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Bambini influencer a casa propria? Sono i piccoli a orientare gli acquisti della famiglia 

E’ abbastanza evidente, anche a un occhio non esperto, che i brand sempre più spesso si rivolgono al target delle famiglie e dei bambini in particolare. Il perchè è presto spiegato: i più piccoli hanno un peso importantissimo nelle decisioni di acquisto familiari, in Italia e oltre confine.

Oggi i bambini non si limitano a desiderare un nuovo giocattolo. Sempre più spesso partecipano, con un ruolo tutt’altro che marginale, alle scelte di consumo delle famiglie. È quanto emerge da un’indagine condotta da Eumetra su 1.843 nuclei familiari italiani, affiancata da un confronto con dati di Germania e Regno Unito. La ricerca si concentra su famiglie con figli fino agli 11 anni e mette al centro il fenomeno del cosiddetto pester power – l’influenza esercitata dai figli sulle decisioni dei genitori.

La famiglia italiana è più “orizzontale e condivisa”

In Italia, il coinvolgimento dei bambini è ampio e ben radicato. Non si tratta solo di scegliere un videogioco o decidere un’attività del weekend: i più piccoli incidono anche su scelte che riguardano la spesa alimentare, i dispositivi tecnologici, l’arredamento e persino i viaggi. Secondo Matteo Lucchi, amministratore delegato di Eumetra, questo è il segno di una famiglia “più orizzontale e condivisa”, dove i figli partecipano attivamente, anche quando si tratta di decisioni che una volta erano esclusiva degli adulti.

Germania e Regno Unito: altri modelli educativi

Nel panorama europeo, l’Italia si distingue per una componente affettiva molto forte nel rapporto genitori-figli. In Germania, invece, i bambini partecipano in modo più pragmatico. Qui la loro opinione conta soprattutto su spese funzionali: alimentazione, tecnologia e vacanze. Il coinvolgimento avviene in un’ottica educativa che punta a responsabilizzare i più giovani fin da subito.

Diversa la situazione nel Regno Unito, dove il peso dei bambini è più legato al tempo libero: giochi, attività ricreative e momenti speciali. L’influenza è quindi meno diffusa, ma molto forte in contesti specifici.

Brand che parlano alle famiglie: gli aspetti da considerare 

Per le aziende che si rivolgono al target famiglia, i dati offrono una serie di spunti interessanti. I bambini oggi sono consumatori attivi e consapevoli, capaci di orientare le scelte dei genitori. Soprattutto in Italia, una strategia efficace si compone di contenuti visivi, influencer adatti alla loro fascia d’età, storie familiari e linguaggi emozionali.

Con l’arrivo del periodo “back to school”, il peso decisionale dei figli torna sotto i riflettori. Comprendere come si muove questa dinamica può rappresentare un vantaggio competitivo per chi sa parlare davvero alle nuove famiglie.

Le città italiane diventano più green, ma la qualità dell’aria non migliora

Gli sforzi per rendere le città più sostenibili e green si vedono tutti, ma forse non è ancora abbastanza per un reale cambio di passo. Aumentano gli spazi verdi, si estendono le piste ciclabili, cresce il numero di stazioni per la ricarica elettrica.

Però, nonostante questi segnali positivi, la qualità dell’aria continua a preoccupare. Lo confermano i più recenti dati Istat, riferiti al 2023, che analizzano l’impatto ambientale nei 109 Comuni capoluogo di provincia o città metropolitana.

Ozono e polveri sottili ancora sopra i limiti

Nonostante una generale tendenza al miglioramento, i livelli di inquinamento atmosferico restano critici. In particolare, le concentrazioni di ozono e polveri sottili superano spesso le soglie considerate sicure per la salute pubblica. Questo accade proprio nei centri urbani, dove si concentrano popolazione, traffico e attività economiche.

Aumentano le piste ciclabili, ma diminuiscono i servizi di  mobilità condivisa 

Sul fronte della mobilità sostenibile, l’Istat registra un’espansione significativa delle piste ciclabili: +27,4% negli ultimi cinque anni. Anche il car sharing mostra segnali di ripresa. Tuttavia, l’offerta complessiva dei servizi di mobilità condivisa (come scooter e bici elettriche) è in lieve calo.

