Autore: andreaj89

Pasqua e Ponti primaverili: “vendute” oltre 670mila camere

Secondo l’ultima indagine svolta da ISNART per Unioncamere ed ENIT nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio, per il periodo pasquale 2025, gli operatori del settore turistico italiano segnalano un tasso di riempimento camere di quasi il 60%. Che per il solo comparto hôtellerie corrisponde a oltre 670mila camere vendute, per un fatturato stimato di circa 128 milioni di euro. 

Positivi i dati delle prenotazioni nelle città d’arte (63,9%), nelle località di montagna (61,3%) e nelle destinazioni termali (59,6%).
Ma il trend di prenotazioni più consistente riguarda le mete del turismo slow delle aeree interne del Paese, che raggiungono oltre il 70% di camere occupate. Una su dieci in più rispetto al consuntivo 2024.

Arrivi aerei dall’estero +4,5%

Appare all’altezza delle aspettative anche il trend di vendita anticipata per i ponti primaverili, rispettivamente, 57% per il Ponte del 25 Aprile e 55% per quello del 1° Maggio. 

Su questi numeri incide sicuramente l’apporto del turismo estero. Tra marzo e maggio 2025 gli arrivi aeroportuali complessivi in Italia dall’estero sono previsti in aumento del +4,5% rispetto al medesimo trimestre 2024: 6.826.831 contro 6.534.725, di cui il 96% leisure.
Il 28,4% di questi flussi è atteso a Roma, sulla scia dell’effetto Giubileo. Infatti, nel Lazio, in Umbria e nella Marche il 30% delle imprese associa la crescita della propria clientela all’Evento Giubilare.

Previsioni positive anche per i mesi estivi

I primi 5 mercati di provenienza per trascorrere le festività in Italia sono Regno Unito, con una quota parte del 15,1%, Germania, con il 10,3%, Stati Uniti, con l’8,7%, Francia, con l’8,8% e Spagna, con il 7,7%. 
Quasi il 10% delle partenze verso le mete italiane sono intorno al 17 aprile, a ridosso del weekend pasquale. 

Ancora una volta l’Italia supera nella scelta dei turisti i competitor francesi, registrando 7 milioni di arrivi contro i 4,5 previsti negli scali aeroportuali transalpini.
E per l’estate 2025? Gli operatori segnalano già di aver venduto 6 camere su 10 per i soggiorni nel mese di giugno, il 64,8% per luglio e il 65,4% per agosto.

“Un turista su quattro sceglie l’Italia per il suo rapporto qualità/prezzo”

“Le festività pasquali e i prossimi ponti rappresentano un momento importante per il nostro Paese, meta di vacanzieri provenienti da tutto il mondo – commenta Ivana Jelinic, AD Enit -. I numeri ci danno ragione, l’Italia continua a crescere nei diversi comparti del turismo.

Tanto che un turista su quattro sceglie l’Italia per il suo buon rapporto qualità/prezzo.
Inoltre, “sono molte le imprese della filiera che nonostante l’inflazione spinga verso l’alto i costi di gestione stanno investendo in servizi sempre più personalizzati, per cogliere nuovi cluster di mercato – aggiunge Loretta Credaro, Presidente Isnart -, si pensi ai cicloturisti e alla crescita del wellness, e a mirare alla domanda alta di gamma, disposta a pagare per un’offerta di qualità”.

Milano Cortina 2026: che impatto si aspettano le PMI del Nord Italia?

I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 rappresentano una grande opportunità per le piccole e medie imprese (PMI) delle regioni settentrionali italiane.
Una ricerca condotta da Ipsos per Visa rivela che il 95% delle PMI locali prevede un effetto economico positivo derivante dall’evento. Ben il 64% degli intervistati si aspetta vantaggi concreti per la propria attività. 

Cosa cambia da zona a zona 

Le aspettative variano in base alla posizione geografica delle imprese. A Milano, il 71% delle aziende prevede un incremento di visitatori locali e nazionali, mentre nelle zone montane l’83% delle PMI si aspetta un aumento di turisti internazionali.
Sono dati che evidenziano come le imprese intendano capitalizzare sulle diverse tipologie di flussi turistici attesi per l’evento. 

