplicato negli ultimi anni, è ancora difficile trovare manicure esperti che sappiano come eseguire correttamente questo tipo di trattamenti. Ciò significa che c’è grande richiesta sul mercato per tutti quegli operatori di manicure professionale che sono in grado di gestire correttamente ogni tipo di unghia e distinguersi per la qualità del proprio lavoro oltre che del risultato estetico raggiunto.

Il completamento del corso unghie e di manicure professionale proposto da Academia BSI a Milano, ti consentirà di lavorare autonomamente nel settore della manicure acquisendo le nozioni più importanti circa la crescita ungueale nonché dell’utilizzo delle più efficaci tecniche di ricostruzione.

Il corso unghie di Academia BSI a Milano

Con il suo corso di manicure professionale, Academia BSI ti formerà in tutto ciò che riguarda il trattamento delle mani: verrà infatti affrontato assieme agli alunni ogni aspetto che concerne l’anatomia delle unghie, le patologie di cui possono queste possono essere interessate ed approfondimenti sugli strumenti indispensabili da usare per lavorare in questo bellissimo settore, tra le altre cose.

Se desideri diventare un operatore di manicure professionale, con il corso “Manicure e nail art” di Academia BSI diventerai la professionista perfetta di cui oggi hanno bisogno centri di bellezza, centri benessere e studi di manicure, oltre che poter lavorare in maniera autonoma e avviarti ad una carriera piena di soddisfazioni applicando le ultime tendenze nella ricostruzione delle unghie e della nail art.

Cosa imparerai

Grazie a questo corso imparerai tutte le tecniche di base per eseguire la manicure e la nail art, riceverai una formazione che ti metterà in grado di  curare le unghie delle mani sempre nel modo corretto e più efficace, imparando tutto quel che ti serve sapere per lavorare rispettando la salute delle clienti. Inoltre verranno trasmesse le competenze specifiche che sono indispensabili quando si desidera scegliere in maniera appropriata colori, decorazioni, fantasie sempre nuove ed in grado di stupire. Studiare, fare pratica e acquisire conoscenze sono infatti delle basi imprescindibili per chi desidera iniziare una carriera legata all’estetica e alla bellezza.

Requisiti

Gli studenti che desiderano iscriversi a questo corso non è necessario che abbiano conoscenze preliminari nell’ambito della ricostruzione unghie e nail art, e possono per questo seguire con profitto le lezioni sin dall’inizio.

La Wellness Suite dell’ Over Motel

La camera Wellness Suite dell’ Over Motel è la soluzione perfetta per chi ha voglia di rilassarsi e di usufruire dei servizi di una SPA senza dover condividere con altre persone questo momento così intimo, se non con il proprio partner. Questa magnifica stanza infatti, dispone di un hammam privato che è il modo perfetto per trovare il giusto benessere e farsi coccolare dal calore del vapore acqueo e dal benessere che questo ambiente è in grado di regalare. La camera dispone inoltre di una bellissima piscina idromassaggio a 4 posti ed un solarium.

Si tratta di servizi che sono interni alla camera e per questo da non condividere con gli altri ospiti dell’hotel. Parliamo dunque della camera perfetta per concedersi quella parentesi di benessere e relax che si desidera da tanto tempo, all’interno di un ambiente assolutamente moderno, elegante e nel quale la privacy dei clienti viene sempre rispettata, in ogni momento, perché ciò che è importante per i clienti lo è ancora di più per la direzione di questo importante motel Monza.

I clienti hanno a disposizione anche un ampio parcheggio con box privato con accesso adiacente alla propria camera. In questa maniera dunque, i signori clienti potranno accedere alla propria camera parcheggiando la propria automobile proprio nei pressi dell’ingresso della stessa e utilizzare l’apposita tenda motorizzata per chiudere alla vista e dunque ottenere una privacy assoluta. La camera dispone inoltre di connessione WiFi gratuita, ambiente insonorizzato, domotica, minibar gratuito, cassaforte, TV digitale e aria condizionata. C’è davvero tutto dunque per trascorrere una parentesi di piacevole benessere usufruendo di una struttura moderna in grado di offrire servizi d’alto profilo. Per prenotare una camera o per richiedere informazioni direttamente al personale dell’ Over Motel è possibile contattare il recapito telefonico 0395973862.

Vivere in una villa d’epoca: quali sono i vantaggi?