Positiva invece la ripresa dell’uso del trasporto pubblico, tornato ai livelli pre-Covid, anche se oltre il 40% degli autobus in circolazione ha più di dieci anni.

Passi aventi nel verde urbano e forestazione

Le aree verdi accessibili nei centri urbani sono aumentate lentamente ma costantemente (+0,4% annuo dal 2011).

Più significativo l’ampliamento delle zone dedicate alla forestazione urbana, cresciute del 6,7% in un solo anno, con l’obiettivo di ridurre l’effetto isola di calore e migliorare la vivibilità.

Cresce il ricorso a energie rinnovabili ed elettrico

Tra gli elementi più dinamici, spiccano le energie rinnovabili. La potenza installata da impianti fotovoltaici è aumentata del 17,5% rispetto all’anno precedente.

A questo si affianca un forte incremento delle colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici: +34,5% in un anno.

Le città come laboratori di sostenibilità

Circa un terzo degli italiani vive nei capoluoghi, dove l’impatto ambientale è massimo. Le amministrazioni comunali, dunque, si trovano in prima linea nel progettare soluzioni innovative per conciliare qualità della vita, tutela ambientale e sviluppo urbano.

Secondo l’Istat, le città sono oggi veri e propri laboratori di sostenibilità, chiamati ad accelerare la transizione ecologica con azioni concrete e misurabili.

Turismo internazionale: boom di spesa in Italia nel 2024

Si è svolta di recente a Roma  la presentazione della prima edizione del rapporto “Tourism and Incoming Watch”, un’iniziativa congiunta di Nexi e Osservatorio Nazionale del Turismo, promosso dal Ministero del Turismo. Un’analisi approfondita che getta luce sulle abitudini dei viaggiatori stranieri in Italia attraverso i dati dei pagamenti elettronici.

I risultati sono incoraggianti: nel 2024 la spesa con carta dei turisti esteri ha raggiunto quota 20,9 miliardi di euro, con un aumento del 37,9% rispetto al 2022, segnando un momento positivo per l’intero comparto turistico.

Nuovi flussi turistici: sorprese da Australia e Brasile

Un dato significativo riguarda l’espansione dei mercati di provenienza: Australia e Brasile guidano la classifica dei Paesi con la crescita più marcata nella spesa turistica, rispettivamente con un +100% e un +155%. Questo ampliamento geografico apre a nuove opportunità per il sistema turistico italiano, sempre più globale.

Gli Stati Uniti restano il primo bacino di riferimento per volume complessivo, con oltre 3,8 miliardi di euro spesi. Ma i visitatori con la maggiore spesa media provengono dal Golfo Arabico: i sauditi superano i 913 euro a transazione, seguiti dagli Emiratini con 822 euro, più del doppio rispetto alla media generale.

Le città d’arte trainano l’economia

Il rapporto evidenzia che il 75% del valore economico generato dal turismo estero si concentra in 20 province italiane, con le grandi città culturali – Roma, Milano, Venezia, Firenze, Napoli – che restano i principali poli di attrazione turistica.

Tra gli itinerari più redditizi, spicca la rotta Roma-Napoli-Costiera Amalfitana, che mantiene il primato in valore assoluto, ma è il triangolo Roma-Firenze-Venezia a registrare il maggiore incremento percentuale, con un +69,2% in soli due anni.

Dove spendono i turisti stranieri

Quasi la metà della spesa dei viaggiatori stranieri è destinata a ristoranti e strutture ricettive (49,6%). Subito dopo viene il settore della moda e accessori, con un 12,2% di quota.

In particolare, i turisti del Medio Oriente e del Sud-Est Asiatico mostrano una forte predilezione per il luxury shopping, spendendo oltre il 30% del loro budget in abbigliamento, gioielli e grandi magazzini – cifre molto superiori alla media degli altri turisti.