Sviluppo delle infrastrutture e migliore mobilità

Oltre ai benefici economici immediati, l’84% degli imprenditori ritiene che l’evento porterà a nuove infrastrutture, riqualificazione di aree urbane e periferiche, e miglioramenti nella mobilità locale.

Un esempio concreto è l’iniziativa di Visa di implementare pagamenti contactless nei principali servizi di trasporto pubblico delle città coinvolte, tra cui Milano, Venezia e Verona, facilitando gli spostamenti dei visitatori e lasciando un’eredità duratura dopo i Giochi. 

PMI e digitalizzazione, focus sui sistemi di pagamento

Circa il 50% delle PMI nelle aree montane ha già investito o pianifica di investire in ristrutturazioni, marketing, personale e digitalizzazione, con particolare attenzione ai settori dell’ospitalità e della ristorazione. Tra queste, il 53% si concentrerà sul potenziamento delle infrastrutture di pagamento, riconoscendo l’importanza di offrire soluzioni moderne ai clienti internazionali.
Oltre il 90% delle imprese prevede che i pagamenti digitali saranno il metodo preferito dai visitatori, soprattutto nei settori della ristorazione (98%), dei trasporti locali (97%) e dello shopping (99%).

Attualmente, quasi un’azienda su tre offre almeno un servizio digitale, come prenotazioni e pagamenti online, sistemi di fatturazione centralizzati o programmi di cashback e sconti legati all’uso dei pagamenti elettronici.
Ciò indica un significativo potenziale di crescita nel settore della digitalizzazione, con il 52% delle PMI interessate a implementare nuovi servizi digitali o a ricevere orientamento sugli investimenti più efficaci in questo ambito. 

Ottimismo per il dopo-Giochi

Le PMI non vedono Milano Cortina 2026 solo come un evento temporaneo, ma come un’opportunità per benefici a lungo termine. Il 49% delle aziende nelle aree direttamente coinvolte prevede un’eredità positiva che si estenderà oltre la conclusione dei Giochi.

In particolare, il 47% delle imprese si aspetta un incremento del fatturato o della marginalità, mentre il 39% anticipa miglioramenti legati al territorio, come un aumento del turismo e condizioni favorevoli per lo sviluppo economico locale. 

Un’occasione da sfruttare fino in fondo

Come evidenziato da Stefano Stoppani, Country Manager di Visa Italia, eventi di portata globale come i Giochi Olimpici possono fungere da catalizzatori per la crescita delle PMI. Visa si impegna a supportare la transizione digitale delle imprese italiane, avendo già contribuito alla digitalizzazione di oltre un milione di aziende nel paese. 

Nevio Devidé, Chief Revenue Officer della Fondazione Milano Cortina 2026, sottolinea che lo studio fornisce dati preziosi per comprendere l’impatto dell’evento sul tessuto imprenditoriale locale, rappresentando un passo significativo nella costruzione dell’eredità dei Giochi e rafforzando la collaborazione tra Visa e Milano Cortina 2026. 

Imprese italiane, come e quanto cresce la Digital Attitude?  

Le aziende italiane stanno accelerando il loro percorso di digitalizzazione, investendo in infrastrutture tecnologiche e strategie innovative per migliorare la propria presenza online. Secondo l’ultimo Osservatorio Siti E-commerce Italiani, condotto da Netcomm in collaborazione con Cribis, il 67,2% delle imprese ha raggiunto un alto livello di Digital Attitude, segnando un notevole incremento rispetto al 49,2% del 2024. Questo indicatore misura la propensione delle aziende a investire in trasformazione digitale, marketing online e ottimizzazione delle piattaforme web.

Un elemento chiave della crescita è l’adozione di siti internet sempre più performanti e aggiornati, fondamentali per lo sviluppo del commercio elettronico. La diffusione della banda larga e l’uso strategico del canale digitale per le vendite hanno contribuito a rendere le imprese italiane più competitive nel mercato online.

Innovazione e capacità di adattamento

Oltre alla digitalizzazione, le aziende stanno dimostrando una netta propensione all’innovazione. L’analisi di Netcomm e Cribis rivela che il 30,1% delle imprese presenta un livello elevato di innovazione, mentre il 54,7% rientra nella fascia medio-alta. Questo parametro tiene conto di diversi fattori, tra cui l’adozione di tecnologie avanzate, la produttività aziendale, la capacità di sviluppare brevetti e un approccio manageriale orientato alla ricerca e sviluppo.