Chi è alla ricerca di un’abitazione d’alto profilo e dalle grandi dimensioni, in città o anche fuori, non è raro concentri le sue attenzione sulle ville d’epoca. Le ville d’epoca hanno un fascino che riporta indietro nel tempo, attraggono per la loro storia, spesso possono essere state abitate anche da famiglie nobili e al contempo possono offrire tutti i confort che è normale attendersi in una abitazione moderna, lasciando però intatta la sua storia e la sua bellezza architettonica che porta con la mente ad altri tempi. Per individuare una villa d’epoca in linea con le proprie aspettative è preferibile rivolgersi a un’agenzia immobiliare che possa offrire un ampio numero di ville d’epoca da poter valutare: Real Estate Franco Guerrieri, agenzia specializzata nella mediazione di immobili di prestigio Monza da oltre venti anni. Ma cosa spinge gli utenti a cercare ville d’epoca quale residenza in cui vivere? Gli aspetti sono davvero tanti e andiamo adesso ad approfondirli più da vicino.

I motivi principali per acquistare una casa d’epoca

Iniziamo con il dire che oggi le ville d’epoca sono particolarmente richieste in Italia da chi desidera fare un investimento sicuro, considerando il pregio di determinati immobili ed il loro valore storico. Il principale punto di forza di una villa d’epoca è infatti la sua storia, la quale è in grado di rendere l’immobile in questione più prezioso, di stile e soprattutto con un fascino tale che per molti diventa assolutamente irresistibile.

Oltre alla sua storia, una villa d’epoca presenta una bellezza architettonica e artistica difficilmente paragonabile o riscontrabile in edifici di altro tipo. Le abitazioni storiche di solito presentano stili particolarmente “ricchi”, con delle finiture e lavorazioni che rendono l’intera struttura un vero e proprio gioiello.

Infine, un altro vantaggio delle ville d’epoca, spesso sottovalutato, è la privacy che queste possono offrire. La maggior parte delle ville di un certo periodo storico infatti, di solito presentano un ampio dehor e giardino, che lasciano lontani gli sguardi indiscreti e i passanti, oltre che consentire di ottenere uno spazio esclusivo dove passare le tue giornate all’aperto.

Tutte le novità dei Bonus fiscali

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato tre guide aggiornate con le ultime novità fiscali sui bonus, da quelli per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico a quello per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. In particolare, gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, beneficiano di agevolazioni fiscali sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. La più conosciuta tra queste agevolazioni è quella che consiste in una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro, per unità immobiliare.

Le agevolazione per le ristrutturazioni edilizie

Per le spese effettuate nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 30 giugno 2013 è stata elevata al 50% la percentuale di detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. La legge di bilancio 2019 ha rinviato al 31 dicembre 2019 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%) e del limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. Salvo che non intervenga una proroga dal 1° gennaio 2020 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro. Dal 2018, tuttavia, è stato introdotto l’obbligo di trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati, analogamente a quanto già previsto per la riqualificazione energetica degli edifici.

Le detrazioni per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

Si può usufruire della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. L’agevolazione è stata prorogata anche per gli acquisti che si effettuano nel 2019, ma può essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato non prima del 1°gennaio 2018. Per gli acquisti effettuati nel 2018, invece, è possibile fruire della detrazione solo se l’intervento di ristrutturazione è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2017. La detrazione si ottiene indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi.

Il bonus per la riqualificazione energetica 

La legge di bilancio 2019, riferisce Adnkronos, ha prorogato al 31 dicembre 2019 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Tra questi, la riduzione al 50% della percentuale di detrazione per le spese relative all’acquisto e alla posa in opera di finestre comprensive di infissi, schermature solari e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A. Dal 2018 è ridotta al 50% anche la percentuale di detrazione per gli impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro), l’introduzione della detrazione del 65%, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, per i micro-cogeneratori, del 65% per gli impianti dotati di apparecchi ibridi o per i generatori d’aria calda a condensazione.

Milano a 303 mila imprese: l’economia continua la sua crescita

Milano corre e non si ferma, nemmeno per quanto riguarda il trend dell’economia. Lo riferisce la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi, che rivela che le  imprese toccano a settembre le 381 mila unità, di cui 303 mila a Milano, 64 mila a Monza e 15 mila a Lodi. I numeri sono il frutto di una elaborazione della Camera di commercio sui dati del registro imprese a settembre 2018. Positivi anche i dati relativi all’impiego: gli addetti sono 2,5 milioni, di cui 2,2 milioni a Milano, 236 mila a Monza, 43 mila a Lodi.

Exploit in un anno

Un anno fa Milano contava 299 mila imprese contro le 303 mila di settembre 2018: si tratta di una crescita pari a +1,3%. Gli addetti sono quasi 2,2 milioni, rispetto a 2 milioni del 2017. Tra le imprese, sono 53 mila le femminili, 18%, quasi 49 mila le straniere, 16%, 24 mila le giovanili, 8%. Primi settori per crescita in un anno, tra quelli che superano le 50 imprese: attività riguardanti le lotterie, le scommesse, +10%, oltre 300 imprese, attività di servizi finanziari, +10%, oltre 4 mila imprese, ricerca scientifica e sviluppo, +9% con oltre 600 imprese, attività di direzione aziendale e di consulenza gestionale, +7% con oltre 10 mila imprese. Tra i settori in crescita con meno di 50 imprese anche le imprese di servizi veterinari, +14% con oltre 30 imprese dedicate, gestione dei rifiuti, +8% con oltre 40 imprese.