Politiche e strategie mirate

Sulla stessa linea anche Marcello Sala, presidente di Nexi, che ha ribadito l’importanza dei dati per sostenere la crescita del settore: “Questo rapporto fornisce uno strumento utile e innovativo per guidare politiche e strategie mirate.”
Secondo Magda Antonioli, presidente dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, “la conoscenza puntuale dei comportamenti di spesa dei turisti esteri è fondamentale per costruire una governance efficace e adattiva del comparto”.

Cresce l’occupazione, ma l’Italia rischia di restare senza lavoratori

Il 2024 si chiude con numeri occupazionali da record: sono oltre 800 mila le persone in più al lavoro rispetto al 2019. Un risultato ottenuto grazie a una serie di riforme che hanno trasformato l’approccio alle politiche del lavoro. Da misure passive si è passati a strumenti dinamici, mirati a migliorare l’incontro tra chi cerca lavoro e chi assume.

È quanto emerge da una recente analisi della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, come riporta Adnkronos, che sottolinea come questi meccanismi abbiano contribuito a rafforzare la struttura del mercato del lavoro italiano. Ma il quadro non è del tutto rassicurante.

Demografia in caduta libera: cala la fascia d’età lavorativa

A minacciare la sostenibilità del sistema occupazionale è l’evoluzione demografica. Secondo le proiezioni basate su dati Istat, entro il 2030 l’Italia perderà oltre 1,1 milioni di persone in età compresa tra i 15 e i 64 anni. Il calo sarà ancora più marcato nel decennio successivo: più di 5 milioni di lavoratori potenziali in meno al 2040.

Questa tendenza rischia di generare un divario crescente tra il numero di persone disponibili a lavorare e la domanda occupazionale, destinata a restare alta anche nei prossimi anni, soprattutto per effetto dei pensionamenti.

Le regioni del Sud in maggiore difficoltà

Se a livello nazionale la flessione è significativa, nelle regioni del Mezzogiorno l’impatto sarà ancora più pesante. La Basilicata perderà l’8,1% della sua popolazione attiva entro il 2030, seguita da Sardegna (-7,8%), Calabria (-6,6%), Puglia (-6,4%), Campania e Sicilia (entrambe con -6%).

A livello provinciale, si segnalano riduzioni preoccupanti in territori come Nuoro, Potenza, Enna, Caltanissetta e Oristano, con flessioni vicine o superiori al 9,5% entro il 2040.

Il paradosso dell’Italia che vuole assumere, ma non trova

La vera sfida sarà conciliare la necessità delle imprese di reperire personale con un’offerta sempre più scarsa. Se non verranno attuate politiche di lungo periodo su natalità, formazione e immigrazione, il rischio concreto è che l’Italia possa avere posti di lavoro da offrire… ma nessuno da assumere.

Bibite analcoliche: un comfort food per il 46% degli italiani

Il 46% dei consumatori italiani considera le bibite analcoliche veri e propri comfort food, collocandole accanto a classici intramontabili come pizza, lasagne e cioccolato.
Le nuove generazioni, in particolare i giovani tra 18 e 30 anni, sembrano apprezzare sempre più i cibi e le attività che evocano sensazioni di benessere e familiarità.

Non sorprende, quindi, che la Gen Z stia trasformando il brunch, o meglio, il brinner, parola nata dall’unione di brunch e dinner, nel nuovo momento social per eccellenza.
È quanto emerge da un’indagine condotta da Euromedia Research e diffusa da Tinder, che conferma come le menzioni in ‘bio’ degli utenti della piattaforma ai ‘brunch’ dal 2024 al 2025 sia aumentata del 7%.

Un momento slow in una vita fast

Inoltre, secondo Tinder, “nel 2025, le menzioni in bio alla ‘colazione’ sono aumentate del 4,5% , mentre quelle relative ‘all’aperitivo’ sono diminuite del 16,5%”.
Sempre più appartenenti alla Gen Z, infatti, preferisce la colazione fuori al classico aperitivo, perché è più economica, più varia e più ‘sincera’.