L’innovazione si riflette anche nella crescente attenzione all’integrazione tra i canali di vendita online e offline, con modelli di business sempre più flessibili e personalizzati. Tuttavia, per molte imprese, la sfida principale rimane quella di rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

La sfida dell’internazionalizzazione

Nonostante i progressi nella digitalizzazione e nell’innovazione, il livello di internazionalizzazione delle aziende italiane rimane relativamente basso. Secondo il report, oltre il 54% delle imprese e-commerce ha ancora una presenza limitata sui mercati esteri. Solo il 16,8% delle società di capitale registra un elevato grado di internazionalizzazione, evidenziando la necessità di strategie più efficaci per promuovere il Made in Italy a livello globale.

Per affrontare questa sfida, le imprese italiane dovranno investire ulteriormente in strumenti digitali avanzati, collaborazioni internazionali e strategie di marketing mirate. La capacità di espandersi oltre i confini nazionali rappresenterà un fattore determinante per la competitività e la crescita del settore e-commerce nei prossimi anni.

Multe stradali: nel 2024 i cittadini italiani hanno pagato oltre 1,7 miliardi di euro

Nel 2024, le città italiane hanno registrato entrate record dalle multe stradali. Secondo un’analisi di Facile.it basata sui dati Siope, Milano, Roma, Firenze e Torino sono i comuni con i maggiori introiti derivanti da sanzioni per violazioni del Codice della Strada.

Complessivamente, i comuni italiani hanno incassato oltre 1,7 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto al 2023.

Le città con più incassi 

Milano guida la classifica con 204 milioni di euro di entrate, seguita da Roma con 145,8 milioni. Firenze si colloca al terzo posto con 61,6 milioni di euro, mentre Torino segue a breve distanza con 61,2 milioni.

Napoli si posiziona quinta con 42,9 milioni di euro, davanti a Genova (36,7 milioni di euro) e Bologna (27,7 milioni di euro). Completano la top 10 Verona, Padova e Palermo. Complessivamente, i primi dieci comuni italiani per incassi da multe hanno raccolto quasi 650 milioni di euro, rappresentando più di un terzo del totale nazionale.

Siena è la città con l’importo più alto pro capite 

Oltre al valore assoluto delle multe, è interessante valutare l’importo pro capite. Siena si colloca in testa con una media di 171,5 euro per abitante, superando Firenze (170 euro), che perde la leadership rispetto al 2023.

Milano si attesta al terzo posto con 149,10 euro pro capite, segnando un forte incremento rispetto ai 107 euro dell’anno precedente. Padova e Verona seguono rispettivamente con 111,30 euro e 92,40 euro per abitante.

Piccoli comuni, grandi contravvenzioni  

Anche nei comuni con meno di 1.000 abitanti si registrano entrate di tutto rispetto derivanti dalle multe. Carrodano (La Spezia) è in testa con 807.000 euro di sanzioni a fronte di soli 465 residenti. Al secondo posto troviamo Colle Santa Lucia (Belluno) con 671.000 euro, mentre Poggio San Lorenzo (Rieti) occupa la terza posizione con 397.000 euro.

Rocca Pia (L’Aquila) e Calto (Rovigo) completano la classifica con incassi rispettivamente di 281.000 e 278.000 euro.

Cala il costo dell’assicurazione auto

Sul fronte delle assicurazioni auto, però, arriva qualche buona notizia: secondo l’osservatorio RC Auto di Facile.it, il premio medio a febbraio 2025 è sceso a 633,45 euro, con un calo del 3,09% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Crescono i cyberattacchi Trojan Banker su smartphone: +196% nel 2024

Nel corso dell’ultimo anno, a livello globale Kaspersky ha rilevato più di 33,3 milioni di attacchi agli utenti su smartphone. 
Tali attacchi hanno coinvolto vari tipi di malware e software dannosi. In particolare, i Trojan Banker, che su smartphone sono aumentati del 196% rispetto all’anno precedente.