Monza Brianza, stabile ma con settori in espansione

Nell’area di Monza Brianza le imprese sono circa 64 mila sul territorio, stabili in un anno. Sono 12 mila le femminili, 18%, 5 mila le giovanili, 8%, 7 mila le straniere, 10%. Tra i settori che crescono di più: silvicoltura ed utilizzo di aree forestali, +16,7%, fornitura di energia elettrica, gas, con oltre 50 imprese, +13%, magazzinaggio e supporto ai trasporti, +11% con 338 imprese, vigilanza e servizi finanziari (entrambe +10%).

Lodi, bene le imprese femminili e quelle straniere

A Lodi sono circa 15 mila le imprese del territorio, stabili in un anno (-0,3%). Sono 3 mila le femminili, 19%, oltre mille le giovanili, 9%, quasi 2 mila le straniere, 13%. Tra i settori che crescono di più in un anno, tra quelli con oltre dieci imprese: attività cinematografica, +20%, attività riguardanti le lotterie, le scommesse, +17%, servizi di assistenza sociale residenziale, +14%, silvicoltura, +11%, direzione aziendale, +10%.

Mutuo, estinguerlo in anticipo si può. Ecco come fare

Estinguere in anticipo un mutuo ottenuto per l’acquisto della casa si può. E chi ci è riuscito ha impiegato in media 9,3 anni, un periodo molto inferiore ai circa 23 anni di durata media di questo tipo di finanziamento. Gli italiani che hanno saldato il debito con la banca prima della scadenza naturale del finanziamento sono circa 2,4 milioni. Si tratta dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it e Mutui.it a mUp Research con l’ausilio di Norstat, che per analizzare il rapporto tra mutuatari e banche ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione nazionale in età compresa tra i 40 e i 74 anni.

Il 27% dei mutui estinti anticipatamente è stato chiuso entro i primi cinque anni

La maggior parte dei mutui italiani prevede un piano di ammortamento detto “alla francese” nel quale la quota di interessi che grava su ogni rata è più alta all’inizio del finanziamento e in seguito diminuisce. Per questo motivo l’estinzione anticipata risulta particolarmente vantaggiosa nei primi anni dalla stipula, quando gli interessi sono maggiori.

Non sorprende quindi che nel 27% dei casi il mutuo estinto anticipatamente sia stato chiuso entro i primi cinque anni dalla stipula, nel 45% tra i 6 e i 10 anni, mentre nel 26% tra gli 11 e i 20 anni. Le tempistiche medie di estinzione anticipata però variano a seconda della zona d’Italia. Se i mutuatari del Nord Est risultano essere i più veloci (8,4 anni), al Sud e Isole i tempi superano in media i 10 anni, riporta Adnkronos.

Le ragioni dell’estinzione anticipata

Ma quali sono le ragioni per le quali gli italiani sono riusciti a estinguere il mutuo prima della scadenza? Nel 25,7% dei casi il finanziamento è stato saldato anticipatamente grazie all’utilizzo di altri risparmi che i mutuatari stessi avevano deciso di non impiegare nel mutuo. Nel 13,3% dei casi i mutuatari hanno destinato alla banca la liquidazione percepita dai genitori in pensione, mentre quasi la stessa percentuale di intervistati ha dichiarato di aver investito il proprio TFR ottenuto a seguito di un licenziamento o cambio d’azienda.

L’11,3%, invece, lo ha estinto solo dopo aver venduto altre proprietà, mentre poco più di 1 (ex) mutuatario su 10 ha dichiarato di aver chiuso il mutuo in anticipo grazie a un’eredità.

Attenzione alle penali

“Estinguere un mutuo anticipatamente non sempre conviene e tale scelta va ponderata con attenzione – spiega Ivano Cresto, responsabile BU Mutui di Facile.it -. Innanzitutto bisogna considerare la presenza di eventuali penali: se il mutuo è stato stipulato dopo il 2 febbraio 2007 non ci sono, ma chi ha ottenuto il finanziamento prima di quella data potrebbe, in caso di estinzione anticipata, vedersi addebitato un costo extra calcolato in misura percentuale sul debito residuo, con aliquota che varia in funzione della tipologia di tasso, dell’anno di sottoscrizione e del numero di rate mancanti”.