In particolare, sono convinti che ‘dietro un caffè si parli meglio che davanti a un Negroni’.
Quanto al brunch, la Gen Z lo ama perché è un momento slow in una vita fast: niente sveglie all’alba, né attese infinite per la cena.
Insomma, il brunch è considerato la coccola del weekend, ma anche il nuovo rituale per chi lavora o studia ‘in smart’.

Nasce il mocktail per un dating senza alcol

Una altro trend in voga è quello dei mocktail, abbreviazione inglese delle parole ‘mock’ e ‘cocktail’, che significa ‘finto cocktail’. I  mocktail sono ormai una certezza per la Gen Z, che preferisce ridurre, o eliminare, l’alcol durante le proprie uscite.

Come confermato dai dati di Tinder in Italia, le menzioni in bio ai ‘drink’ sono diminuite del 25% rispetto allo scorso anno.
Anche per questo, l’aperitivo tradizionale sta perdendo appeal, confermando la tendenza già rilevata nel report Future of Dating del 2023. Ovvero, la diffusione del ‘dry dating’, fatto di connessioni più autentiche e senza alcol.

Dalle colazioni condivise ai brunch matchati nascono nuovi format

Nasce così lo ‘zebra striping’, una nuova frontiera del beverage che alterna cocktail e mocktail in un’unica esperienza gustativa. Si tratta di un nuovo modo di vivere la socialità, più consapevole e attento alla salute.

Nel frattempo nascono anche nuovi format, riporta Ristorazionenews, dalle colazioni condivise ai brunch matchati fino alle community food events, luoghi in cui ci si incontra davvero, mescolando cibo e connessioni umane.

Pasqua e Ponti primaverili: “vendute” oltre 670mila camere

Secondo l’ultima indagine svolta da ISNART per Unioncamere ed ENIT nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio, per il periodo pasquale 2025, gli operatori del settore turistico italiano segnalano un tasso di riempimento camere di quasi il 60%. Che per il solo comparto hôtellerie corrisponde a oltre 670mila camere vendute, per un fatturato stimato di circa 128 milioni di euro. 

Positivi i dati delle prenotazioni nelle città d’arte (63,9%), nelle località di montagna (61,3%) e nelle destinazioni termali (59,6%).
Ma il trend di prenotazioni più consistente riguarda le mete del turismo slow delle aeree interne del Paese, che raggiungono oltre il 70% di camere occupate. Una su dieci in più rispetto al consuntivo 2024.

Arrivi aerei dall’estero +4,5%

Appare all’altezza delle aspettative anche il trend di vendita anticipata per i ponti primaverili, rispettivamente, 57% per il Ponte del 25 Aprile e 55% per quello del 1° Maggio. 

Su questi numeri incide sicuramente l’apporto del turismo estero. Tra marzo e maggio 2025 gli arrivi aeroportuali complessivi in Italia dall’estero sono previsti in aumento del +4,5% rispetto al medesimo trimestre 2024: 6.826.831 contro 6.534.725, di cui il 96% leisure.
Il 28,4% di questi flussi è atteso a Roma, sulla scia dell’effetto Giubileo. Infatti, nel Lazio, in Umbria e nella Marche il 30% delle imprese associa la crescita della propria clientela all’Evento Giubilare.

Previsioni positive anche per i mesi estivi

I primi 5 mercati di provenienza per trascorrere le festività in Italia sono Regno Unito, con una quota parte del 15,1%, Germania, con il 10,3%, Stati Uniti, con l’8,7%, Francia, con l’8,8% e Spagna, con il 7,7%. 
Quasi il 10% delle partenze verso le mete italiane sono intorno al 17 aprile, a ridosso del weekend pasquale. 

Ancora una volta l’Italia supera nella scelta dei turisti i competitor francesi, registrando 7 milioni di arrivi contro i 4,5 previsti negli scali aeroportuali transalpini.
E per l’estate 2025? Gli operatori segnalano già di aver venduto 6 camere su 10 per i soggiorni nel mese di giugno, il 64,8% per luglio e il 65,4% per agosto.