Questo malware è stato progettato per rubare le credenziali degli utenti per l’online banking, i servizi di pagamento elettronico e i sistemi per le carte di credito. Il numero di attacchi Trojan banker su smartphone Android è passato da 420.000 nel 2023 a 1.242.000 nel 2024.
Secondo il report di Kaspersky ‘The mobile malware threat landscape in 2024’, pubblicato in occasione del Mobile World Congress 2025 di Barcellona, i cybercriminali stanno cambiando strategia, utilizzando la distribuzione di massa dei malware per rubare le credenziali bancarie.

Cambio di strategia: distribuire gli stessi file al maggior numero di vittime

I cybercriminali ingannano le vittime convincendole a scaricare i Trojan banker tramite link inviati via SMS o app di messaggistica, allegati dannosi o indirizzando gli utenti a pagine web pericolose.
Spesso, usano account hackerati per inviare messaggi, aumentando la credibilità della truffa. Inoltre, sfruttano notizie di tendenza e argomenti di attualità per creare un senso di urgenza e abbassare così la guardia delle vittime.

“I cybercriminali hanno iniziato a ridurre i loro sfori per creare pacchetti di malware unici, concentrandosi invece sulla distribuzione degli stessi file al maggior numero possibile di vittime – ha affermato Anton Kivva, Security Expert di Kaspersky -. Oggi più che mai è importante essere informati e sensibilizzare i propri conoscenti, dai bambini agli anziani, perché nessuno è al sicuro da truffe ben ideate e da trucchi psicologici volti a sottrarre le informazioni bancarie”.

Nel 2024 2,8 milioni di attacchi al mese in media

La classifica delle minacce più diffuse comprende malware, adware e software indesiderati
Nel corso del 2024, i cybercriminali hanno realizzato in media 2,8 milioni di attacchi malware, adware e software dannosi su dispositivi mobili ogni mese. 

Sebbene i Trojan banker siano la tipologia di malware che sta crescendo più rapidamente, nella classifica generale si collocano al quarto posto per la quantità di utenti attaccati, con una percentuale del 6%.
La tipologia di malware più diffusa rimane quella degli AdWare, che conta il 57% del totale, seguito dai Trojan generici (25%) e dai RiskTools (12%). 

La minaccia più attiva? Investimenti e pagamenti falsi tramite Fakemoney

Nel 2024, Fakemoney, un gruppo di applicazioni fraudolente progettate con l’obiettivo di ottenere investimenti e pagamenti falsi, è stata la minaccia più attiva. Un altro malware pericoloso è stato il Trojan Triada, diffuso attraverso versioni modificate di WhatsApp, in grado di scaricare ed eseguire moduli aggiuntivi dannosi o adware, per visualizzare, ad esempio, annunci pubblicitari o effettuare altre operazioni dannose.

Le versioni non ufficiali di WhatsApp sono state classificate al terzo posto per attività, subito dopo la categoria di minacce generiche basate sul cloud.

Disuguaglianze di genere: in Italia sono ancora una realtà 

Le donne in Italia continuano a essere svantaggiate in diversi ambiti della società, in particolare nel mondo del lavoro, nella sfera familiare e nella partecipazione sociale. Questo è quanto emerge dal Rendiconto di Genere, presentato oggi a Roma dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, che fotografa la situazione femminile attraverso i dati relativi all’occupazione, ai salari, alle pensioni, alla conciliazione tra vita privata e professionale e alla violenza di genere. In estrema sintesi, il report ancora forti disparità.

Lavoro e retribuzione

Nel 2023, il tasso di occupazione femminile è stato del 52,5%, inferiore al 70,4% degli uomini. Solo il 42,3% delle nuove assunzioni ha riguardato donne, con un accesso limitato ai contratti stabili. Il lavoro part-time coinvolge il 64,4% delle lavoratrici, spesso in modo involontario.

Le donne guadagnano in media il 20% in meno degli uomini e solo il 21,1% dei dirigenti è di sesso femminile.

Istruzione e carriera

Pur essendo più istruite (59,9% delle lauree è conseguito da donne), le opportunità di carriera restano limitate. Le posizioni di vertice sono ancora appannaggio maschile.

Lavoro di cura e pensioni

Le donne sostengono la maggior parte del carico familiare: nel 2023 hanno usufruito di 14,4 milioni di giornate di congedo parentale, contro 2,1 milioni degli uomini. La carenza di servizi per l’infanzia aggrava ulteriormente questo carico.