Idee per illuminare il corridoio con le strisce led

Gli italiani sembrano aver scoperto il piacere di una illuminazione ben distribuita ed omogenea all’interno di tutti gli ambienti di casa, ed il che lo si denota dal grande interesse che gira attorno alle strisce led. Grazie a questa ottima soluzione, è certamente possibile ottenere una luce più intensa e soddisfacente rispetto quella offerta dalle vecchie lampade ad incandescenza, ma soprattutto più economica ed in grado di rispettare l’ambiente. In particolar modo, uno degli ambienti di casa tipicamente trascurato dal punto di vista dell’illuminazione è il corridoio: questa zona che collega le differenti aree di un appartamento è bene sia sufficientemente illuminata per consentire sempre di potersi muovere in sicurezza, e che possa in qualche modo “guidare” il visitatore rendendo più piacevole la propria permanenza o passaggio.  Le soluzioni a disposizione degli utenti sono davvero tante e ne approfittiamo per ricordare le due più adottate e certamente in grado di offrire risultati concreti.

La prima soluzione per illuminare il corridoio con le strisce led è quella di applicare delle strisce led rivolte verso il soffitto, magari da abbinare ad un portalampade adatto. La luce riflessa sul tetto si distribuirà in maniera uniforme e gradevole all’interno di tutto il corridoio, illuminandolo in maniera ottimale e conferendogli uno stile particolarmente moderno. In alternativa è possibile montare delle strisce led direttamente sul soffitto, come a creare un’unica striscia luminosa, o affiancare una seconda striscia nel caso in cui il corridoio sia particolarmente lungo e spazioso. Per migliorare l’impatto estetico, è possibile installare due ulteriori strisce led all’altezza dello zoccoletto, il che permette di conferire maggiore eleganza a tutto l’ambiente. Su lucefaidate.it trovi le strisce led che fanno al caso tuo, con tutta la possibilità di scelta per quel che riguarda intensità e colore della luce, nonché lunghezza della striscia che potrai tagliare a piacimento.

Aumentano le imprese sociali in difficoltà. Isnet: serve innovare

 

L’impresa sociale è un modello che in Italia ha prodotto tanti risultati positivi in questo trentennio. E ha confermato di possedere “una capacità di risposta e aderenza alle comunità e ai loro bisogni, di assoluta attualità”, afferma Laura Bongiovanni, presidente di Associazione Isnet e responsabile dell’Osservatorio Isnet sull’Impresa sociale.

Ma dopo un periodo di 5 anni in cui il numero delle cooperative sociali in difficoltà è diminuito costantemente, passando dal 39,3% al 15%, nell’ultimo anno si è registrata un’inversione di tendenza. Le cooperative sociali in difficoltà sono aumentate del 4,5% (19,5%), e quelle con un andamento in crescita sono passate dal 42% al 40%.

Incertezza economica: l’importanza di avviare investimenti in innovazione

È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Isnet sull’Impresa sociale, che mostra come diminuiscano dell’8% anche le imprese sociali che prevedono incrementi del personale (31% del campione a fronte del 39% del 2017).  A conferma del valore sociale di queste imprese ad alta intensità relazionale, è significativo evidenziare che tra quelle con andamento economico stabile permane un atteggiamento fiducioso: il 78,2% delle organizzazioni prevede che l’organico resterà invariato, riporta Adnkronos. L’incertezza economica però va di pari passo con la consapevolezza dell’importanza di avviare investimenti in innovazione. Crescono, si legge nell’indagine, tutti gli indicatori legati a questo ambito (+13,7% le imprese che hanno sviluppato nuovi prodotti e servizi, +8,3% quelle che hanno identificato nuove aree geografiche in cui operare)

Gli ostacoli al processo di cambiamento

Contemporaneamente, il 94% del panel dichiara che gli obiettivi di innovazione non sono stati completamente raggiunti. E i principali ostacoli riguardano una scarsa risposta del mercato e la presenza di resistenze interne al cambiamento. Un trend che rivela un certo dinamismo dell’impresa sociale che, tuttavia, non sempre si accompagna a una piena capacità di cogliere le opportunità.

Su questo aspetto l’Osservatorio Isnet ha realizzato, in partnership con Banca Etica, l’approfondimento Strumenti per lo sviluppo delle imprese sociali con un focus su impresa sociale 4.0.

Diversificare sul versante profit, fare rete, innovare

I dati evidenziano l’importanza di accompagnare le imprese sociali su questi temi. Dei 10 aspetti considerati (robotica avanzata, nuovi materiali, sensoristica, intelligenza artificiale, stampa 3D, blockchain e moneta virtuale, veicoli che si guidano da soli, genetica e bioprinting, sharing economy, digitalizzazione dei processi), sono complessivamente ben il 37% gli intervistati con scarsa consapevolezza.

“L’esigenza di cambiamento per l’impresa sociale suona oggi come una sorta di ‘mantra’: da più parti si invoca la necessità di diversificare sul versante profit, fare rete, innovare, cogliere le opportunità della rivoluzione 4.0 – sottolinea Bongiovanni – ma per cambiare non ci sono ricette precofenzionate e tantomeno, calate dall’alto”.