“Un turista su quattro sceglie l’Italia per il suo rapporto qualità/prezzo”

“Le festività pasquali e i prossimi ponti rappresentano un momento importante per il nostro Paese, meta di vacanzieri provenienti da tutto il mondo – commenta Ivana Jelinic, AD Enit -. I numeri ci danno ragione, l’Italia continua a crescere nei diversi comparti del turismo.

Tanto che un turista su quattro sceglie l’Italia per il suo buon rapporto qualità/prezzo.
Inoltre, “sono molte le imprese della filiera che nonostante l’inflazione spinga verso l’alto i costi di gestione stanno investendo in servizi sempre più personalizzati, per cogliere nuovi cluster di mercato – aggiunge Loretta Credaro, Presidente Isnart -, si pensi ai cicloturisti e alla crescita del wellness, e a mirare alla domanda alta di gamma, disposta a pagare per un’offerta di qualità”.

Crescono i cyberattacchi Trojan Banker su smartphone: +196% nel 2024

Nel corso dell’ultimo anno, a livello globale Kaspersky ha rilevato più di 33,3 milioni di attacchi agli utenti su smartphone. 
Tali attacchi hanno coinvolto vari tipi di malware e software dannosi. In particolare, i Trojan Banker, che su smartphone sono aumentati del 196% rispetto all’anno precedente.

Questo malware è stato progettato per rubare le credenziali degli utenti per l’online banking, i servizi di pagamento elettronico e i sistemi per le carte di credito. Il numero di attacchi Trojan banker su smartphone Android è passato da 420.000 nel 2023 a 1.242.000 nel 2024.
Secondo il report di Kaspersky ‘The mobile malware threat landscape in 2024’, pubblicato in occasione del Mobile World Congress 2025 di Barcellona, i cybercriminali stanno cambiando strategia, utilizzando la distribuzione di massa dei malware per rubare le credenziali bancarie.

Cambio di strategia: distribuire gli stessi file al maggior numero di vittime

I cybercriminali ingannano le vittime convincendole a scaricare i Trojan banker tramite link inviati via SMS o app di messaggistica, allegati dannosi o indirizzando gli utenti a pagine web pericolose.
Spesso, usano account hackerati per inviare messaggi, aumentando la credibilità della truffa. Inoltre, sfruttano notizie di tendenza e argomenti di attualità per creare un senso di urgenza e abbassare così la guardia delle vittime.

“I cybercriminali hanno iniziato a ridurre i loro sfori per creare pacchetti di malware unici, concentrandosi invece sulla distribuzione degli stessi file al maggior numero possibile di vittime – ha affermato Anton Kivva, Security Expert di Kaspersky -. Oggi più che mai è importante essere informati e sensibilizzare i propri conoscenti, dai bambini agli anziani, perché nessuno è al sicuro da truffe ben ideate e da trucchi psicologici volti a sottrarre le informazioni bancarie”.

Nel 2024 2,8 milioni di attacchi al mese in media

La classifica delle minacce più diffuse comprende malware, adware e software indesiderati
Nel corso del 2024, i cybercriminali hanno realizzato in media 2,8 milioni di attacchi malware, adware e software dannosi su dispositivi mobili ogni mese. 

Sebbene i Trojan banker siano la tipologia di malware che sta crescendo più rapidamente, nella classifica generale si collocano al quarto posto per la quantità di utenti attaccati, con una percentuale del 6%.
La tipologia di malware più diffusa rimane quella degli AdWare, che conta il 57% del totale, seguito dai Trojan generici (25%) e dai RiskTools (12%). 

La minaccia più attiva? Investimenti e pagamenti falsi tramite Fakemoney

Nel 2024, Fakemoney, un gruppo di applicazioni fraudolente progettate con l’obiettivo di ottenere investimenti e pagamenti falsi, è stata la minaccia più attiva. Un altro malware pericoloso è stato il Trojan Triada, diffuso attraverso versioni modificate di WhatsApp, in grado di scaricare ed eseguire moduli aggiuntivi dannosi o adware, per visualizzare, ad esempio, annunci pubblicitari o effettuare altre operazioni dannose.