Inoltre, le pensioni delle donne sono mediamente più basse del 25,5% rispetto agli uomini, con un divario che tocca il 44,1% per le pensioni di vecchiaia.

Violenza di genere

Le denunce per violenza sulle donne sono in aumento. Il Reddito di Libertà, pensato per le vittime di violenza domestica, è stato erogato solo in alcune regioni per carenza di fondi.

Verso l’uguaglianza

Secondo Roberto Ghiselli, Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, servono interventi sistemici nel lavoro, nei servizi e nella cultura per garantire una vera parità di genere.

Seconda casa: per italiani ed europei è un desiderio concreto

Lo evidenzia il RE/MAX European Housing Trend Report 2024: in Italia e in Europa, pur nell’evoluzione del mercato immobiliare, la seconda casa resta un elemento chiave per chi cerca un equilibrio tra investimento, benessere e pianificazione a lungo termine. E nonostante le sfide economiche e le nuove tendenze abitative, l’Italia è tra i Paesi europei con il più alto tasso di proprietà di seconde case, a conferma del forte legame degli italiani con il mattone.

Il legame degli italiani con la casa rimane infatti saldo, non solo con la prima abitazione. Possedere una seconda casa, per molti, è un obiettivo concreto.

In Italia il 72% possiede l’abitazione in cui vive


L’Italia si classifica tra i Paesi con il più alto tasso di proprietà immobiliare in Europa, con il 72% degli italiani già proprietario della casa in cui vive. Di questi, il 26% possiede anche una seconda abitazione.
Si tratta di percentuali superiori alle medie europee, che si attestano rispettivamente al 69% per la prima casa e al 25% per la seconda.

Inoltre, se in Italia la seconda casa è percepita principalmente come un investimento nel benessere e nella famiglia, in altri Paesi europei l’acquisto di un immobile secondario è spesso legato alla possibilità di ottenere una fonte di reddito. Ne è un esempio emblematico la Grecia, dove il 21% dei proprietari affitta la propria seconda abitazione, sfruttandola per generare entrate.
 
Investimento, vacanze, pensione o eredità per i figli

Tra le principali ragioni che spingono gli italiani a investire in una seconda casa, il tempo libero è al primo posto. Il 44% di chi ne possiede una la utilizza come casa vacanze, privilegiando località balneari, montane o rurali.

Un altro aspetto rilevante riguarda la pianificazione della pensione, con il 23% dei proprietari che vede nella seconda abitazione una scelta strategica per il futuro oppure un luogo dove trascorrere gli anni a venire con maggiore tranquillità. 
Inoltre, per molte famiglie italiane, la seconda casa rappresenta un’eredità per i figli, un bene da trasmettere alle nuove generazioni per garantire loro stabilità e sicurezza economica.

Bulgaria in testa per proprietari di seconde case


In generale, la seconda casa rimane un desiderio concreto anche per molti europei. In media, un proprietario su quattro possiede già una seconda abitazione, con percentuali che cambiano da Paese a Paese.
Nella classifica del RE/MAX European Housing Trend Report 2024, la Bulgaria è al primo posto per proprietari in possesso di una seconda casa (46%), seguita dalla Croazia (37%).

Al contrario, in nazioni come Regno Unito e Francia il numero di seconde case è nettamente inferiore. Nel primo caso, solo il 15% dei proprietari possiede una seconda abitazione, mentre in Francia la percentuale scende all’11%. In Germania, dove l’affitto è una formula abitativa più diffusa rispetto all’acquisto, il tasso di proprietà di seconde case si ferma al 14%.

Il mercato dei viaggi in Italia: direzione innovazione 

Il settore turistico italiano sta vivendo un’importante trasformazione, guidata dall’innovazione digitale e da nuovi modelli di consumo. Lo svela la ricerca dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano.

Mentre l’ospitalità cresce del 5% e i trasporti registrano un incremento del 10%, l’intelligenza artificiale, l’eCommerce e la flessibilità nei pagamenti stanno ridefinendo le esperienze di viaggio.

Ospitalità e turismo digitale

Nel 2024, il mercato dell’ospitalità ha raggiunto i 37,8 miliardi di euro, trainato principalmente dai turisti internazionali. L’inflazione ha ridotto i flussi interni, ma l’interesse per il turismo esperienziale e per le prenotazioni online ha compensato questo calo.

Per la prima volta, l’eCommerce turistico cresce al ritmo del mercato generale (+5%), segnando una stabilizzazione dopo anni di espansione a doppia cifra. Le prenotazioni dirette online stanno diventando sempre più dominanti, con un aumento del 15% rispetto al 2019.

Il futuro del trasporto

I trasporti hanno raggiunto i 26,3 miliardi di euro, con un incremento del 10%, sostenuto in gran parte dal settore aereo (+11%). Il digitale è il vero protagonista: il 12% della crescita del settore è dovuto all’aumento delle vendite online, con l’85% delle prenotazioni effettuate direttamente sulle piattaforme delle compagnie.

Il mercato sta rispondendo alla domanda con soluzioni sempre più personalizzate, come la possibilità di modificare le prenotazioni in tempo reale e l’uso dell’AI per suggerire le migliori tariffe.

Il ritorno dei viaggi organizzati e il cambiamento nel business travel

Dopo anni di difficoltà, tour operator e agenzie di viaggio hanno superato i livelli pre-pandemia, con una crescita del 9%. Anche il business travel sta trovando un nuovo assetto: le aziende italiane hanno speso 22 miliardi di euro per le trasferte, mentre il costo medio per viaggio è finalmente in calo.

Le trasferte di lavoro stanno cambiando forma: cresce l’uso del treno, si diffondono eventi aziendali collettivi e si adottano strumenti digitali per ottimizzare costi e organizzazione.

Tecnologia, intelligenza artificiale e nuove abitudini di pagamento

L’intelligenza artificiale sta modificando il modo in cui le persone pianificano i loro viaggi: il 15% dei turisti italiani utilizza strumenti AI per scegliere itinerari e destinazioni. Le agenzie di viaggio sono tra i primi a integrare queste tecnologie, con il 29% che ha avviato progetti di sperimentazione.

Anche le modalità di pagamento stanno cambiando: il 51% dei viaggiatori italiani preferisce soluzioni flessibili per le prenotazioni, mentre il 18% sceglie fornitori che offrono pagamenti rateali. Il modello “buy now, pay later” sta guadagnando terreno, con le agenzie di viaggio in prima linea nell’adozione di questa formula.
L’industria turistica italiana sta evolvendo verso un modello sempre più digitale e personalizzato, rispondendo alle nuove esigenze di un mercato in continua trasformazione.

Cybercrime: kit di malware e GenAI per attacchi tecnologicamente avanzati

Strumenti che riducono il tempo e le competenze necessarie per creare componenti d’attacco, e permettono agli aggressori di concentrarsi su tecniche per eludere i sistemi di rilevamento e ingannare le vittime.
Si tratta dell’uso di kit di malware e Intelligenza artificiale generativa (GenAI) per potenziare l’efficienza degli attacchi informatici. Un trend preoccupante rilevato dall’ultimo Threat Insights Report di HP, che evidenzia diverse campagne di diffusione malware.

In queste campagne, i codici dannosi vengono occultati all’interno di immagini sui siti di file hosting eludendo i sistemi di sicurezza basati sulla reputazione dei siti web
In particolare, campagne come VIP Keylogger e 0bj3ctivityStealer utilizzano tecniche e loader comuni indicando l’uso di kit di malware per distribuire diversi payload.

Non aprire gli allegati, non cliccare sui link, non downloadare da browser

“I criminali informatici stanno intensificando gli attacchi con una velocità e una varietà sempre maggiori – dichiara Ian Pratt, Global Head of Security Personal Systems di HP -. Se un documento Excel malevolo viene bloccato, il prossimo attacco potrebbe arrivare sotto forma di un file di archivio, aggirando le difese. Invece di inseguire costantemente nuovi metodi di infezione, le organizzazioni dovrebbero concentrarsi sulla riduzione della propria vulnerabilità. Ciò significa limitare le attività rischiose, come l’apertura di allegati e-mail, i clic sui link e il download da browser, per ridurre drasticamente le possibilità di un attacco”. 