Le versioni non ufficiali di WhatsApp sono state classificate al terzo posto per attività, subito dopo la categoria di minacce generiche basate sul cloud.

Disuguaglianze di genere: in Italia sono ancora una realtà 

Le donne in Italia continuano a essere svantaggiate in diversi ambiti della società, in particolare nel mondo del lavoro, nella sfera familiare e nella partecipazione sociale. Questo è quanto emerge dal Rendiconto di Genere, presentato oggi a Roma dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, che fotografa la situazione femminile attraverso i dati relativi all’occupazione, ai salari, alle pensioni, alla conciliazione tra vita privata e professionale e alla violenza di genere. In estrema sintesi, il report ancora forti disparità.

Lavoro e retribuzione

Nel 2023, il tasso di occupazione femminile è stato del 52,5%, inferiore al 70,4% degli uomini. Solo il 42,3% delle nuove assunzioni ha riguardato donne, con un accesso limitato ai contratti stabili. Il lavoro part-time coinvolge il 64,4% delle lavoratrici, spesso in modo involontario.

Le donne guadagnano in media il 20% in meno degli uomini e solo il 21,1% dei dirigenti è di sesso femminile.

Istruzione e carriera

Pur essendo più istruite (59,9% delle lauree è conseguito da donne), le opportunità di carriera restano limitate. Le posizioni di vertice sono ancora appannaggio maschile.

Lavoro di cura e pensioni

Le donne sostengono la maggior parte del carico familiare: nel 2023 hanno usufruito di 14,4 milioni di giornate di congedo parentale, contro 2,1 milioni degli uomini. La carenza di servizi per l’infanzia aggrava ulteriormente questo carico.

Inoltre, le pensioni delle donne sono mediamente più basse del 25,5% rispetto agli uomini, con un divario che tocca il 44,1% per le pensioni di vecchiaia.

Violenza di genere

Le denunce per violenza sulle donne sono in aumento. Il Reddito di Libertà, pensato per le vittime di violenza domestica, è stato erogato solo in alcune regioni per carenza di fondi.

Verso l’uguaglianza

Secondo Roberto Ghiselli, Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, servono interventi sistemici nel lavoro, nei servizi e nella cultura per garantire una vera parità di genere.

Il mercato dei viaggi in Italia: direzione innovazione 

Il settore turistico italiano sta vivendo un’importante trasformazione, guidata dall’innovazione digitale e da nuovi modelli di consumo. Lo svela la ricerca dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano.

Mentre l’ospitalità cresce del 5% e i trasporti registrano un incremento del 10%, l’intelligenza artificiale, l’eCommerce e la flessibilità nei pagamenti stanno ridefinendo le esperienze di viaggio.

Ospitalità e turismo digitale

Nel 2024, il mercato dell’ospitalità ha raggiunto i 37,8 miliardi di euro, trainato principalmente dai turisti internazionali. L’inflazione ha ridotto i flussi interni, ma l’interesse per il turismo esperienziale e per le prenotazioni online ha compensato questo calo.

Per la prima volta, l’eCommerce turistico cresce al ritmo del mercato generale (+5%), segnando una stabilizzazione dopo anni di espansione a doppia cifra. Le prenotazioni dirette online stanno diventando sempre più dominanti, con un aumento del 15% rispetto al 2019.

Il futuro del trasporto

I trasporti hanno raggiunto i 26,3 miliardi di euro, con un incremento del 10%, sostenuto in gran parte dal settore aereo (+11%). Il digitale è il vero protagonista: il 12% della crescita del settore è dovuto all’aumento delle vendite online, con l’85% delle prenotazioni effettuate direttamente sulle piattaforme delle compagnie.

Il mercato sta rispondendo alla domanda con soluzioni sempre più personalizzate, come la possibilità di modificare le prenotazioni in tempo reale e l’uso dell’AI per suggerire le migliori tariffe.