La minaccia si annida anche nei videogiochi

L’uso della GenAI per creare documenti HTML malevoli è stato identificato in una campagna di diffusione del trojan di accesso remoto XWorm. Questa tecnologia aiuta a redigere i codici che poi verranno utilizzati per scaricare e avviare il malware.

La minaccia si annida anche nei Tools per videogiochi, proprio a causa della enorme diffusione di alcuni titoli. Gli hacker compromettono gli strumenti di cheat e i repository di modifica dei videogiochi ospitati su GitHub, aggiungendo file eseguibili che contengono malware Lumma Stealer, capace di rubare password, informazioni dei portafogli cripto e dati di navigazione.
Gli utenti spesso disattivano gli strumenti di sicurezza per scaricare e utilizzare questi cheat, aumentando il rischio di infezioni.

“Serve un cambio di approccio nella cybersecurity”

“Il panorama delle minacce informatiche continua a evolversi rapidamente, con tecniche sempre più sofisticate che mettono a rischio la sicurezza di aziende e utenti – commenta Giampiero Savorelli, AD HP Italy -. L’uso di kit malware e GenAI rende gli attacchi più efficaci e difficili da individuare, richiedendo un cambio di approccio nella cybersecurity. In questo contesto, normative come NIS2 e DORA impongono standard di sicurezza e resilienza più stringenti, spingendo le aziende a rafforzare la protezione dei propri sistemi e dati. Perciò è fondamentale adottare soluzioni avanzate che vadano oltre il semplice rilevamento, capaci di prevenire e isolare le minacce in tempo reale”.

Micro-aggressioni: un fenomeno subìto dal 62% degli italiani, anche al lavoro

Apparentemente innocue, ma nella realtà gravi e insidiose. Le micro-aggressioni sono comportamenti, espressioni verbali o atteggiamenti che trasmettono messaggi ostili o discriminatori. Sebbene spesso si presentino in maniera sottile, possono avere un impatto profondo su chi le subisce e su chi ne è testimone.

La loro natura ambigua le rende difficili da identificare, e non di rado vengono minimizzate con frasi del tipo: “Stavo solo scherzando!”. Tuttavia, queste azioni causano disagio e frustrazione, contribuendo a creare un clima negativo.

I dati emersi da una recente indagine

Un’indagine condotta da Nespresso, con il coinvolgimento della community di LinkedIn esterna all’azienda, ha rilevato che il 62% dei partecipanti ha subito micro-aggressioni, mentre il 70% ha assistito ad almeno un episodio. Questi comportamenti si concentrano principalmente sul genere (41%), ma anche sull’età (18%) e sull’aspetto fisico (15%).

Sebbene queste abbiano un impatto negativo, nell’80% dei casi le micro-aggressioni non vengono riconosciute come discriminazioni, a causa della mancanza di consapevolezza sul fenomeno. Più di una persona su quattro ha ammesso di provare disagio o rabbia di fronte a queste situazioni.

Obiettivo inclusione

“Affrontare le discriminazioni è da sempre una priorità per Nespresso. Ci impegniamo a promuovere una cultura basata sul rispetto e sull’inclusione,” ha dichiarato Simona Liguoro, Direttrice HR di Nespresso Italiana. Secondo Liguoro, le micro-aggressioni verbali rappresentano un fenomeno spesso trascurato, ma che necessita di maggiore attenzione per definire confini chiari e strumenti di prevenzione.

L’indagine è stata sviluppata con il supporto di Chiara Bisconti, consulente di risorse umane ed esperta in diversità, equità e inclusione (DEI), e Valentina Dolciotti, formatrice e fondatrice di DiverCity Magazine. L’obiettivo è quello di fornire alle aziende una comprensione più approfondita del problema, delineando percorsi formativi e strumenti pratici, come un glossario, per identificare e contrastare le micro-aggressioni.

La necessità di sensibilizzare e formare

Chiara Bisconti sottolinea l’importanza della formazione e del dialogo all’interno delle organizzazioni: “Per affrontare efficacemente il problema, è fondamentale creare ambienti in cui le persone si ascoltino e si supportino reciprocamente. Le aziende possono diventare comunità collaborative e rispettose, dove tutti si sentono accolti e valorizzati.”

Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile prevenire le micro-aggressioni e promuovere una cultura aziendale inclusiva e rispettosa.