Il ritorno dei viaggi organizzati e il cambiamento nel business travel

Dopo anni di difficoltà, tour operator e agenzie di viaggio hanno superato i livelli pre-pandemia, con una crescita del 9%. Anche il business travel sta trovando un nuovo assetto: le aziende italiane hanno speso 22 miliardi di euro per le trasferte, mentre il costo medio per viaggio è finalmente in calo.

Le trasferte di lavoro stanno cambiando forma: cresce l’uso del treno, si diffondono eventi aziendali collettivi e si adottano strumenti digitali per ottimizzare costi e organizzazione.

Tecnologia, intelligenza artificiale e nuove abitudini di pagamento

L’intelligenza artificiale sta modificando il modo in cui le persone pianificano i loro viaggi: il 15% dei turisti italiani utilizza strumenti AI per scegliere itinerari e destinazioni. Le agenzie di viaggio sono tra i primi a integrare queste tecnologie, con il 29% che ha avviato progetti di sperimentazione.

Anche le modalità di pagamento stanno cambiando: il 51% dei viaggiatori italiani preferisce soluzioni flessibili per le prenotazioni, mentre il 18% sceglie fornitori che offrono pagamenti rateali. Il modello “buy now, pay later” sta guadagnando terreno, con le agenzie di viaggio in prima linea nell’adozione di questa formula.
L’industria turistica italiana sta evolvendo verso un modello sempre più digitale e personalizzato, rispondendo alle nuove esigenze di un mercato in continua trasformazione.

Micro-aggressioni: un fenomeno subìto dal 62% degli italiani, anche al lavoro

Apparentemente innocue, ma nella realtà gravi e insidiose. Le micro-aggressioni sono comportamenti, espressioni verbali o atteggiamenti che trasmettono messaggi ostili o discriminatori. Sebbene spesso si presentino in maniera sottile, possono avere un impatto profondo su chi le subisce e su chi ne è testimone.

La loro natura ambigua le rende difficili da identificare, e non di rado vengono minimizzate con frasi del tipo: “Stavo solo scherzando!”. Tuttavia, queste azioni causano disagio e frustrazione, contribuendo a creare un clima negativo.

I dati emersi da una recente indagine

Un’indagine condotta da Nespresso, con il coinvolgimento della community di LinkedIn esterna all’azienda, ha rilevato che il 62% dei partecipanti ha subito micro-aggressioni, mentre il 70% ha assistito ad almeno un episodio. Questi comportamenti si concentrano principalmente sul genere (41%), ma anche sull’età (18%) e sull’aspetto fisico (15%).

Sebbene queste abbiano un impatto negativo, nell’80% dei casi le micro-aggressioni non vengono riconosciute come discriminazioni, a causa della mancanza di consapevolezza sul fenomeno. Più di una persona su quattro ha ammesso di provare disagio o rabbia di fronte a queste situazioni.

Obiettivo inclusione

“Affrontare le discriminazioni è da sempre una priorità per Nespresso. Ci impegniamo a promuovere una cultura basata sul rispetto e sull’inclusione,” ha dichiarato Simona Liguoro, Direttrice HR di Nespresso Italiana. Secondo Liguoro, le micro-aggressioni verbali rappresentano un fenomeno spesso trascurato, ma che necessita di maggiore attenzione per definire confini chiari e strumenti di prevenzione.

L’indagine è stata sviluppata con il supporto di Chiara Bisconti, consulente di risorse umane ed esperta in diversità, equità e inclusione (DEI), e Valentina Dolciotti, formatrice e fondatrice di DiverCity Magazine. L’obiettivo è quello di fornire alle aziende una comprensione più approfondita del problema, delineando percorsi formativi e strumenti pratici, come un glossario, per identificare e contrastare le micro-aggressioni.

La necessità di sensibilizzare e formare

Chiara Bisconti sottolinea l’importanza della formazione e del dialogo all’interno delle organizzazioni: “Per affrontare efficacemente il problema, è fondamentale creare ambienti in cui le persone si ascoltino e si supportino reciprocamente. Le aziende possono diventare comunità collaborative e rispettose, dove tutti si sentono accolti e valorizzati.”

Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile prevenire le micro-aggressioni e promuovere una cultura aziendale inclusiva e rispettosa.